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10 ottobre 2021

D come Domodossola - seconda parte

19 agosto

La giornata trascorsa in val Formazza è stata intensa e un po' impegnativa ma la sveglia non ci sorprende neanche oggi, siamo pronte a esplorare una nuova valle: la val Vigezzo.
Per vivere a pieno l'esperienza decidiamo di utilizzare una delle attrazioni più celebri della zona, ovvero la Vigezzina (o Treno delle Centovalli), ma dato che dobbiamo sempre distinguerci dalla massa invece di salire sul treno a Domodossola dove "nasce" percorriamo in auto il primo tratto di valle e lasciamo l'auto a Santa Maria Maggiore.
Su consiglio sia di Michela, sia dell'addetto della ferrovia incontrato il primo giorno, abbiamo prenotato i biglietti in anticipo, così verso le 10 saliamo sul treno e ci accomodiamo ai nostri posti.

Panorama dell'alta val Vigezzo dai finestrini del Treno Centovalli.

Attenzione: il Treno delle Centovalli parte dall'Italia e termina la sua tratta in Svizzera, quanto scriviamo si riferisce al momento in cui noi abbiamo fatto il viaggio, prima di recarvi in un Paese straniero, soprattutto se esterno all'area Schengen, vi consigliamo di documentarvi sulle norme anticovid da seguire sul sito del Ministero degli esteri.

Il viaggio dura poco più di un'ora e scorre piacevolmente anche se le nostre aspettative non vengono totalmente soddisfatte: pensavamo di poter ammirare maggiormente il panorama invece il treno percorre la maggior parte del tragitto tra i boschi. Per questo lo consigliamo vivamente durante il periodo autunnale quando la colorazione delle foglie sarà sicuramente uno spettacolo da non perdere.
Giunte alla stazione di Locarno come prima tappa ci rechiamo in un piccolo bar di fronte alla stazione per una sosta caffè, toilette e info. La cameriera ci indica la via più semplice sia per raggiungere il centro sia per il lungo lago.
Optiamo per incamminarci verso il centro città dove seguiamo un po' i ricordi di Kowalsky (che è già stata qui qualche anno fa) e un po' l'istinto per scoprire qualche scorcio interessante, il castello Visconteo e la piazza Grande. La città è carina, ma da un lato la ressa e dall'altro il fatto che il centro non sia pedonale (nonostante le strette vie di acciottolato) non contribuiscono ad affascinarci. Decidiamo quindi di spostarci sul lungo lago per pranzare con i panini portati da casa.

Rifocillate e soddisfatte iniziamo l'esplorazione della punta svizzera del lago Maggiore, tra moli, giardini e parchi gioco. Osserviamo la vita acquatica e le diverse attività a disposizione dei turisti, ci concediamo anche una sosta all'ombra di un maestoso albero ammirando il panorama, fino a quando non arriva l'ora di tornare verso la stazione per riprendere il treno sulla via del ritorno.

Molo sul lungo lago a Locarno.

Il viaggio di ritorno scorre tra chi schiaccia un pisolino e chi decide di fotografare il panorama e in poco tempo siamo di nuovo a Santa Maria Maggiore.
La nostra prima destinazione è il Museo dello Spazzacamino, un piccolo spazio espositivo che raccoglie materiale da tutto il mondo e consente di conoscere meglio questi giovani lavoratori coraggiosi, che troppo spesso associamo all'allegra figura di Bert, ma che in realtà conducevano una vita davvero difficile.

Una delle installazioni che decorano il tetto del Museo dello Spazzacamino.

La visita è istruttiva e interessante, ma ci lascia un po' scosse così decidiamo di girovagare senza meta per le vie del paese per soddisfare la nostra anima di esploratrici. Ci concediamo due pause: la prima al Caffè Pagani per un gelato della latteria locale e la seconda al Birrificio Ossolano dove ci facciamo consigliare e acquistiamo delle birre sia per la cena sia da portare a casa come souvenir.
Tutto sommato siamo soddisfatte della giornata e possiamo recuperare la macchina per ritornare alla nostra "base operativa", come le altre sere ceniamo a casa con un bel boccale di birra ossolana.

Birre ossolane.

12 settembre 2021

D come Domodossola - prima parte

Il primo viaggio insieme nel mondo post-pandemico è stato breve e vicino a casa ma, come è il nostro stile, intenso e super organizzato. Partiamo alla scoperta della valle Ossola.

16 agosto

Approfittando dell'offerta della Regione Piemonte di voucher turistici abbiamo deciso di porre la nostra "base operativa" a Domodossola nel B&B Tiffany
La truppa si ritrova in mattinata a casa di Skipper e da qui imbocchiamo l'autostrada in direzione nord, l'intenzione originaria era quella di fare una sosta sul lago Maggiore, ma la nostra super ospite Michela ci ha chiesto di anticipare il check-in così ci dirigiamo subito a Domodossola.
Dopo aver preso possesso del nostro appartamento e aver chiacchierato con Michela, che ci fornisce molti preziosi spunti da sfruttare durante il soggiorno, facciamo pranzo in casa e iniziamo a programmare le future escursioni.
Nel frattempo il cielo limpido che ci aveva accolto al nostro arrivo si rannuvola e inizia un violento temporale, decidiamo di aspettare che termini per uscire (armate di ombrelli) per esplorare il centro di Domodossola.
Da via Galletti, dove si trova il b&b, raggiungiamo via Garibaldi, poi giunte di fronte al comune imbocchiamo corso Fratelli di Dio e quindi corso Ferraris per arrivare fino alla stazione, dove cerchiamo informazioni sul treno delle Centovalli (o Vigezzina).
Ritorniamo sui nostri passi per iniziare a percorre quasi senza meta precisa le vie del "pentagono" centrale della città. Scopriamo così piazze e scorci davvero graziosi. Veniamo sorprese da un nuovo acquazzone mentre stiamo camminando su via Monte Grappa alla ricerca di una delle torri dell'antico sistema murario, così ritorniamo precipitosamente verso casa per recuperare la macchina.
Quattro passi a Domodossola: piazza Fontana

Continuiamo a dirigerci verso nord sulla superstrada E62 che porta al passo del Sempione e usciamo a Crodo, la nostra prossima meta. Nel frattempo le nuvole ci hanno completamente abbandonato e il sole splende nel cielo limpido.
Questo minuscolo paesino è sede della Acque di Crodo e ha dato i natali al... Crodino! In realtà il paese ha poco da offrire, così dopo una breve visita decidiamo di risalire in macchina per spostarci in una delle frazioni: Mozzio.
Parcheggiamo vicino a una cappella e facciamo una breve passeggiata fino all'hotel Belvedere per ammirare il panorama dall'alto.
Mozzio.

Dato che il vento è forte e le energie cominciamo a scemare decidiamo di ritornare a Crodo per un aperitivo, ovviamente a base di Crodino.
Rinfrancate e riposate torniamo verso Domodossola per fare la spesa e poi rientriamo al nostro appartamento nel b&b dove ceniamo.
Pausa aperitivo a Crodo.

17 agosto

Le campane del Santuario della Madonna della Neve ci svegliano di buon ora, ma non siamo particolarmente scioccate perché sono perfettamente sincronizzate alla nostra sveglia!
Ci vestiamo e scendiamo nel giardino del b&b per gustare l'ottima colazione che Michela ha preparato per noi, ci lasciamo tentare da datteri israeliani, torte fatte in casa e croissants appena sfornati così da fare il pieno di energie per la giornata che ci attende. Oggi esploreremo la prima della sette valli ossolane: la valle Anzasca, con l'obiettivo di ammirare il Monte Rosa.

Lo strepitoso buffet personale della colazione.

Con l'auto riprendiamo la superstrada E62, questa volta in direzione sud, e usciamo a Piedimulera, dove imbocchiamo la valle. Già da qui si può scorgere la cima del Rosa e rimaniamo da subito incantate.
Risaliamo la stretta valle fino alla località Pecetto di Macugnaga, dove parcheggiamo di fronte alla seggiovia. La prima intenzione è quella di visitare solo il piccolo borgo, ma ci lasciamo tentare da alcuni cartelli e iniziamo a percorrere il sentiero che costeggia la seggiovia.
Come ben sapete il nostro gruppo è molto affiatato ma quando si tratta di camminate in montagna, Soldato e Kowalsky sono molto più portate e allenate di Rico e Skipper, così dopo un breve tratto di sentiero percorso insieme ci separiamo. Il gruppo esperte raggiungerà la seggiovia Belvedere, mentre il gruppo principianti arriverà all'Alpe Burki, con annessa capatina all'omonimo agriturismo.

Il Monte Rosa e, in primo piano, il Torrente Anza visti all'inizio del sentiero che porta al Bevedere.

Dopo aver contemplato più da vicino il maestoso Monte Rosa, ridiscendiamo e ci ritroviamo al Ristorante Miramonti dove soddisfiamo il secondo obiettivo di giornata: gustare un bel piatto di polenta!
Sazie e riposate, recuperiamo gli zaini e ci spostiamo nell'abitato di Pecetto per ammirare le tipiche case walser.
Polenta e salsiccia.
Polenta concia.

Risaliamo in macchina e scendiamo leggermente la valle fino all'abitato di Isella, dove parcheggiamo per raggiungere la nostra prossima tappa: il lago delle Fate. Sfortunatamente il sentiero segnalato che iniziamo non è adatto a chi soffre di vertigini, quindi siamo costrette nuovamente a separarci.
Soldato e Kowalsky proseguono fino al lago, dove scoprono che esiste un comodo sentiero su sterrato che parte dal parcheggio percorrendo un tratto più lungo, invece Rico e Skipper seguono il sentiero che costeggia il torrente Anza e raggiungono la miniera d'oro della Guia.

Il lago delle Fate.

Ricompattato il gruppo e soddisfatte della giornata appena trascorsa, continuiamo la discesa a valle, ma lungo la strada veniamo attirate da un cartello che ci aveva incuriosito già al mattino: mirtilli! Facciamo quindi sosta all'Agriturismo In valle sul fiume, dove acquistiamo un cestino di mirtilli freschi e alcune marmellate.
L'ultima tappa della giornata è all'Azienda Vitivinicola Patrone per acquistare due bottiglie di vino da gustare insieme nelle nostre cene.

18 agosto

La sveglia è di nuovo scandita dalle campane, ma l'entusiasmo è alto oggi ci aspetta una giornata ricchissima alla scoperta delle valli Formazza e Antigorio.
La superstrada E62, a cui ormai siamo affezionate, ci accompagna fino all'uscita di Crodo, poi proseguiamo (sempre in direzione nord) sulla SS659. Attraversiamo prima la valle Antigorio e poi entriamo in val Formazza, il panorama è molto particolare si alternano tratti di strada in valli strette e ripide a zone di fondovalle ampie e soleggiate.
Vorremmo fermarci per ammirare la cascata del Toce, ma ci sorprende dietro a una curva e non riusciamo a trovare una piazzola per fermare la macchina, decidiamo così di proseguire fino al parcheggio della Chiesa della Madonna della Neve che si trova proprio dove inizia il salto della cascata, per osservarla dall'alto e scorgere tutta la valle.
Il panorama è stupendo ma ci tratteniamo poco da una parte perché, nonostante il tempo sia soleggiato, spira un vento gelido e dall'altra perché la ressa di turisti, accalcati e senza mascherina, ci mette un po' a disagio.
La val Formazza vista dalla cascata del Toce.

Dopo una sosta caffè/bagno al Ristorante Cascata del Toce, risaliamo in macchina e proseguiamo fino a Riale, dove lasciamo l'auto in un prato adibito a parcheggio.
Indossiamo le giacche antivento e carichiamo gli zaini in spalla per incamminarci verso il lago di Morasco, la strada è larga e asfaltata quindi facilmente percorribile da chiunque.
Giunte al bivio con il rifugio Bim Se, decidiamo che, vista la grande quantità di turisti, forse è meglio prenotare un tavolo per pranzo. Si rivela una giusta intuizione perché ci vogliono tre tentativi per riuscire a trovare un tavolo. Più tranquille riprendiamo la nostra camminata fino alla diga del Morasco che percorriamo interamente ammirando le acque verdi del lago e le meravigliose montagne che lo circondano.

Vista sul lago di Morasco dalla diga.

Terminata la passeggiata sulla diga, prendiamo il sentiero di sterrato che porta al rifugio Bim Se e poi continuiamo la discesa fino alla macchina. Ci spostiamo al Ristorante Cascata del Toce, dove abbiamo prenotato e qui si scatena il panico: non hanno segnato la nostra prenotazione! La cameriera molto gentilmente ci trova comunque un tavolo in una delle bellissime sale interne dipinte.
Ordiniamo due piatti di ravioli formazzini (ripieni di patate e menta) e due porzioni di canederli con crudo dell'Ossola e fonduta di formaggio locale, che condividiamo... non abbiamo una testimonianza fotografica perché quando i piatti sono arrivati eravamo così affamate che non abbiamo pensato ad altro.
Skipper e Kowalsky si fanno tentare anche da una fetta di strudel.

Vista dalla sala del Ristorante Cascata del Toce.

Satolle e soddisfatte riprendiamo la macchina e cominciamo la discesa verso valle, la prima tappa è un micro parcheggio in località Sottofrua. Da qui ci incamminiamo su un bel sentiero che conduce fino ai piedi della maestosa cascata del Toce. 
Lo spettacolo della cascata è mozzafiato e ci lascia davvero senza parole, anche il sentiero che abbiamo fatto ci ha molto colpito perché lungo il percorso sono presenti alcuni pannelli storici che raccolgono dipinti o brevi estratti di libri che rappresentano la cascata nella storia.

La cascata del Toce.

La tappa successiva è molto rapida, ci fermiamo lungo la strada per fotografare una delle numerose centrali idroelettriche della zona, quella di Cadarese. Facciamo qualche fotografia dall'auto e poi proseguiamo fino a Baceno per acquistare alcuni formaggi all'Antica Latteria di Baceno. Sfortunatamente nonostante le grandi aspettative date dal sito, in negozio l'offerta non è molto ampia e ci dobbiamo accontentare.

Dato che non è facile abbattere l'umore della truppa continuiamo con il programma serratissimo della giornata che ci porta prima a Verampio e successivamente a Crego per vedere altre due centrali idroelettriche. Sono degli edifici stupendi e non sembrano assolutamente delle centrali, ma piuttosto dei castelli o altri edifici residenziali. Siamo molto grate a Michela per questo suggerimento perché non avremmo mai pensato di andare alla ricerca di centrali nei nostri viaggi.

La centrale idroelettrica di Verampio.

Ultima tappa della giornata è alle Marmitte dei giganti e agli Orridi di Uriezzo (in particolare l'Orrido sud), delle formazioni geologiche dovute all'acqua e al ghiaccio che hanno scavato la roccia producendo delle forme spettacolari e suggestive. Come già successo al mattino anche qui sono presenti numerosi turisti, tanto che in alcuni momenti negli Orridi il traffico è davvero intenso e si deve attendere il proprio turno per poter procedere con la visita. Lo spettacolo naturale vale l'attesa anche se le vertigini paralizzano Rico su una scala a metà tracciato, così a malincuore deve fermarsi ma ne approfitta per fare una mini lezione di geologia a Skipper rimasta a farle compagnia.

Pinguine nell'Orrido sud.

Felici e super soddisfatte della giornata appena trascorsa, facciamo una piccola merenda in macchina e poi ci spostiamo al supermercato per acquistare qualche salume locale da assaggiare nella nostra cena casalinga.

24 novembre 2019

Alta Provenza: da Digne-les-bain a Manosque

22 aprile
Partiamo di buon mattino verso il Colle della Maddalena, tra avvistamenti fantasma, da parte di Soldato e Kowalsky, di caprioli, marmotte e stambecchi. Trascorriamo la mattinata in auto tra colli e curve fino a Digne dove ci aspetta la prima agognata meta geologica: un'enorme parete di ammoniti patrimonio dell'Unesco. L'entusiasmo di Soldato è quasi incontenibile, tant'è che sostiamo di fronte alle ammoniti per quasi un'ora... nel frattempo il cielo si rannuvola.
La parete di ammoniti.
Proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere Castellane, dove trascorreremo la prima notte. Arrivate in paese ci separiamo nei soliti due gruppetti: le stambecchine, Soldato e Kowalsky, decidono di raggiungere la Chapelle Notre-Dame du Roc, una piccola cappella del 1703 abbarbicata su uno spuntone di roccia che si affaccia sulla piazza del paese. Nel frattempo le pigre Rico e Skipper esplorano il paese, tra vicoli e graziosi scorci, per poi dedicarsi a quel che riesce loro meglio: attendere il resto della truppa con un boccale di birra e una porzione di patatine fritte.
La piazza di Castellane sovrastata dallo spuntone di roccia su cui sorge la Chapelle Notre-Dame du Roc.
L'abitato di Castellane visto dalla Chapelle Notre-Dame du Roc.
Quando il gruppo si ricompatta riprendiamo il nostro mezzo per andare alla ricerca del camping che ci ospiterà in una delle sue mobilhome.


14 aprile 2019

Danzica: una città da scoprire sulle coste del mar Baltico


È tempo di ponti, di weekend lunghi e perché no è quasi ora di pensare seriamente alle vacanze estive... e allora le Pinguine tornano con il racconto di un viaggio fatto due estati fa che potrebbe ispirarvi verso nuove mete.


sabato 5 agosto


La prima giornata della vacanza è dedicata al viaggio. Il volo da Orio al Serio atterra puntuale alle 18:00 all'aeroporto Lech Walesa di Danzica: abbiamo lasciato l'Italia e i 40 °C che caratterizzavano il clima dei primi giorni di agosto dell'estate 2017. Giunti in Polonia ci accoglie un clima piacevole, fresco e ventilato con la metà dei gradi... evviva si respira!

Kowalski e Fabio scelgono di visitare le coste meridionali del mar Baltico alla scoperta di una città e di una regione (la Pomenaria) forse ancora fuori dagli itinerari turistici più battuti. 


Un caratteristico scorcio di Danzica.

Dall'aeroporto prendiamo il bus 101 che ci porta alla stazione centrale di Danzica, da qui in 5-10 minuti a piedi raggiungiamo la nostra base: un appartamento affittato tramite airbnb. Ormai è sera e un po’ stanchi del viaggio decidiamo di cenare in casa.


domenica 6 agosto


È domenica mattina e mentre la città pian piano si risveglia noi curiosi e carichi di entusiasmo usciamo di casa. In 10 minuti di passeggiata raggiungiamo Zlota Brama (la Porta d'Oro), praticamente l'ingresso al quartiere Glówne Miasto (la città Principale). 

Zlota Brama (la Porta d'Oro) e il primo tratto di Ulica Dluga.

Il centro storico di Gdańsk (Danzica in polacco) ci stupisce subito con un'architettura che ricorda quella tipica dei Paesi Bassi.
Percorriamo Ulica Dluga (Via Lunga) una delle più belle vie della città che collega Zlota Brama al lungo fiume Motlawa, attraversando Dlugi Targ la piazza del Mercato Lungo. La magnifica Ulica Dluga, lunga circa 2 km, è un susseguirsi di palazzi, alti e stretti con frontoni variamente decorati e dipinti. 

La piazza del Mercato Lungo con al centro la fontana di Nettuno e sul perimetro le tipiche case dalle belle facciate.

Il centro storico di Danzica è il risultato di un'immensa opera di ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra che ha riportato la città all'antico splendore. 



Nei pressi di Zlota Brama e di Dlugi Targ alcuni pannelli con foto del 1945
mostrano la distruzione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Superato Dlugi Targ, attraverso la Porta Verde raggiungiamo il lungo fiume Motlawa, molto bello, ricco di locali e negozietti di souvenir. 


Il lungo fiume Motlawa lascia d'incanto in ogni momento della giornata, ma la sera acquista un fascino particolare.

Ci godiamo con estrema tranquillità questo angolo di Danzica girovagando e scattando foto da tutte (o quasi) le prospettive possibili. Pranziamo proprio qui, sul lungo fiume, fermandoci in un caratteristico chiosco a prendere una zapierkanka, una sorta di panino/bruschetta.
A questo punto attraversiamo la Porta del Pane, rientriamo nuovamente verso Glówne Miasto e per ammirare la città dall'alto saliamo i 450 scalini del campanile della Chiesa Santa Maria. 

Ulica Mariaka vista dall'alto del campanile della Chiesa Santa Maria.

Nelle vicinanze della Chiesa vi sono altre due vie assolutamente da percorrere: Ulica Mariacka e Ulica Piwna. La prima è piena di gioiellerie e bancarelle che vendono l'oro del Baltico (l’ambra). Gli antichi palazzi della via sono caratterizzati dalla presenza dell'anti soglie (pzedproza), una specie di terrazzino posto in cima a quattro-cinque gradini attraverso cui si accede alle case o botteghe.
Un bel particolare di una pzedproza in Ulica Mariacka.

Lungo Ulica Piwna, che tradotto significa via della birra, troverete in ogni momento della giornata persone sedute a sorseggiare una birra dall'aspetto che appare torbido... già... i polacchi di qui amano mischiare alla birra il succo di frutta. Un po’ scettici ci fermiamo anche noi per provare questo cocktail, che dire? Le nostre birre artigianali vincono alla grande il confronto! 

Ulica Piwna, la via della birra.

Poco più a nord della città Principale vi è il quartiere Stare Miasto che sicuramente merita una tappa. È attraversato da un canale lungo cui sorge Wielki Mlyn (il Grande Mulino) costruito ai tempi dei templari.
Nel corso della nostra vacanza attraversiamo più volte questo quartiere perché si trova lungo la strada che percorriamo per raggiungere la stazione ferroviaria. 

La chiesa di Santa Brigida famosa perché frequentata da Lech Walesa.


Il Grande Mulino (Wielki Mlyn) e una casa a graticcio nel quartiere nord Stare Miasto.


7 - 10 agosto


Dedichiamo i giorni centrali della vacanza per visitare i dintorni della città: partiamo con il treno dalla stazione Gdańsk Glówny alla scoperta delle spiagge del Baltico, della penisola di Hel, della città di Torun e del castello di Malbork... ma questo sarà il racconto di un altro post


venerdì 11 e sabato 12 agosto


Dal 1260 a Danzica nel corso della seconda settimana di agosto si tiene la fiera di San Domenico, numerose sono le bancarelle che animano per l'occasione le vie del centro offrendo sia prodotti dell'artigianato locale (primi fra tutti oggetti in ambra) sia prodotti gastronomici. La mattina del venerdì la trascorriamo proprio in fiera, girovagando tra le bancarelle incappiamo in qualche sfilata in costume o in bande musicali che animano la festa.  
Pranziamo in fiera assaggiando i bigos, un piatto tipico polacco composto da crauti e pezzetti di carne cotti a lungo e a fuoco lentissimo. 

La fontana di Nettuno con dietro la torre del palazzo del municipio in piazza Dlugi Targ.

Il pomeriggio ci rechiamo con il treno a Sopot una delle tre città che insieme a Gdańsk e Gdynia formano il conglomerato urbano detto Trójmiasto (Triplice città).
Sopot è una rinomata città balneare super frequentata dai polacchi che a quanto pare la amano molto.  Percorriamo Ulica Bohaterów, una strada con bei palazzi e ville eleganti che collega la stazione al molo. L'ingresso alla passeggiata sul molo è a pagamento, è carina ma nulla di così eccezionale. Il mare appare quasi nero... complice forse la vicinanza con la zona dei grandi cantieri navali. 

La casa storta di Sopot realizzata nel 2004.

Il faro di Sopot.

Rientriamo verso Danzica, giunti in stazione, prendiamo il tram 10 per raggiungere la zona nord dei grandi cantieri navali, tuttavia a causa di lavori/incidente il tram viene deviato e così vista anche l'ora, ormai si è fatta sera, decidiamo di rientrare verso casa. L'intenzione era quella di raggiungere un luogo simbolo per la storia del Novecento: piazza Plac Solidarność; al centro della piazza un monumento a tre croci ricorda gli operai uccisi durante gli scioperi organizzati dal sindacato Salidarność che a partire dagli anni '70 sotto la guida di Lech Walesa determinarono l'inizio della fine del regime comunista prima in Polonia e poi via via in tutti gli altri Stati del blocco sovietico. 

La stazione Gdańsk Glówny.

Tornati a casa ceniamo e ricomponiamo le nostre valigie. La mattina successiva, sabato 12 agosto salutiamo Danzica, una città profondamente segnata dalla storia del secolo scorso ma che ha saputo egregiamente rialzarsi dalle macerie. Una città che sin dal primo impatto saprà stupirvi.
Il volo del ritorno parte e atterra puntuale, giunti a Orio recuperiamo la nostra automobile e rientriamo a casa soddisfatti della vacanza appena trascorsa.

17 marzo 2019

Berlino: imparare a viaggiare

Viaggiare non significa solo scoprire nuovi angoli di mondo, significa soprattutto imparare. Nei 14 anni di viaggi insieme, noi pinguine abbiamo imparato tanto.
Abbiamo imparato frammenti di storia sconosciuti, tradizioni, cibi e, soprattutto, bevande di ogni genere; abbiamo imparato a condividere il tempo e le esperienze tra di noi e con le persone incontrate lungo il cammino. Abbiamo imparato qual è il nostro modo ideale di viaggiare: on the road, in luoghi ventosi e super organizzato (l’improvvisazione non è il nostro forte).
Ma non si smette ma di imparare e a fine febbraio abbiamo ricevuto una lezione di viaggio che non dimenticheremo facilmente!
Il sole sorge... ma ancora ignoriamo le nostre future peripezie.
Skipper e Rico hanno organizzato uno dei loro soliti folli week end in giro per l’Europa; prevedeva aereo, noleggio di un auto, visita a una mostra, arrivo in hotel il primo giorno e poi giro in città, restituzione auto, trasferimento con navetta in hotel il secondo giorno, per poi ritornare a casa la mattina presto del terzo giorno.
Tutto programmato al minuto… tutto (o quasi) non rimborsabile.
Ma non sempre il mondo si adatta ai nostri programmi e così, sabato 23 febbraio dopo esserci imbarcate sull’aereo, il personale ci comunica che ci sono alcuni problemi con una delle toilette e che tenteranno di risolverli, ma dopo circa un’ora e mezza ci fanno sapere che non sarà possibile partire con quel velivolo quindi ci fanno sbarcare e ci mettono in attesa per sapere se e quando ne troveranno uno sostitutivo. In quel momento inizia il panico… come gestiamo il nostro week end iperorganizzato? La prima cosa da fare è cercare di contattare la sede della mostra per provare a cambiare i biglietti di ingresso (si rivelerà impossibile), poi dobbiamo annullare la prenotazione della macchina (ci riusciamo all’ultimo minuto), infine dobbiamo capire come raggiungere l’hotel con i mezzi pubblici. Svolgiamo tutte queste mansioni mentre gustiamo un bagel al salmone acquistato grazie al buono pasto offerto da Easyjet e poi cinque ore dopo la prevista partenza ci imbarchiamo su un nuovo velivolo che ci porterà a Berlino.

Il volo trascorre piacevolmente, il comandante guadagna circa 15 minuti in volo e atterriamo a Schönefeld verso le 16.40, il sole sta pian piano tramontando e l’aria è fresca, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la stazione della Bahnhof dello scalo aeroportuale e prendere il treno S9 verso il centro. Il viaggio dura circa 45 minuti, scendiamo alla stazione Jannowitzbrüche e ci dirigiamo verso l’hotel che ci ospiterà per questa notte l’Holiday Inn Express Berlin – Alexander Platz, che a dispetto del nome non si trova nella famosa piazza ma a poca distanza da essa. Ritiriamo la chiave della nostra camera e, dopo aver fatto richiesta di rimborso per il ritardo del volo e aver tentato un’ultima disperata telefonata alla sede della mostra, decidiamo di goderci il tempo nella capitale tedesca. 
Uscite dall’hotel precorriamo Stralauer Strasse fino al municipio e ammiriamo la Torre della televisione illuminata, poi ritorniamo sui nostri passi per addentrarci nel quartiere Nikolaiviertel, passeggiamo tra i vicoli ammirando gli edifici e alle 19.30 entriamo in un ristorante (che Rico conosce) per la cena, qui però ci comunicano che la cucina è chiusa! Un po’ sorprese visto l’orario e visto che è sabato sera, proseguiamo e appena voltato l’angolo troviamo una graziosa trattoria che ci accoglie e ci rimpinza a dovere.
Serata berlinese, il municipio e la torre della televisione illuminati.

10 marzo 2019

Salento e non solo: gran finale!

13 luglio
Dato che stamattina dobbiamo tassativamente consegnare l'auto a Lecce entro le 10.00, ci svegliamo più presto del solito (alle 6.00!), per poter fare ancora un giro nel centro di Ostuni. Girovagare per le vie del paese di buon mattino è bellissimo: non c'è caos e la temperatura è gradevole, ci sono solo i netturbini che lucidano le strade e i bar si preparano a servire le prime colazioni. Dopo la visita serale "la città bianca" non ci delude: il bianco dell'intonaco delle case crea un contrasto luminoso con l'azzurro del cielo.


Obelisco di S. Oronzo.
Via del centro storico di Ostuni.

Dopo aver raggiunto la Piazza con l'Obelisco di S. Oronzo percorriamo via Cattedrale che ci porta ad ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, poi proseguiamo per via Castello e raggiungiamo il famoso belvedere con la Porta del Paradiso, dove si apre uno splendido panorama sulla distesa di ulivi che arrivano fino al mare.

La Porta del Paradiso.


Per rientrare al nostro appartamento ci perdiamo nel dedalo di vicoli concentrici dove dietro a ogni angolo possiamo ammirare uno scorcio diverso, con balconi fioriti.
Purtroppo è ora di caricare le valigie in auto e metterci in marcia verso Lecce. Dopo un'oretta siamo davanti all'autonoleggio e salutiamo la Fiesta che ci ha accompagnate in questo incredibile e sorprendente tour della Puglia.
Il treno del ritorno per casa è in serata, quindi abbiamo di nuovo una giornata da trascorrere a Lecce. Dopo aver consumato una seconda colazione a base di pasticciotto, andiamo alla ricerca di un deposito bagagli, per non dover portarceli dietro tutto il giorno. Lo troviamo in un negozio nei pressi della stazione, che fatichiamo a trovare in quanto ha cambiato indirizzo da poco. Il resto della giornata lo trascorriamo a passeggiare nuovamente nel centro di Lecce, alla scoperta di angoli che ancora non avevamo visto e a fare shopping!

Albero secolare a Lecce.
Recuperati i bagagli alle 20.20 il nostro intercity notte parte per condurci a casa. Crolliamo presto nelle nostre cuccette con ancora negli occhi tutte le bellezze che abbiamo visto, le cose buone che abbiamo assaggiato, le persone meravigliose che abbiamo incontrato.

Consigli pratici
Spostamenti
Per quanto riguarda il viaggio, il treno è stata una soluzione molto comoda: viaggiare di notte permette di avere un'intera giornata a disposizione sia all'andata che al ritorno, risparmiando una notte in albergo. Il nostro era anche diretto evitando problemi per cambi e coincidenze. Forse il materasso è un po' duro, ma per una notte si può tollerare. Il prezzo era assolutamente buono, avendo prenotato due settimane prima. Se avete la possibilità di prenotare con largo anticipo potete pensare di raggiungere la Puglia in aereo (aeroporti a Bari e Brindisi).
Parliamo ora dell'affitto dell'auto: per il nostro stile di vacanze è stato assolutamente essenziale perchè spostarsi coi mezzi pubblici voleva dire sottostare ad orari tassativi, inoltre alcuni posti non li avremmo potuti raggiungere. L'auto permette di viaggiare con maggiore libertà ed elasticità, fermandosi liberamente in luoghi magari meno noti. Per la prenotazione abbiamo utilizzato il sito rentalcars, che confronta i prezzi di diverse compagnie, e abbiamo prenotato da Maggiore noleggi. Il primo impatto non è stato affatto positivo: alla richiesta di delucidazioni relative a franchigia e coperture la signora che si occupava della nostra pratica non è stata affatto gentile e disponibile, anzi ci ha risposto scocciata dicendo che avremmo dovuto leggere il contratto ricevuto via mail. Saremmo state anche disposte a pagare qualcosina in più per avere una maggiore copertura, ma non abbiamo capito se non fosse possibile o se la signora fosse irritata dal fatto che avessimo prenotato tramite rentalcars definiti dalla stessa "broker" quasi con disprezzo! Inoltre per la riconsegna dell'auto ci è stato imposto un orario fisso, non oltre le 10 del mattino. In compenso il ragazzo della consegna è stato molto gentile, ci ha segnato sulla scheda dell'auto alcune righe presenti su una portiera senza problemi. Per essere tranquilli vi consigliamo di rivolgervi ad un'altra compagnia di autonoleggio, ce ne sono parecchie sia più note che locali.
Le strade della Puglia non sono male, le grandi direttrici che collegano le città principali spesso sono superstrade gratuite e a quattro corsie. Un po' più caotici sono gli attraversamenti delle città, ma basta munirsi di pazienza e prudenza! Fate attenzione alla segnaletica che è un po' carente, ma se chiedete indicazioni le persone del luogo saranno molto felici di aiutarvi, a noi è perfino successo che per raggiungere un ristorante ci abbiano dato direttamente un passaggio con la loro auto!

Cibo e nanne
Per i pernottamenti ci siamo servite dei siti Booking.com e Airbnb.
Tramite Booking abbiamo prenotato il B&B 95mo Reggimento a Lecce, ubicato nei pressi del castello, comodissimo per muoversi a piedi nel centro storico. Ottimo rapporto qualità-prezzo, stanza ampia  e pulita. Sul piano c'è una cucina in condivisione sempre a disposizione dei clienti, con tutto l'occorrente per la colazione.
A Porto Cesareo abbiamo invece soggiornato alla Casa delle Rose, un stanza con bagno in una villetta privata. La cosa positiva è che ha un cortile privato in cui parcheggiare l'auto, ma la stanza è piccolina, in due stavamo strettine. Se doveste fermarvi più di una notte magari cercate una sistemazione più comoda. Nel cortile c'è anche un cane, molto buono e giocherellone, ma tenetene conto se avete paura!
Ad Alberobello volevamo dormire in una struttura più tipica e così abbiamo prenotato alla Trullieu Guesthouse, convinte di dormire in un trullo. In realtà al nostro arrivo abbiamo scoperto che non era così: la proprietaria ci ha detto che si trattava di una stanza normale nel centro storico, per un trullo avremmo speso molto di più. Loro offrono diverse soluzioni, tra cui trulli anche in campagna, ma su Booking non era specificato. Nonostante questo inconveniente iniziale la sistemazione è stata comunque di nostro gradimento, struttura in pietra a pochi minuti a piedi dal centro storico e con il posto auto.
Tramite Airbnb abbiamo trovato dei bellissimi appartamenti completi di cucina, che può essere utile per prepararsi la colazione o evitare un pasto fuori. Il monolocale di Uggiano la Chiesa è stato appena ristrutturato e ha anche il giardino. La posizione è ottima per raggiungere la vicina Otranto, la costa e anche Santa Maria di Leuca.
A Matera abbiamo optato per un monolocale in un quartiere popolare della città, vicino al Castello Tramontano e comodo al centro. L'accoglienza calorosa di Assunta ci ha spiazzate, ci ha anche prenotato la visita guidata per la mattina successiva!
A Ostuni abbiamo pernottato nel centro storico, all'Agrumeto, un appartamento gestito da Giuseppe, un ragazzo giovane ed entusiasta di ospitare turisti e orgoglioso della sua città.
In tutte le nostre sistemazioni inoltre abbiamo sempre trovato o un ventilatore o un condizionatore e un mini-frigo, in modo da avere delle bevande sempre fresche.

Per quanto riguarda il cibo, ovunque siamo andate, sia per una pasto veloce che per una cena come si deve ci siamo sempre trovate benissimo, con porzioni fin troppo abbondanti per noi arrivate da nord! La gente del posto ha proprio piacere di farti assaggiare le loro specialità, di cui è molto orgogliosa, e diventa difficile e a volte imbarazzante non finire i piatti o rifiutare! E i prezzi sono sempre molto contenuti.
Sicuramente degni di nota sono:
Osteria "da Giuseppe" a Ceglie Messapica, ottima cucina casereccia. Noi abbiamo preso un antipasto misto, con tanti assaggini di prodotti locali.
Antipasto misto dell'Osteria da Giuseppe.

-Agriturismo "Le Tagliate" a Uggiano la Chiesa, piatti tipici molto abbondanti, cucina casalinga. Nel week end fanno solo menù fisso, quindi siate preparati per una bella scorpacciata!
I primi piatti dell'agriturismo "Le Tagliate".

- Griglieria "Lu Passatiempu" a Uggiano la Chiesa: locale che in inverno è una macelleria, d'estate offre grigliate che il cliente può comporre a suo gusto, panini e dolci, tutto molto buono. Non potete non prendere le bombette: involtini di carne di maiale ripieni di formaggio.
La nostra grigliata mista a "Lu Passatiempu".

Non potevamo non assaggiare anche piatti a base di pesce e al ristorante "La Piovra da Annamaria" a Porto Cesareo non siamo rimaste deluse.
Il primo a base di pesce.

E poi non dimenticate di assaggiare le orecchiette con le cime di rapa, la puccia (tipico panino imbottito) il rustico con pomodoro e besciamella, frutta e verdura appena raccolte, il pane e le focacce, la cialedda ( piatto tipico di Matera a base di verdure e crostini di pane) e come dolci il pasticciotto ripieno alla crema e lo spumone (una specie di semifreddo ripieno).
Selezione di piatti tipici