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23 settembre 2019

Francia insolita: La Poitou-Charentes - prima parte

Nel 2008 per le vacanze estive, avevamo in mente di fare un viaggio in auto, on the road, ma cercando di prendercela con calma, magari facendo base sempre in uno stesso punto e organizzando escursioni giornaliere nei dintorni. Dopo aver valutato varie opzioni la scelta è ricaduta sulla Poitou-Charentes, regione della Francia occidentale.

4 agosto 2008
Partenza fissata alle 8:30 del mattino da Moncalieri (TO). Caricata la Multipla che ci accompagnerà in questo viaggio, si parte! Entriamo in tangenziale, seguendo per la A55/E70, e prendiamo l'uscita in direzione E70/T4 Frejus e A32 Bardonecchia. Ci concediamo, come nostra consuetudine, l'ultimo caffè italiano all'autogrill subito prima del traforo e poi varchiamo il confine.
Arrivate in territorio francese proseguiamo lungo la A43/E70, in prossimità di Chambery prendiamo la A43/E70 direzione Lione, poi seguiamo Saint-Étienne con la A72/E70, e infine a Clermont-Ferrand imbocchiamo la A71/E11 direzione Parigi e nel tardo pomeriggio raggiungiamo la nostra prima meta: Bourges.
Dopo esserci rinfrescate e riposate un po' nel nostro hotel, un F1, un po' spartano, ma comodo  all'autostrada ed economico, usciamo alla scoperta della città. Essendo solo una "tappa di avvicinamento" facciamo una semplice passeggiata tra le viuzze del quartiere medievale. Abbiamo comunque il tempo per apprezzarne le mura gallo-romane, la Cattedrale di Saint-Étienne, imponente esempio di architettura gotica, con splendide vetrate istoriate, patrimonio mondiale dell'Unesco, l'esterno del Palais de Jacques-Coeur e dell'hotel de ville.

Cattedrale di Saint-Étienne.
La facciata della cattedrale.
Per cena ci accomodiamo alla Taverne de Maitre Kanter, catena forse più tedesca che francese! Siamo uscite comunque soddisfatte dopo aver consumato una zuppa e piatti di carne con contorno, abbondanti e buoni; ottima anche la birra.
Zuppa a la Taverne de Maitre Kanter.
Spiedini a la Taverne de Maitre Kanter.

5 agosto 2008
Ripartite da Bourges, imbocchiamo la N76 e, prima di raggiungere la nostra destinazione finale, ci concediamo anche la visita a uno dei più famosi e suggestivi castelli della Loira: Chenonceau.
Il castello non è visibile dalla strada, e senza pagare il biglietto non è possibile ammirarlo. Ma non ve ne pentirete! La visita è libera e comprende sia l'interno sia i curatissimi giardini. La particolarità di questo castello è costituita da una galleria con arcate che attraversa le placide acque dello Cher, affluente della Loira.

Il castello riflesso nello Cher.
I giardini.
Consumato un rapido pic-nic nel parcheggio del castello, ripartiamo e nei pressi di Tours prendiamo l'autostrada E05/A10 in direzione Bordeaux, fino all'uscita 33 che ci permette di raggiungere La Rochelle e il Residence Archipel che ci ospiterà per una settimana.



15 ottobre 2017

Skipper presenta... Boston Tea Party - la città

Il 2011 per me è stato l'anno dei grandi viaggi: in estate sono stata a Tokyo e a ottobre ho volato in direzione opposta, verso gli Stati Uniti, dove ho visitato New York City e Boston. 
Il caso (anche detto "ho un amico che ha lavorato negli States per un paio di anni") ha voluto che nel 2013 si presentasse la possibilità di tornare ancora una volta in queste due città e chiaramente io non mi sono tirata indietro. Curioso come, in entrambi i casi, ci sia stata durante il ponte dei Santi, per cui l'unica ambientazione vista è stata quella autunnale.


Aeroporto di Madrid durante lo scalo
In questo mio primo post in solitaria, vi porto con me alla scoperta di Boston.


Affacciata sulla East Coast nello stato del Massachusetts, Boston è una città dal sapore europeo. Forse perché si tratta di una delle città più "antiche" d'America, o perché nell'immaginario collettivo è impossibile scollegarla dalla guerra d'Indipendenza, questa splendida città sulla collina dona ai visitatori provenienti da oltre oceano la sensazione di non essersi allontanati molto dalla Londra vittoriana.


Case lungo Beacon Street
Tuttavia, quando si inizia a passeggiare per la città, ci si rende conto che Boston non è una città vecchia: di fianco alle file di case in mattoni rossi, sorgono grattacieli più o meno contemporanei, che danno una panoramica interessante sull'evoluzione dell'architettura; le aree di ritrovo pullulano di persone, giovani e meno, che colorano la Boston notturna e le evidenti attrazioni a misura di turista ne fanno una città cosmopolita.
Fenway Park, la cattedrale del baseball


Itinerario 1

Dalla fermata Hynes sulla linea verde della T (la metro di Boston) si procede lungo Massachusetts Avenue, che conduce a una piazza assai famosa di Cambridge.
Attraversato il ponte su Charles River si possono vedere da entrambi i lati numerosi edifici e aree appartenenti al Massachusetts Institute of Technology.


Edifici su Massachusetts Avenue

Lungo la Avenue edifici imponenti in mattoni e pietra lasciano spazio a caseggiati bassi adibiti ad attività commerciali, le aree residenziali vengono interrotte da palazzi moderni adibiti ad uffici. E' curioso come i colori delle insegne e le decorazioni a tema con la festa di Halloween diano alla strada un aspetto divertente.

Jack-o'-lantern
Proseguendo lungo Mass Av (così i bostoniani chiamano questa strada) si arriva sino ad Harvard Square. Da qui, partono tour guidati in costume nelle aree della famosa università. Ma se avete poco tempo, o più semplicemente vi piace godere delle foglie autunnali in solitudine, potete addentrarvi nelle aree verdeggianti che circondano gli edifici.


John Harvard

I giardini di Harvard
Da Harvard Square si può prendere la T linea Rossa direzione inbound fino a Park Street per raggiungere il centro città. 
Tra Park Street e Charles Street si estende il Boston Common, parco verdeggiante in cui si possono svolgere diverse attività: a fine ottobre, ad esempio nel Frog Pond viene allestita una pista di pattinaggio su ghiaccio, mentre nel lato opposto ci sono un campo da baseball e uno da tennis. 

Massachusetts State House celebra la vittoria dei Red Sox
Attraversata Charles Street si apre il Boston Public Garden, progettato come un vero e proprio giardino urbano, in cui laghetti, ponticelli, radure e boschetti rendono piacevole le passeggiate in qualsiasi momento della giornata!


I cancelli del Boston Common

Boston Public Garden
Si imbocca poi Boylston Street, camminando in direzione opposta al centro. Sulla sinistra si apre Copley Square, delimitata da un lato dalla Trinity Church e dall'altro dalla Public Library Foundation. Il contrasto fra lo stile architettonico neoromanico e i grattacieli a specchio è molto affascinante!


Riflesso della Trinity Church
Proseguendo su Boylston Street si arriva al Prudential Center, grande magazzino che offre, oltre a negozi di souvenirs (e non solo), la possibilità di cenare in ristoranti o sfruttare, soprattutto a pranzo, la Food Court centrale. Inoltre c'è la possibilità di vedere Boston dall'alto nella Prudential Tower, oltre a ripercorrere le fasi dell'immigrazione europea e le vicende legate a Sacco e Vanzetti.


Boston dalla Prudential Tower
Per chi volesse avere un'infarinatura della città o volesse concludere il soggiorno ripercorrendo alcuni dei luoghi visitati, dal Prudential Center partono anche i Duck Tour, percorsi con mezzi anfibi che vi permetteranno di ammirare la città anche dal centro del Charles River.

Uno dei mezzi anfibi

12 agosto 2017

Once upon a time...

10 agosto
L'ultima mattinata di vacanza ci vede impegnate nella riorganizzazione dei bagagli come prima cosa. Dato che le attrazioni che ci interessano sono abbastanza vicine partiamo con calma verso le 9 e prima dell'apertura siamo già a Morwellham Quay, nel Devon occidentale. Il villaggio è rimasto intatto dai tempi dell'Inghilterra vittoriana ed è stato un famoso porto collegato al sito minerario anche in epoca edoardiana.

Il villaggio di Morwellham Quay.
Il negozietto.
È diventato ancora più conosciuto dopo essere diventato set di un documentario storico della BBC. Si può passeggiare anche senza pagare il biglietto, ma con esso è possibile prendere parte a diversi laboratori collegati al periodo storico e all'attività mineraria, oltre visitare una miniera con l'apposito trenino pagando un extra. Il nostro desiderio di indossare abiti del passato qui viene soddisfatto dal laboratorio "Dress like Victorians" dove i visitatori possono scegliere da sè gonne e giacche da abbinare a graziosi cappelli. Oppure si può prendere parte al laboratorio di cioccolato o diventate minatori spaccando rocce alla ricerca di rame.

Il trenino che porta alla scoperta della miniera.
Il villaggio richiederebbe di trascorrere lì tutta la giornata ma il nostro programma è intenso.
Torniamo sui nostri passi per visitare una casa, proprietà del National Trust, praticamente dietro il nostro alloggio. Lanhydrock House ha un enorme parco che la circonda e la visita interna porta dal piano terra nobile, attraverso le cucine, ai piani superiori, sia nobili, sia quelli della servitù. Due ore bastano appena per visitare la casa.

Panoramica di Lanhydrock.

La stanza dove gli uomini si ritrovavano a giocare. 

Una stanza del piano nobile.
Ancora non soddisfatte, percorriamo la A30 in direzione Launceston alla ricerca del Jamaica Inn, locanda strategicamente posizionata nella brughiera per accogliere viandanti o, per lo più, contrabbandieri di passaggio. Diventata famosa grazie al libro omonimo di Daphne du Maurier, attualmente offre un piccolo ma interessante museo sulla scrittrice e sulle attività illegali del passato e non solo, ha un pub e un ristorante e due shop, oltre a delle camere. Ceniamo fuori approfittando della location piratesca e ci godiamo una birra locale per accompagnare il cibo.

Il Jamaica Inn.

Raccolta di copertine dei libri di Daphne Du Maurier.

10 agosto 2017

Fine del mondo in mondovisione

8 agosto
Siamo nel Regno Unito. È inutile sperare che il meteo ci dica che per tutta la giornata avremo sole, quindi scegliamo l'itinerario senza considerarlo troppo. Scendiamo verso sud lungo la A30, in direzione St. Michael Mount e arriviamo prima che la marea lasci libero il sentiero di pietra che lo collega alla terraferma. Arrivando poco dopo le 9 il parcheggio nel centro di Marazion ha ancora molti posti liberi e per non aspettare al freddo prendiamo una delle barche da pescatore, adattate al trasporto di una decina di passeggeri. Giunte sull'isolotto, saliamo verso il castello, già abbazia benedettina, quasi in solitaria. Sul sentiero alcuni elementi si collegano alla fiaba di Jack e il fagiolo magico.
Il castello, tutt'ora abitato nei mesi estivi da Lord St. Levan, è in buona parte visitabile e nella biglietteria ci sono anche depliant in italiano. Le sale scorrono fino alla terrazza panoramica, che permette un affaccio ai meravigliosi giardini, e alla cappella.

Il panorama di Marazion visto dall'ingresso di St. Michael Mount.

Il sentiero che porta a St. Micheal Mount.
Terminata la visita, percorriamo il sentiero costeggiato da tappeti di alghe verso la macchina e ci spostiamo in direzione Mousehole, aggirando la città di Penzance. Riusciamo a percorrere le strette vie solo in auto, a causa dell'assenza di parcheggi liberi, ma riusciamo a dare una sbirciata al porto.
Dato che è ora di pranzo, ci dirigiamo a Porthcurno, dove prima scendiamo verso la spiaggia per ammirare la baia e poi gustiamo una insalata mista, chi con granchio cornico chi con tonno, al beach cafè sedute nell'assolato dehors.

La spiaggia di Porthcurno.
Decidiamo quindi di raggiungere a piedi il Minack Theatre, che dista poche centinaia di metri, sulla sommità della scogliera. Riusciamo ad arrivare fino all'ingresso e a scorgere il panorama quando veniamo sorprese da un gelido acquazzone, ovviamente tutta la attrezzatura da pioggia è perfettamente conservata nel bagagliaio della macchina. Purtroppo non saremmo comunque riuscite ad entrare a vedere il teatro in quanto chiuso per uno spettacolo: informatevi prima sul calendario della stagione teatrale!
Completamente bagnate e infreddolite torniamo al nostro veicolo, dove cerchiamo di asciugarci e riorganizzarci alla meno peggio, ma non ci lasciamo scoraggiare e decidiamo di proseguire la giornata verso il punto più occidentale dell'Inghilterra: Land's end.
Il sito si presenta - la guida ci aveva avvertito - come un "baraccone" per turisti, ma nonostante la calca ci si riesce a disperdere tra scogliere e brughiera e a godere del suggestivo panorama. Anche il cartello che segna la distanza tra la punta occidentale e alcune parti del mondo è una attrazione turistica, ma con un poco di pazienza, tra un gruppo di turisti e l'altro, è possibile fotografarlo.

Tutte le distanze da Land's end.
Soddisfatte della passeggiata, ci concediamo una fetta di torta e un giro al negozio, dove i prezzi sono decisamente competitivi!
Un ultimo affaccio alla fattoria, poi si torna alla macchina e a casa.

08 agosto 2017

Di città in città, di scogliera in scogliera. Tra Devon e Cornwall

6 agosto
Iniziamo la giornata con una colazione a base di ciambelle e poi, sentendoci un po' Simpson, ci dirigiamo verso la prima meta della giornata: Torquay.
La strada per arrivarci costeggia Plymouth e passa sul Tamar Bridge, ponte a pagamento. Parcheggiamo abbastanza comodamente nella zona ovest della città e scendiamo verso il porto. Nonostante sia famosa per l'Agatha Christie Mile, non lascia particolarmente stupiti. Piuttosto trascurata, ha una presenza più interessante nella zona costiera, tra caffè all'aperto e Luna Park. Chiediamo informazioni presso l'ufficio turistico e decidiamo di saltare la visita a Greenway, la residenza estiva della scrittrice di gialli, perché è necessario prenotare il parcheggio e di conseguenza la visita almeno il giorno precedente.
Non ci lasciamo scoraggiare e ci dirigiamo con l'auto verso Babbacombe, area residenziale molto graziosa, da cui parte una funicolare d'epoca che porta alla spiaggia ai piedi della scogliera. Armate di Cornish Pasty calde, acquistate a Torquay, cerchiamo un posto sulle gradinate e mangiamo godendoci il tepore del sole e le esibizioni di moto acquatiche e pedalò.

La funicolare.

Panoramica della spiaggia di Babbacombe.
Rinvigorite, riprendiamo la funicolare e risaliamo in cima alla scogliera. In auto seguiamo la strada della riviera in direzione sud, fino a raggiungere Coleton Fishacre, meravigliosa casa Anni 20, con stanze molto ben tenute, sia nel quartiere signorile sia in quello della servitù.

L'esterno della casa.

Uno dei corridoi interni.
Il giardino attorno offre diverse passeggiate immerse in una natura lussureggiante e dai colori sgargianti, che portano a punti panoramici sulla scogliera.

Vista sulla scogliera da un punto panoramico.
Soddisfatte della giornata, rientriamo a Bodmin e ci concediamo ancora un giretto per il paesello.

06 agosto 2017

Benvenuti in Cornovaglia

4 agosto 2017
Il volo da Malpensa arriva con 30 minuti di anticipo rispetto all'orario, quindi alle 11.30 siamo già in possesso dei nostri bagagli e alla ricerca del desk Europcar al terminal Sud dell'aeroporto di London Gatwick. Per chi, come noi, dovesse atterrare al terminal Nord, esiste anche qui un desk nella hall degli arrivi, ma oggi non era attivo. Ritirata l'auto, ci dirigiamo in direzione nord sulla M25 (il "raccordo anulare" di Londra) con l'intenzione di visitare Bath, prima di raggiungere il nostro alloggio a Bodmin. Ben presto, bloccate nel traffico immobile, capiamo che la nostra idea non è realizzabile, quindi anticipiamo lo spostamento verso ovest imboccando la M3.
Pessima mossa: l'autostrada presto diventa una strada a scorrimento veloce con doppia carreggiata alternata. Ed è congestionata dal traffico! Unico pregio della giornata è stata la vista di Stonehenge fermi in coda sulla A303.
Dopo più di 5 ore di viaggio, disperate, cerchiamo di riprendere l'autostrada vicino a Exeter e finalmente raggiungiamo il nostro alloggio, a Bodmin! Situato al di sopra del Woods cafè, il cottage è immerso nel verde di Cardinham Woods. Ci accoglie una lieve pioggia ma siamo troppo felici di aver finalmente raggiunto la meta per rendercene conto!

Il nostro alloggio: Woods cafè.

09 luglio 2017

Scozia - atto terzo

Da Inverness a Edimburgo


12 agosto 2015
La prima tappa della giornata è il Culloden Campfield. Usciamo da Inverness in direzione est e imbocchiamo la B9006 che conduce al Culloden Visitor Centre; la struttura di ricezione fa da sipario al campo di battaglia, a cui si accede attraverso un'apertura squadrata. Dedichiamo parecchio tempo a esplorare l’area, seguendo i sentieri, osservando le posizioni degli eserciti (inglese e scozzese) e leggendo i nomi dei clan sterminati in questa breve ma sanguinosa battaglia che pose fine alla rivolta giacobita, iniziata da Bonnie Prince Charlie, e con essa alla cultura dei clan in Scozia. Il nostro consiglio è di dedicare una mezza giornata a questo luogo, senza fretta e con attenzione.


Culloden Campfield


Ingresso 
Dopo una sosta allo shop per riprenderci dalle emozioni, proseguiamo la nostra giornata seguendo la A9 (poi A99) fino a Wick, meta scelta a causa di alcune curiosità, ma che in realtà risulta poco attraente. Passeggiamo nella speranza di trovare qualche cosa che possa risollevarla dall’impressione iniziale, ma non troviamo nulla.

Decorazioni floreali a Wick
Ci spostiamo perciò alla Old Pulteney Distillery; gli orari delle visite non sono a nostro favore, per cui acquistiamo dei campioncini di whisky da assaggiare (si tratta in fondo della distilleria più a nord sulla terra ferma) e iniziamo il ritorno verso Inverness. Lungo la A99, all’altezza di Sarclet, troviamo le indicazioni di una scogliera e facciamo una deviazione. La piccola baia circondata dalle scogliere e il sole caldo ci ripagano della precedente delusione.

Le scogliere di Sarclet
Ripresa la strada principale decidiamo di compiere una seconda deviazione, verso i Camster Cairns, un complesso di tumuli tra i più antichi della Scozia, risalenti al neolitico. La strada per raggiungerli è stretta, con piazzole in entrambi i sensi di marcia per lasciare il passaggio a chi giunge in direzione opposta. Ma il complesso, gratuito, merita una visita! Fate attenzione a rimanere sulle passerelle, dove presenti!


Camster Cairns
Rientriamo quindi a Inverness e ceniamo nuovamente al Castle Tavern, dividendoci un antipasto di salmone scozzese e assaggiando altre prelibatezze locali.
Rientrate in ostello, trascorriamo una piacevole serata.

Dal diario di bordo - ore 23:
“[...] Siamo attorno a una tavola rotonda a parlare di BLOG ed è tutto molto offuscato. Sarà la birra a cena? Sarà la birra dopo cena? Sarà la torta al whisky? Sarà il whisky dopo la torta? [...]”

Quella sera è stata forse l’inizio del nostro progetto!


02 luglio 2017

Scozia - atto secondo

Da Edimburgo a Inverness


9 agosto 2015
Lasciati i bagagli nel deposito dell’albergo, ci concediamo ancora un giretto fino a Princess Street a caccia di souvenir. Il cielo grigio ci accompagna sino all’aeroporto, dove ritiriamo la nostra auto rossa fiammante! La fortuna ci assiste e nel bagagliaio ci sta tutto! L’uscita dal parcheggio è impacciata, ma essere in quattro aiuta a non avere grossi problemi. Imbocchiamo la M9 in direzione Stirling e poi proseguiamo sulla A84.

La prima sosta è Doune Castle, meta scelta in quanto location di Outlander (ma è comparso anche nella serie Game of Thrones)! Passeggiamo attorno alla struttura lasciandoci incantare dai cardi violacei e dalle mura imponenti.

Doune Castle
Riprendiamo la strada e seguiamo la A84, A85 e A82 che attraversano il Loch Lomond and Trossachs National Park fino al Loch Linnhe, che costeggiamo per un tratto fino a raggiungere Fort William. I panorami che attraversiamo lungo il viaggio ci lasciano senza fiato: verdi, punteggiati di cascate e laghi che appaiono e scompaiono, cui fanno da cornice nubi grigie e squarci di cielo azzurro.

Trossachs National Park
Il clima a Fort William è decisamente più rigido, perciò tiriamo fuori pile e cappelli di lana: le spesse nubi nascondono il Ben Nevis alle nostre macchine fotografiche. L’ostello che ci ospita ha l’aspetto di un rifugio di montagna: la sala comune in legno è calda (anche troppo) e accogliente, mentre la stanza e il bagno sono abbastanza freddi. Passeggiamo per la città, graziosa ma poco vitale, fino all’ora di cena, che consumiamo in un piccolo ristorante senza infamia e senza lode. I piumoni dei letti a castello ci accolgono per una buona notte di riposo.

Loch Eil visto da un pontile di Fort William

Gordon Square


26 giugno 2017

Scozia - atto primo

Edimburgo


7 agosto 2015
Lasciata l’auto in uno dei parcheggi coperti di Malpensa, ci concediamo una merenda tardiva dopo aver superato i controlli. Il volo è rapido e l’aeroporto di Edimburgo ci accoglie con una fresca brezza che apprezziamo con grande gioia!
Ceniamo tristemente in aeroporto (la cena più cara dell’intera vacanza!) prima di cercare un mezzo per andare in centro città. Esistono sia bus sia tram, ma per comodità scegliamo il bus, dato che il capolinea è esattamente fuori dagli arrivi e il biglietto si fa in un gabbiotto appena prima di salire. Nel buio della sera raggiungiamo il nostro alloggio, a due minuti dalla fermata di Haymarket. Per i tifosi di rugby, il bus transita di fronte allo storico pub The Murrayfield Hotel, luogo in cui tutti i tifosi senza biglietto si ritrovano per vedere i match nel caso in cui non siano stati abbastanza rapidi da acquistarne uno per lo stadio adiacente.


Un affaccio sui cortili interni di Haymarket
Trascinati i bagagli all’ultimo piano del nostro hotel, ci concediamo una passeggiata lungo Maitland Street e Shandwick Place finchè non vediamo la silhouette illuminata del castello. La sera del nostro arrivo coincide con l’apertura del Military Tattoo Festival e siamo così fortunate da ammirare i fuochi dalla Castle Terrace.

Fuochi artificiali per l'apertura del Tattoo Military Festival
Un particolare dei fuochi d'artificio




31 maggio 2017

Un breve ponte in Toscana con Rico

Si avvicina il 2 giugno e ne approfitto per raccontarvi l'ultima avventura solitaria di una pinguina alle prese con un ponte primaverile.

Venerdì 28 aprile
Ho lasciato le mie fide compagne da soli due giorni e nel primo pomeriggio mi rimetto in viaggio (accompagnata dalla mia amica Francesca) in direzione sud con destinazione Montecatini Terme in Toscana!
Giungiamo alla meta verso le 18 e, su consiglio del nostro albergatore, prendiamo la funicolare per raggiungere Montecatini alta.
La funicolare non è proprio economica ma la vista che si gode nel tragitto, complice il tramonto, ricompensa completamente. Arrivate nel borgo antico passeggiamo tra i suggestivi vicoli medioevali godendo del panorama e dell'aria che inizia a rinfrescare.
Troviamo un ristorante dove gustare piatti tipici e un bel calice di vino rosso circondate da meravigliose ceramiche locali.
Veduta della pianura dalla funicolare che porta a Montecatini alta.

Sabato 29 aprile
Sveglia presto! Oggi abbiamo intenzione di muoverci parecchio.
La prima tappa della giornata è Vinci, il piccolo borgo che ha dato i natali a Leonardo. Per prima cosa ci rechiamo in centro dove tra case in pietra e mattoni si respira quella tipica atmosfera toscana fortemente impregnata di storia. Dopo la nostra esplorazione ci spostiamo tra le colline per raggiungere la casa natale di Leonardo; immersa nel verde e circondata dalle piante aromatiche è un piccolo pezzo di paradiso.
Ingresso al centro storico di Vinci.

La casa natale di Leonardo.
Mentre stiamo curiosando in una bancarella di prodotti tipici nel parcheggio della casa, veniamo avvicinate dalla proprietaria della bancarella che, dopo aver sentito il nostro accento, ci chiede se siamo di Torino, ovviamente confermiamo e lei ci racconta, non solo, di essere nata e vissuta a Torino ma che la sua nonna era di Savigliano! Avverto subito le altre pinguine che sono felicissime di questo incontro.
Risaliamo in macchina per recarci alla prossima tappa che ci porta a "sconfinare" in Emilia, infatti dopo aver salito e ridisceso parecchie volte gli Appennini arriviamo a Porretta Terme dove pranziamo in una osteria vecchio stile accolte con calore e simpatia. La sosta è solo l'antipasto al piatto forte della nostra giornata, infatti il motivo che ci ha spinto ad arrivare fin qui è arrivare a Pavana. Un minuscolo borgo nel cuore dell'Appennino Tosco-emiliano che non ha nulla di turistico ma ci vive Francesco Guccini. Io e Francesca siamo entrambe cresciute ascoltando le sue canzoni grazie ai nostri padri e siamo qui anche per loro.
Benvenuti a Pavana.
Soddisfatte della nostra breve avventura emiliana decidiamo di tornare a Montecatini per esplorare la parte bassa della città. Ci concediamo quindi una lunga passeggiata tra terme, parco e viale commerciale fino a raggiungere una deliziosa osteria in cui gustiamo un tagliere di pecorini e una zuppa con un sottofondo di musica anni '30.