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26 gennaio 2020

Basilicata coast to coast

9 luglio 2019
Stamattina decidiamo di partire presto per anticipare la calura e immergerci nelle vestigia della Magna Grecia a Metaponto, per poi rilassarci in spiaggia. La prima tappa sono le Tavole Palatine che ci lasciano a bocca aperta: un imponente tempio con colonnato dorico del VI secolo a.C., incredibilmente a ingresso gratuito.
Le Tavole Palatine.

Ci spostiamo poi verso l'area archeologica, per scoprire che apre solo a partire dalle 14.00. Davanti ai cancelli incontriamo altri turisti che come noi restano stupiti e delusi dell'orario di apertura proprio nelle ore più calde. Decidiamo di curiosare attraverso la recinzione e notiamo che l'incuria la fa da padrona, con erbacce che crescono in mezzo alle rovine, un vero peccato.
L'area archeologica di Metaponto.
E' ormai tarda mattinata e il mare ci chiama! Seguendo il consiglio datoci dal gestore del B&B ci dirigiamo alla spiaggia di Terzo Cavone, una lunghissima e tranquilla spiaggia libera, nascosta da un'enorme pineta. Ci rilassiamo distese sulla sabbia finissima e facciamo il bagno in un mare trasparente e dal fondale basso. Poco distante c'è il chioschetto di un piccolo lido, dove consumiamo il nostro pranzo.
La spiaggia di Terzo Cavone.
A metà pomeriggio, dopo un ultimo bagno, ci tocca a malincuore ripartire per raggiungere il nostro nuovo alloggio a Nova Siri Marina, che dista pochi chilometri. Oltre alla doccia riusciamo anche a fare il bucato. Ma non riusciamo proprio a stare ferme troppo a lungo: siamo incuriosite da un paesino che si vede sulla cima di una collina...Rotondella, il balcone dello Jonio. In effetti facciamo proprio bene a farci un salto: si trova sulla sommità di un colle proprio di fronte al mare e deve il suo nome alla forma tondeggiante, camminando tra le sue viuzze sembra di essere immersi in una spirale. Ci concediamo un aperitivo al bar del belvedere per poi scendere a Policoro per una cena a base di pesce. Il centro non è nulla di che, animato da famiglie in villeggiatura.
Fritto di mare.

08 dicembre 2019

Natale a New York

Sì lo so, il titolo di questo post sembra quello di un cine-panettone della peggior specie, però quando ti capita di vivere le festività natalizie nella più celebre città degli Stati Uniti non puoi fare a meno di iniziare così.
Il 24 dicembre 2013, con una valigia carica di pacchetti di ogni misura e un albero di Natale di cera alto meno di 10 cm, sono partita con le mie amiche Cristina e Chiara per trascorre tutte le feste nella Grande Mela. Una volta giunte a destinazione ci siamo aggregate a una compagna di liceo, Elisa, che, insieme alla famiglia, era in visita dalla sorella trasferitasi negli States per amore, e a completare il gruppo Luca, un amico di Cristina. Il gruppone non ci ha fatto sentire la mancanza della famiglia per il pranzo del 25 dicembre, anche se per Capodanno ci hanno abbandonato quasi tutti ed è rimasto a farci compagnia solo Luca.

A differenza di quanto facciamo di solito non vi proporrò un itinerario preciso ne vi racconterò nel dettaglio come ho trascorso i 10 giorni a New York, ma sfrutterò l'esperienza per dare un po' di consigli per godersi al massimo le festività a Manhattan.
Il post sarà quindi suddiviso in diversi argomenti e per alcuni di essi ci sarà, su ispirazione delle guide Lonely Planet, una top-five delle mie preferenze.

Decorazioni
Se normalmente servono 100 occhi per poter ammirare tutto quello che NYC può offrire, nel periodo natalizio non sono sufficienti! E non parlo solo dell'albero al Rockfeller center (mi raccomando che il primo incontro sia con il buio o resterete delusi).
Ogni casa, ogni vetrina, persino le facciate dei palazzi saranno "vestite" a festa. Prendetevi il tempo per assaporare ogni dettaglio, perché il 2 gennaio tutto, o quasi, verrà smontato.
La più celebre decorazione di New York: l'albero del Rockfeller center.
Top-five delle decorazioni natalizie:
- lo spettacolo di luci sulla facciata di Saks sulla 5th avenue. Si ripete ogni 10 minuti dalle 16:30 alle 01:00, ogni anno il tema e le musiche cambiano. Nonostante la calca di turisti che si recano al Rockfeller center la magia delle luci e dei suoni ti cattura e ti incanta, nei pochi minuti dello spettacolo tutti restano immobili con il naso all'insù per non perdere neanche un dettaglio;
- i cortili delle case di Brooklyn, in particolare quelle della zona di Brooklyn Heights. Le villette di questa zona hanno decorazioni originali ma molto curate e anche la caserma dei vigili del fuoco ha la sua slitta personale;
Natale a Brooklyn Heights.
- il villaggio di Natale di Bryant Park, dietro la NY public library. Qui si può trovare di tutto dal mercatino di Natale, ai chioschi che vendono bevande calde, dall'albero decorato per fare una foto ricordo alla pista di pattinaggio;
Selfie natalizio a Bryant Park.
- l'albero di Natale del Museo di storia naturale. Non so se ogni anno viene decorato allo stesso modo (ma lo spero vivamente), durante la mia visita al posto delle classiche palline era interamente addobbato con origami di animali, uno spettacolo stupendo;
- le vetrine di Bloomingdale sulla 3rd avenue. Anche in questo caso ogni anno cambia il tema, nel 2013 erano le città europee, forse un po' cariche e leggermente pacchiane ma meritano.

07 aprile 2019

Scalo aereo a Montreal

30 agosto 2018
Che cosa puoi fare se ti trovi a migliaia di chilometri da casa e il tuo aereo riparte dopo 12 ore? Ovviamente ne approfitti per visitare la città in cui ti trovi!
Atterriamo all'aeroporto internazionale di Montreal alle 7 del mattino, nonostante la nottata poco riposante, non ci scoraggiamo e, dopo aver fatto colazione, cerchiamo informazioni sul come raggiungere il centro.
Dopo esserci ricordate che qui si parla prevalentemente francese, troviamo aiuto da un gentilissimo addetto della STM, che ci indica la combinazione di mezzi di trasporto più comoda, ci informa che con il biglietto Occasionelle potremo viaggiare tutto il giorno, ci suggerisce anche un piccolo tour da fare e ci consiglia anche a che ora prendere la via del ritorno in base all'orario di partenza del nostro volo.
Aiuola che commemora il 55° anniversario del simbolo della metropolitana.
Raggiungiamo la fermata del bus 747 che porta in centro città, dove troviamo una lunghissima coda di viaggiatori, il primo bus è in ritardo e si riempie in un attimo, riusciamo fortunosamente a salire sul secondo solo perché non abbiamo bagagli e l'autista ci fa tagliare la fila. Dopo un viaggio che ci sembra eterno, tra autostrade e cantieri, scendiamo alla fermata Lionel-Groulx dove prendiamo la metro arancione fino a Champs-de-Mars.
Appena ci ritroviamo in superficie ci accorgiamo quanto l'atmosfera sia cambiata rispetto a Vancouver, qui si respira un'atmosfera molto simil-europea. Attraversiamo la spianata degli Champs-de-Mars e percorriamo rue Gosford fino al municipio dove ci soffermiamo ad ammirare l'architettura parigina e le aiuole.
Percorriamo rue Notre Dame, passando davanti ai tre palazzi di giustizia, fino a place d'Armes dove si trova la basilica di Notre Dame de Montreal, vista la coda per entrare e il costo del biglietto decidiamo di consultare internet per capire se ne vale la pena e dopo una breve indagine decidiamo di rinunciare per continuare la nostra passeggiata.
La facciata della basilica Notre Dame de Montreal.
Costeggiamo la basilica, percorrendo rue Saint-Sulpice per raggiungere il vecchio porto. Purtroppo il vento gelido non ci fa apprezzare a pieno i giardini, i chioschi e in generale le attrazioni di questa zona, che nelle giornate soleggiate deve essere sicuramente animata e molto frequentata.
Per riscaldarci un po' ci rifugiamo al Marché Bonsecours, il vecchio mercato cittadino che attualmente ospita un centro commerciale, alcune sale conferenze e ristoranti. Curiosiamo tra i negozi di abbigliamento e artigianato indiano e poi usciamo dall'edificio sull'acciottolata rue Saint Paul.
La cupola del Marché Bonsecours vista dal vecchio porto.
Il freddo e il susseguirsi di locali che troviamo ci ha aperto lo stomaco così ci fermiamo in una creperia per rifocillarci con delle zuppe calde.
Terminato il pranzo, ripercorriamo un tratto di rue Saint Paul fino a place Jacques-Cartier dove abbondano bancarelle di artisti e panchine per ammirare il panorama, l'atmosfera è decisamente migliorata per il vento che ha spazzato via le nuvole e ora splende un bel sole caldo.
Il comune di Montreal visto da place Jacques-Cartier.

Abbiamo ancora un po' di tempo da sfruttare prima di dover tornare in aeroporto, quindi decidiamo di riprendere la metro fino alla stazione Bonaventure per esplorare un altro angolo di città.
In questa zona, complici i grattacieli ultra moderni e le chiese seicentesche, sembra di essere a New York. Dalla fermata della metro prendiamo avenue des Canadiens-de-Montreal per ammirare la gare Windsor e la piccola chiesa anglicana Saint-Georges.
Poi attraversiamo place du Canada per entrare nella maestosa cattedrale Marie-Reine du Monde.
La cattedrale Marie-Reine du Monde.
Terminata la visita alla chiesa ci accorgiamo che sul lato opposto della strada c'è la fermata del 747, che decidiamo di prendere per tornare in aeroporto e salutare il Canada.


17 marzo 2019

Berlino: imparare a viaggiare

Viaggiare non significa solo scoprire nuovi angoli di mondo, significa soprattutto imparare. Nei 14 anni di viaggi insieme, noi pinguine abbiamo imparato tanto.
Abbiamo imparato frammenti di storia sconosciuti, tradizioni, cibi e, soprattutto, bevande di ogni genere; abbiamo imparato a condividere il tempo e le esperienze tra di noi e con le persone incontrate lungo il cammino. Abbiamo imparato qual è il nostro modo ideale di viaggiare: on the road, in luoghi ventosi e super organizzato (l’improvvisazione non è il nostro forte).
Ma non si smette ma di imparare e a fine febbraio abbiamo ricevuto una lezione di viaggio che non dimenticheremo facilmente!
Il sole sorge... ma ancora ignoriamo le nostre future peripezie.
Skipper e Rico hanno organizzato uno dei loro soliti folli week end in giro per l’Europa; prevedeva aereo, noleggio di un auto, visita a una mostra, arrivo in hotel il primo giorno e poi giro in città, restituzione auto, trasferimento con navetta in hotel il secondo giorno, per poi ritornare a casa la mattina presto del terzo giorno.
Tutto programmato al minuto… tutto (o quasi) non rimborsabile.
Ma non sempre il mondo si adatta ai nostri programmi e così, sabato 23 febbraio dopo esserci imbarcate sull’aereo, il personale ci comunica che ci sono alcuni problemi con una delle toilette e che tenteranno di risolverli, ma dopo circa un’ora e mezza ci fanno sapere che non sarà possibile partire con quel velivolo quindi ci fanno sbarcare e ci mettono in attesa per sapere se e quando ne troveranno uno sostitutivo. In quel momento inizia il panico… come gestiamo il nostro week end iperorganizzato? La prima cosa da fare è cercare di contattare la sede della mostra per provare a cambiare i biglietti di ingresso (si rivelerà impossibile), poi dobbiamo annullare la prenotazione della macchina (ci riusciamo all’ultimo minuto), infine dobbiamo capire come raggiungere l’hotel con i mezzi pubblici. Svolgiamo tutte queste mansioni mentre gustiamo un bagel al salmone acquistato grazie al buono pasto offerto da Easyjet e poi cinque ore dopo la prevista partenza ci imbarchiamo su un nuovo velivolo che ci porterà a Berlino.

Il volo trascorre piacevolmente, il comandante guadagna circa 15 minuti in volo e atterriamo a Schönefeld verso le 16.40, il sole sta pian piano tramontando e l’aria è fresca, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la stazione della Bahnhof dello scalo aeroportuale e prendere il treno S9 verso il centro. Il viaggio dura circa 45 minuti, scendiamo alla stazione Jannowitzbrüche e ci dirigiamo verso l’hotel che ci ospiterà per questa notte l’Holiday Inn Express Berlin – Alexander Platz, che a dispetto del nome non si trova nella famosa piazza ma a poca distanza da essa. Ritiriamo la chiave della nostra camera e, dopo aver fatto richiesta di rimborso per il ritardo del volo e aver tentato un’ultima disperata telefonata alla sede della mostra, decidiamo di goderci il tempo nella capitale tedesca. 
Uscite dall’hotel precorriamo Stralauer Strasse fino al municipio e ammiriamo la Torre della televisione illuminata, poi ritorniamo sui nostri passi per addentrarci nel quartiere Nikolaiviertel, passeggiamo tra i vicoli ammirando gli edifici e alle 19.30 entriamo in un ristorante (che Rico conosce) per la cena, qui però ci comunicano che la cucina è chiusa! Un po’ sorprese visto l’orario e visto che è sabato sera, proseguiamo e appena voltato l’angolo troviamo una graziosa trattoria che ci accoglie e ci rimpinza a dovere.
Serata berlinese, il municipio e la torre della televisione illuminati.

21 marzo 2018

R come Roma e... rugby

Dovete sapere che noi pinguine abbiamo una grande passione per il rugby, è una passione recente di cui molte regole ci sono ancora ignote ma ci stiamo applicando. In occasione del Sei Nazioni ci ritroviamo (di persona o in via telematica) per seguire le partite di Italia e Scozia.
Per quanto mi riguarda ho iniziato a seguire il rugby grazie al mio babbo e così quest’anno per la festa del papà ho regalato a tutta la famiglia i biglietti proprio per Italia-Scozia a Roma.


venerdì 16 marzo
Subito dopo pranzo prendiamo il Frecciarossa delle 14.30 da Torino Porta Susa in direzione Roma Termini. Con Trenitalia esistono delle convenzioni per chi ha il biglietto della partita, cercate nel sito, noi purtroppo non abbiamo potuto usufruirne; anche Italo ha numerosi collegamenti e tariffe vantaggiose basta partire per tempo.
Giunti a destinazione sono le 19 e, consapevoli della qualità dei bus romani, decidiamo di prendere un taxi per recarci al b&b dove alloggeremo.

Attenzione!! Davanti alla stazione sostano numerose vetture che sembrano taxi ma non fanno la corsa con tassametro, bensì a forfait. Nel nostro caso ci hanno proposto una tariffa di 35/40€ per una corsa che in realtà ci è costata 13€. Se decidete di prendere un taxi chiedete sempre una vettura con tassametro.

Per i nostri pernottamenti abbiamo scelto un grazioso b&b (ClodioRooms) che si trova a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico. Il proprietario, Vito, è un ragazzo gentilissimo e super disponibile che ci accoglie con un gran sorriso. Potete chiedergli qualunque informazione sarà preziosissimo.
Proprio su consiglio di Vito ci rechiamo a cena al Hostaria Edmondo dove troverete ottimi piatti della tradizione romana in un ambiente piccolo ma accogliente, è fondamentale la prenotazione. Nel nostro caso oltre all’atmosfera romanesca doc abbiamo potuto respirare la prima aria di Sei Nazioni, perché almeno 15 dei 30 coperti del locale erano occupati da scozzesi... qualcuno persino in kilt!

Rigatoni con coda alla vaccinara da Edmondo.

sabato 17 marzo - game day
La sveglia non è impostata ma è l'emozione a farmi aprire gli occhi, oggi si gioca!
Dopo aver fatto colazione inganniamo il tempo pre-partita facendo una passeggiata fino alle mura vaticane e poi ci rechiamo al Foro italico che goderci la festa insieme agli altri tifosi.
Prendiamo posto nello stadio e subito ci accorgiamo che nel nostro settore siamo gli unici italiani, infatti Flower of Scotland risuona potente intorno a noi, ma al momento del nostro inno non ci facciamo scoraggiare e, con le lacrime che luccicano negli occhi, cantiamo a squarciagola anche noi.
Tra fiumi di birra, kilt e tricolori ci godiamo una bella festa di sport; anche se il risultato ci lascia un po' di amaro in bocca, per dovere di cronaca l'Italia perde 27-29 negli ultimi due minuti.

Mischia nei 22 m scozzesi... perdonate la qualità della fotografia.
A fine partita, lasciamo lo stadio e, a modo nostro, trascorriamo il terzo tempo chiacchierando con alcuni scozzesi mentre ci dirigiamo verso il centro.
Nel pomeriggio girovaghiamo tra piazza del Popolo, Trinità dei monti, il Pantheon, Montecitorio e piazza Navona, ammirando per l'ennesima volta luoghi conosciuti o scoprendo nuovi gioielli, come l'Ara Pacis o la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi con gli affreschi di Caravaggio.
Qua e là, quando meno te lo aspetti, ecco spuntare un kilt e uno scozzese che, vedendo la sciarpa acquistata allo stadio, sorride e batte il cinque o si complimenta per come ha giocato la nostra nazionale... ah la magia del rugby!

Piazza del Popolo... con turisti scozzesi.

Piazza Navona al tramonto.
Dopo aver precorso quasi 15 km a piedi ci fermiamo finalmente per cenare; scegliamo il ristorante Matricianella un locale storico in zona Piazza di Spagna dove possiamo gustare primi piatti con pasta fatta in casa e i carciofi alla giudia.

Nell'autunno romano il carciofo alla giudia non può mancare.

domenica 18 marzo
Al risveglio piove a dirotto, quasi come se tutti gli scozzesi in città avessero portato il loro clima in Italia. Decidiamo di fare colazione con calma, durante la quale possiamo apprezzare un altro pregio del b&b Clodio, l'unico tavolo presente consente di scambiare qualche parola con gli altri ospiti. Nel nostro caso una simpatica coppia anglo-scozzese con cui parliamo di viaggi, cibo, meteo e ovviamente rugby.
Quando abbiamo finito di mangiare e chiuso le valigie ha finalmente smesso di piovere, così possiamo recarci fino in Vaticano per assistere all'Angelus. Prima di accedere a Piazza San Pietro lasciamo i bagagli in un comodo deposito poco distante dalla fermata della metro Ottaviano poi facciamo i controlli di sicurezza.
L'emozione di trovarsi a San Pietro è sempre grande, così come poter ascoltare le parole di papa Francesco.


Dopo aver lasciato il Vaticano, andiamo con la metro fino alla stazione Termini dove facciamo l'ultima nuova esperienza di questa breve vacanza romana... pranzo al Mercato centrale.
Sicuramente non è economico ma il vostro palato vi ringrazierà... noi abbiamo provato la focaccia farcita di Bonci una gioia per le papille gustative. Soddisfatti e rifocillati andiamo a prendere il treno che ci riporterà a casa.

28 settembre 2017

Gite fuori porta... scalando il forte di Bard


Dopo avervi proposto un breve itinerario in Monferrato ci spostiamo a nord per un'altra gita questa volta da fare in giornata.
A poco più di 100 km da Torino in Valle d'Aosta si trova un forte così suggestivo da essere stato scelto come location per il film Avengers - Age of Ultron... il forte di Bard.

Il forte visto dal fondovalle.


Esistono scritti già dell'alto Medioevo che narrano di una roccaforte in questa zona, ma è durante l'Ottocento che la fortezza assume una notevole importanza con lavori di ampliamento che hanno portato all'edificazione di tutte le strutture esistenti.
Dal 2006 è un'importantissima sede di mostre temporanee di alto livello sia pittoriche sia fotografiche, è anche sede di diversi musei dedicati alla montagna e alle fortificazioni militari.
Per gli appassionati dei supereroi Marvel sia intorno al forte sia nella valle sono segnalate le diverse location del film con delle paline che indicano la scena che vi è stata girata.
Ogni anno a metà ottobre le vie del borgo si animano con un delizioso e colorato mercato: il Marché au Fort, da non perdere.

Dopo aver scalato la fortezza niente è meglio di una buona merenda valdostana: affettati (specialmente il lardo della vicinissima Arnad), formaggi, cotechino e patate e la polenta concia, il tutto innaffiato con il vino locale, un vino "eroico" perché cresce sui ripidi fianchi delle montagne e qui viene vendemmiato a mano.
Tra i tanti ottimi locali che propongono la merenda vi consigliamo la Trattoria Omens a Verres.
Un locanda con il sapore rustico di una volta, che propone piatti abbondanti buon cibo e personale gentilissimo, non vi spaventate se per raggiungerlo vi troverete spersi nei boschi, non vi siete persi ma la strada finisce proprio davanti al locale!


03 settembre 2017

Cornovaglia, consigli per l'uso

Spostamenti 
Per ragioni pratiche oltre che economiche, scegliamo di volare con Easyjet sulla tratta Milano Malpensa - London Gatwick. Abbiamo la fortuna di trovare, prenotando con largo anticipo, un volo abbastanza economico a cui aggiungiamo due bagagli da imbarcare.
Come due anni fa in Scozia, utilizziamo di nuovo Europcar per affittare l'auto perché durante la nostra ricerca si è dimostrata la più competitiva per il periodo che ci interessava e per le nostre esigenze, ma non riusciamo ad avere lo stesso modello di auto usato in precedenza. Ciò nonostante, con una accurata sistemazione, anche nel bagagliaio della Ford Focus riusciamo ad incastrare i nostri bagagli.
Lo spostamento a ovest verso la Cornovaglia richiede qualche ora di viaggio, perciò ricordatevi di NON viaggiare in quella direzione il venerdì o incontrerete tutto il traffico in uscita dalla metropoli (viceversa, non rientrate a Londra la domenica pomeriggio o il lunedì mattina). Le autostrade sono gratuite e le superstrade sono molto comode, ma tenete a mente che non sempre queste ultime hanno due corsie per senso di marcia e sono interrotte da rotonde e incroci. Entrando in rotonda, fate attenzione alle segnaletiche orizzontali e verticali perché vi indirizzeranno verso una specifica uscita!
Le strade in Cornovaglia, specialmente quelle nominate B, sono strette, senza linea di mezzeria, costeggiate da alti muretti ricoperti di siepi e rovi che spesso e volentieri impediscono la vista; in alcuni punti bisogna utilizzare schivatoie per far passare un'auto alla volta; la guida dei locali è abbastanza sportiva, per cui siate prudenti!

Alloggio
Troviamo il nostro alloggio ideale, in posizione centrale a Bodmin, utilizzando Homelidays: si tratta di un appartamento con due stanze e una cucina living al primo piano di un cottage immerso nei boschi. I dubbi prima della partenza vengono dissipati dalla quiete che troviamo arrivando. Tuttavia, dato che la strada per arrivare è abbastanza stretta decidiamo di rientrare dalle nostre giornate di visita prima che faccia buio. Durante la giornata, i dintorni sono estremamente vivaci, animati da amanti della natura, dello sport e da famiglie; nel Woods Cafè c'è movimento.

L'area salotto.


Mangiare (e bere!)

Woods Cafè - Cardinham Woods, Bodmin
Come non provarlo avendolo proprio sotto casa? Inoltre i profumi che escono dalla cucina stimolano la nostra salivazione già alle 9 del mattino. I piatti del giorno sono segnati sulla lavagna di fronte al bancone, dove è possibile avere una panoramica sulle torte. Il menù offre sandwich, insalate e il famoso Cornish Cream Tea, che vi consigliamo caldamente di assaggiare qui! I prodotti arrivano dalle aree limitrofe e le proposte dello chef sono molto interessanti!

Sandwich con salsiccia e cipolla caramellata.

Cornish cream tea.
Pickwicks - Perranporth
Grazioso locale in stile diner americano, in cui abbiamo pranzato con un english breakfast, piatto abbondante per 5,40£. Ottimo rapporto qualità prezzo!


Full English con e senza uova
Sail Loft Cafè - St. Michael's Mount
Graziosa caffetteria che offre riparo dal vento sferzante e induce in tentazione con i dolci al banco. 



Porthcurno beach cafe - Porthcurno
Un piccolo bar che si trova più vicino all'area di parcheggio che alla spiaggia, ha un piccolo spaccio in cui vende tutto l'occorrente per una spensierata giornata al mare. Il punto ristoro ha una selezione di panini e insalate tra le quali spicca quella con il granchio cornico fresco.


Insalata con granchio.

16 luglio 2017

Scozia - ultimo atto

Suggerimenti di viaggio


Spostamenti

Scegliamo un compromesso tra comodità e risparmio, volando da Milano Malpensa T2 direttamente a Edimburgo. I voli con Easyjet sono relativamente economici, il prezzo aumenta se si sceglie di imbarcare un bagaglio (fate sempre molta attenzione perché ci è successo diverse volte con questa compagnia che i controlli sui bagagli a mano fossero estremamente severi). La nostra scelta è di imbarcare due bagagli, condividendo lo spazio di carico.

Per il noleggio dell’auto ci affidiamo a un motore di ricerca che confronta i prezzi delle diverse compagnie a parità di esigenze e la nostra scelta cade su Europcar. Il personale è plurilingue e si viene smistati in base alla disponibilità dell’impiegato che parla la nostra lingua madre. La comunicazione in inglese sveltisce comunque le pratiche. Ci accreditano l’assicurazione estesa rispetto a quella da noi richiesta, ma durante il viaggio non rimpiangiamo la spesa imprevista, data la guida sportiva dei locali e il bordo strada spesso sdrucciolevole.

Un consiglio: quando calcolate i tempi degli spostamenti in automobile tenetevi larghi. Le strade non sono mai ampie e diventa quindi difficile sorpassare, inoltre la guida alla rovescia obbliga naturalmente a una maggior prudenza. Facilmente vi capiterà di dover fare tratti dietro a camion o altre automobili magari più lente.

Alloggi

Edimburgo:
My Edinburgh Life - 13-14 Rosebery Crescent
Alloggio ideale per chi arriva a tarda sera o in orari in cui la reception è chiusa: avvisando in anticipo, vengono fornite via email tutte le indicazioni per accedere all’edificio e trovare la propria stanza. È un piccolo gioiello con ripide scale, la stanza è accogliente e ben fornita (in camera c’è anche un piccolo angolo cucina con stoviglie, bollitore e forno a microonde) anche se forse un poco stretta. La colazione è a buffet e divisa tra i due salottini al pian terreno. Dispone di un deposito bagagli esterno, nel seminterrato, cui si può accedere domandando il codice al personale. È disponibile una connessione wi-fi gratuita che però non ci è stato possibile utilizzare per problemi di accesso alla rete; una piccola pecca per il viaggiatore che ha necessità di organizzare spostamenti o conoscere orari delle attrazioni turistiche.
Scala interna

Fort William:
Un ostello di montagna caratteristico. La sala comune, con cucina condivisa e ben attrezzata, tavoli e poltrone per rilassarsi, è calda e accogliente, mentre le stanze sono essenziali, la nostra aveva due letti a castello appoggiati alle pareti. Per nostra fortuna abbiamo in bagno in camera, è molto spazioso ma sfortunatamente privo di riscaldamento. Al nostro arrivo la reception è chiusa, ma uno dei gestori arriva in fretta dopo la nostra telefonata. Per chi fosse interessato a escursioni sul Ben Navis i gestori mettono a disposizione la loro esperienza e conoscenza per la pianificazione.

La sala comune

Portree:
Hillview B&B - Hillplace
L’accoglienza che Mrs Irene riserva ai suoi ospiti è meravigliosa. La casa, per metà privata, dispone di due stanze da letto da due posti e un bagno. Irene ci informa delle possibili passeggiate nei dintorni e ci fornisce del materiale in merito, scritto dalla nostra stessa ospite e dal marito. Chiede di segnare le preferenze per la colazione su fogli nominativi e la mattina seguente, nel salottino adibito, troviamo i segnaposto con i nostri nomi e tutto ciò che avevamo richiesto. Più che un B&B è un modo per essere coccolati e vivere un’esperienza in famiglia. Se prenotate presso di loro, farete cosa gradita portando come souvenir un cucchiaino decorato della vostra città di provenienza.

N.B. Nonostante il nostro impegno, non siamo riuscite a rintracciare un sito internet con recensioni recenti su questo alloggio.

I segnaposto al tavolo della colazione
Inverness:
Inverness hostel - 26 Merlewood Road
Interessante sulla carta, divertente il primo impatto ma la recensione è negativa. Alloggiamo all’esterno, in uno spazio angusto e strutturato male, il bagno è solo all’interno della casa principale e di notte non è molto piacevole avventurarsi fuori. La pulizia e l’igiene lasciano molto a desiderare, le lenzuola non erano state cambiate, il bagno non è mai stato pulito durante la nostra permanenza e un sacco dell’immondizia ha sostato nel corridoio per due giorni. La cosa peggiore è che tre di noi sono state morse, in maniera più o meno grave, dalle cimici dei letti. Se potete, scegliete un altro alloggio.

L'interno del Hobbit Hub

Stirling:
Willy Wallace hostel - 77 Murray Place
Un ostello nei piani alti di un palazzo del centro. A parte l’assenza di un ascensore, l’ostello è semplice ma funzionale. Sfruttiamo solo la stanza e il bagno condiviso, poiché non abbiamo tempo di utilizzare la cucina e la sala comune (colorata, con comodi divani e ampie finestre).
La mattina della partenza è necessario togliere lenzuola e federe e portarle alla reception.

30 novembre 2016

Berlino ultima chiamata, consigli utili

Dopo avervi accompagnato tra le vie e nei musei della capitale tedesca, concludo l’argomento Berlino con una serie di consigli pratici per chiunque voglia avventurarsi alla sua scoperta.

Buddy bear: il simbolo di Berlino diventa un souvenir dai mille volti.

Dormire

Ho dormito in questo hotel 4 stelle (scelto dall’agenzia di viaggi) e nonostante la colazione abbondante e l’ottima posizione non consiglio di soggiornarvi, perché nelle stanze non esistono porte di separazione con i servizi o la doccia, il lavandino è praticamente attaccato alla testiera del letto; il wifi è a pagamento (a 10 € al giorno), così come il deposito bagagli, per un hotel di questo livello non è accettabile.   
Consiglio vivamente di cercare comunque l’hotel nella zona di Alexander Platz, l’offerta è molto ampia per ogni esigenza e ogni tasca, inoltre è ottimamente servito dai mezzi di trasporto.

Mangiare e bere

L’offerta di cucina tipica a Berlino non è molto varia, ma è possibile accontentare ogni tipo di palato… anche se, come è capitato a me, si viaggia con una vegetariana; accanto a birrerie e pub non mancano i ristoranti etnici. Per quanto riguarda il bere, ovviamente la birra scorre a fiumi.
Bionda o rossa, a ognuno il suo boccale di birra.
Entrando in questa enorme birreria si viene trasportati nella migliore atmosfera bavarese, camerieri e clienti in costume, musica dal vivo, tavoli di legno da condividere con sconosciuti vicini. Se non amate la confusione non ve lo consiglio, in caso contrario lasciatevi travolgere e coinvolgere da tutto ciò che vi circonda.
Il menù offre wurstel e carne alla griglia, stinco di maiale alla brace, zuppe, piatti vegetariani e per terminare strudel di mele (il primo di una lunga serie).
Trovandosi in una birreria è inevitabile bere birra: bionda o scura, viene servita in boccali da minimo mezzo litro.
I prezzi sono contenuti e si cena con una media di 20 € a testa.
Strudel di mele caldo con crema.

Schmus - Museo ebraico
La piccola caffetteria del museo offre cibi molto sani: zuppe, primi piatti, insalate e una grande varietà di ottimi e bellissimi dolci, i prezzi non sono bassi ma se siete in zona all’ora di pranzo è una buona alternativa perché all’esterno l’offerta è scarsa.
Zuppa di patate con cipolla croccante e germogli di soia.

Piccolo ristorantino nel quartiere Nikolaiviertel, ha circa 40 coperti all’interno e una ventina nel dehor.
Ha piatti di cucina tipica preparati al momento, con una maggiore varietà rispetto a tanti altri. Meritano una menzione particolare i dolci, oltre all’ottimo e classico strudel, il dolce della casa è un trionfo di cannella e prugne, forse non bello da vedere ma ottimo per il palato. Oltre alle birre artigianali proposte, vi è una buona carta dei vini serviti anche a calice.
Il personale è gentilissimo e l’atmosfera calda e intima rispecchia quella del quartiere.

Antica birreria bavarese edificata nel 1749, ha resistito ai bombardamenti perché molte sale si trovano nelle cantine; serve le birre del più antico birrificio del mondo.
Il menù conta numerosi piatti di formaggi e vellutate di verdure, che affiancano i consueti piatti di wurstel e stinco; tra i dolci, insieme all’immancabile strudel di mele, viene offerto un delizioso gelato alla crema con olio di semi di zucca.
Un po’ più costoso di altri locali che abbiamo frequentato.
Formaggio di montagna-bio, Obatzda, mostarda di albicocche, toast con formaggio fresco ed erba cipollina e uva.

Trasporti e visite

Per raggiungere il centro città dall’aeroporto Tegel il mezzo più comodo è il bus TXL che porta alla stazione Hauptbahnhof e ad Alexanderplatz.
Buddy bear e la pianta della metro.

18 agosto 2016

Trasferimento nel cuore della Bretagna

Oggi salutiamo Brest e la sua regione, carichiamo armi e bagagli in auto e partiamo in direzione Rennes. Ma non possiamo andarcene senza aver visto un calvario quindi decidiamo di fare una tappa a Plougastel-Daoulas. La struttura di kersantite raffigura 180 personaggi che in tante suggestive sculture mostrano scene del Nuovo Testamento. La musica dell'organo proveniente dalla chiesa adiacente e la pioggia finissima creano una atmosfera suggestiva. Ci fermiamo ad acquistare qualche formaggio e alcune insalate già pronte nel vicino mercato, chiacchierando amabilmente con alcuni locali.

Dopo un paio di ore di superstrada e un pranzo alquanto divertente, arriviamo a Rennes e prendiamo possesso dei nostri appartamenti!
Prima di cena ci concediamo ancora una paseggiata nel centro di Rennes: capiamo subito che non è il nostro genere di città, troppo grande e caotica. Offre qualche scorcio carino nel centro medioevale dove sono soppravvissute a un incendio alcune case a graticcio e scopriamo anche il rilassante e ben curato parco Thabor.

La lunga tappa di oggi.