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26 gennaio 2020

Basilicata coast to coast

9 luglio 2019
Stamattina decidiamo di partire presto per anticipare la calura e immergerci nelle vestigia della Magna Grecia a Metaponto, per poi rilassarci in spiaggia. La prima tappa sono le Tavole Palatine che ci lasciano a bocca aperta: un imponente tempio con colonnato dorico del VI secolo a.C., incredibilmente a ingresso gratuito.
Le Tavole Palatine.

Ci spostiamo poi verso l'area archeologica, per scoprire che apre solo a partire dalle 14.00. Davanti ai cancelli incontriamo altri turisti che come noi restano stupiti e delusi dell'orario di apertura proprio nelle ore più calde. Decidiamo di curiosare attraverso la recinzione e notiamo che l'incuria la fa da padrona, con erbacce che crescono in mezzo alle rovine, un vero peccato.
L'area archeologica di Metaponto.
E' ormai tarda mattinata e il mare ci chiama! Seguendo il consiglio datoci dal gestore del B&B ci dirigiamo alla spiaggia di Terzo Cavone, una lunghissima e tranquilla spiaggia libera, nascosta da un'enorme pineta. Ci rilassiamo distese sulla sabbia finissima e facciamo il bagno in un mare trasparente e dal fondale basso. Poco distante c'è il chioschetto di un piccolo lido, dove consumiamo il nostro pranzo.
La spiaggia di Terzo Cavone.
A metà pomeriggio, dopo un ultimo bagno, ci tocca a malincuore ripartire per raggiungere il nostro nuovo alloggio a Nova Siri Marina, che dista pochi chilometri. Oltre alla doccia riusciamo anche a fare il bucato. Ma non riusciamo proprio a stare ferme troppo a lungo: siamo incuriosite da un paesino che si vede sulla cima di una collina...Rotondella, il balcone dello Jonio. In effetti facciamo proprio bene a farci un salto: si trova sulla sommità di un colle proprio di fronte al mare e deve il suo nome alla forma tondeggiante, camminando tra le sue viuzze sembra di essere immersi in una spirale. Ci concediamo un aperitivo al bar del belvedere per poi scendere a Policoro per una cena a base di pesce. Il centro non è nulla di che, animato da famiglie in villeggiatura.
Fritto di mare.

29 ottobre 2019

Poitou-Charentes-Parte terza

9 agosto 2008
Oggi decidiamo di prendercela comoda e posticipiamo un po' la sveglia. Dedichiamo la mattinata a fare il bucato e la spesa, e verso le 12.00 partiamo alla volta dell'Île de Ré, isola che si trova proprio di fronte al La Rochelle, collegata alla terraferma da un ponte. Per prima cosa cerchiamo una spiaggia per pranzare e tentare di fare un bagno nell'oceano. Imbocchiamo la D201 che segue la costa meridionale dell'isola e ci fermiamo a la Couarde-sur-Mer, dove c'è una lunga e tranquilla spiaggia di sabbia finissima.

La spiaggia di Couarde-sur-Mer.

Dopo esserci rilassate proseguiamo l'esplorazione dell'isola e raggiungiamo la sua estremità più occidentale e il phare des Baleines. Due di noi decidono di entrare e percorrere la scala a chiocciola che porta sulla cima del faro a quasi 60 m di altezza, da cui si gode di un magnifico panorama. Le altre esplorano i dintorni e le numerose bancarelle di souvenir.


Il faro delle Balene.
Veduta dell'isola dalla cima del faro.





Risalite in auto, percorrendo la D735 che ci riporta al ponte e a La Rochelle, ammiriamo splendidi paesaggi e asinelli al pascolo.

10 agosto 2008
Oggi si torna nell'interno in direzione nord-est. Imbocchiamo la N11-D601 che diventa D611 e a Niort D743 e raggiungiamo Parthenay, antica cittadella fortificata e importante tappa sul Cammino per Santiago de Compostela.

Panorama della città.

Ponte e porta di Santiago de Compostela.
In tarda mattinata seguendo la E62-N149 ci spostiamo a Poitiers, città della famosa battaglia tra i Franchi e i Musulmani. Il centro si gira comodamente a piedi e noi facciamo un tour che tocca la chiesa di Notre-Dame-la Grande, il palazzo di Giustizia, St. Hilare-le Grande, il battistero di St. Jean, la Cattedrale di St-Pierre.

Notre-Dame-La-Grande.

La piazza di fronte a Notre-Dame-La-Grande.

Rientrate alla base, decidiamo di fare un giretto serale a La Rochelle. L'illuminazione rende il centro molto suggestivo e le vie e la zona del porto sono molto animate di turisti e bancarelle

Centro de La Rochelle.

Bancarelle nella zona del porto.

11 agosto 2008
Oggi è l'ultimo giorno di permanenza a La Rochelle, e ci dedichiamo alle pulizie, al riassemblaggio delle valigie e a un po' di meritato shopping in centro.

23 settembre 2019

Francia insolita: La Poitou-Charentes - prima parte

Nel 2008 per le vacanze estive, avevamo in mente di fare un viaggio in auto, on the road, ma cercando di prendercela con calma, magari facendo base sempre in uno stesso punto e organizzando escursioni giornaliere nei dintorni. Dopo aver valutato varie opzioni la scelta è ricaduta sulla Poitou-Charentes, regione della Francia occidentale.

4 agosto 2008
Partenza fissata alle 8:30 del mattino da Moncalieri (TO). Caricata la Multipla che ci accompagnerà in questo viaggio, si parte! Entriamo in tangenziale, seguendo per la A55/E70, e prendiamo l'uscita in direzione E70/T4 Frejus e A32 Bardonecchia. Ci concediamo, come nostra consuetudine, l'ultimo caffè italiano all'autogrill subito prima del traforo e poi varchiamo il confine.
Arrivate in territorio francese proseguiamo lungo la A43/E70, in prossimità di Chambery prendiamo la A43/E70 direzione Lione, poi seguiamo Saint-Étienne con la A72/E70, e infine a Clermont-Ferrand imbocchiamo la A71/E11 direzione Parigi e nel tardo pomeriggio raggiungiamo la nostra prima meta: Bourges.
Dopo esserci rinfrescate e riposate un po' nel nostro hotel, un F1, un po' spartano, ma comodo  all'autostrada ed economico, usciamo alla scoperta della città. Essendo solo una "tappa di avvicinamento" facciamo una semplice passeggiata tra le viuzze del quartiere medievale. Abbiamo comunque il tempo per apprezzarne le mura gallo-romane, la Cattedrale di Saint-Étienne, imponente esempio di architettura gotica, con splendide vetrate istoriate, patrimonio mondiale dell'Unesco, l'esterno del Palais de Jacques-Coeur e dell'hotel de ville.

Cattedrale di Saint-Étienne.
La facciata della cattedrale.
Per cena ci accomodiamo alla Taverne de Maitre Kanter, catena forse più tedesca che francese! Siamo uscite comunque soddisfatte dopo aver consumato una zuppa e piatti di carne con contorno, abbondanti e buoni; ottima anche la birra.
Zuppa a la Taverne de Maitre Kanter.
Spiedini a la Taverne de Maitre Kanter.

5 agosto 2008
Ripartite da Bourges, imbocchiamo la N76 e, prima di raggiungere la nostra destinazione finale, ci concediamo anche la visita a uno dei più famosi e suggestivi castelli della Loira: Chenonceau.
Il castello non è visibile dalla strada, e senza pagare il biglietto non è possibile ammirarlo. Ma non ve ne pentirete! La visita è libera e comprende sia l'interno sia i curatissimi giardini. La particolarità di questo castello è costituita da una galleria con arcate che attraversa le placide acque dello Cher, affluente della Loira.

Il castello riflesso nello Cher.
I giardini.
Consumato un rapido pic-nic nel parcheggio del castello, ripartiamo e nei pressi di Tours prendiamo l'autostrada E05/A10 in direzione Bordeaux, fino all'uscita 33 che ci permette di raggiungere La Rochelle e il Residence Archipel che ci ospiterà per una settimana.



31 marzo 2019

Around Vancouver

26 agosto 2018
La giornata inizia presto: primo compito è ritirare l'auto all'aeroporto e, come nostra abitudine, ci facciamo prendere dai nostri soliti attacchi di ansia. Avremo abbastanza soldi sulla tessera del bus? Per sicurezza ricarichiamo 5 dollari ma arrivate a destinazione ci rendiamo conto di aver buttato dei soldi. Il biglietto della metro fino all'aeroporto costa come una corsa normale.
Raggiungiamo lo sportello Avis nell'area noleggio dove la nostra auto ci attende. Rispetto a quella prenotata acconsentiamo all'upgrade che ci viene proposto (ma che compensiamo con il noleggio gratuito del navigatore). La Jeep Compass nera che ci viene "affidata" si guida bene, è alta perciò facilita la visuale, mentre per abituarsi alla guida col cambio automatico ci vuole qualche minuto. L'istinto di usare la gamba sinistra per pigiare la frizione è grande ma cerchiamo di controllarci (inutile raccontare che tornate a casa Skipper ha tentato di guidare la sua auto nello stesso modo impallandola due volte!). 
Percorriamo una ventina di chilometri verso nord, per raggiungere il fiordo Indian Arm e veniamo catapultate in un'altra dimensione: Deep Cove Village è un grazioso paese di montagna avvolto nella nebbia e affacciato sul fiordo che si insinua nell'entroterra, conferendogli un aspetto vacanziero d'altri tempi, così come la musica retrò che arriva dalla fiera che è in allestimento.

Indian Arm dal molo di Deep Cove Village.
Ci concediamo una seconda colazione a base di cinnamon roll da Covert, prima di esplorare il paese, con le sue magnifiche case dalle rampe più che ripide che affacciano sul fiordo, il parco in festa e il pontile che si protende nell'acqua. 
Facciamo rapido pranzo vegetariano al Bluhouse Market & Cafe dove regna un'atmosfera estremamente amichevole e poco formale, infatti condividiamo il tavolo con tre studentesse di moda che preparano un progetto insieme.

I deliziosi cinnamon roll di Covert (attenzione quelli nella foto sono piccoli!).
Dopo pranzo ci spostiamo a North Vancouver. Non fatevi ingannare dal nome: si tratta di una diversa municipalità rispetto a Vancouver. La giornata è coperta e ventosa per cui passeggiamo lungo Lonsdale Quay, osservando i passanti, il mercato coperto e guardando lo skyline ancora nebbioso di Vancouver dall'altro lato della baia, sedute sul pontile ammirando il panorama ci rendiamo conto di quanto siano vicine le due città e ci sorprendiamo ancora di più ricordandoci che il primo giorno da Canada Place non riuscivamo a scorgere assolutamente nulla.
Lo skyline di Vancouver.
In previsione della gita di domani che comporterà alzarsi all'alba torniamo a casa presto per una cena leggera e alle 21.30 siamo già a letto.

24 marzo 2019

A passeggio per Vancouver

Dopo una lunghissima pausa di pubblicazione abbiamo deciso di tornare alla grande con il diario di viaggio della vacanza estiva di Skipper e Rico a Vancouver, nella regione del British Columbia in Canada.

21 agosto  2018
Di buon mattino inizia la nuova avventura, partendo dal campo base dei genitori di Rico in Costa Azzurra: Rico, Skipper e la nuova recluta Francesca lasciano l'Europa dall'aeroporto di Nizza in direzione Vancouver. 
Dopo aver effettuato il check-in e aver abbandonato i bagagli sul nastro trasportatore, c'è tutto il tempo per lasciarsi affascinare dal sorgere del Sole sul mare della baia di Nizza e fare una colazione burrosa in pieno stile francese. 
Sorge il sole sull'aeroporto Nice Cote d'Azur e inizia una nuova avventura.

Appena imbarcate sul velivolo della compagnia AirCanada Rouge, ecco il primo imprevisto della giornata: niente schermi. Per un volo di più di 8 ore, non avere film da guardare se non scaricando la app su un dispositivo personale fa diventare lunga l'idea del viaggio. Poco dopo ecco il secondo imprevisto: volo in ritardo. La causa? Bagagli smarriti a quanto pare. Pazienza. L'equipaggio passa tra i sedili fornendo poche informazioni ma copiose dosi di acqua. Una volta in volo si trova il modo di far passare il tempo tra qualche pisolino, i pasti, il diario di bordo e le parole crociate.
Atterriamo a Montréal per lo scalo; molti passeggeri sono stati riproiettati su nuovi voli a causa del ritardo. Ma a noi va bene. C'è tutto il tempo per passare i controlli della dogana canadese, fare tappa bagno, chiamare casa ed è di nuovo ora di imbarcarsi. Il secondo volo, di poco più di 5 ore, trascorre rapido tra un paio di film (ebbene sì, abbiamo gli schermi) e un pisolino. 
Giunte a Vancouver, recuperiamo i bagagli senza dover passare altri controlli doganali e in men che non si dica siamo fuori dall'aeroporto. C'è una luce strana ma non ci facciamo caso. 
Cerchiamo un taxi per raggiungere la nostra casa per la settimana, nella zona residenziale ed ecco che arriva il primo dei nostri suggerimenti. Non siamo abituate a servirci dei taxi quindi è stato un nostro errore, ma sappiate che per le varie zone di Vancouver ci sono delle tariffe prefissate. Assicuratevi di informare il vostro tassista che ne siete al corrente prima di prendere il taxi.

22 agosto 2018
Dopo essere crollate nei letti ieri sera, oggi ci svegliamo pimpanti e pronte a scoprire la città. Prima di avventurarci in centro città, però conosciamo Crystal, la nostra host, che viene a farci visita e a cui abbiamo portato, per mezzo di Rico, un souvenir da Torino 2006, "da una città olimpica ad un'altra". Dopo di che cerchiamo un supermercato per comprare frutta, verdura e altro pianificando a grandi linee i nostri primi giorni qui a Vancity. Ci accorgiamo subito che i prezzi per formaggi, frutta e verdura sono improponibili, quindi scegliamo con oculatezza. Nel supermercato è inoltre possibile acquistare la Compass Card, la tessera da usare per i mezzi pubblici. Una volta riposta a casa la spesa siamo pronte a partire.
Non controlliamo quale dei due bus vicini a casa sia quello che ci serve, ma ci dirigiamo verso la fermata più vicina. Una volta sul bus sorge il dubbio, dopo aver visto il globo di Science World allontanarsi. Chiediamo quindi informazioni e la gentile autista ci dice di scendere in Chinatown e ci dà indicazioni sul nuovo mezzo da prendere. Ci sembra uno spreco però, perciò proseguiamo a piedi verso la nostra meta, che è molto più vicina di quanto ci avevano detto. 
Scienze World è affascinante: già all'esterno è possibile giocare con alcuni esperimenti di diversi settori, quindi possiamo solo immaginare quanto sia divertente all'interno. Suoniamo strumenti realizzati con vecchie boe che ricordano una steel drum, scopriamo la stratificazione del suolo con un modellino e giochiamo con le chiuse in un altro.
Tra un gioco e l'altro, Rico continua a guardarsi intorno sorridendo, ancora non riesce a credere di essere nella città in cui vengono girate alcune delle serie tv che ama di più e che la costruzione di fronte a Science World sia proprio lo STAR Labs di The Flash (anche se in realtà è lo stadio cittadino).
Science World e sullo sfondo lo stadio.

20 maggio 2018

California on the road: da San Francisco a Los Angeles

In questo post continuo e concludo il tour californiano.

7 settembre 2014
Dopo aver trascorso la prima parte della giornata immerse nella natura, nel tardo pomeriggio arriviamo a San Francisco.
Giusto il tempo di lasciare i bagagli nella camera e poi ci spostiamo al Fisherman's Wharf, il vecchio mercato dei pescatori sul porto che è stato riqualificato e ospita ristoranti, negozi e locali di tendenza; qui consumiamo la cena con tutto il gruppo in un grazioso ristorante di pesce (anche se forse un po' troppo turistico per i nostri gusti).
Finita la cena il gruppo si divide, noi decidiamo di seguire la guida per un emozionante giro notturno in cable car, sicuramente il mezzo di trasporto più celebre della città.
Ogni vettura è dotata di posti a sedere interni ed esterni, ma è anche possibile viaggiare in piedi aggrappati ai vicini... forse è un po' spericolato ma ne vale la pena.
Vettura del cable car.
Esistono tre linee di cable car, noi prendiamo quella che da Hyde (vicino al porto) va verso Powell; dopo un tragitto mozzafiato tra le colline scendiamo nella bellissima Union square; dove il nostro autobus ci attende per una sorpresa.
La guida infatti ha organizzato un fuori programma, ci porta verso Berkeley per ammirare lo skyline notturno di San Francisco e ci dà anche un bicchiere di spumante per brindare alla vacanza.
Lo skyline di San Francisco con il Bay bridge, visto da Berkeley.

10 agosto 2017

Fine del mondo in mondovisione

8 agosto
Siamo nel Regno Unito. È inutile sperare che il meteo ci dica che per tutta la giornata avremo sole, quindi scegliamo l'itinerario senza considerarlo troppo. Scendiamo verso sud lungo la A30, in direzione St. Michael Mount e arriviamo prima che la marea lasci libero il sentiero di pietra che lo collega alla terraferma. Arrivando poco dopo le 9 il parcheggio nel centro di Marazion ha ancora molti posti liberi e per non aspettare al freddo prendiamo una delle barche da pescatore, adattate al trasporto di una decina di passeggeri. Giunte sull'isolotto, saliamo verso il castello, già abbazia benedettina, quasi in solitaria. Sul sentiero alcuni elementi si collegano alla fiaba di Jack e il fagiolo magico.
Il castello, tutt'ora abitato nei mesi estivi da Lord St. Levan, è in buona parte visitabile e nella biglietteria ci sono anche depliant in italiano. Le sale scorrono fino alla terrazza panoramica, che permette un affaccio ai meravigliosi giardini, e alla cappella.

Il panorama di Marazion visto dall'ingresso di St. Michael Mount.

Il sentiero che porta a St. Micheal Mount.
Terminata la visita, percorriamo il sentiero costeggiato da tappeti di alghe verso la macchina e ci spostiamo in direzione Mousehole, aggirando la città di Penzance. Riusciamo a percorrere le strette vie solo in auto, a causa dell'assenza di parcheggi liberi, ma riusciamo a dare una sbirciata al porto.
Dato che è ora di pranzo, ci dirigiamo a Porthcurno, dove prima scendiamo verso la spiaggia per ammirare la baia e poi gustiamo una insalata mista, chi con granchio cornico chi con tonno, al beach cafè sedute nell'assolato dehors.

La spiaggia di Porthcurno.
Decidiamo quindi di raggiungere a piedi il Minack Theatre, che dista poche centinaia di metri, sulla sommità della scogliera. Riusciamo ad arrivare fino all'ingresso e a scorgere il panorama quando veniamo sorprese da un gelido acquazzone, ovviamente tutta la attrezzatura da pioggia è perfettamente conservata nel bagagliaio della macchina. Purtroppo non saremmo comunque riuscite ad entrare a vedere il teatro in quanto chiuso per uno spettacolo: informatevi prima sul calendario della stagione teatrale!
Completamente bagnate e infreddolite torniamo al nostro veicolo, dove cerchiamo di asciugarci e riorganizzarci alla meno peggio, ma non ci lasciamo scoraggiare e decidiamo di proseguire la giornata verso il punto più occidentale dell'Inghilterra: Land's end.
Il sito si presenta - la guida ci aveva avvertito - come un "baraccone" per turisti, ma nonostante la calca ci si riesce a disperdere tra scogliere e brughiera e a godere del suggestivo panorama. Anche il cartello che segna la distanza tra la punta occidentale e alcune parti del mondo è una attrazione turistica, ma con un poco di pazienza, tra un gruppo di turisti e l'altro, è possibile fotografarlo.

Tutte le distanze da Land's end.
Soddisfatte della passeggiata, ci concediamo una fetta di torta e un giro al negozio, dove i prezzi sono decisamente competitivi!
Un ultimo affaccio alla fattoria, poi si torna alla macchina e a casa.

08 agosto 2017

Di città in città, di scogliera in scogliera. Tra Devon e Cornwall

6 agosto
Iniziamo la giornata con una colazione a base di ciambelle e poi, sentendoci un po' Simpson, ci dirigiamo verso la prima meta della giornata: Torquay.
La strada per arrivarci costeggia Plymouth e passa sul Tamar Bridge, ponte a pagamento. Parcheggiamo abbastanza comodamente nella zona ovest della città e scendiamo verso il porto. Nonostante sia famosa per l'Agatha Christie Mile, non lascia particolarmente stupiti. Piuttosto trascurata, ha una presenza più interessante nella zona costiera, tra caffè all'aperto e Luna Park. Chiediamo informazioni presso l'ufficio turistico e decidiamo di saltare la visita a Greenway, la residenza estiva della scrittrice di gialli, perché è necessario prenotare il parcheggio e di conseguenza la visita almeno il giorno precedente.
Non ci lasciamo scoraggiare e ci dirigiamo con l'auto verso Babbacombe, area residenziale molto graziosa, da cui parte una funicolare d'epoca che porta alla spiaggia ai piedi della scogliera. Armate di Cornish Pasty calde, acquistate a Torquay, cerchiamo un posto sulle gradinate e mangiamo godendoci il tepore del sole e le esibizioni di moto acquatiche e pedalò.

La funicolare.

Panoramica della spiaggia di Babbacombe.
Rinvigorite, riprendiamo la funicolare e risaliamo in cima alla scogliera. In auto seguiamo la strada della riviera in direzione sud, fino a raggiungere Coleton Fishacre, meravigliosa casa Anni 20, con stanze molto ben tenute, sia nel quartiere signorile sia in quello della servitù.

L'esterno della casa.

Uno dei corridoi interni.
Il giardino attorno offre diverse passeggiate immerse in una natura lussureggiante e dai colori sgargianti, che portano a punti panoramici sulla scogliera.

Vista sulla scogliera da un punto panoramico.
Soddisfatte della giornata, rientriamo a Bodmin e ci concediamo ancora un giretto per il paesello.

06 agosto 2017

Benvenuti in Cornovaglia

4 agosto 2017
Il volo da Malpensa arriva con 30 minuti di anticipo rispetto all'orario, quindi alle 11.30 siamo già in possesso dei nostri bagagli e alla ricerca del desk Europcar al terminal Sud dell'aeroporto di London Gatwick. Per chi, come noi, dovesse atterrare al terminal Nord, esiste anche qui un desk nella hall degli arrivi, ma oggi non era attivo. Ritirata l'auto, ci dirigiamo in direzione nord sulla M25 (il "raccordo anulare" di Londra) con l'intenzione di visitare Bath, prima di raggiungere il nostro alloggio a Bodmin. Ben presto, bloccate nel traffico immobile, capiamo che la nostra idea non è realizzabile, quindi anticipiamo lo spostamento verso ovest imboccando la M3.
Pessima mossa: l'autostrada presto diventa una strada a scorrimento veloce con doppia carreggiata alternata. Ed è congestionata dal traffico! Unico pregio della giornata è stata la vista di Stonehenge fermi in coda sulla A303.
Dopo più di 5 ore di viaggio, disperate, cerchiamo di riprendere l'autostrada vicino a Exeter e finalmente raggiungiamo il nostro alloggio, a Bodmin! Situato al di sopra del Woods cafè, il cottage è immerso nel verde di Cardinham Woods. Ci accoglie una lieve pioggia ma siamo troppo felici di aver finalmente raggiunto la meta per rendercene conto!

Il nostro alloggio: Woods cafè.

17 agosto 2016

Dentro alle nuvole

Per la prima volta dal nostro arrivo in Bretagna, il cielo è nuvoloso, ma forse non abbiamo specificato bene il tipo di nubi che desideravamo. Così il grigiore diffuso ci accompagna per l'intera giornata!

La strada verso la Pointe du Raz attraversa paesini fioriti con graziose chiese muschiate. Così come descritto dalle guide, la punta è affollata di turisti. Le nuvole provenienti dal mare si nebulizzano sulle falesie e sul faro e la visuale è annebbiata. Ci intratteniamo tra i sentieri finché inizia a piovere, allora scappiamo in auto per raggiungere la Baia dei trapassati.
Giunti sulla spiaggia le nubi si sono diradate e riusciamo a scorgere sia la Pointe du Raz con il suo faro, sia la Pointe du Van; tra le due un nutrito gruppo di surfisti cavalca le onde oceaniche.

La tappa successiva è Quimper, con la sua affascinante cattedrale storta. L'esterno è decisamente più attraente dell'interno, spogliato di buona parte delle opere sacre. Il centro città è un dipanarsi di vie irregolari su cui si affacciano abitazioni a graticcio ancora più irregolari. Merita una visita anche il mercato coperto, con l'apertura in vetro dalla quale si vedono le guglie gotiche della cattedrale.

La tappa di oggi.

Femminile come il granito

La gita di oggi ci porta in Armorica, terra nota per i cinghiali e quel piccolo villaggio di Galli che non ha nessuna intenzione di arrendersi ai romani. E noi abbiamo capito perché!
La prima tappa è la città di Lannion: oltre alla piazza con case a graticcio, la curiositá che offre è una chiesa dei templari raggiungibile affrontando una gradinata di 142 gradini. Piccola pecca è la difficoltà di orientamento nel centro a causa di carenti indicazioni turistiche, pertanto consigliamo di arrivare muniti di una buona cartina o chiedere informazioni all'ufficio del turismo.

Per il pranzo scegliamo la cittadina costiera di Tregastel e godiamo dello splendido panorama di rocce di granito rosa che contornano una baia di acqua limpida e dai colori caraibici! Una breve passeggiata sul promontorio a ovest ci permette di ammirare le conformazioni rocciose disegnate dal mare e dal vento e di avere un primo assaggio della salita della marea, fenomeno rapido che ogni volta ci affascina!


La fotografia sulla nostra guida ci incuriosisce: un faro rosa in mezzo a dune di roccia rosa. Spostiamo l'auto a Ploumanac'h e passeggiamo fino a Mean Ruz, squadrata testimonianza del lavoro umano appoggiato in equilibrio sulla roccia.


Ultima tappa della giornata è Treguier, con la sua cattedrale gotica dai tre campanili e la calma rilassante di un paese lontano dalla costa.

La tappa di oggi.

16 agosto 2016

Fari e dintorni

Dopo una mattinata dedicata a una rapida passeggiata nella zona vecchia di Brest (o ciò che ne rimane), ci dedichiamo alla costa ovest.
La prima tappa è il faro di Saint Mathieu: incastonato all'estremità di uno sperone frastagliato, si erge all'interno di una abbazia diroccata. Oltre al faro principale, visibile in numerose riviste di viaggi, ci sono un piccolo faro e una torre a uso militare. Poco distante si ergono il cenotafio e il memoriale dei marinai dispersi in mare durante la I Guerra Mondiale.

Lungo la strada delle indicazioni per un forte attirano la nostra attenzione: in realtà giunti sul luogo rimaniamo deluse.
Ci dirigiamo perciò verso Le Conquet ed in particolare la sua spiaggia di sablon blanc. Ci concediamo un pochino di relax in spiaggia, tastando l'acqua fresca dell'oceano e giocando a freesbee.
A malincuore lasciamo il tepore della candida spiaggia e cerchiamo un ristorantino per pasteggiare a pesce e Muscadet, in attesa del tramonto per poter vedere il faro della punta Point Minou.
Inaspettatamente, incontriamo David, appasionato di astronomia, e con lui osserviamo il rossore di Marte, gli anelli di Saturno e i crateri lunari, oltre ad un magnifico panorama sulla costa e i suoi punti di luce.


Il nostro ferragosto!