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19 gennaio 2020

Alla scoperta della Basilicata

Da quando abbiamo sconfinato per raggiungere la splendida Matera durante la nostra vacanza in Puglia, a me e alla mia amica Elisa è rimasta la curiosità di scoprire anche il resto della Basilicata. Decidiamo quindi di tornarci, usando la formula treno+auto già collaudata. Come periodo scegliamo la prima metà di luglio, appena finiti gli impegni lavorativi. 
Partiamo giovedì 4 luglio con l'Intercity notte da Torino Porta Nuova delle ore 21.55, e arriviamo a Napoli Centrale alle 8,17. Alle 8,50 siamo sull'Intercity per Taranto, che ci lascia a Potenza intorno alle 11.00. Ci sono anche altre soluzioni con i treni ad alta velocità, eventualmente affittando l'auto a Salerno. Per prenotare i treni e usufruire di eventuali offerte bisogna comunque aspettare che esca l'orario estivo. 

5 luglio 2019
Arrivate alla stazione di Potenza chiamiamo l'autonoleggio più vicino e più conveniente, che è l'Europcar, per verificare la disponibilità di auto adatte alle nostre esigenze. Ci incamminiamo, in linea d'aria google maps ci da 1 km, 10 minuti...peccato che Potenza sia tutta saliscendi, la città delle scale, e con le valigie ci mettiamo un po' più del previsto!
Ritiriamo un pandino che per due persone e per le strade non sempre agevoli della Basilicata si rivelerà l'ideale.
Visto che si è fatta l'ora di pranzo ci facciamo consigliare un locale dall'impiegata dell'autonoleggio che ci manda alla trattoria di Zi Mingo, giusto sulla strada che percorriamo noi. La Basilicata ci accoglie subito con scamorza e caciocavallo alla piastra!
Usciamo da Potenza in direzione Melfi e poco dopo ci fermiamo a Castel Lagopesole, grazioso borgo con un castello in cima al cucuzzolo della collina. Purtroppo il castello apre alle 16.00 e per ragioni di tempo non riusciamo a visitarlo all'interno.
Veduta di Castel Lagopesole.

Giungiamo a Melfi, città più grande e trafficata. Passeggiamo per le vie del grazioso centro storico e raggiungiamo l'imponente castello normanno circondato da mura. Decidiamo di entrare e acquistiamo il biglietto cumulativo che ci permetterà di visitare anche il castello e l'area archeologica di Venosa il giorno successivo. All'interno è ospitato il Museo Archeologico Nazionale del Melfese, una collezione di reperti rinvenuti nei dintorni, e il sarcofago di Rapolla, uno splendido sarcofago romano.
Il castello normanno di Melfi.

Il centro di Melfi visto del castello.

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Venosa, dove abbiamo prenotato nel centro storico un grazioso b&b  per due notti. La sera ceniamo in un locale dietro al castello e facciamo una piacevole passeggiata nel centro storico, godendoci un po' di fresco.


24 novembre 2019

Alta Provenza: da Digne-les-bain a Manosque

22 aprile
Partiamo di buon mattino verso il Colle della Maddalena, tra avvistamenti fantasma, da parte di Soldato e Kowalsky, di caprioli, marmotte e stambecchi. Trascorriamo la mattinata in auto tra colli e curve fino a Digne dove ci aspetta la prima agognata meta geologica: un'enorme parete di ammoniti patrimonio dell'Unesco. L'entusiasmo di Soldato è quasi incontenibile, tant'è che sostiamo di fronte alle ammoniti per quasi un'ora... nel frattempo il cielo si rannuvola.
La parete di ammoniti.
Proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere Castellane, dove trascorreremo la prima notte. Arrivate in paese ci separiamo nei soliti due gruppetti: le stambecchine, Soldato e Kowalsky, decidono di raggiungere la Chapelle Notre-Dame du Roc, una piccola cappella del 1703 abbarbicata su uno spuntone di roccia che si affaccia sulla piazza del paese. Nel frattempo le pigre Rico e Skipper esplorano il paese, tra vicoli e graziosi scorci, per poi dedicarsi a quel che riesce loro meglio: attendere il resto della truppa con un boccale di birra e una porzione di patatine fritte.
La piazza di Castellane sovrastata dallo spuntone di roccia su cui sorge la Chapelle Notre-Dame du Roc.
L'abitato di Castellane visto dalla Chapelle Notre-Dame du Roc.
Quando il gruppo si ricompatta riprendiamo il nostro mezzo per andare alla ricerca del camping che ci ospiterà in una delle sue mobilhome.


14 aprile 2019

Danzica: una città da scoprire sulle coste del mar Baltico


È tempo di ponti, di weekend lunghi e perché no è quasi ora di pensare seriamente alle vacanze estive... e allora le Pinguine tornano con il racconto di un viaggio fatto due estati fa che potrebbe ispirarvi verso nuove mete.


sabato 5 agosto


La prima giornata della vacanza è dedicata al viaggio. Il volo da Orio al Serio atterra puntuale alle 18:00 all'aeroporto Lech Walesa di Danzica: abbiamo lasciato l'Italia e i 40 °C che caratterizzavano il clima dei primi giorni di agosto dell'estate 2017. Giunti in Polonia ci accoglie un clima piacevole, fresco e ventilato con la metà dei gradi... evviva si respira!

Kowalski e Fabio scelgono di visitare le coste meridionali del mar Baltico alla scoperta di una città e di una regione (la Pomenaria) forse ancora fuori dagli itinerari turistici più battuti. 


Un caratteristico scorcio di Danzica.

Dall'aeroporto prendiamo il bus 101 che ci porta alla stazione centrale di Danzica, da qui in 5-10 minuti a piedi raggiungiamo la nostra base: un appartamento affittato tramite airbnb. Ormai è sera e un po’ stanchi del viaggio decidiamo di cenare in casa.


domenica 6 agosto


È domenica mattina e mentre la città pian piano si risveglia noi curiosi e carichi di entusiasmo usciamo di casa. In 10 minuti di passeggiata raggiungiamo Zlota Brama (la Porta d'Oro), praticamente l'ingresso al quartiere Glówne Miasto (la città Principale). 

Zlota Brama (la Porta d'Oro) e il primo tratto di Ulica Dluga.

Il centro storico di Gdańsk (Danzica in polacco) ci stupisce subito con un'architettura che ricorda quella tipica dei Paesi Bassi.
Percorriamo Ulica Dluga (Via Lunga) una delle più belle vie della città che collega Zlota Brama al lungo fiume Motlawa, attraversando Dlugi Targ la piazza del Mercato Lungo. La magnifica Ulica Dluga, lunga circa 2 km, è un susseguirsi di palazzi, alti e stretti con frontoni variamente decorati e dipinti. 

La piazza del Mercato Lungo con al centro la fontana di Nettuno e sul perimetro le tipiche case dalle belle facciate.

Il centro storico di Danzica è il risultato di un'immensa opera di ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra che ha riportato la città all'antico splendore. 



Nei pressi di Zlota Brama e di Dlugi Targ alcuni pannelli con foto del 1945
mostrano la distruzione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Superato Dlugi Targ, attraverso la Porta Verde raggiungiamo il lungo fiume Motlawa, molto bello, ricco di locali e negozietti di souvenir. 


Il lungo fiume Motlawa lascia d'incanto in ogni momento della giornata, ma la sera acquista un fascino particolare.

Ci godiamo con estrema tranquillità questo angolo di Danzica girovagando e scattando foto da tutte (o quasi) le prospettive possibili. Pranziamo proprio qui, sul lungo fiume, fermandoci in un caratteristico chiosco a prendere una zapierkanka, una sorta di panino/bruschetta.
A questo punto attraversiamo la Porta del Pane, rientriamo nuovamente verso Glówne Miasto e per ammirare la città dall'alto saliamo i 450 scalini del campanile della Chiesa Santa Maria. 

Ulica Mariaka vista dall'alto del campanile della Chiesa Santa Maria.

Nelle vicinanze della Chiesa vi sono altre due vie assolutamente da percorrere: Ulica Mariacka e Ulica Piwna. La prima è piena di gioiellerie e bancarelle che vendono l'oro del Baltico (l’ambra). Gli antichi palazzi della via sono caratterizzati dalla presenza dell'anti soglie (pzedproza), una specie di terrazzino posto in cima a quattro-cinque gradini attraverso cui si accede alle case o botteghe.
Un bel particolare di una pzedproza in Ulica Mariacka.

Lungo Ulica Piwna, che tradotto significa via della birra, troverete in ogni momento della giornata persone sedute a sorseggiare una birra dall'aspetto che appare torbido... già... i polacchi di qui amano mischiare alla birra il succo di frutta. Un po’ scettici ci fermiamo anche noi per provare questo cocktail, che dire? Le nostre birre artigianali vincono alla grande il confronto! 

Ulica Piwna, la via della birra.

Poco più a nord della città Principale vi è il quartiere Stare Miasto che sicuramente merita una tappa. È attraversato da un canale lungo cui sorge Wielki Mlyn (il Grande Mulino) costruito ai tempi dei templari.
Nel corso della nostra vacanza attraversiamo più volte questo quartiere perché si trova lungo la strada che percorriamo per raggiungere la stazione ferroviaria. 

La chiesa di Santa Brigida famosa perché frequentata da Lech Walesa.


Il Grande Mulino (Wielki Mlyn) e una casa a graticcio nel quartiere nord Stare Miasto.


7 - 10 agosto


Dedichiamo i giorni centrali della vacanza per visitare i dintorni della città: partiamo con il treno dalla stazione Gdańsk Glówny alla scoperta delle spiagge del Baltico, della penisola di Hel, della città di Torun e del castello di Malbork... ma questo sarà il racconto di un altro post


venerdì 11 e sabato 12 agosto


Dal 1260 a Danzica nel corso della seconda settimana di agosto si tiene la fiera di San Domenico, numerose sono le bancarelle che animano per l'occasione le vie del centro offrendo sia prodotti dell'artigianato locale (primi fra tutti oggetti in ambra) sia prodotti gastronomici. La mattina del venerdì la trascorriamo proprio in fiera, girovagando tra le bancarelle incappiamo in qualche sfilata in costume o in bande musicali che animano la festa.  
Pranziamo in fiera assaggiando i bigos, un piatto tipico polacco composto da crauti e pezzetti di carne cotti a lungo e a fuoco lentissimo. 

La fontana di Nettuno con dietro la torre del palazzo del municipio in piazza Dlugi Targ.

Il pomeriggio ci rechiamo con il treno a Sopot una delle tre città che insieme a Gdańsk e Gdynia formano il conglomerato urbano detto Trójmiasto (Triplice città).
Sopot è una rinomata città balneare super frequentata dai polacchi che a quanto pare la amano molto.  Percorriamo Ulica Bohaterów, una strada con bei palazzi e ville eleganti che collega la stazione al molo. L'ingresso alla passeggiata sul molo è a pagamento, è carina ma nulla di così eccezionale. Il mare appare quasi nero... complice forse la vicinanza con la zona dei grandi cantieri navali. 

La casa storta di Sopot realizzata nel 2004.

Il faro di Sopot.

Rientriamo verso Danzica, giunti in stazione, prendiamo il tram 10 per raggiungere la zona nord dei grandi cantieri navali, tuttavia a causa di lavori/incidente il tram viene deviato e così vista anche l'ora, ormai si è fatta sera, decidiamo di rientrare verso casa. L'intenzione era quella di raggiungere un luogo simbolo per la storia del Novecento: piazza Plac Solidarność; al centro della piazza un monumento a tre croci ricorda gli operai uccisi durante gli scioperi organizzati dal sindacato Salidarność che a partire dagli anni '70 sotto la guida di Lech Walesa determinarono l'inizio della fine del regime comunista prima in Polonia e poi via via in tutti gli altri Stati del blocco sovietico. 

La stazione Gdańsk Glówny.

Tornati a casa ceniamo e ricomponiamo le nostre valigie. La mattina successiva, sabato 12 agosto salutiamo Danzica, una città profondamente segnata dalla storia del secolo scorso ma che ha saputo egregiamente rialzarsi dalle macerie. Una città che sin dal primo impatto saprà stupirvi.
Il volo del ritorno parte e atterra puntuale, giunti a Orio recuperiamo la nostra automobile e rientriamo a casa soddisfatti della vacanza appena trascorsa.

07 aprile 2019

Scalo aereo a Montreal

30 agosto 2018
Che cosa puoi fare se ti trovi a migliaia di chilometri da casa e il tuo aereo riparte dopo 12 ore? Ovviamente ne approfitti per visitare la città in cui ti trovi!
Atterriamo all'aeroporto internazionale di Montreal alle 7 del mattino, nonostante la nottata poco riposante, non ci scoraggiamo e, dopo aver fatto colazione, cerchiamo informazioni sul come raggiungere il centro.
Dopo esserci ricordate che qui si parla prevalentemente francese, troviamo aiuto da un gentilissimo addetto della STM, che ci indica la combinazione di mezzi di trasporto più comoda, ci informa che con il biglietto Occasionelle potremo viaggiare tutto il giorno, ci suggerisce anche un piccolo tour da fare e ci consiglia anche a che ora prendere la via del ritorno in base all'orario di partenza del nostro volo.
Aiuola che commemora il 55° anniversario del simbolo della metropolitana.
Raggiungiamo la fermata del bus 747 che porta in centro città, dove troviamo una lunghissima coda di viaggiatori, il primo bus è in ritardo e si riempie in un attimo, riusciamo fortunosamente a salire sul secondo solo perché non abbiamo bagagli e l'autista ci fa tagliare la fila. Dopo un viaggio che ci sembra eterno, tra autostrade e cantieri, scendiamo alla fermata Lionel-Groulx dove prendiamo la metro arancione fino a Champs-de-Mars.
Appena ci ritroviamo in superficie ci accorgiamo quanto l'atmosfera sia cambiata rispetto a Vancouver, qui si respira un'atmosfera molto simil-europea. Attraversiamo la spianata degli Champs-de-Mars e percorriamo rue Gosford fino al municipio dove ci soffermiamo ad ammirare l'architettura parigina e le aiuole.
Percorriamo rue Notre Dame, passando davanti ai tre palazzi di giustizia, fino a place d'Armes dove si trova la basilica di Notre Dame de Montreal, vista la coda per entrare e il costo del biglietto decidiamo di consultare internet per capire se ne vale la pena e dopo una breve indagine decidiamo di rinunciare per continuare la nostra passeggiata.
La facciata della basilica Notre Dame de Montreal.
Costeggiamo la basilica, percorrendo rue Saint-Sulpice per raggiungere il vecchio porto. Purtroppo il vento gelido non ci fa apprezzare a pieno i giardini, i chioschi e in generale le attrazioni di questa zona, che nelle giornate soleggiate deve essere sicuramente animata e molto frequentata.
Per riscaldarci un po' ci rifugiamo al Marché Bonsecours, il vecchio mercato cittadino che attualmente ospita un centro commerciale, alcune sale conferenze e ristoranti. Curiosiamo tra i negozi di abbigliamento e artigianato indiano e poi usciamo dall'edificio sull'acciottolata rue Saint Paul.
La cupola del Marché Bonsecours vista dal vecchio porto.
Il freddo e il susseguirsi di locali che troviamo ci ha aperto lo stomaco così ci fermiamo in una creperia per rifocillarci con delle zuppe calde.
Terminato il pranzo, ripercorriamo un tratto di rue Saint Paul fino a place Jacques-Cartier dove abbondano bancarelle di artisti e panchine per ammirare il panorama, l'atmosfera è decisamente migliorata per il vento che ha spazzato via le nuvole e ora splende un bel sole caldo.
Il comune di Montreal visto da place Jacques-Cartier.

Abbiamo ancora un po' di tempo da sfruttare prima di dover tornare in aeroporto, quindi decidiamo di riprendere la metro fino alla stazione Bonaventure per esplorare un altro angolo di città.
In questa zona, complici i grattacieli ultra moderni e le chiese seicentesche, sembra di essere a New York. Dalla fermata della metro prendiamo avenue des Canadiens-de-Montreal per ammirare la gare Windsor e la piccola chiesa anglicana Saint-Georges.
Poi attraversiamo place du Canada per entrare nella maestosa cattedrale Marie-Reine du Monde.
La cattedrale Marie-Reine du Monde.
Terminata la visita alla chiesa ci accorgiamo che sul lato opposto della strada c'è la fermata del 747, che decidiamo di prendere per tornare in aeroporto e salutare il Canada.


21 marzo 2018

R come Roma e... rugby

Dovete sapere che noi pinguine abbiamo una grande passione per il rugby, è una passione recente di cui molte regole ci sono ancora ignote ma ci stiamo applicando. In occasione del Sei Nazioni ci ritroviamo (di persona o in via telematica) per seguire le partite di Italia e Scozia.
Per quanto mi riguarda ho iniziato a seguire il rugby grazie al mio babbo e così quest’anno per la festa del papà ho regalato a tutta la famiglia i biglietti proprio per Italia-Scozia a Roma.


venerdì 16 marzo
Subito dopo pranzo prendiamo il Frecciarossa delle 14.30 da Torino Porta Susa in direzione Roma Termini. Con Trenitalia esistono delle convenzioni per chi ha il biglietto della partita, cercate nel sito, noi purtroppo non abbiamo potuto usufruirne; anche Italo ha numerosi collegamenti e tariffe vantaggiose basta partire per tempo.
Giunti a destinazione sono le 19 e, consapevoli della qualità dei bus romani, decidiamo di prendere un taxi per recarci al b&b dove alloggeremo.

Attenzione!! Davanti alla stazione sostano numerose vetture che sembrano taxi ma non fanno la corsa con tassametro, bensì a forfait. Nel nostro caso ci hanno proposto una tariffa di 35/40€ per una corsa che in realtà ci è costata 13€. Se decidete di prendere un taxi chiedete sempre una vettura con tassametro.

Per i nostri pernottamenti abbiamo scelto un grazioso b&b (ClodioRooms) che si trova a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico. Il proprietario, Vito, è un ragazzo gentilissimo e super disponibile che ci accoglie con un gran sorriso. Potete chiedergli qualunque informazione sarà preziosissimo.
Proprio su consiglio di Vito ci rechiamo a cena al Hostaria Edmondo dove troverete ottimi piatti della tradizione romana in un ambiente piccolo ma accogliente, è fondamentale la prenotazione. Nel nostro caso oltre all’atmosfera romanesca doc abbiamo potuto respirare la prima aria di Sei Nazioni, perché almeno 15 dei 30 coperti del locale erano occupati da scozzesi... qualcuno persino in kilt!

Rigatoni con coda alla vaccinara da Edmondo.

sabato 17 marzo - game day
La sveglia non è impostata ma è l'emozione a farmi aprire gli occhi, oggi si gioca!
Dopo aver fatto colazione inganniamo il tempo pre-partita facendo una passeggiata fino alle mura vaticane e poi ci rechiamo al Foro italico che goderci la festa insieme agli altri tifosi.
Prendiamo posto nello stadio e subito ci accorgiamo che nel nostro settore siamo gli unici italiani, infatti Flower of Scotland risuona potente intorno a noi, ma al momento del nostro inno non ci facciamo scoraggiare e, con le lacrime che luccicano negli occhi, cantiamo a squarciagola anche noi.
Tra fiumi di birra, kilt e tricolori ci godiamo una bella festa di sport; anche se il risultato ci lascia un po' di amaro in bocca, per dovere di cronaca l'Italia perde 27-29 negli ultimi due minuti.

Mischia nei 22 m scozzesi... perdonate la qualità della fotografia.
A fine partita, lasciamo lo stadio e, a modo nostro, trascorriamo il terzo tempo chiacchierando con alcuni scozzesi mentre ci dirigiamo verso il centro.
Nel pomeriggio girovaghiamo tra piazza del Popolo, Trinità dei monti, il Pantheon, Montecitorio e piazza Navona, ammirando per l'ennesima volta luoghi conosciuti o scoprendo nuovi gioielli, come l'Ara Pacis o la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi con gli affreschi di Caravaggio.
Qua e là, quando meno te lo aspetti, ecco spuntare un kilt e uno scozzese che, vedendo la sciarpa acquistata allo stadio, sorride e batte il cinque o si complimenta per come ha giocato la nostra nazionale... ah la magia del rugby!

Piazza del Popolo... con turisti scozzesi.

Piazza Navona al tramonto.
Dopo aver precorso quasi 15 km a piedi ci fermiamo finalmente per cenare; scegliamo il ristorante Matricianella un locale storico in zona Piazza di Spagna dove possiamo gustare primi piatti con pasta fatta in casa e i carciofi alla giudia.

Nell'autunno romano il carciofo alla giudia non può mancare.

domenica 18 marzo
Al risveglio piove a dirotto, quasi come se tutti gli scozzesi in città avessero portato il loro clima in Italia. Decidiamo di fare colazione con calma, durante la quale possiamo apprezzare un altro pregio del b&b Clodio, l'unico tavolo presente consente di scambiare qualche parola con gli altri ospiti. Nel nostro caso una simpatica coppia anglo-scozzese con cui parliamo di viaggi, cibo, meteo e ovviamente rugby.
Quando abbiamo finito di mangiare e chiuso le valigie ha finalmente smesso di piovere, così possiamo recarci fino in Vaticano per assistere all'Angelus. Prima di accedere a Piazza San Pietro lasciamo i bagagli in un comodo deposito poco distante dalla fermata della metro Ottaviano poi facciamo i controlli di sicurezza.
L'emozione di trovarsi a San Pietro è sempre grande, così come poter ascoltare le parole di papa Francesco.


Dopo aver lasciato il Vaticano, andiamo con la metro fino alla stazione Termini dove facciamo l'ultima nuova esperienza di questa breve vacanza romana... pranzo al Mercato centrale.
Sicuramente non è economico ma il vostro palato vi ringrazierà... noi abbiamo provato la focaccia farcita di Bonci una gioia per le papille gustative. Soddisfatti e rifocillati andiamo a prendere il treno che ci riporterà a casa.

27 gennaio 2018

Cracovia, per non dimenticare

Ho sempre desiderato visitare Cracovia, è un desiderio che nasce dal mio interesse per la storia della seconda guerra mondiale, dalla passione per il cinema e dall'aver ascoltato le canzoni di Guccini sin da bambina; è un desiderio che ho condiviso con i miei genitori per lungo tempo e lo scorso ottobre ho avuto la possibilità di realizzarlo proprio insieme a loro. Così un anno dopo essere stati a Berlino, grazie a un viaggio organizzato, siamo volati in Polonia.

7 ottobre 2017
La partenza è fissata per la mattina di sabato dall'aeroporto di Milano Malpensa, così dopo aver lasciato l'auto al parcheggio ci rechiamo al terminal e ci imbarchiamo. Facciamo la conoscenza dei nostri compagni di viaggio solo all'arrivo a Cracovia, tutti insieme ci trasferiamo in hotel e dopo un rapido pasto ci spostiamo con i mezzi pubblici verso il centro città.
Giunti in centro iniziamo un tour con una guida locale che ci illustrerà i monumenti principali e la storia della città, il tutto arricchito da simpatici aneddoti e curiose leggende. 
Lungo la Vistola, panorama della collina del Wawel su cui si riconoscono la cattedrale e il castello.
La nostra prima tappa è bulwar Czerwienski (come avrete capito il polacco non è proprio una lingua semplice) da cui possiamo ammirare il complesso del castello del Wawel e il lungo Vistola, che percorriamo fino ad arrivare alla statua del drago simbolo di Cracovia. La leggenda narra che in una grotta sotto il castello vivesse un drago molto ghiotto di fanciulle e che solo la furbizia di un semplice giovanotto, che imbottì di zolfo una pelle di agnello, salvò la città. 
Ogni cinque minuti circa il drago Wawel sputa fuoco.
Proseguiamo la visita risalendo la collina per ammirare la cattedrale e il cortile del castello, il quale è stato progettato da architetti italiani rinascimentali che dovettero adattare i progetti in voga nel nostro paese con le esigenze polacche. Infatti per poter avere una maggiore luce, il piano nobile è stato spostato al secondo piano e le colonne sono doppie.
Scendiamo dalla collina del Wawel per imboccare ulica Kanonicza, la via più antica della città dove, al numero 19, ha sede l'Arcivescovato in cui prestò servizio Papa Giovanni Paolo II. Continuiamo a percorrere il centro storico (quasi interamente pedonale) tra viette in acciottolato e piazze lastricate fino a raggiungere il Collegium Maius, la più antica università della Polonia. Dove dal 1491 al 1495 studiò Niccolò Copernico e dove il 6 novembre 1939 l'intero corpo docente fu deportato dai nazisti perché avevano deciso di ricominciare i corsi universitari, contravvenendo agli ordini del Reich.
Il cortile del Collegium Maius.
Mentre le ombre iniziano ad allungarsi raggiungiamo Rynek Glowny (piazza del mercato), centro culturale della città, la piazza è un enorme quadrato di 200 metri di lato con al centro la bellissima struttura del mercato coperto, una volta sede del mercato delle stoffe ora di negozietti di souvenir più o meno pregiati. Da un lato della piazza c'è la torre del municipio (unica parte rimanente, il resto è stato demolito nel 1820) e dall'altra la medioevale basilica di Santa Maria con i due campanili diversi.
Basilica di Santa Maria.
Percorriamo ancora via Florianska fino all'omonima porta, dove la guida ci saluta e il gruppo si separa per cenare e fare ritorno in hotel per la notte.

12 ottobre 2017

Un giretto nella provincia Granda

Da cuneese DOC, ho pensato di portarvi alla scoperta della mia città e dei suoi dintorni.

Prima di iniziare ci tengo a fare una cosa che non abbiamo mai fatto nei nostri post: una dedica ed è per la mia mamma. E' lei che mi ha trasmesso l'amore per i viaggi, la curiosità di visitare e scoprire posti sempre nuovi, anche i meno noti. Proprio lei mi ha insegnato che a volte andiamo tanto lontano, ma poi non conosciamo cose meravigliose che abbiamo anche a due passi da casa. Custodirò gelosamente tutte le tue riviste di viaggio già sottolineate e i tuoi appunti, sperando di farne buon uso.

Savigliano
Partiamo proprio da Savigliano, città in cui sono nata e in cui vivo. Situata in posizione strategica nella provincia Granda, è comodamente raggiungibile con l'autostrada A6 Torino-Savona (uscita Marene), o in una quarantina di minuti di treno da Torino (linea Torino-Savona o Torino-Cuneo). 
Savigliano ha dato i natali ad alcuni personaggi illustri, tra cui Santorre di Santarosa, eroe dei moti rivoluzionari del 1821, e Giovanni Schiaparelli, importante astronomo. Il punto di partenza per scoprire la città non può che essere il suo salotto, piazza Santarosa, circondata da portici che sostengono palazzi di epoca medievale in buona parte restaurati.
Piazza Santarosa a Savigliano.

Saltano subito all'occhio la torre civica, simbolo della città, e l'arco trionfale. Superato l'arco, si può raggiungere la chiesa di S. Andrea, e proseguendo sotto i portici si arriva a Palazzo Taffini. Edificato nei primi decenni del Seicento conserva pregevoli affreschi e oggi è sede del Múses, l'accademia europea delle essenze. Terminati i portici si svolta a sinistra in via Jerusalem e si raggiunge palazzo Muratori-Cravetta, da poco restaurato, in cui soggiornarono personaggi illustri, e vi morì il duca Carlo Emanuele I. Sono interessanti sia le sale interne che il giardino, recuperato su modello Rinascimentale-Manierista
Palazzo Muratori Cravetta.


Ritornati nella piazza principale, vi consiglio di imboccare via del Teatro. Sotto i portici, proprio all'angolo potreste sentite un profumino invitante: siete davanti alla storica pasticceria Scaraffia, in cui potete fare una pausa golosa facendovi tentare dai dolci o da un Paulin, aperitivo alcolico la cui ricetta è segreta! Ora continuate il tour per giungere al neoclassico teatro civico, proseguite per via Garibaldi, sede dell'università, il cui chiostro merita una sbirciatina, e arrivate alla chiesa di S. Pietro, con chiostro attiguo. Da qui in pochi minuti si può raggiungere il Museo Civico e Gipsoteca, che raccoglie opere di artisti locali. La gipsoteca dedicata a Davide Calandra, conserva modelli, bozzetti e calchi in gesso dello scultore, in particolare si può ammirare il calco del fregio per l'aula del Parlamento Italiano a Montecitorio.
Se siete stanchi di girovagare per le vie del centro, potete concedervi un po' di relax in Parco Graneris, il più grande giardino pubblico della città.
Vi piacciono le fiere? Allora venite a visitare Savigliano in primavera: a metà marzo troverete la Fiera Nazionale della Meccanizzazione agricola, con le ultime novità nel campo dell'agricoltura e un movimentato mercato, e a maggio Quintessenza, mercato di erbe, spezie e fiori per le vie del centro.
Il chiostro del monastero di San Pietro.



Racconigi

In pochi minuti d'auto o di treno da Savigliano potete raggiungere il Castello di Racconigi, residenza estiva dei Savoia, per perdervi nelle sue stanze riccamente decorate e arredate e passeggiare nel suo enorme parco.
Il Castello di Racconigi.
Saluzzo
Spostandoci invece verso le colline ai piedi delle Alpi, all'imbocco della valle Po, arriviamo a Saluzzo, famosa per il suo antico marchesato, il cui centro rappresenta un esempio di architettura medievale piemontese. 
Vi consiglio di iniziare la sua visita dalla parte bassa, passeggiando lungo Corso Italia, su cui si affaccia il Duomo, la Cattedrale Maria Vergine Assunta.
Il Duomo di Saluzzo realizzato tra la fine del '400 e l'inizio del '500.

Imboccate poi una delle numerose vie del centro storico che salgono sulla collina, per esempio via Alessandro Volta o Via Gualtieri e perdetevi nei suggestivi vicoli medievali. In piazza dei Mondagli potete anche visitare la casa natale di Silvio Pellico, illustre scrittore e patriota. La salita al castello conduce alla Castiglia, da cui si può ammirare un magnifico panorama sulla pianura. 
La Castiglia, antica fortificazione medievale, fu trasformata tra il '400 e il '500 dal Marchese Ludovico II in dimora signorile, e divenne infine una prigione utilizzata fino al 1992. Oggi è stata riqualificata e ospita il museo della civiltà cavalleresca e il museo della memoria carceraria. 
La Castiglia (foto di Elisa Dabbene).
Panorama notturno dal giro di ronda della Castiglia (foto di Elisa Dabbene)

Imboccando via S. Giovanni, una traversa della salita al castello, meritano una visita anche il Museo Civico di Casa Cavassa, edificio rinascimentale oggi trasformato in museo, e l'antica chiesa di S. Giovanni, mirabile esempio di architettura gotica con uno splendido chiostro. Nell'abside si trova la cappella funeraria dei Marchesi di Saluzzo, ma potreste trovarla chiusa in quanto alcuni studiosi stanno cercando di risolvere il mistero delle tombe: all'interno del monumento funebre di Ludovoco II sono stati trovati 7 crani e molte ossa!
La Chiesa di San Giovanni a Saluzzo, un bell'esempio di architettura gotica.

Bra
Se ci lasciamo le montagne alle spalle e ci spostiamo verso est, merita una tappa la città di Bra. Il suo centro storico si sviluppa su un territorio collinare, sulla cui sommità più alta sorge la Zizzola, costruzione a pianta ottagonale, simbolo della città. Una serie di vicoli caratteristici collegano la parte bassa, ricca di locali molto frequentati, con quella alta, dove si trovano i principali monumenti storici. Quelli degni di nota sono Palazzo Mathis, sede di mostre ed eventi culturali e Palazzo Traversa, edificio tardogotigo che ha subito successivi rimaneggiamenti, oggi sede del Museo civico di Archeologia e storia dell'Arte. A Bra si trova anche il più importante museo di Storia Naturale della provincia di Cuneo, il Museo Craveri. Molto particolare e curioso per grandi e piccini è il Museo del Giocattolo, che espone pezzi dalla fine del '700 agli anni '60 del '900. 
Passeggiata sulla rocca di Bra.

Palazzo Traversa a Bra.

Se siete amanti della movida notturna fate un salto a Bra tra la fine di maggio e l'inizio di luglio, tutti i venerdì sera troverete gli aperitivi in Consolle: le vie del centro si animano per l'apericena con dj e musica dal vivo.
Invece gli appassionati di gastronomia non possono perdere l'appuntamento con Cheese, la biennale del formaggio. Ogni due anni infatti i migliori "artigiani" del formaggio provenienti da ogni parte del mondo si incontrano per presentare i loro prodotti.

Cuneo
Il tour in provincia Granda non può non concludersi nel suo capoluogo: Cuneo. La città prende il nome dalla forma dell'altopiano su cui sorge, un triangolo con un vertice che guarda la pianura e gli altri due adagiati verso le splendide montagne che la circondano. Il nucleo più antico della città è caratterizzato da un impianto a scacchiera che parte da Piazza Torino, uno dei vertici del cuneo, e segue la via principale, via Roma, fino alla scenografica Piazza Galimberti. Da entrambi i lati sorgono portici, quelli più antichi più bassi e bui, che diventano più alti man mano che ci si sposta verso la piazza, e proseguono oltre, lungo via Nizza, creando un percorso di circa 8 km che permette ai cuneesi di passeggiare anche nelle giornate piovose. Sulla strada principale si affacciano i palazzi e le chiese più antiche. Merita una deviazione il quartiere di Contrada Mondovì, che ha mantenuto il fascino del passato, con il ghetto ebraico e la Sinagoga. Dove una volta sorgevano le mura della città oggi vi sono parchi e viali, come il famoso viale Angeli, che collega il centro al santuario di Madonna degli Angeli, e fanno di Cuneo la "Capitale verde del Piemonte".
L'animata via Roma a Cuneo (Foto di Marco Angelo Dal Dosso).

Il martedì via Roma e Piazza Galimberti si animano grazie alle numerose bancarelle del mercato, frequentato anche da tantissimi francesi.
Se volete evadere dalle atmosfere cittadine potete intrattenervi con le attività proposte dal Parco Fluviale Gesso e Stura, la cui sede è sulle sponde del fiume Gesso.
A metà ottobre si tiene la Fiera nazionale del Marrone, vetrina delle eccellenze enogastronomiche e delle antiche tradizioni del cuneese.
In estate da qualche anno si svolge l'Illuminata: con istallazioni luminose a suon di musica.
Le installazioni luminose dell'Illuminata in via Roma (foto di Elisa Dabbene).


La provincia di Cuneo non è caratterizzata solo da città e paesi da scoprire, ma anche svariate aree di interesse naturalistico e paesaggistico. Per gli amanti della montagna e della vita all'aria aperta le numerose vallate alpine offrono la possibilità di passeggiate e trekking con percorsi più o meno impegnativi, alla scoperta di borgate alpine, parchi naturali, rifugi, laghi, il tutto immerso in splendidi panorami.
Impossibile poi non perdersi tra le colline vitivinicole di Langhe e Roero, entrati a far parte del patrimonio mondiale dell'Unesco.

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