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10 ottobre 2021

D come Domodossola - seconda parte

19 agosto

La giornata trascorsa in val Formazza è stata intensa e un po' impegnativa ma la sveglia non ci sorprende neanche oggi, siamo pronte a esplorare una nuova valle: la val Vigezzo.
Per vivere a pieno l'esperienza decidiamo di utilizzare una delle attrazioni più celebri della zona, ovvero la Vigezzina (o Treno delle Centovalli), ma dato che dobbiamo sempre distinguerci dalla massa invece di salire sul treno a Domodossola dove "nasce" percorriamo in auto il primo tratto di valle e lasciamo l'auto a Santa Maria Maggiore.
Su consiglio sia di Michela, sia dell'addetto della ferrovia incontrato il primo giorno, abbiamo prenotato i biglietti in anticipo, così verso le 10 saliamo sul treno e ci accomodiamo ai nostri posti.

Panorama dell'alta val Vigezzo dai finestrini del Treno Centovalli.

Attenzione: il Treno delle Centovalli parte dall'Italia e termina la sua tratta in Svizzera, quanto scriviamo si riferisce al momento in cui noi abbiamo fatto il viaggio, prima di recarvi in un Paese straniero, soprattutto se esterno all'area Schengen, vi consigliamo di documentarvi sulle norme anticovid da seguire sul sito del Ministero degli esteri.

Il viaggio dura poco più di un'ora e scorre piacevolmente anche se le nostre aspettative non vengono totalmente soddisfatte: pensavamo di poter ammirare maggiormente il panorama invece il treno percorre la maggior parte del tragitto tra i boschi. Per questo lo consigliamo vivamente durante il periodo autunnale quando la colorazione delle foglie sarà sicuramente uno spettacolo da non perdere.
Giunte alla stazione di Locarno come prima tappa ci rechiamo in un piccolo bar di fronte alla stazione per una sosta caffè, toilette e info. La cameriera ci indica la via più semplice sia per raggiungere il centro sia per il lungo lago.
Optiamo per incamminarci verso il centro città dove seguiamo un po' i ricordi di Kowalsky (che è già stata qui qualche anno fa) e un po' l'istinto per scoprire qualche scorcio interessante, il castello Visconteo e la piazza Grande. La città è carina, ma da un lato la ressa e dall'altro il fatto che il centro non sia pedonale (nonostante le strette vie di acciottolato) non contribuiscono ad affascinarci. Decidiamo quindi di spostarci sul lungo lago per pranzare con i panini portati da casa.

Rifocillate e soddisfatte iniziamo l'esplorazione della punta svizzera del lago Maggiore, tra moli, giardini e parchi gioco. Osserviamo la vita acquatica e le diverse attività a disposizione dei turisti, ci concediamo anche una sosta all'ombra di un maestoso albero ammirando il panorama, fino a quando non arriva l'ora di tornare verso la stazione per riprendere il treno sulla via del ritorno.

Molo sul lungo lago a Locarno.

Il viaggio di ritorno scorre tra chi schiaccia un pisolino e chi decide di fotografare il panorama e in poco tempo siamo di nuovo a Santa Maria Maggiore.
La nostra prima destinazione è il Museo dello Spazzacamino, un piccolo spazio espositivo che raccoglie materiale da tutto il mondo e consente di conoscere meglio questi giovani lavoratori coraggiosi, che troppo spesso associamo all'allegra figura di Bert, ma che in realtà conducevano una vita davvero difficile.

Una delle installazioni che decorano il tetto del Museo dello Spazzacamino.

La visita è istruttiva e interessante, ma ci lascia un po' scosse così decidiamo di girovagare senza meta per le vie del paese per soddisfare la nostra anima di esploratrici. Ci concediamo due pause: la prima al Caffè Pagani per un gelato della latteria locale e la seconda al Birrificio Ossolano dove ci facciamo consigliare e acquistiamo delle birre sia per la cena sia da portare a casa come souvenir.
Tutto sommato siamo soddisfatte della giornata e possiamo recuperare la macchina per ritornare alla nostra "base operativa", come le altre sere ceniamo a casa con un bel boccale di birra ossolana.

Birre ossolane.

15 dicembre 2019

Skipper, la Ville Lumière e i BTS

Le Pinguine in Viaggio, specialmente Rico e Skipper, sono solite fare colpi di testa durante l'anno e scappare in qualche città europea inseguendo mostre o spettacoli.

Da qualche mese a questa parte, Skipper è ringiovanita (una teenager, come si ostinano a sottolineare le altre pinguine) ed è impazzita per i BTS, gruppo musicale sud coreano ormai noto al grande pubblico grazie ai successi internazionali.

Quando ha scoperto che Parigi avrebbe ospitato una data del loro nuovo tour mondiale Love Yourself - Speak Yourself ha provato a fare gli occhi dolci a Soldato, Kowalski e Rico, ma è risultata poco convincente. Quindi si è rivolta ad una alleata altrettanto valida per le follie inerenti l'oriente e ha programmato un nuovo folle weekend parigino con Val.

Presi i biglietti il giorno stesso in cui hanno aperte le vendite tramite Best Events, le due baby ARMY hanno provveduto ad acquistare i biglietti per il TGV in agenzia viaggi e prenotato un Residhome nei pressi di Gare de Lyon attraverso Booking.
Tutto era pronto. Ora dovevano solo aspettare il 7 giugno.

7 giugno
Sveglia alle 5.30 per essere in stazione con un buon anticipo, zainetto stipato di generi di conforto, prenotazioni varie e power bank super carichi. Lo sguardo in stazione osserva felpe, magliette, cerchietti e sale ad incrociare gli occhi di altri gruppetti che viaggiano verso la stessa meta, scambiando sorrisi complici.
Arrivo alla Gare de Lyon.

Il viaggio in TGV scorre rapido e, giunte alla Gare de Lyon, Val e Skipper si scontrano subito col vento freddo e il clima psicotico di Parigi. Percorrono a piedi i 10 minuti che le separano dal Residhome Jacqueline de Romilly, una struttura nuovissima, molto pulita e confortevole.
Una volta sistemate nella stanza, decidono di occupare parte delle ore che le separano dal concerto con un primo assaggio della città. Per Val è la prima volta a Parigi, quindi oltre all'entusiasmo per il concerto si aggiunge il desiderio di scoperta.
Tornate a Gare de Lyon, acquistano alle macchinette i biglietti della RER per lo stadio (e ritorno) e il biglietto per la metro. Con la linea 1 direzione La Defense arrivano sino al Louvre, dove passeggiano tra le corti, attorno alla piramide di Pei. 
Cour Napoléon.

Uscite dagli spazi del Louvre, sotto i portici di Rue de Rivoli, tra uno scroscio di pioggia e un raggio di sole, si incamminano verso Les Halles. 
Les Halles.

L'idea era di visitare l'Eglise Saint-Eustache ma i giardini attorno ad essa sono chiusi a causa di una manifestazione. Attraversano perciò gli spazi coperti del mercato, osservando le vetrine del negozio LEGO, per poi cercare un posticino per merenda. La scelta cade su Paris Baguette, dove gustano il primo assaggio di pure beurre con un croissant, un chausson aux pommes e due caffè. 
Spuntino al Paris Baguette.

Al riparo del caffè riescono ad evitare un rovescio temporalesco; una volta terminato si dirigono alla fermata della RER e con la linea D giungono alla fermata Saint Denis - Stade de France. Arrivare allo stadio è molto semplice, dato che è sufficiente accodarsi al flusso di persone. In prossimità della struttura si iniziano a sentire le esclamazioni concitate a causa dei video e sale l'emozione. La coda di fronte alla porta Y è parecchio lunga, dato che i controlli sono puntigliosi: non appena preso posto in fila, un nuovo violento e ventoso acquazzone costringe Skipper e Val a bardarsi con le mantelle antipioggia. 
La coda e le nubi cariche di pioggia.

Dopo circa un'ora e mezza di attesa ecco che finalmente superano i controlli e prendono possesso dei loro seggiolini sugli spalti. Le due ore e mezza di concerto volano e il deflusso dallo stadio è più rapido del previsto: poco dopo la mezzanotte sono nel loro mini appartamento e cercano di fissare nella memoria l'esperienza vissuta.
Tramonto all'interno dello Stade de France.


8 giugno
La colazione a buffet del Residhome riempie le pance e Skipper e Val sono pronte ad andare alla scoperta della città. Il cielo pare reggere perciò ne approfittano per una passeggiata fino a Place de la Nation, esplorando il quartiere che le ospita. Dalla piazza, in buona parte chiusa a causa di lavori, prendono la linea 2 della metro in direzione Porte-Dauphine, costeggiano con il treno l'area del cimitero di Père Lachaise e scendono alla fermata di Anvers, da cui iniziano la visita verso la basilique du Sacré-Coeur. Tra un negozio di souvenir e l'altro giungono alla funicolare, che sfruttano dato che è compresa nell'abbonamento dei mezzi che hanno acquistato. Il cielo azzurro e l'aria limpida rendono la vista su Parigi davvero speciale ed esaltano il bianco dell'edificio religioso.
La Basilica del Sacro Cuore.
Le viuzze di Montmartre portano a passeggiare senza una meta precisa, osservando le bancarelle e il viavai di turisti. Anche se non pare, un punto di arrivo in questo girovagare è ben fisso nella testa di Skipper che, memore del viaggio precedente, vuole portare Val ad assaggiare specialità francesi al Coquelicot, nei pressi della fermata Abbesses.
Pranzo al Coquelicot.

La passeggiata in città prosegue percorrendo le strade in discesa verso la fermata Pigalle della metro, per scattare qualche fotografia alla facciata del famoso Moulin Rouge. Il viale alberato di Boulevard de Clichy offre la possibilità di procedere, riparate dal sole, verso Place de Clichy, da cui si sarebbe dovuto procedere in maniera rapida verso il secondo punto di visita della giornata. 
Il Moulin Rouge.

Tuttavia, a causa delle manifestazioni dei gilets jaunes, il percorso in metro si allunga, finché, con la RER linea C arrivano alla stazione Champ de Metro - Tour Eiffel. Ne approfittano per una breve passeggiata lungo Senna sulla promenade che conduce al Carousel de la Tour Eiffel. 
Ovviamente il tempo era stato sin troppo clemente, quindi le due turiste sono costrette a tirare fuori le mantelle antipioggia, per ripararsi da un nuovo temporale particolarmente ventoso. Lasciando alle spalle la torre, risalgono i giardini verso il Trocadero e improvvisamente il cielo si apre nuovamente!
La Tour Eiffel dai giardini del Trocadero.
Il vento permette di asciugare e ritirare le mantelle. Tra i visitatori compaiono alcune borse molto familiari: il pop-up store dei BTS si trova infatti poco lontano. Pur non essendo nel programma, decidono di vedere quanto lunga sia la coda e...infine si fermano. La curiosità è troppa. L'attesa è di circa un'ora, ma tra chiacchiere e nuove conoscenze il tempo passa; inoltre, oltre la metà della coda, alcuni addetti distribuiscono gli opuscoli del merchandising in vendita e si può iniziare a decidere cosa acquistare.
Uno degli allestimenti del pop-up store.
Felici, con le borse dello shopping appena effettuato, Val e Skipper ritornano a Trocadero per prendere la linea 6 della metro, direzione Nation. Scendono alla fermata Edgar Quinet e raggiungono l'entrata della Tour Montparnasse per la salita al deck panoramico. La visita all'esterno deve attendere perché nel frattempo ha ricominciato a piovere, pertanto ne approfittano per esplorare l'area coperta, tra pannelli esplicativi, negozio di souvenir e foto dalle ampie vetrate.
Arcobaleno su Parigi.
Infine, raggiungono il tetto panoramico e ne percorrono il perimetro, fermandosi per utilizzare i "binocoli storici" che permettono di vedere come si sia sviluppata la città di Parigi attraverso i secoli. Soddisfatte, riprendono la metro per raggiungere la loro stanza.

9 giugno
Il cielo grigio rispecchia l'umore. Nessuna delle due ha voglia di terminare questo breve viaggio. Una volta fatta colazione e lasciati i bagagli nel deposito della struttura, si parte per l'ultimo giro di visita. Appositamente, Skipper ha lasciato per ultima la Cité, che raggiungono con la medesima linea usata il primo giorno, scendendo alla fermata Châtelet.
Arrivano all'Île de la Cité attraverso il Pont au Change che conduce di fronte alla Conciergerie e al Palais de Justice, per poi proseguire verso la Cattedrale di Notre-Dame. 
La Chatédrale Notre-Dame


L'incendio del 15 aprile ha privato abitanti e turisti di una parte visiva importante per la città, perché volenti o nolenti si cerca la guglia non solo quando si è nelle vicinanze della Cité, ma anche dai punti panoramici. 
Lasciate alle spalle le mura di pietra, cercano di visitare la famosa libreria Shakespeare and Company, che però è chiusa di domenica. Scelgono perciò di passeggiare nel quartiere di St. Michel, raggiungendo la chiesa di St. Germain des Prés per assistere ad un pezzo della funzione. L'orologio ticchetta, ricordando che è ora di fare un rapido pranzo prima di recuperare i bagagli e prendere il treno per il viaggio verso casa, durante il quale si iniziano a raccogliere le idee per il blog.
Appunti di viaggio.


Nota di Skipper.
Non ho volutamente raccontato in questo post le dinamiche del concerto, perché potete trovare tutte le informazioni su Bts ARMY France, ma vorrei condividere alcune impressioni. Il colpo d'occhio all'interno dello stadio è favoloso, ma la sensazione di gioia era già percepibile al di fuori delle gradinate. Io non sono più una ragazzina eppure la ragione per cui mi sono appassionata alla loro musica era palese quel pomeriggio. Attorno a me c'erano un gran numero di ragazze giovani, vero, ma non solo. C'erano gruppetti di ragazzi, coppie più grandi di me, mamme e papà che accompagnavano ma che contemporaneamente ballavano e saltavano, pur non sapendo le canzoni. C'erano spettatori provenienti da mezza Europa, c'erano etnie che si mescolavano e c'era il desiderio di far sentire la propria voce, cantando tutte le canzoni proiettate sui maxi schermi. Non importa se non ascoltate la musica che ascolto io, ma andate a sentire un concerto dal vivo! Portateci gli amici, i figli, scambiatevi opinioni e ampliate i vostri orizzonti. Uno dei messaggi che i BTS stanno cercando di portare nel mondo, pur non essendo i primi a farlo, è proprio quello di amare se stessi e gli altri, un percorso complesso, che non termina forse mai ma che sarebbe bello diventasse l'impegno di tutti. 

Tra noi pinguine, dopo quattordici anni di frequentazione, ci si prende spesso in giro, vuoi per le caratteristiche fisiche, vuoi per gli interessi o le abitudini; tuttavia ci siamo sempre l'una per l'altra e gioiamo e festeggiamo i successi di ognuna di noi. 

17 marzo 2019

Berlino: imparare a viaggiare

Viaggiare non significa solo scoprire nuovi angoli di mondo, significa soprattutto imparare. Nei 14 anni di viaggi insieme, noi pinguine abbiamo imparato tanto.
Abbiamo imparato frammenti di storia sconosciuti, tradizioni, cibi e, soprattutto, bevande di ogni genere; abbiamo imparato a condividere il tempo e le esperienze tra di noi e con le persone incontrate lungo il cammino. Abbiamo imparato qual è il nostro modo ideale di viaggiare: on the road, in luoghi ventosi e super organizzato (l’improvvisazione non è il nostro forte).
Ma non si smette ma di imparare e a fine febbraio abbiamo ricevuto una lezione di viaggio che non dimenticheremo facilmente!
Il sole sorge... ma ancora ignoriamo le nostre future peripezie.
Skipper e Rico hanno organizzato uno dei loro soliti folli week end in giro per l’Europa; prevedeva aereo, noleggio di un auto, visita a una mostra, arrivo in hotel il primo giorno e poi giro in città, restituzione auto, trasferimento con navetta in hotel il secondo giorno, per poi ritornare a casa la mattina presto del terzo giorno.
Tutto programmato al minuto… tutto (o quasi) non rimborsabile.
Ma non sempre il mondo si adatta ai nostri programmi e così, sabato 23 febbraio dopo esserci imbarcate sull’aereo, il personale ci comunica che ci sono alcuni problemi con una delle toilette e che tenteranno di risolverli, ma dopo circa un’ora e mezza ci fanno sapere che non sarà possibile partire con quel velivolo quindi ci fanno sbarcare e ci mettono in attesa per sapere se e quando ne troveranno uno sostitutivo. In quel momento inizia il panico… come gestiamo il nostro week end iperorganizzato? La prima cosa da fare è cercare di contattare la sede della mostra per provare a cambiare i biglietti di ingresso (si rivelerà impossibile), poi dobbiamo annullare la prenotazione della macchina (ci riusciamo all’ultimo minuto), infine dobbiamo capire come raggiungere l’hotel con i mezzi pubblici. Svolgiamo tutte queste mansioni mentre gustiamo un bagel al salmone acquistato grazie al buono pasto offerto da Easyjet e poi cinque ore dopo la prevista partenza ci imbarchiamo su un nuovo velivolo che ci porterà a Berlino.

Il volo trascorre piacevolmente, il comandante guadagna circa 15 minuti in volo e atterriamo a Schönefeld verso le 16.40, il sole sta pian piano tramontando e l’aria è fresca, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la stazione della Bahnhof dello scalo aeroportuale e prendere il treno S9 verso il centro. Il viaggio dura circa 45 minuti, scendiamo alla stazione Jannowitzbrüche e ci dirigiamo verso l’hotel che ci ospiterà per questa notte l’Holiday Inn Express Berlin – Alexander Platz, che a dispetto del nome non si trova nella famosa piazza ma a poca distanza da essa. Ritiriamo la chiave della nostra camera e, dopo aver fatto richiesta di rimborso per il ritardo del volo e aver tentato un’ultima disperata telefonata alla sede della mostra, decidiamo di goderci il tempo nella capitale tedesca. 
Uscite dall’hotel precorriamo Stralauer Strasse fino al municipio e ammiriamo la Torre della televisione illuminata, poi ritorniamo sui nostri passi per addentrarci nel quartiere Nikolaiviertel, passeggiamo tra i vicoli ammirando gli edifici e alle 19.30 entriamo in un ristorante (che Rico conosce) per la cena, qui però ci comunicano che la cucina è chiusa! Un po’ sorprese visto l’orario e visto che è sabato sera, proseguiamo e appena voltato l’angolo troviamo una graziosa trattoria che ci accoglie e ci rimpinza a dovere.
Serata berlinese, il municipio e la torre della televisione illuminati.

31 maggio 2018

Un week end tra Verona e Venezia

Qualche mese fa la mia amica artista Elisa, è stata invitata a esporre un'opera ad una mostra a Venezia e mi ha chiesto se in aprile mi avrebbe fatto piacere accompagnarla all'inaugurazione. Potevo io abbandonare un'amica nel momento del bisogno? E così ne abbiamo approfittato per trascorrere un week end tra Verona e Venezia.

Venerdì 13 aprile
Partiamo nel primo pomeriggio di venerdì, imbocchiamo la A21/E70 Torino-Piacenza, a Brescia proseguiamo sulla A4/E70 in direzione Venezia, e dopo circa 3 ore e mezzo di viaggio usciamo a Verona Sud. Nonostante la mostra sia a Venezia abbiamo infatti pensato di fare base a Verona e raggiungere Venezia in treno, sia per i costi sia per la distanza. Il traffico in città è molto intenso, questo week end ci sarà anche l'inaugurazione di Vinitaly, cosa che noi abbiamo scoperto solo una settimana prima, cercando un hotel! Con l'aiuto del navigatore raggiungiamo la nostra sistemazione trovata su airbnb: una stanza a casa di una ragazza molto simpatica, in una tranquilla zona residenziale a una ventina di minuti a piedi dal centro e dalla stazione.
Dopo esserci sistemate e rinfrescate andiamo a cena con degli amici veronesi di Elisa, con cui trascorriamo una piacevole serata.

Sabato 14 aprile
La sveglia suona molto presto: ci attende un'intensa giornata a Venezia! Usciamo verso le 7,30, ci fermiamo per strada a fare colazione e a comprare dei panini per pranzo e alle 8,21 saliamo sul treno.
Consiglio: i treni per Venezia sono molto frequenti, io vi consiglio di optare per i regionali veloci, che impiegano un'ora e mezza facendo solo le fermate principali; ci sono anche i treni regionali, che allo stesso costo impiegano però 2 ore e venti minuti; spendendo quasi il doppio ci sono anche i Frecciarossa, ma si risparmiano appena 10 minuti di tempo rispetto ai regionali veloci.
Sono quasi le 10 quando arriviamo a Venezia Santa Lucia e iniziamo a girovagare tra calli, campi, ponti e canali, in una splendida giornata di sole. Sia io che Elisa siamo già state a Venezia e questo ci permette di goderci la città evitando i luoghi più turistici ed affollati, passeggiando un po' a caso, seguendo anche i consigli dei suoi abitanti.
Veduta dal Ponte degli Scalzi, primo scorcio Veneziano.
Ci concediamo comunque qualche foto al Ponte di Rialto e in Piazza S. Marco, per poi andare a cercare un tranquillo campo per consumare il nostro pranzo al sacco. Sedute lungo un canale, ci rilassiamo al sole, godendoci il passaggio ininterrotto di gondole stracolme di turisti, e il colorito vociare dei gondolieri.
Il ponte di Rialto.

Piazza S. Marco.
Nel pomeriggio ci spostiamo verso il rione di Canareggio, molto meno turistico ma anch'esso ricco di tesori. In particolare ci colpisce la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, e la Scuola Grande di S. Marco, sede anche dell'ospedale. Scopriamo che l'ingresso a tutte le chiese è a pagamento (circa 3 euro).
Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

Alle 17,00 ci aspetta l'inaugurazione della mostra "L'inquinamento e le sue possibili soluzioni"  a Palazzo Albrizzi, sede di molti eventi culturali. Il palazzo è molto suggestivo e ci accoglie con un concerto di musica classica. Dopo aver visitato la mostra e aver fatto le foto di rito con gli artisti, ci concediamo qualche stuzzichino offerto dai curatori della mostra.
Terminato il momento "mondano" siamo abbastanza stanche, e decidiamo di dirigerci alla stazione per rientrare a Verona. 
Sono ormai quasi le 21 quando arriviamo a Verona, e ci dirigiamo verso il centro per cercare un locale in cui cenare. Giunte in Piazza Bra scegliamo il Brek, ristorante self service, e vista la gradevole temperatura, decidiamo di consumare la nostra cena nel dehor, godendoci la vista sull'Arena. La città è molto animata, forse più del solito, complici vari eventi collaterali legati a Vinitaly. Per le vie del centro c'è infatti "Vinitaly and the city", con aree dedicate alle eccellenze regionali e svariati concerti.
Per rientrare a casa percorriamo le stradine del centro: attraverso via Cattaneo e via Roma raggiungiamo Castelvecchio e il fiume Adige, poi ci spostiamo a S. Zeno, dove veniamo attirate da un concerto, e prese dalla musica ci dimentichiamo della stanchezza. E' ormai passata la mezzanotte quando ci mettiamo finalmente a letto.
Castelvecchio.


Domenica 15 aprile
Stamattina ci alziamo con calma, carichiamo le valigie in auto, che spostiamo in un parcheggio più comodo al centro, facciamo colazione e verso le 9,30 iniziamo la nostra visita alla città. Ripercorriamo a ritroso il tragitto fatto la sera precedente e quindi iniziamo dalla basilica di S. Zeno Maggiore, uno dei capolavori del romanico in Italia. Riusciamo anche ad ammirarne l'interno prima che inizi una funzione, e il tranquillo chiostro.
Facciata di S. Zeno.

Chiostro di S. Zeno.
Verso le 10.00 ci ritroviamo con gli amici di Elisa, che si offrono di farci da ciceroni, e insieme andiamo direttamente in Piazza Bra, dominata dalla famosa Arena, l'anfiteatro romano, oggi usato per spettacoli e concerti. 
Piazza Bra con la sua inconfondibile Arena.

Da qui ci infiliamo in una delle vie del centro, via Anfiteatro, passiamo di fianco alla chiesa di S. Nicolò all'Arena e andiamo a vedere antichi resti romani, giriamo poi in via Cappello per una rapida occhiata al balcone di Giulietta. Il cortile in cui si trova la casa di Giulietta ormai è una meta molto affollata, con gente da tutto il mondo che si accalca per lasciare messaggi d'amore scritti su post-it o direttamente sui muri. Fortunatamente il comune ha provveduto a rivestire i muri con dei teli rimovibili e lavabili! 
Messaggi d'amore a casa di Giulietta.

Proseguiamo il giretto in Piazza delle Erbe, poi svoltiamo a destra per andare in Piazza dei Signori, e ammirare le Arche Scaligere e il Palazzo del Capitano.
Piazza delle Erbe.
Continuiamo a girovagare per le vie del centro fino a raggiungere Porta dei Borsari, e percorrendo corso Cavour giungiamo a Castelvecchio, il castello di Verona che sorge lungo le sponde del fiume Adige e che oggi ospita il museo Civico. Si può visitare liberamente il cortile e il suggestivo ponte merlato a tre archi diseguali, che porta sull'altra sponda del fiume.

Ponte di Catelvecchio.
Percorriamo il lungadige fino a Ponte Risorgimento, ammirando uno splendido panorama verso il castello e il ponte, e ci portiamo in Piazza Corrubio, ricca di locali molto carini. Salutati i nostri amici, decidiamo di fermarci in uno di questi locali, Bar Gelateria S. Zeno, per consumare uno Spritz, tipico aperitivo, e un rapido pranzo.
Lo Spritz.
Nel primo pomeriggio nostro malgrado ci tocca ripartire per tornare a casa, molto soddisfatte del week end appena trascorso.
Venezia non delude mai, anzi se ci siete già stati potete concedervi la scoperta di angoli più tranquilli ma altrettanto suggestivi, o se avete più tempo potete prendere un vaporetto e raggiungere le isole di Murano, Burano e Torcello. Verona ci ha sorprese molto: entrambe ci eravamo state parecchi anni fa, e non la ricordavamo così ricca di tesori, inoltre è molto vivace e vivibile, piacevole da scoprire a piedi.

21 marzo 2018

R come Roma e... rugby

Dovete sapere che noi pinguine abbiamo una grande passione per il rugby, è una passione recente di cui molte regole ci sono ancora ignote ma ci stiamo applicando. In occasione del Sei Nazioni ci ritroviamo (di persona o in via telematica) per seguire le partite di Italia e Scozia.
Per quanto mi riguarda ho iniziato a seguire il rugby grazie al mio babbo e così quest’anno per la festa del papà ho regalato a tutta la famiglia i biglietti proprio per Italia-Scozia a Roma.


venerdì 16 marzo
Subito dopo pranzo prendiamo il Frecciarossa delle 14.30 da Torino Porta Susa in direzione Roma Termini. Con Trenitalia esistono delle convenzioni per chi ha il biglietto della partita, cercate nel sito, noi purtroppo non abbiamo potuto usufruirne; anche Italo ha numerosi collegamenti e tariffe vantaggiose basta partire per tempo.
Giunti a destinazione sono le 19 e, consapevoli della qualità dei bus romani, decidiamo di prendere un taxi per recarci al b&b dove alloggeremo.

Attenzione!! Davanti alla stazione sostano numerose vetture che sembrano taxi ma non fanno la corsa con tassametro, bensì a forfait. Nel nostro caso ci hanno proposto una tariffa di 35/40€ per una corsa che in realtà ci è costata 13€. Se decidete di prendere un taxi chiedete sempre una vettura con tassametro.

Per i nostri pernottamenti abbiamo scelto un grazioso b&b (ClodioRooms) che si trova a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico. Il proprietario, Vito, è un ragazzo gentilissimo e super disponibile che ci accoglie con un gran sorriso. Potete chiedergli qualunque informazione sarà preziosissimo.
Proprio su consiglio di Vito ci rechiamo a cena al Hostaria Edmondo dove troverete ottimi piatti della tradizione romana in un ambiente piccolo ma accogliente, è fondamentale la prenotazione. Nel nostro caso oltre all’atmosfera romanesca doc abbiamo potuto respirare la prima aria di Sei Nazioni, perché almeno 15 dei 30 coperti del locale erano occupati da scozzesi... qualcuno persino in kilt!

Rigatoni con coda alla vaccinara da Edmondo.

sabato 17 marzo - game day
La sveglia non è impostata ma è l'emozione a farmi aprire gli occhi, oggi si gioca!
Dopo aver fatto colazione inganniamo il tempo pre-partita facendo una passeggiata fino alle mura vaticane e poi ci rechiamo al Foro italico che goderci la festa insieme agli altri tifosi.
Prendiamo posto nello stadio e subito ci accorgiamo che nel nostro settore siamo gli unici italiani, infatti Flower of Scotland risuona potente intorno a noi, ma al momento del nostro inno non ci facciamo scoraggiare e, con le lacrime che luccicano negli occhi, cantiamo a squarciagola anche noi.
Tra fiumi di birra, kilt e tricolori ci godiamo una bella festa di sport; anche se il risultato ci lascia un po' di amaro in bocca, per dovere di cronaca l'Italia perde 27-29 negli ultimi due minuti.

Mischia nei 22 m scozzesi... perdonate la qualità della fotografia.
A fine partita, lasciamo lo stadio e, a modo nostro, trascorriamo il terzo tempo chiacchierando con alcuni scozzesi mentre ci dirigiamo verso il centro.
Nel pomeriggio girovaghiamo tra piazza del Popolo, Trinità dei monti, il Pantheon, Montecitorio e piazza Navona, ammirando per l'ennesima volta luoghi conosciuti o scoprendo nuovi gioielli, come l'Ara Pacis o la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi con gli affreschi di Caravaggio.
Qua e là, quando meno te lo aspetti, ecco spuntare un kilt e uno scozzese che, vedendo la sciarpa acquistata allo stadio, sorride e batte il cinque o si complimenta per come ha giocato la nostra nazionale... ah la magia del rugby!

Piazza del Popolo... con turisti scozzesi.

Piazza Navona al tramonto.
Dopo aver precorso quasi 15 km a piedi ci fermiamo finalmente per cenare; scegliamo il ristorante Matricianella un locale storico in zona Piazza di Spagna dove possiamo gustare primi piatti con pasta fatta in casa e i carciofi alla giudia.

Nell'autunno romano il carciofo alla giudia non può mancare.

domenica 18 marzo
Al risveglio piove a dirotto, quasi come se tutti gli scozzesi in città avessero portato il loro clima in Italia. Decidiamo di fare colazione con calma, durante la quale possiamo apprezzare un altro pregio del b&b Clodio, l'unico tavolo presente consente di scambiare qualche parola con gli altri ospiti. Nel nostro caso una simpatica coppia anglo-scozzese con cui parliamo di viaggi, cibo, meteo e ovviamente rugby.
Quando abbiamo finito di mangiare e chiuso le valigie ha finalmente smesso di piovere, così possiamo recarci fino in Vaticano per assistere all'Angelus. Prima di accedere a Piazza San Pietro lasciamo i bagagli in un comodo deposito poco distante dalla fermata della metro Ottaviano poi facciamo i controlli di sicurezza.
L'emozione di trovarsi a San Pietro è sempre grande, così come poter ascoltare le parole di papa Francesco.


Dopo aver lasciato il Vaticano, andiamo con la metro fino alla stazione Termini dove facciamo l'ultima nuova esperienza di questa breve vacanza romana... pranzo al Mercato centrale.
Sicuramente non è economico ma il vostro palato vi ringrazierà... noi abbiamo provato la focaccia farcita di Bonci una gioia per le papille gustative. Soddisfatti e rifocillati andiamo a prendere il treno che ci riporterà a casa.