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10 novembre 2019

Costa Azzurra, ancora una volta!

Ancora una volta sfruttiamo il ponte di Ognissanti 2018 e la casa-base di Rico per goderci uno stacco dalla routine di inizio anno lavorativo e ci dirigiamo tra le nuvole grigie e la pioggerellina autunnale verso Menton e la Costa Azzurra che, questo primo novembre, non è per niente azzurra e risente delle mareggiate che nei giorni precedenti hanno seriamente danneggiato tutta la costa.
Spiaggia di Menton dopo le mareggiate.
La prima giornata di questa nostra mini vacanza si svolge perciò all'insegna del relax: dopo aver fatto spesa al supermercato, apriamo la casetta e prepariamo un pranzo tardo a base di zuppe (pronte) e verdure saltate. Sembriamo particolamente salutiste, ma i nostri sforzi sono vaneggiati dagli sconti che i supermercati francesi offrono su diversi whisky, che diventano perciò parte del nostro pomeriggio di assaggi, fotografie estive, chiacchiere e progetti per i futuri viaggi.

Una volta che il cielo ha scaricato tutta la pioggia che aveva in serbo, ci concediamo una passeggiata in Menton, decidendo di rimanere sull'interno ed evitare il lungomare, non sapendo di preciso in quali condizioni fosse.
Concludiamo il nostro breve giretto verso il porto, osservando i lavori che sono stati fatti sulla spiaggia e speculando sulle prossime aperture di locali vari. 
Il tavolo prenotato al ristorante Leone, alle spalle al monumento commemorativo dedicato alla Regina Vittoria, ci aspetta e noi non amiamo arrivare in ritardo. Usciamo illuminate e satolle grazie alle prelibatezze di pesce che abbiamo ordinato e alla cordialità di tutto lo staff.

Il giorno successivo dedichiamo la mattina allo shopping che ognuna di noi aveva in mente, saltellando di negozio in negozio come bimbe felici. Ma non dimentichiamo che viaggiare significa scoprire nuovi luoghi, perciò dopo un pranzo veloce prendiamo il bus 100 in direzione Nizza e scendiamo poco dopo Beaulieu-sur-Mer con l'intenzione di visitare Villa Ephrussi de Rothschild. Percorriamo un pezzo di statale in direzione Saint-Jean-Cap-Ferrat, comune in cui sorge effettivamente la Villa. Il sito della villa consiglia di prendere il bus 81 per raggiungerne l'ingresso, ma è un percorso fattibile anche a piedi, fornito di marciapiedi e attraversamento pedonale. Raggiungiamo la villa che è quasi il tramonto perciò scegliamo di visitare per prima cosa i magnifici giardini, suddivisi in aree tematiche, da cui si gode una meravigliosa vista su entrambi i lati del promontorio. La grande vasca centrale ci delizia con i suoi giochi d'acqua musicali e, nonostante sia abbastanza affollata, ognuno trova spazio per godere della vegetazione e del panorama. L'aria si fa fresca e ci spostiamo all'interno della villa seguendo il percorso proposto dall'audio-guida compresa nel costo del biglietto e conosciamo la figura di Béatrice Ephrussi de Rothschild, personaggio tanto affascinante quanto curioso.
Lasciamo la Villa al crepuscolo, ammirando affascinate le luci che punteggiano la costa e rientramo a casa seguendo il percorso contratrio all'andata.
La villa Ephrussi de Rothschild vista dai giardini.

L'ingresso della villa.
Il terzo giorno il tempo è incerto, perciò decidiamo di spostarci verso l'interno e, con l'auto, ci dirigiamo verso Vence, scegliendo di evitare l'autostrada ma anche la Basse Corniche che attraversa Montecarlo. Il percorso scelto dal navigatore è agevole e ci permette di ammirare il paesaggio dalla Haute Corniche; nonostante temessimo il traffico attraversando Nizza, scopriamo che la serie di corsi ad alto scorrimento che la attraversano e la tangenziale che imbocchiamo subito dopo sono estremamente utili. In proporzione troviamo più traffico a Cagne-sur-Mer, dove lasciamo la costa per dirigerci nell'entroterra. Vence, la nostra meta, è un grazioso borgo arroccato di cui, salendo, non si vedono le mura. Abbiamo pensato che la guida ci avesse prese in giro ma così non è stato. Il centro storico è un susseguirsi di viuzze, passaggi e piazze curate e colorate di fiori, nonostante questo sia l'ultimo fine settimana della stagione turistica. Curiosiamo infilandoci ovunque ci porti il cuore e, all'interno della chiesa, visitiamo al piano superiore una esposizione di statue lignee di fattura popolare usate per la Via Crucis. Scegliamo per pranzo un grazioso ristorante che sembrava stesse aspettando proprio noi nel dehor. Cerchiamo poi, per smaltire il pranzo e fare ancora una passeggiata prima del ritorno, la cappella progettata e decorata da Henri Matisse, ma ci limitiamo ad osservarne solo l'esterno a causa del grande affollamento. 
La mairie (municipio) di Vence.
 
Riprendiamo l'auto e, sulla via del ritorno, decidiamo di fermarci ad Eze Village per una rapida quanto ventosa visita. Lasciata l'auto nel parcheggio a pagamento ai piedi della salita che porta al borgo antico, ci inerpichiamo tra vie e scale al suo interno. Purtroppo alcuni punti panoramici sono chiusi a causa dell'ora (giardino botanico) o del periodo (chiusura per ferie prima delle vacanze natalizie), perciò ci limitiamo a vagare su e giù lasciandoci portare dal vento e dalle luci che illuminano sapientemente le mura. 
Tramonto dal giardino botanico di Eze-su-mer.
L'ultimo giorno il cielo è nuovamente grigio e ci permette solo una rapida passeggiata, in parte sul lungo mare, in parte nell'interno, in compagnia degli zii di Rico, con i quali ci rifugiamo per un aperitivo in Place du Cap, poichè veniamo sorpresi da un violento temporale. La nostra vacanza termina così come è iniziata, tra nuvole cariche di pioggia che ci accompagnano per tutto il viaggio verso casa. 

29 luglio 2018

Toscana, che passione!

Altra breve vacanza in famiglia. Questa volta la scelta cade sulla Toscana, per andare alla scoperta di altre città oltre a Firenze e Pisa. Incrocio in mio itinerario con quelli già precedentemente percorsi da Rico, Soldato e dal recentissimo viaggio estivo di Kowalski.

Primo giorno
Prendiamo l'autostrada in direzione Genova e proseguiamo in direzione La Spezia e Firenze. Costeggiamo Massa e Carrara e dalla strada si possono vedere alcune delle cave di marmo bianco, esportato in tutto il mondo. Vedere l'Appennino sventrato alla ricerca di questo oro bianco fa impressione.
Giunti nei pressi di Lucca mancano ancora un paio di ore prima di poter accedere al B&B, per cui compiamo una deviazione verso la Garfagnana.
Sostiamo per una passeggiata a Borgo a Mozzano, dove ammiriamo il Ponte del Diavolo che sorge sul fiume Serchio.

Ponte del Diavolo
Lasciato il ponte, proseguiamo lungo la strada, alla ricerca di un posto in cui pranzare. A Salita, un piccolo bar sulla strada sembra fare al caso nostro e, dopo esserci rifocillati, proseguiamo in direzione Barga, cantata da Pascoli in una ode.

Barga: un vicolo
Il borgo antico è meraviglioso: salite ripide e tortuose conducono sino al Duomo di San Cristoforo, dal cui spiazzo antistante si gode una bella vista della valle. L'edificio religioso conserva l'imponenza del primo impianto risalente al X secolo, mentre il borgo stupisce per il susseguirsi di vicoli lastricati, scale, porticati e volte a botte che conducono a cortili privati.

Vista dal Duono
Ripresa l'auto, torniamo in valle, precisamente a Massarosa, dove lasciamo i nostri bagagli nella stanza del B&B, per poi dirigerci verso Lucca. Siamo oltre la metà del pomeriggio, perciò rimandiamo la visita della città ad un secondo momento e scegliamo di percorrere a piedi l'anello che circonda il centro storico, creato sulla sommità della cinta muraria cinquecentesca.

Passeggiata sulle mura
Parcheggiamo nei pressi di Porta San Donato, da cui accediamo alla città. Saliti sulle mura il traffico di turisti a passeggio si mescola con quelli degli autoctoni impegnati nelle attività sportive. Dalla posizione privilegiata in alto si può ammirare il giardino all'italiana di Palazzo Pfanner, che alcuni riconosceranno come ambientazione de Il Marchese del Grillo e Ritratto di Signora. Percorso circa metà del camminamento, vediamo dall'alto un orto botanico e ci appuntiamo la posizione ripromettendoci di visitarlo. Completata la passeggiata, torniamo verso Massarosa per cenare di fronte al B&B.

Palazzo Pfanner

Duomo di San Martino



Secondo giorno
Dopo una colazione con brioche da favola al bar, prendiamo l'auto per visitare Pistoia. Ne ho spesso sentito parlare da amici, per cui sono curiosa di visitarla. Parcheggiamo nei pressi del Bastione Mediceo e da lì imbocchiamo via Puccini che prosegue in via degli Orafi arrivando direttamente nella Piazza del Duomo. Poco prima di arrivare alla piazza c'è un bellissimo esempio di facciata Liberty che adorna l'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele.
Giunti in piazza visitiamo innanzitutto l'atrio del Palazzo Pretorio, decorato da affreschi, per poi entrare prima nella Cattedrale di San Zeno e poi nel Battistero.


Decorazione Libery

Facciata della Cattedrale
Tornando in direzione Lucca, sostiamo a Collodi, con la mezza intenzione di visitare il Parco di Pinocchio, ma vista la quantità di auto rinunciamo e ci spostiamo a Marlia, dove visitiamo la Villa Reale


Pinocchio
O per meglio dire, visitiamo il parco della Villa, poiché questa non è accessibile essendo in attesa di fondi per il restauro. Il personale alla biglietteria ci fornisce tutte le spiegazioni necessarie e chiacchiero volentieri con lei dei sacrifici e delle speranze di chi ama il patrimonio storico che ha vicino a casa e cerca di salvarlo.
Il parco è molto interessante: ampio, diviso in aree, con assi prospettici in direzione della villa, costruzioni varie disseminate nel parco, vasche d'acqua, muri di siepi e aree boscose.
Che siate amanti della fotografia o dell'architettura dei giardini, o più semplicemente amiate passeggiare, vi consiglio di tenere conto di questa possibilità. Ricordatevi solo di portare con voi acqua e qualche rifornimento se pensate di trascorrere più di un paio di ore al suo interno.


Asse prospettico verso il Teatro di Verzura

Palazzina dell'orologio
Tornati a Lucca, lasciamo l'auto vicino a Porta Elisa e da lì iniziamo la visita della città.
La prima sosta è un negozio che vende liquori tipici, come la Biadina, da servire con qualche pinolo nel bicchiere: è l'Antica Casa Massagli. Trascorrete un paio di minuti chiacchierando amabilmente con la proprietaria, che vi affascinerà con la storia delle infusioni di erbe e spezie.


Canale antistante a Porta San Gervasio
Passeggiamo lungo via Santa Croce per poi svoltare in via Guinigi, seguendo l'indicazione verso "palazzi medievali" e poi ci perdiamo tra le viuzze finché non raggiungiamo Piazza dell'Anfiteatro. La vista aerea che di solito si incontra nei libri rende molto meglio l'idea della forma della piazza, ma essere a piano strada permette di coglierne i colori e la vivacità. 


Palazzo medievale
Piazza dell'Anfiteatro
Ci spostiamo poi lungo via Fillungo, alla Chiesa di San Frediano prima, poi passeggiamo verso la Cattedrale di San Martino, spettacolare esempio di architettura romanica pisana al cui interno si può ammirare il monumento funebre ad Ilaria del Carretto, realizzato da Jacopo della Quercia. L'ingresso è a pagamento ma è ripagato dalle opere d'arte che si possono ammirare.


Facciata della Cattedrale

Il labirinto che indicava ai pellegrini della via Francigena di essere sulla strada giusta.
Terminata la visita all'interno, passeggiamo al fresco tra le piante dell'Orto Botanico, ammirando le serre storiche, le piante medicinali e gli alberi provenienti dalle diverse parti del mondo.



Terzo Giorno
Come prima tappa scegliamo Volterra: che raggiungiamo seguendo la SR 439. Posteggiamo a sud della città e iniziamo la nostra visita dalla Porta a Selci. 


Porta a Selci
Attraversate le imponenti mura, saliamo verso l'Acropoli Etrusca, dove sorgono ancora gli ultimi rimasugli dell'accampamento medievale di A.D. 1398


Acropoli Etrusca
Camminiamo verso il centro tra stendardi sventolanti e curiose insegne che invitano gli avventori ad assaggiare le prelibatezze locali e raggiungiamo Piazza dei Priori, occupata ancora in parte dagli spalti per gli spettatori delle giostre. Il profumo dei prodotti di pelletteria accompagna parte del nostro giro nella piazza, finché non decidiamo di visitare prima la Cattedrale di Santa Maria Assunta e poi l'attiguo Battistero di San Giovanni Battista. 


Via Matteotti

Palazzo dei Priori
All'interno della Cattedrale la bicromia lineare delle pareti si accosta alla ricchezza decorativa del soffitto ligneo, tuttavia lo spettacolo più grande è il panorama che si gode dalle vie limitrofe.


Panorama da Piazzetta dei Fornelli

La seconda meta della giornata è San Gimignano, soprannominata la New York del medioevo per le numerose torri che la adornano. Saliamo verso il centro lungo via San Matteo e raggiungiamo Piazza delle Erbe, dove, seduti sui gradini antistanti al Duomo lasciamo correre lo sguardo verso l'alto.


Piazza delle Erbe
Visitiamo l'interno del Duomo che lascia stupefatti per la quantità di affreschi e il loro stato di conservazione; inoltre l'audio guida compresa nel biglietto d'ingresso fornisce spiegazioni sui diversi affreschi.
Attraversiamo Piazza della Cisterna per poi risalire verso la Rocca di Montestaffoli, dalla cui torre percorriamo con lo sguardo le colline che ci circondano. 
Vista dalla Rocca
Consigli rapidi

B&B da Ferro, vicino a Lucca, pratico per chi desidera visitare oppure godersi il mare della Versilia. Ha un ottimo buffet per la colazione, sempre che abbiate tempo e voglia di aspettare fino alle 9. In caso contrario, di fianco c'è un ottimo bar! Camera familiare dotata di cucina.

Ristorante Da Ferro, a conduzione familiare, di fronte al B&B offre cucina tipica e piatti a base di carne. 

La Tavernetta del Piano, a Massarosa. Scelto a caso, ma ci siamo tornati anche la sera successiva. Le tagliatelle al ragù di cinghiale sono ancora tra i pensieri felici di mio papà. Locale ben tenuto, servizio rapido e portate ottime.





16 luglio 2018

Un salto nella terra dei canguri - la città, le montagne e piccoli consigli

28 dicembre 2016
Saliamo sul bus 343 da Willoughby Road che ci lascia dopo una ventina di minuti a North Sydney, alla fermata Pacific Highway. Sorpassiamo Milsons Point Station e usufruiamo del sottopasso di Burton St. per raggiungere le scale che permettono di accedere ad Harbour Bridge. Attraversarlo a piedi è una esperienza, ma non potrei mai fare il tour che porta a scalare una delle arcate.

Harbour Bridge 

Scendiamo all'altezza di Cumberland St. e visitiamo brevemente gli spazi verdi attorno al vecchio osservatorio che offrono una nuova prospettiva sulla baia.
Percorriamo in discesa Watson Rd. e raggiungiamo Argyle St. Qui, all'incrocio con Lower Fort St., si colloca la più antica chiesa di Australia e di fronte ad essa si apre uno spazio che ancora oggi è segnato al catasto per il libero pascolo delle greggi.

Il patio nel parco dell'Osservatorio

Proseguiamo su Lower Fort St., passando di fronte al più antico pub della città: Hero of Waterloo. La costruzione è attorniata da case con ringhiere in ghisa su cui spiccano striscioni di protesta. Imbocchiamo George St. in cui vediamo l'insegna del famoso Pancake on the Rocks, astuto gioco di parole che indica la proposta del negozio e la zona in cui esso sorge (the Rocks per l'appunto, l'area in cui si insediarono i primi coloni). Ma mi lascio attirare da un altro caffè poco più avanti, dagli arredi coperti di centrini colorati. The Tea Cozy, caffetteria irlandese, è un dedalo di sale e dehor rallegrato dai lavori ad uncinetto colorati. Merita una sosta!

Il più antico pub australiano

Proseguiamo verso Circular Quay W dove sorge Cadmans Cottage. Costeggiamo una titanica nave da crociera che sta imbarcando i passeggeri per poi iniziare il suo viaggio e sbuchiamo sul mare. Qui si può ammirare una serie di ristoranti coperti da tendoni da cui spiccano pennoni di barche a vela, dietro cui fanno capolino le facciate di mattone rosso che tanto ricordano l'Inghilterra georgiana.

Locali sul lungomare di The Rocks

Costeggiamo l'area portuale fino a raggiungere e circumnavigare l'Opera House, edificio imponente con le sue volte a vela coperte di tegole danesi. Sulla passeggiata, placche di metallo nella pavimentazione segnano la linea costiera nel 1788. Raggiungiamo e ci addentriamo nei Royal Botanical Gardens, fondati nel 1816 e, aggirando le zone chiuse in preparazione ai fuochi di San Silvestro, raggiungiamo Mrs Macguire's Point. Attraversiamo poi i giardini in direzione del Conservatorio e passiamo di fronte al negozio di cioccolatini diventato tristemente famoso a causa dell'attentato nel 2014. Proseguiamo quindi fino al MLC Food Court per riposarci e rifocillarci con una insalata.

Royal Botanical Gardens e la baia

Riprendiamo la nostra visita da George St, affollata di turisti, artisti di strada e negozi per lo shopping post natalizio. Tento di visitare la Sydney Tower Eye ma l'attesa è di due ore, quindi rinuncio e proseguo con la mia famiglia in direzione del Queen Victoria Building, edificio di fine Ottocento su tre piani con due magnifici orologi e tantissimi negozi.

Galleria interna del QVB

Usciamo dal lato opposto e, passando di fronte a Town Hall e St. Andrew's Cathedral, raggiungiamo China Town, riconoscibile dalle due porte rosse affiancate da leoni. Ci concediamo un poco di shopping al vicino Paddy's Market e infine prendiamo da Park St il bus M40 verso casa.

Ingresso si Chinatown

29 dicembre 2016
Oggi si prevedono 38 gradi in città, quindi la proposta di visitare le Blue Mountains è ben accetta. Ci dirigiamo in auto verso Katoomba e, lasciata l'auto poco distante, ci avviamo ad Echo Point, da cui si possono ammirare le Three Sisters. Le montagne all'orizzonte sono davvero tinte di blu, a causa della luce e del particolato presente nell'aria.

The Three Sisters e le Blue Mountains

Dopo un breve giretto, ci spostiamo con l'auto a Scenic Word, stazione da cui partono un funibus, una monorotaia davvero ripida e numerose passeggiate. Scegliamo quella che ci porta alle Katoomba Falls, breve ma piacevole. Solo le mosche e il numero impressionante di turisti ci dissuadono dal rimanere oltre.

Katoomba Falls
Il funibus

Decidiamo di fare il nostro picnic a Leura, già sulla via di casa, e passeggiamo nella via centrale ricca di negozi e caffè.
Rientrati a Willoughby scegliamo per cena un ristorante giapponese ad Artarmon veramente favoloso, dove ognuno di noi trova un piatto da assaggiare.

30 dicembre 2016
Caldo! Caldissimo!
Iniziamo la giornata sul bus 272 e scendiamo a Wyniard St., che attraversiamo grazie al nuovo sottopasso pedonale in direzione Barangaroo. Puntiamo in direzione dell'oceano e sbuchiamo in King's St. Wharf, tra edifici contemporanei, facciate in movimento, strade sopraelevate che poggiano su costruzioni in mattoni. 

Palazzi che sostengono le strade

Costeggiamo Darling Harbour e lo attraversiamo usando il pedonale Pyrmont Bridge. Ai due estremi di questo ponte sono ancora presenti le stazioni tubolari della monorotaia, dismessa nel 2013. Costeggiamo il National Maritime Museum per raggiungere la fermata Pyrmont Bay del light rail. Siamo intenzionati a visitare il Fish Market che, alle 11 del mattino, brulica di gente intenta ad assaggiare le delizie che i banchi propongono.

La stazione della monorotaia

Delizie del mercato del pesce

Riprendiamo il light rail e scendiamo alla fermata Marion, dove imbocchiamo l'omonima via. Siamo al limitare del quartiere Leichhardt, un tempo abitato principalmente dalla comunità italiana, nonostante abbia un nome tedesco. Affamati, prendiamo quantità enormi di fish & chips in un negozio di fronte al Market Place, dentro cui troviamo posto per mangiare.

Ingresso del centro commerciale di Leichhardt

Ci fermiamo poi alla fermata su Marion St. in attesa del bus 370 che ci porta in tour attraverso Leichhardt fino a raggiungere New Town e la zona universitaria. Scendiamo alla fermata di King St. Before Watkin St e passeggiamo, protetti dalle tettoie che ci riparano dalla pioggia, su Princess Highway fino a raggiungere il New Town Social Club.
Concludiamo qui la nostra scoperta di Sydney e anche il nostro soggiorno in Australia.

New Town

31 dicembre 2016
E' ora di chiudere le valigie, salutare i luoghi diventati familiari e soprattutto abbracciare il pezzetto di famiglia che qui rimane. Noi si ritorna a casa! Benvenuto anno nuovo!


Bye bye Sydney

Prima alba del 2017
Consigli:

  • Se cercate da voi il volo ricordatevi anche di fare le pratiche per il visto. Oppure andate in agenzia e fatevi aiutare.
  • Affittare un'auto può rendere il vostro viaggio molto più agevole, ma ricordate di chiedere in una scuola guida la Patente Internazionale. Inoltre, se le autostrade sono principalmente gratuite, gli ingressi nelle grandi città sono a pagamento, così come il passaggio su alcuni ponti. Prestate attenzione ai cartelli e ricordatevi di pagare il corrispettivo dovuto su internet.
  • L'uso dei mezzi pubblici è altamente consigliato nelle citta: potete pagare il biglietto singolo a bordo, ma se vi fermate alcuni giorni nella stessa città potete munirvi di tessera ricaricabile che dovrete vidimare ogni salita e discesa.
  • L'Australia è un continente: pianificate il vostro viaggio in base ai vostri interessi e al periodo in cui andate. Ricordate che le stagioni sono all'opposto rispetto alle nostre.
  • Non esiste una cucina tipica, ma in ogni città troverete numerosi locali in grado di soddisfare i vostri palati, specialmente se frequentate le Food Court dei centri commerciali. 
  • Non è un viaggio economico, ma di certo si possono controllare le spese affittando alloggi e cucinando a casa. Tuttavia esistono locali davvero economici e che vi rimarranno nel cuore. Non ho speso mai così poco come al ristorante indiano a Canberra o al ristorante giapponese a Sydney.
  • Portatevi un cappello e crema solare ad altissima protezione se andate tra novembre e aprile: Il sole non perdona. E il buco nell'ozono neppure.
  • Le mosche. Saranno il vostro tormento. Ma la bellezza dei luoghi saprà ricompensarvi.

15 ottobre 2017

Skipper presenta... Boston Tea Party - la città

Il 2011 per me è stato l'anno dei grandi viaggi: in estate sono stata a Tokyo e a ottobre ho volato in direzione opposta, verso gli Stati Uniti, dove ho visitato New York City e Boston. 
Il caso (anche detto "ho un amico che ha lavorato negli States per un paio di anni") ha voluto che nel 2013 si presentasse la possibilità di tornare ancora una volta in queste due città e chiaramente io non mi sono tirata indietro. Curioso come, in entrambi i casi, ci sia stata durante il ponte dei Santi, per cui l'unica ambientazione vista è stata quella autunnale.


Aeroporto di Madrid durante lo scalo
In questo mio primo post in solitaria, vi porto con me alla scoperta di Boston.


Affacciata sulla East Coast nello stato del Massachusetts, Boston è una città dal sapore europeo. Forse perché si tratta di una delle città più "antiche" d'America, o perché nell'immaginario collettivo è impossibile scollegarla dalla guerra d'Indipendenza, questa splendida città sulla collina dona ai visitatori provenienti da oltre oceano la sensazione di non essersi allontanati molto dalla Londra vittoriana.


Case lungo Beacon Street
Tuttavia, quando si inizia a passeggiare per la città, ci si rende conto che Boston non è una città vecchia: di fianco alle file di case in mattoni rossi, sorgono grattacieli più o meno contemporanei, che danno una panoramica interessante sull'evoluzione dell'architettura; le aree di ritrovo pullulano di persone, giovani e meno, che colorano la Boston notturna e le evidenti attrazioni a misura di turista ne fanno una città cosmopolita.
Fenway Park, la cattedrale del baseball


Itinerario 1

Dalla fermata Hynes sulla linea verde della T (la metro di Boston) si procede lungo Massachusetts Avenue, che conduce a una piazza assai famosa di Cambridge.
Attraversato il ponte su Charles River si possono vedere da entrambi i lati numerosi edifici e aree appartenenti al Massachusetts Institute of Technology.


Edifici su Massachusetts Avenue

Lungo la Avenue edifici imponenti in mattoni e pietra lasciano spazio a caseggiati bassi adibiti ad attività commerciali, le aree residenziali vengono interrotte da palazzi moderni adibiti ad uffici. E' curioso come i colori delle insegne e le decorazioni a tema con la festa di Halloween diano alla strada un aspetto divertente.

Jack-o'-lantern
Proseguendo lungo Mass Av (così i bostoniani chiamano questa strada) si arriva sino ad Harvard Square. Da qui, partono tour guidati in costume nelle aree della famosa università. Ma se avete poco tempo, o più semplicemente vi piace godere delle foglie autunnali in solitudine, potete addentrarvi nelle aree verdeggianti che circondano gli edifici.


John Harvard

I giardini di Harvard
Da Harvard Square si può prendere la T linea Rossa direzione inbound fino a Park Street per raggiungere il centro città. 
Tra Park Street e Charles Street si estende il Boston Common, parco verdeggiante in cui si possono svolgere diverse attività: a fine ottobre, ad esempio nel Frog Pond viene allestita una pista di pattinaggio su ghiaccio, mentre nel lato opposto ci sono un campo da baseball e uno da tennis. 

Massachusetts State House celebra la vittoria dei Red Sox
Attraversata Charles Street si apre il Boston Public Garden, progettato come un vero e proprio giardino urbano, in cui laghetti, ponticelli, radure e boschetti rendono piacevole le passeggiate in qualsiasi momento della giornata!


I cancelli del Boston Common

Boston Public Garden
Si imbocca poi Boylston Street, camminando in direzione opposta al centro. Sulla sinistra si apre Copley Square, delimitata da un lato dalla Trinity Church e dall'altro dalla Public Library Foundation. Il contrasto fra lo stile architettonico neoromanico e i grattacieli a specchio è molto affascinante!


Riflesso della Trinity Church
Proseguendo su Boylston Street si arriva al Prudential Center, grande magazzino che offre, oltre a negozi di souvenirs (e non solo), la possibilità di cenare in ristoranti o sfruttare, soprattutto a pranzo, la Food Court centrale. Inoltre c'è la possibilità di vedere Boston dall'alto nella Prudential Tower, oltre a ripercorrere le fasi dell'immigrazione europea e le vicende legate a Sacco e Vanzetti.


Boston dalla Prudential Tower
Per chi volesse avere un'infarinatura della città o volesse concludere il soggiorno ripercorrendo alcuni dei luoghi visitati, dal Prudential Center partono anche i Duck Tour, percorsi con mezzi anfibi che vi permetteranno di ammirare la città anche dal centro del Charles River.

Uno dei mezzi anfibi