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01 dicembre 2019

Alta Provenza: Luberon e ritorno

24 aprile
Dopo una bella dormita nella nostra graziosa casetta, apriamo le imposte e... piove di nuovo! Non ci lasciamo scoraggiare, saliamo in macchina e ci immergiamo in un paesaggio surreale fatto di nuvole basse e curve fino a raggiungere l'Abbazia di Senanque.
Parcheggiamo l'auto quando ha appena smesso di piovere e riusciamo a raggiungere la biglietteria poco prima che si scateni un nuovo acquazzone; così ci possiamo dedicare con tutta calma alla visita della piccola abbazia, fondata quasi mille anni fa, e soprattutto allo shopping nel negozietto attiguo.
Il chiostro dell'Abbazia di Senanque.
Quando terminiamo la visita, complice anche il vento che si è alzato, il cielo è di un bell'azzurro punteggiato da qualche nuvola. Così ci concediamo una breve passeggiata nel parco che circonda il complesso dell'abbazia alla ricerca del famoso scorcio con il campo di lavanda, vista la stagione non possiamo vedere le piante fiorite ma riusciamo facilmente a immaginare il meraviglioso effetto nella stagione estiva.
Futura lavanda davanti all'abbazia, il più celebre scorcio di Senanque.
Soddisfatte della nostra mattinata, riprendiamo l'auto per raggiungere il paesino di Gordes che raggiungiamo proprio all'ora di pranzo. Dopo una breve esplorazione dei locali della Place du Chateau optiamo per un piccolo bistrot con vista sul castello. Poi, rinvigorite dal nostro pranzetto iniziamo l'esplorazione di Gordes. Il paese è molto grazioso: i vicoli seguono le pendici della collina, il castello ospita il museo cittadino e un fornitissimo ufficio del turismo, le terrazze panoramiche offrono uno splendido affaccio sulla campagna circostante. Tutto è curato, pulito e sferzato dal vento.
Dessert con vista sul castello di Gordes.
Passeggiando a Gordes.

24 novembre 2019

Alta Provenza: da Digne-les-bain a Manosque

22 aprile
Partiamo di buon mattino verso il Colle della Maddalena, tra avvistamenti fantasma, da parte di Soldato e Kowalsky, di caprioli, marmotte e stambecchi. Trascorriamo la mattinata in auto tra colli e curve fino a Digne dove ci aspetta la prima agognata meta geologica: un'enorme parete di ammoniti patrimonio dell'Unesco. L'entusiasmo di Soldato è quasi incontenibile, tant'è che sostiamo di fronte alle ammoniti per quasi un'ora... nel frattempo il cielo si rannuvola.
La parete di ammoniti.
Proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere Castellane, dove trascorreremo la prima notte. Arrivate in paese ci separiamo nei soliti due gruppetti: le stambecchine, Soldato e Kowalsky, decidono di raggiungere la Chapelle Notre-Dame du Roc, una piccola cappella del 1703 abbarbicata su uno spuntone di roccia che si affaccia sulla piazza del paese. Nel frattempo le pigre Rico e Skipper esplorano il paese, tra vicoli e graziosi scorci, per poi dedicarsi a quel che riesce loro meglio: attendere il resto della truppa con un boccale di birra e una porzione di patatine fritte.
La piazza di Castellane sovrastata dallo spuntone di roccia su cui sorge la Chapelle Notre-Dame du Roc.
L'abitato di Castellane visto dalla Chapelle Notre-Dame du Roc.
Quando il gruppo si ricompatta riprendiamo il nostro mezzo per andare alla ricerca del camping che ci ospiterà in una delle sue mobilhome.


15 ottobre 2019

La Poitou-Charentes - seconda parte

Il nostro girovagare in questa splendida regione continua, e attirate dalle tante cose da vedere e scoprire, allarghiamo sempre di più il nostro raggio d'azione.

7 agosto 2008
Oggi decidiamo di spostarci verso l'interno per andare alla scoperta della regione del Cognac.
In mattinata ci fermiamo a Saintes, che dista circa 72 km da La Rochelle. Il suo centro storico, adagiato sulle rive della Charentes, conserva antiche vestigia romane, a testimonianza che all'epoca fu un importante centro amministrativo e culturale. Parcheggiamo proprio a fianco della chiesa di Saint-Eutrope, dell'XI secolo, che custodisce il sepolcro di Eutropio, primo vescovo di Saintes, e si trova lungo il cammino di Santiago de Compostela. Ci spostiamo poi a ammirare i resti dell'anfiteatro, Les Arènes, uno dei più belli di Francia. Molto interessanti sono anche l'Abbaye aux Dames, che presenta una torre in parte ottagonale e in parte quadrata, l'arco di Germanicus e la cattedrale di Saint-Pierre.

Saintes: arco di Germanicus.

Saintes: Abbaye aux Dames.

Saintes: anfiteatro romano.


Dopo una seconda colazione (al pain au chocolat proprio non sappiamo resistere!), ripartiamo alla volta di Cognac, che dista solo 28 chilometri. Durante il viaggio iniziamo ad immergerci nelle atmosfere delle colline coltivate a vite da cui si produce il famoso liquore.
Il paese di Cognac è molto carino, il centro è caratterizzato da vicoli medievali ed è pieno di chais, le cantine dove invecchia il liquore. Non possiamo esimerci da una visita guidata ad una di esse e a una degustazione.

Il negozio Cognac Otard, nel castello di Francesco I.

Centro storico di Cognac.
Dopo aver consumato un pranzo al sacco, risaliamo in auto e girovaghiamo per strette ma suggestive strade di campagna in mezzo ai vigneti, alla ricerca di un Dolmen indicato sulla nostra guida. A fatica e quasi per caso, quando ormai avevamo perso le speranze, appare in mezzo ai vigneti il Dolmen de Garde Épée, di discrete dimensioni e molto ben conservato.

Il Dolmen de Garde Épée.

I vigneti attorno a Cognac.
Prima di tornare a La Rochelle facciamo ancora una sosta a St-Jean-d'Angély. Si tratta di un paesino con un grazioso centro storico con case a graticcio. Sono degni di nota il Beffroi, torre dell'orologio con con il tetto in ardesia e l'Église les Tours, abbazia lungo il cammino di Santiago de Compostela, rimasta però incompiuta di cui restano solo due torri e da cui si ammira un magnifico panorama sula città.

Il Beffroi.


L'église les Tours.


31 marzo 2019

Around Vancouver

26 agosto 2018
La giornata inizia presto: primo compito è ritirare l'auto all'aeroporto e, come nostra abitudine, ci facciamo prendere dai nostri soliti attacchi di ansia. Avremo abbastanza soldi sulla tessera del bus? Per sicurezza ricarichiamo 5 dollari ma arrivate a destinazione ci rendiamo conto di aver buttato dei soldi. Il biglietto della metro fino all'aeroporto costa come una corsa normale.
Raggiungiamo lo sportello Avis nell'area noleggio dove la nostra auto ci attende. Rispetto a quella prenotata acconsentiamo all'upgrade che ci viene proposto (ma che compensiamo con il noleggio gratuito del navigatore). La Jeep Compass nera che ci viene "affidata" si guida bene, è alta perciò facilita la visuale, mentre per abituarsi alla guida col cambio automatico ci vuole qualche minuto. L'istinto di usare la gamba sinistra per pigiare la frizione è grande ma cerchiamo di controllarci (inutile raccontare che tornate a casa Skipper ha tentato di guidare la sua auto nello stesso modo impallandola due volte!). 
Percorriamo una ventina di chilometri verso nord, per raggiungere il fiordo Indian Arm e veniamo catapultate in un'altra dimensione: Deep Cove Village è un grazioso paese di montagna avvolto nella nebbia e affacciato sul fiordo che si insinua nell'entroterra, conferendogli un aspetto vacanziero d'altri tempi, così come la musica retrò che arriva dalla fiera che è in allestimento.

Indian Arm dal molo di Deep Cove Village.
Ci concediamo una seconda colazione a base di cinnamon roll da Covert, prima di esplorare il paese, con le sue magnifiche case dalle rampe più che ripide che affacciano sul fiordo, il parco in festa e il pontile che si protende nell'acqua. 
Facciamo rapido pranzo vegetariano al Bluhouse Market & Cafe dove regna un'atmosfera estremamente amichevole e poco formale, infatti condividiamo il tavolo con tre studentesse di moda che preparano un progetto insieme.

I deliziosi cinnamon roll di Covert (attenzione quelli nella foto sono piccoli!).
Dopo pranzo ci spostiamo a North Vancouver. Non fatevi ingannare dal nome: si tratta di una diversa municipalità rispetto a Vancouver. La giornata è coperta e ventosa per cui passeggiamo lungo Lonsdale Quay, osservando i passanti, il mercato coperto e guardando lo skyline ancora nebbioso di Vancouver dall'altro lato della baia, sedute sul pontile ammirando il panorama ci rendiamo conto di quanto siano vicine le due città e ci sorprendiamo ancora di più ricordandoci che il primo giorno da Canada Place non riuscivamo a scorgere assolutamente nulla.
Lo skyline di Vancouver.
In previsione della gita di domani che comporterà alzarsi all'alba torniamo a casa presto per una cena leggera e alle 21.30 siamo già a letto.

16 luglio 2018

Un salto nella terra dei canguri - la città, le montagne e piccoli consigli

28 dicembre 2016
Saliamo sul bus 343 da Willoughby Road che ci lascia dopo una ventina di minuti a North Sydney, alla fermata Pacific Highway. Sorpassiamo Milsons Point Station e usufruiamo del sottopasso di Burton St. per raggiungere le scale che permettono di accedere ad Harbour Bridge. Attraversarlo a piedi è una esperienza, ma non potrei mai fare il tour che porta a scalare una delle arcate.

Harbour Bridge 

Scendiamo all'altezza di Cumberland St. e visitiamo brevemente gli spazi verdi attorno al vecchio osservatorio che offrono una nuova prospettiva sulla baia.
Percorriamo in discesa Watson Rd. e raggiungiamo Argyle St. Qui, all'incrocio con Lower Fort St., si colloca la più antica chiesa di Australia e di fronte ad essa si apre uno spazio che ancora oggi è segnato al catasto per il libero pascolo delle greggi.

Il patio nel parco dell'Osservatorio

Proseguiamo su Lower Fort St., passando di fronte al più antico pub della città: Hero of Waterloo. La costruzione è attorniata da case con ringhiere in ghisa su cui spiccano striscioni di protesta. Imbocchiamo George St. in cui vediamo l'insegna del famoso Pancake on the Rocks, astuto gioco di parole che indica la proposta del negozio e la zona in cui esso sorge (the Rocks per l'appunto, l'area in cui si insediarono i primi coloni). Ma mi lascio attirare da un altro caffè poco più avanti, dagli arredi coperti di centrini colorati. The Tea Cozy, caffetteria irlandese, è un dedalo di sale e dehor rallegrato dai lavori ad uncinetto colorati. Merita una sosta!

Il più antico pub australiano

Proseguiamo verso Circular Quay W dove sorge Cadmans Cottage. Costeggiamo una titanica nave da crociera che sta imbarcando i passeggeri per poi iniziare il suo viaggio e sbuchiamo sul mare. Qui si può ammirare una serie di ristoranti coperti da tendoni da cui spiccano pennoni di barche a vela, dietro cui fanno capolino le facciate di mattone rosso che tanto ricordano l'Inghilterra georgiana.

Locali sul lungomare di The Rocks

Costeggiamo l'area portuale fino a raggiungere e circumnavigare l'Opera House, edificio imponente con le sue volte a vela coperte di tegole danesi. Sulla passeggiata, placche di metallo nella pavimentazione segnano la linea costiera nel 1788. Raggiungiamo e ci addentriamo nei Royal Botanical Gardens, fondati nel 1816 e, aggirando le zone chiuse in preparazione ai fuochi di San Silvestro, raggiungiamo Mrs Macguire's Point. Attraversiamo poi i giardini in direzione del Conservatorio e passiamo di fronte al negozio di cioccolatini diventato tristemente famoso a causa dell'attentato nel 2014. Proseguiamo quindi fino al MLC Food Court per riposarci e rifocillarci con una insalata.

Royal Botanical Gardens e la baia

Riprendiamo la nostra visita da George St, affollata di turisti, artisti di strada e negozi per lo shopping post natalizio. Tento di visitare la Sydney Tower Eye ma l'attesa è di due ore, quindi rinuncio e proseguo con la mia famiglia in direzione del Queen Victoria Building, edificio di fine Ottocento su tre piani con due magnifici orologi e tantissimi negozi.

Galleria interna del QVB

Usciamo dal lato opposto e, passando di fronte a Town Hall e St. Andrew's Cathedral, raggiungiamo China Town, riconoscibile dalle due porte rosse affiancate da leoni. Ci concediamo un poco di shopping al vicino Paddy's Market e infine prendiamo da Park St il bus M40 verso casa.

Ingresso si Chinatown

29 dicembre 2016
Oggi si prevedono 38 gradi in città, quindi la proposta di visitare le Blue Mountains è ben accetta. Ci dirigiamo in auto verso Katoomba e, lasciata l'auto poco distante, ci avviamo ad Echo Point, da cui si possono ammirare le Three Sisters. Le montagne all'orizzonte sono davvero tinte di blu, a causa della luce e del particolato presente nell'aria.

The Three Sisters e le Blue Mountains

Dopo un breve giretto, ci spostiamo con l'auto a Scenic Word, stazione da cui partono un funibus, una monorotaia davvero ripida e numerose passeggiate. Scegliamo quella che ci porta alle Katoomba Falls, breve ma piacevole. Solo le mosche e il numero impressionante di turisti ci dissuadono dal rimanere oltre.

Katoomba Falls
Il funibus

Decidiamo di fare il nostro picnic a Leura, già sulla via di casa, e passeggiamo nella via centrale ricca di negozi e caffè.
Rientrati a Willoughby scegliamo per cena un ristorante giapponese ad Artarmon veramente favoloso, dove ognuno di noi trova un piatto da assaggiare.

30 dicembre 2016
Caldo! Caldissimo!
Iniziamo la giornata sul bus 272 e scendiamo a Wyniard St., che attraversiamo grazie al nuovo sottopasso pedonale in direzione Barangaroo. Puntiamo in direzione dell'oceano e sbuchiamo in King's St. Wharf, tra edifici contemporanei, facciate in movimento, strade sopraelevate che poggiano su costruzioni in mattoni. 

Palazzi che sostengono le strade

Costeggiamo Darling Harbour e lo attraversiamo usando il pedonale Pyrmont Bridge. Ai due estremi di questo ponte sono ancora presenti le stazioni tubolari della monorotaia, dismessa nel 2013. Costeggiamo il National Maritime Museum per raggiungere la fermata Pyrmont Bay del light rail. Siamo intenzionati a visitare il Fish Market che, alle 11 del mattino, brulica di gente intenta ad assaggiare le delizie che i banchi propongono.

La stazione della monorotaia

Delizie del mercato del pesce

Riprendiamo il light rail e scendiamo alla fermata Marion, dove imbocchiamo l'omonima via. Siamo al limitare del quartiere Leichhardt, un tempo abitato principalmente dalla comunità italiana, nonostante abbia un nome tedesco. Affamati, prendiamo quantità enormi di fish & chips in un negozio di fronte al Market Place, dentro cui troviamo posto per mangiare.

Ingresso del centro commerciale di Leichhardt

Ci fermiamo poi alla fermata su Marion St. in attesa del bus 370 che ci porta in tour attraverso Leichhardt fino a raggiungere New Town e la zona universitaria. Scendiamo alla fermata di King St. Before Watkin St e passeggiamo, protetti dalle tettoie che ci riparano dalla pioggia, su Princess Highway fino a raggiungere il New Town Social Club.
Concludiamo qui la nostra scoperta di Sydney e anche il nostro soggiorno in Australia.

New Town

31 dicembre 2016
E' ora di chiudere le valigie, salutare i luoghi diventati familiari e soprattutto abbracciare il pezzetto di famiglia che qui rimane. Noi si ritorna a casa! Benvenuto anno nuovo!


Bye bye Sydney

Prima alba del 2017
Consigli:

  • Se cercate da voi il volo ricordatevi anche di fare le pratiche per il visto. Oppure andate in agenzia e fatevi aiutare.
  • Affittare un'auto può rendere il vostro viaggio molto più agevole, ma ricordate di chiedere in una scuola guida la Patente Internazionale. Inoltre, se le autostrade sono principalmente gratuite, gli ingressi nelle grandi città sono a pagamento, così come il passaggio su alcuni ponti. Prestate attenzione ai cartelli e ricordatevi di pagare il corrispettivo dovuto su internet.
  • L'uso dei mezzi pubblici è altamente consigliato nelle citta: potete pagare il biglietto singolo a bordo, ma se vi fermate alcuni giorni nella stessa città potete munirvi di tessera ricaricabile che dovrete vidimare ogni salita e discesa.
  • L'Australia è un continente: pianificate il vostro viaggio in base ai vostri interessi e al periodo in cui andate. Ricordate che le stagioni sono all'opposto rispetto alle nostre.
  • Non esiste una cucina tipica, ma in ogni città troverete numerosi locali in grado di soddisfare i vostri palati, specialmente se frequentate le Food Court dei centri commerciali. 
  • Non è un viaggio economico, ma di certo si possono controllare le spese affittando alloggi e cucinando a casa. Tuttavia esistono locali davvero economici e che vi rimarranno nel cuore. Non ho speso mai così poco come al ristorante indiano a Canberra o al ristorante giapponese a Sydney.
  • Portatevi un cappello e crema solare ad altissima protezione se andate tra novembre e aprile: Il sole non perdona. E il buco nell'ozono neppure.
  • Le mosche. Saranno il vostro tormento. Ma la bellezza dei luoghi saprà ricompensarvi.

22 marzo 2018

Modena

Da parecchio tempo io e i miei amici non ci concediamo un week end fuori porta tutti insieme. Così finalmente il 4 novembre cinque intrepidi cuneesi partono alla volta di Modena. La scelta è ricaduta su questa città in quanto nessuno ci è mai stato, ma sembra delle dimensioni giuste per essere visitata in un fine settimana.....e poi l'Emilia non delude mai in fatto di cibo!

Partiamo con calma il sabato mattina in auto direzione Asti, per imboccare la A21 Torino-Piacenza-Brescia, fino al bivio con la A1 Milano-Bologna, e dopo circa tre ore e mezzo di viaggio usciamo a Modena. Con l'aiuto del navigatore cerchiamo un parcheggio comodo per raggiungere la nostra sistemazione: abbiamo prenotato sul sito Airbnb un comodo appartamento situato nel centro storico. L'auto si può lasciare nei parcheggi a pagamento di Viale Caduti in Guerra, a pochi minuti dal centro.
Posati i bagagli, usciamo per un primo giretto in centro e alla ricerca di un un posto dove pranzare. Ci infiliamo sotto i portici della principale via del centro, via Emilia, la via dello shopping, e in pochi minuti siamo in Piazza Grande, il salotto della città, che con il Duomo e la Torre Civica, dal 1997 è inserita nella lista dei siti italiani patrimonio dell'UNESCO. 
Veduta di Piazza Grande dall'alto.
Proseguendo la passeggiata ci troviamo al Mercato Albinelli, storico mercato coperto, dove è possibile consumare un rapido spuntino o fare golosi aperitivi. Ci concediamo un tagliere di affettati e formaggi misti, con focaccia e gnocchi fritti.
Pranzo al Mercato Albinelli.
Riprendiamo la visita alla città ma per avere maggiori informazioni ci rivolgiamo all'ufficio turistico, situato in Piazza Grande, al pian terreno del palazzo comunale, dove sono tutti molto gentili e disponibili. Veniamo così a scoprire che si può accedere gratuitamente ad alcune sale al primo piano del palazzo comunale e che, essendo il 4 novembre, festa delle forze armate, si può visitare sempre gratuitamente anche Palazzo Ducale, oggi sede dell'Accademia Militare e del Museo Storico dell'Accademia. Incuriositi decidiamo di andarci subito, e non ce ne pentiamo. Saliamo al primo piano del comune per ammirare alcune sale affrescate, in cui è anche conservata "la secchia" simbolo dell'antica rivalità con Bologna. Poi ci spostiamo a Palazzo Ducale, che si affaccia su Piazza Roma: è un edificio imponente e armonico. All'interno i militari ci indicano il percorso per una mostra sulla figura della partigiana Gina Borellini, medaglia d'oro della resistenza, e per una mostra sulla Grande Guerra.

Facciata di Palazzo Ducale.
Dal palazzo proseguiamo per una passeggiata nel vicino Parco Giardino Ducale Estense, che troviamo un po' trascurato. Nella palazzina dei giardini ci imbattiamo in un'altra mostra gratuita dedicata a Cesare Leonardi, architetto, urbanista e artista contemporaneo, così entriamo a curiosare. Scopriamo che la mostra prosegue anche a Palazzo Santa Margherita, dove era già nostra intenzione andare in quanto sede del Museo della figurina. Lo raggiungiamo in pochi minuti lungo corso Canalgrande, e torniamo un po' bambini: è costituito da pannelli informativi che si sfogliano proprio come un album, in cui si ammirano figurine e card di ogni epoca.
Quando usciamo è ormai tardo pomeriggio e, nonostante sia nuvoloso, decidiamo di andare ad ammirare la città dall'altro all'ora del tramonto, salendo sulla Ghirlandina, il campanile del Duomo. Ritorniamo in Piazza Grande, passando accanto al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, e troviamo la biglietteria per salire sulla torre, simbolo della città. Il panorama che si gode dalla lanterna sulle tegole rosse dei tetti di Modena è molto suggestivo.
Panorama che si ammira dalla Ghirlandina.
Terminiamo la visita ammirando la facciata e gli interni del Duomo.
Facciata del Duomo.

Si è ormai fatto buio, e decidiamo di riposarci dalle fatiche del pomeriggio concedendoci uno spritz modenese, al lambrusco, nel dehor riscaldato del Caffè Concerto, in Piazza Grande.

Per cena scegliamo l'Hostaria Carducci, in cui consumiamo piatti tipici, accompagnati da ottimo lambrusco. Il cameriere è molto gentile e risponde a tutte le nostre curiosità, in particolare ci spiega anche la differenza tra Aceto Balsamico Tradizionale e Aceto di Modena IGP.
Dopo una passeggiata digestiva rientriamo nel nostro appartamento.
Tortellini al ragù di carne dell'Hosatria Carducci.


La domenica è piovosa, ma questo non ci scoraggia. Dopo una ricca colazione al Caffè Concerto, andiamo a visitare l'acetaia comunale. Creata nel sottotetto del palazzo comunale, ospita tre batterie di botti, e dei volontari illustrano il grande lavoro che c'è dietro all'Aceto Balsamico Tradizionale, e ce ne fanno anche assaggiare diversi tipi.
L'acetaia comunale.
Pranziamo al Ristorante Uva d'Oro, che ci soddisfa un po' meno di quello della cena, (fate attenzione che a volte sbagliano il conto!) e nel primo pomeriggio partiamo per rientrare a casa.

Modena ci è proprio piaciuta, città tranquilla, molto vivibile, giovane e vivace, che può anche essere il punto di partenza per esplorare i dintorni. Se vi interessa potete leggere il post sul modenese di Kowalsky, se siete appassionati di motori qui trovate anche tutto il percorso di visite del museo Enzo Ferrari e della fabbrica della Ferrari, tra Modena e Maranello, cosa che io e i miei amici abbiamo tralasciato.
https://pinguineinviaggio.blogspot.it/2017/10/terra-di-cucina-castelli-musica-e-motori.html






22 ottobre 2017

Boston Tea Party - le gite

I dintorni di Boston offrono diversi spunti per delle gite fuori porta di una giornata o anche meno. 
A circa 40 miglia a sud si trova Plymouth, dove nel 1620 sbarcarono i Padri Pellegrini e dove nacque la Festa del Ringraziamento. 20 miglia a ovest della città si trova Concord, dove è possibile visitare la casa in cui abitò per diverso tempo Louisa May Alcott, autrice del più che noto Piccole Donne. Un libro che aiuta a respirare l'atmosfera di Boston a fine Ottocento è invece Una ragazza fuori moda. Se lo trovate in biblioteca, leggetelo! Sulla strada che da Concord porta a Boston sorge Lexington, nota per la battaglia che segnò l'inizio della guerra tra britannici e le colonie americane per l'indipendenza.

Boston to Salem

"Solo il nome rievoca immagini di stregoneria e donne al rogo durante la famosa caccia alle streghe del 1662. In effetti Salem dà il meglio di sé ad Halloween." AA.VV. Lonley Planet Boston Incontri, EDT 2010 
Insegna
Curiosa di verificare la veridicità di tale affermazione, sono andata per una mezza giornata abbondante a Salem. Il viaggio di andata ha richiesto più tempo del previsto perchè proprio quel giorno i Red Sox festeggiavano la vittoria nella Major League con una parata sul Charles River, in mezzo a una folla esaltata.
L'arrivo a Salem ha avuto tutto un altro sapore: scendiamo dal bus vicino alla casa delle streghe, The Witch House, edificio in legno dai colori e dall'aspetto tetro. La giornata di sole smorza parecchio la sensazione di trovarsi in un film.

The Witch House
Non avendo una meta precisa e volendo più che altro curiosare e catturare l'atmosfera, con i miei compagni di viaggio inizio a girovagare.
Spendiamo un po' di tempo al porto, dove il Salem Maritime National Historic Site offre pannelli esplicativi che raccontano dell'importanza centrale di cui godeva la città per gli scambi commerciali con la Cina.

La città vista dal porto
Lasciato il mare alle spalle ci incamminiamo tra le vie, vagando tra piccoli cimiteri, negozi eccessivamente addobbati, padiglioni che stavano riaprendo per riprendere i festeggiamenti notturni per Halloween. Esistono tour guidati, a cui però noi non abbiamo preso parte. Cercate la statua dedicata a Elizabeth Montgomery e alla serie Bewitched in Essex St e fate una foto con lei mentre tentate un incantesimo muovendo il naso!





















Per ulteriori informazioni cliccare qui

06 agosto 2017

Benvenuti in Cornovaglia

4 agosto 2017
Il volo da Malpensa arriva con 30 minuti di anticipo rispetto all'orario, quindi alle 11.30 siamo già in possesso dei nostri bagagli e alla ricerca del desk Europcar al terminal Sud dell'aeroporto di London Gatwick. Per chi, come noi, dovesse atterrare al terminal Nord, esiste anche qui un desk nella hall degli arrivi, ma oggi non era attivo. Ritirata l'auto, ci dirigiamo in direzione nord sulla M25 (il "raccordo anulare" di Londra) con l'intenzione di visitare Bath, prima di raggiungere il nostro alloggio a Bodmin. Ben presto, bloccate nel traffico immobile, capiamo che la nostra idea non è realizzabile, quindi anticipiamo lo spostamento verso ovest imboccando la M3.
Pessima mossa: l'autostrada presto diventa una strada a scorrimento veloce con doppia carreggiata alternata. Ed è congestionata dal traffico! Unico pregio della giornata è stata la vista di Stonehenge fermi in coda sulla A303.
Dopo più di 5 ore di viaggio, disperate, cerchiamo di riprendere l'autostrada vicino a Exeter e finalmente raggiungiamo il nostro alloggio, a Bodmin! Situato al di sopra del Woods cafè, il cottage è immerso nel verde di Cardinham Woods. Ci accoglie una lieve pioggia ma siamo troppo felici di aver finalmente raggiunto la meta per rendercene conto!

Il nostro alloggio: Woods cafè.