Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post

17 novembre 2019

I dintorni di Danzica

Nell'estate 2017 Kowalski, in compagnia di Fabio, sceglie di trascorrere qualche giorno di vacanza in Polonia, più precisamente a Danzica e dintorni.
Di Danzica abbiamo già parlato in un precedente post, qui di seguito invece racconteremo brevemente quattro gite giornaliere fatte per visitare: Toruń, il castello di Malbork, il Parco delle dune mobili di Slowiński e la penisola di Hel sul Mar Baltico.

TORUŃ - lunedì 7 agosto 2017

Per recarci a Toruń prendiamo l'intercity delle 7:55 dalla stazione centrale di Danzica (Gdasńk Glówny) con un cambio treno in una cittadina dal nome con tante consonanti e una sola vocale, quindi per noi abbastanza impronunciabile... Bydgoszcz. Arriviamo a destinazione alle 10:50 e dalla stazione di Toruń prendiamo un bus che in 15 minuti porta in centro.

Toruń: la piazza del municipio e Ulica Szroka.

Toruń è una delle poche città polacche i cui edifici sono "sopravvissuti" alla pesante distruzione della Seconda Guerra Mondiale.
La città medievale fu fondata nel 1233 dai cavalieri teutonici, dal 1997 è patrimonio UNESCO. Il centro storico circondato ancora in parte da mura medioevali si visita tranquillamente a piedi in una giornata. 
Iniziamo il tour di visita percorrendo Ulica Szroka, la via principale del passeggio cittadino che attraversa la città vecchia e lungo la quale si affacciano bei palazzi e la piazza del mercato vecchio Rynek Staromejski con il municipio Ratusz, forse l'edificio più bello della città. Di fianco al municipio vi è la statua di Copernico, nato proprio qui a Toruń. Al numero 15/17 di Ulica Kopernika si trova la casa natale dello scienziato.

La statua di Niccolò Copernico.

I bei palazzi di Ulica Szeroka.

Dall'altra parte rispetto al mercato vecchio, al fondo di Ulica Szeroka sulla sinistra attraversiamo la piazza del mercato nuovo svoltiamo poi a destra verso il lungo fiume Vistola che percorriamo, tornando indietro, sino più o meno all'altezza di Ulica Zeglarska. Qui al n. 27 entriamo in un negozio e facciamo scorta di pierniki, i biscotti al panpepato tipici di Toruń che si sfornano secondo un'antichissima ricetta sin dalle origini della città.

Scorta di pierniki.

Lungo fiume Vistola.

Se vi capita non mancate inoltre di assaggiare i pieroghi fritti, una specie di grossi pansotti ripieni nei modi più svariati, dai salati di carne, pesce e verdure a quelli dolci; vengono serviti all'interno di cartoncini arrotolati a forma di cono per gustarli anche passeggiando.

Decidiamo di tornare a piedi verso la stazione, con una passeggiata di circa 40 minuti, percorriamo il ponte che attraversa il fiume e da qui ammiriamo per un'ultima volta la città di Toruń che al tramonto si specchia nelle acque della Vistola.

La città di Toruń dal ponte sulla Vistola.


Castello di Malbork - martedì 8 agosto 2017

Il castello di Malbork, patrimonio UNESCO dal 1997, dista circa 50 km da Danzica.
Alle ore 9:06 eccoci sul treno regionale diretto a Elblag; noi però scenderemo prima, a Malbork appunto. Dalla stazione al castello vi sono circa ancora 10 minuti di passeggiata.

La stazione di Malbork.

Il castello costruito, interamente in mattoni rossi, quasi ottocento anni fa dall'Ordine del cavalieri Teutonici è davvero enorme. Per la visita consigliamo, così come abbiamo fatto noi, di prendere le audioguide e seguire il percorso che dura circa 3 ore; naturalmente la visita potrà essere gestita secondo i propri interessi, soffermandosi quindi nelle parti che più interessano.

Il castello di Malbork sul fiume Nogat.

Il complesso è costituito da: Zamek Niski (castello Basso), Zamek Sredi (castello di mezzo) proseguendo oltre, tra cortili interni, ampie sale e cinta murarie si raggiunge Zamek Wysoky (castello Alto) la parte più antica. Il complesso costituiva una vera e propria città che nel medioevo arrivò a ospitare più di mille persone tra cavalieri, monaci, servitù, ospiti e mercenari chiamati a combattere al fianco dei cavalieri. Intorno al 1400 il dominio dell'ordine ebbe fine e il castello passò sotto il controllo del re e dei principi polacchi, poi alla Prussia. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu occupato dai nazisti forse anche per via della fama di castello inespugnabile e subì pesanti bombardamenti a opera dei sovietici.

Le mura più esterne del castello di Malbork.

Parco nazionale delle dune di Slowinski - mercoledì 9 agosto 2017

Questa mattina sveglia all'alba per prendere il treno delle 6:30 diretto a Leba, cittadina che in realtà non è la nostra meta, noi ci dirigeremo verso il Parco Nazionale delle dune mobili più alte d'Europa!
Il viaggio in treno procede bene, tra un sonnellino e uno sguardo fuori dal finestrino per controllare le stazioni che scorrono. Fuori il paesaggio è caratterizzato da una campagna a tratti paludosi con piccole casette circondate da orti. 
Dopo circa 2 ore di viaggio e un cambio treno a Lebork, alle 8:30 arriviamo a Leba che si presenta una cittadina anonima e semideserta.
Per raggiungere il parco in teoria dovrebbero esserci dei pulmini, che noi non troviamo e così decidiamo di incamminarci verso l'ingresso del parco che non appare indicato in nessun cartello, esisterà?
Fiduciosi ci affidiamo alle preziose indicazioni della guida Lonely Planet che indica di seguire per Rabka. Percorriamo circa 3 km immersi in una bellissima pineta sino a quando Fabio non avvista finalmente l'ingresso. Dopo aver percorso ancora un pezzo di strada comodamente seduti su un trenino elettrico, scaliamo a piedi quasi in solitaria le dune. Giunti in cima lo spettacolo che appare davanti ai nostri occhi ci ripaga della levataccia: le nuvole sembrano aprirsi e con l'azzurro del cielo il bianco della sabbia risalta ancor di più in un gioco di colori e contrasti stupendo.

Le dune del parco di Slowinski.

Ciottoli colorati sulla spiaggia del parco.

Dopo qualche ora trascorsa in tutta tranquillità passeggiando sulla spiaggia caratterizzata da una bianca sabbia e da bei ciottoli colorati decidiamo di tornare indietro verso Leba che appare come un'altra località rispetto a quella tranquilla e semi deserta di poche ore prima. Ora infatti è piena di turisti e le saracinesche dei diversi negozi di souvenir sono tutte alzate. Pare quasi di essere in una cittadina della riviera romagnola nel mese di agosto.
Nel caos di Leba, il piccolo porto conserva un sapore antico, con le vecchie barche dei pescatori intenti a sbrigliare le reti e a preparare le imbarcazioni per la prossima uscita in mare.

Il piccolo porto di Leba.

Penisola di Hel - giovedì 10 agosto 2017

Sono le 8:30 e il traghetto per Hel ha appena lasciato l'attracco a Gdansk. ll viaggio durerà più o meno un paio d'ore. La penisola di Hel verso cui siamo diretti è una stretta e lunga lingua di terra, larga da 100 m (nei punti più stretti!) a 3 km. 
Con il traghetto attracchiamo nell'estremità sud della penisola, nel paese di Hel (da cui prende appunto il nome). Si tratta di un luogo da girare senza un preciso itinerario, non vi sono infatti edifici o particolari attrazioni turistiche, il consiglio è quello di passeggiare in tutta tranquillità immergendovi nella pineta, lasciandovi guidare e attrarre dal profumo di mare che esce dai ristoranti.
Il faro di Hel, punto ideale dal quale godere di un'ottima vista sull'intera penisola di Hel.

Per pranzo ci fermiamo al Kutter, una graziosa taverna caratterizzata da tavoli in legno, al fondo della sala vi è un grande acquario posto dentro a una barchetta di legno, appesi al soffitto e alle pareti vi sono vecchie reti e attrezzi per la pesca. Il personale indossa graziosi abiti bianchi e azzurri tipici della Cassubia.

Piatto di golabki.

Dopo pranzo prendiamo al volo un treno locale per tornare verso Danzica, facciamo una tappa intermedia a Jastarnia, un piccolo villaggio di pescatori, caratterizzato da un porticciolo in cui sono ormeggiate bellissime barche dai colori vivaci e accesi perfettamente restaurate. Qui a Jastarnia ci concediamo ben un paio d'ore di vita da spiaggia... stendiamo quindi i nostri asciugamani e tiriamo fuori il freesbe onde evitare di stare fermi per troppo tempo... di fare il bagno non se ne parla proprio... il Mar Baltico risulta troppo freddo per i nostri standard!
Il porto del villaggio di Jastarnia.


Le belle barche di Jastarnia.

Ripartiamo salendo su un treno regionale strapieno diretto a Gadańsk Glowny. Lungo il percorso abbiamo ancora modo di ammirare paesaggi pittoreschi, in alcuni punti il mare è visibile da entrambi i lati: a sinistra vi è il mare del golfo di Danzica e a destra il Mar Baltico.



Consigli in pillole

Pernottamenti. Come già precedentemente detto, abbiamo scelto di dormire in un appartamento (Old Town Veranda Apartment) prenotato tramite airbnb, situato in una tipica casa di Danzica. Si è rivelata un'ottima soluzione, comoda per raggiungere a piedi sia il centro sia la stazione.

Trasporti. Il centro di Danzica si visita tranquillamente a piedi. Per raggiungere i dintorni o vi affidate ai treni, così come abbiamo fatto noi, oppure se preferite potrete affittare un'automobile.
I treni locali sono un po' vintage, ma comunque ben tenuti.

Moneta. In Polonia non c'è ancora l'euro, la moneta locale è lo zlóty. A oggi (novembre 2019) uno zlóty vale circa poco più di 20 centesimi di euro, con una cambio quindi a noi favorevole.
Monete di zlóty.

A tavola. Per quel che abbiamo avuto modo di provare il cibo polacco, o comunque di questa regione della Polonia, non è molto vario, nonostante ciò alcuni piatti vale la pena di gustarli in tutta tranquillità, per esempio non mancate di assaggiare:
- i bigos, il più antico piatto polacco, è uno stufato di carni varie cotto lentamente con crauti bianchi e viola, con l'aggiunta di prugne e pere secche, ginepro e spezie varie.

Bigos, funghi e wuster.

golabki involtini di cavolo ripieni di carne e di riso.

Golabki.

- pieroghi, ravioli salati o dolci ripieni.
- pierniki, sono i biscotti tipici di Torun.
- zuppe varie
- nei piccoli villaggi di pescatori troverete certamente del buon pesce.
Un piatto di salmone e patatine che mi ha proprio soddisfatto!

Nel bicchiere. Naturalmente la wodka e le birre (piwo). Tra le birre commerciali la più buona a nostro giudizio è la Warka, tra le birre artigianali citiamo la Malborskie provata a Malbork.

Locali. Tra quelli in cui siamo stati vi segnalo:
- la Tawerna Mestwin di Danzica in Ulica Straganiarska 20/23
- il Kutter di Hel in Ulica Wiejska
- il Lamus birreria con birre artigianali polacche, frequentato in particolare dai giovani di Danzica, si trova in Lawendowa 8, con ingresso da Ulica Straganiarska

Guide turistiche. Ormai nell'era degli smartphone sempre in mano, per alcuni potrebbero risultare superflue... io personalmente le porto sempre con me, in questo caso eravamo forniti sia della guida del Touring Editore sia della guida Lonely Planet.



14 aprile 2019

Danzica: una città da scoprire sulle coste del mar Baltico


È tempo di ponti, di weekend lunghi e perché no è quasi ora di pensare seriamente alle vacanze estive... e allora le Pinguine tornano con il racconto di un viaggio fatto due estati fa che potrebbe ispirarvi verso nuove mete.


sabato 5 agosto


La prima giornata della vacanza è dedicata al viaggio. Il volo da Orio al Serio atterra puntuale alle 18:00 all'aeroporto Lech Walesa di Danzica: abbiamo lasciato l'Italia e i 40 °C che caratterizzavano il clima dei primi giorni di agosto dell'estate 2017. Giunti in Polonia ci accoglie un clima piacevole, fresco e ventilato con la metà dei gradi... evviva si respira!

Kowalski e Fabio scelgono di visitare le coste meridionali del mar Baltico alla scoperta di una città e di una regione (la Pomenaria) forse ancora fuori dagli itinerari turistici più battuti. 


Un caratteristico scorcio di Danzica.

Dall'aeroporto prendiamo il bus 101 che ci porta alla stazione centrale di Danzica, da qui in 5-10 minuti a piedi raggiungiamo la nostra base: un appartamento affittato tramite airbnb. Ormai è sera e un po’ stanchi del viaggio decidiamo di cenare in casa.


domenica 6 agosto


È domenica mattina e mentre la città pian piano si risveglia noi curiosi e carichi di entusiasmo usciamo di casa. In 10 minuti di passeggiata raggiungiamo Zlota Brama (la Porta d'Oro), praticamente l'ingresso al quartiere Glówne Miasto (la città Principale). 

Zlota Brama (la Porta d'Oro) e il primo tratto di Ulica Dluga.

Il centro storico di Gdańsk (Danzica in polacco) ci stupisce subito con un'architettura che ricorda quella tipica dei Paesi Bassi.
Percorriamo Ulica Dluga (Via Lunga) una delle più belle vie della città che collega Zlota Brama al lungo fiume Motlawa, attraversando Dlugi Targ la piazza del Mercato Lungo. La magnifica Ulica Dluga, lunga circa 2 km, è un susseguirsi di palazzi, alti e stretti con frontoni variamente decorati e dipinti. 

La piazza del Mercato Lungo con al centro la fontana di Nettuno e sul perimetro le tipiche case dalle belle facciate.

Il centro storico di Danzica è il risultato di un'immensa opera di ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra che ha riportato la città all'antico splendore. 



Nei pressi di Zlota Brama e di Dlugi Targ alcuni pannelli con foto del 1945
mostrano la distruzione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Superato Dlugi Targ, attraverso la Porta Verde raggiungiamo il lungo fiume Motlawa, molto bello, ricco di locali e negozietti di souvenir. 


Il lungo fiume Motlawa lascia d'incanto in ogni momento della giornata, ma la sera acquista un fascino particolare.

Ci godiamo con estrema tranquillità questo angolo di Danzica girovagando e scattando foto da tutte (o quasi) le prospettive possibili. Pranziamo proprio qui, sul lungo fiume, fermandoci in un caratteristico chiosco a prendere una zapierkanka, una sorta di panino/bruschetta.
A questo punto attraversiamo la Porta del Pane, rientriamo nuovamente verso Glówne Miasto e per ammirare la città dall'alto saliamo i 450 scalini del campanile della Chiesa Santa Maria. 

Ulica Mariaka vista dall'alto del campanile della Chiesa Santa Maria.

Nelle vicinanze della Chiesa vi sono altre due vie assolutamente da percorrere: Ulica Mariacka e Ulica Piwna. La prima è piena di gioiellerie e bancarelle che vendono l'oro del Baltico (l’ambra). Gli antichi palazzi della via sono caratterizzati dalla presenza dell'anti soglie (pzedproza), una specie di terrazzino posto in cima a quattro-cinque gradini attraverso cui si accede alle case o botteghe.
Un bel particolare di una pzedproza in Ulica Mariacka.

Lungo Ulica Piwna, che tradotto significa via della birra, troverete in ogni momento della giornata persone sedute a sorseggiare una birra dall'aspetto che appare torbido... già... i polacchi di qui amano mischiare alla birra il succo di frutta. Un po’ scettici ci fermiamo anche noi per provare questo cocktail, che dire? Le nostre birre artigianali vincono alla grande il confronto! 

Ulica Piwna, la via della birra.

Poco più a nord della città Principale vi è il quartiere Stare Miasto che sicuramente merita una tappa. È attraversato da un canale lungo cui sorge Wielki Mlyn (il Grande Mulino) costruito ai tempi dei templari.
Nel corso della nostra vacanza attraversiamo più volte questo quartiere perché si trova lungo la strada che percorriamo per raggiungere la stazione ferroviaria. 

La chiesa di Santa Brigida famosa perché frequentata da Lech Walesa.


Il Grande Mulino (Wielki Mlyn) e una casa a graticcio nel quartiere nord Stare Miasto.


7 - 10 agosto


Dedichiamo i giorni centrali della vacanza per visitare i dintorni della città: partiamo con il treno dalla stazione Gdańsk Glówny alla scoperta delle spiagge del Baltico, della penisola di Hel, della città di Torun e del castello di Malbork... ma questo sarà il racconto di un altro post


venerdì 11 e sabato 12 agosto


Dal 1260 a Danzica nel corso della seconda settimana di agosto si tiene la fiera di San Domenico, numerose sono le bancarelle che animano per l'occasione le vie del centro offrendo sia prodotti dell'artigianato locale (primi fra tutti oggetti in ambra) sia prodotti gastronomici. La mattina del venerdì la trascorriamo proprio in fiera, girovagando tra le bancarelle incappiamo in qualche sfilata in costume o in bande musicali che animano la festa.  
Pranziamo in fiera assaggiando i bigos, un piatto tipico polacco composto da crauti e pezzetti di carne cotti a lungo e a fuoco lentissimo. 

La fontana di Nettuno con dietro la torre del palazzo del municipio in piazza Dlugi Targ.

Il pomeriggio ci rechiamo con il treno a Sopot una delle tre città che insieme a Gdańsk e Gdynia formano il conglomerato urbano detto Trójmiasto (Triplice città).
Sopot è una rinomata città balneare super frequentata dai polacchi che a quanto pare la amano molto.  Percorriamo Ulica Bohaterów, una strada con bei palazzi e ville eleganti che collega la stazione al molo. L'ingresso alla passeggiata sul molo è a pagamento, è carina ma nulla di così eccezionale. Il mare appare quasi nero... complice forse la vicinanza con la zona dei grandi cantieri navali. 

La casa storta di Sopot realizzata nel 2004.

Il faro di Sopot.

Rientriamo verso Danzica, giunti in stazione, prendiamo il tram 10 per raggiungere la zona nord dei grandi cantieri navali, tuttavia a causa di lavori/incidente il tram viene deviato e così vista anche l'ora, ormai si è fatta sera, decidiamo di rientrare verso casa. L'intenzione era quella di raggiungere un luogo simbolo per la storia del Novecento: piazza Plac Solidarność; al centro della piazza un monumento a tre croci ricorda gli operai uccisi durante gli scioperi organizzati dal sindacato Salidarność che a partire dagli anni '70 sotto la guida di Lech Walesa determinarono l'inizio della fine del regime comunista prima in Polonia e poi via via in tutti gli altri Stati del blocco sovietico. 

La stazione Gdańsk Glówny.

Tornati a casa ceniamo e ricomponiamo le nostre valigie. La mattina successiva, sabato 12 agosto salutiamo Danzica, una città profondamente segnata dalla storia del secolo scorso ma che ha saputo egregiamente rialzarsi dalle macerie. Una città che sin dal primo impatto saprà stupirvi.
Il volo del ritorno parte e atterra puntuale, giunti a Orio recuperiamo la nostra automobile e rientriamo a casa soddisfatti della vacanza appena trascorsa.

06 agosto 2017

Benvenuti in Cornovaglia

4 agosto 2017
Il volo da Malpensa arriva con 30 minuti di anticipo rispetto all'orario, quindi alle 11.30 siamo già in possesso dei nostri bagagli e alla ricerca del desk Europcar al terminal Sud dell'aeroporto di London Gatwick. Per chi, come noi, dovesse atterrare al terminal Nord, esiste anche qui un desk nella hall degli arrivi, ma oggi non era attivo. Ritirata l'auto, ci dirigiamo in direzione nord sulla M25 (il "raccordo anulare" di Londra) con l'intenzione di visitare Bath, prima di raggiungere il nostro alloggio a Bodmin. Ben presto, bloccate nel traffico immobile, capiamo che la nostra idea non è realizzabile, quindi anticipiamo lo spostamento verso ovest imboccando la M3.
Pessima mossa: l'autostrada presto diventa una strada a scorrimento veloce con doppia carreggiata alternata. Ed è congestionata dal traffico! Unico pregio della giornata è stata la vista di Stonehenge fermi in coda sulla A303.
Dopo più di 5 ore di viaggio, disperate, cerchiamo di riprendere l'autostrada vicino a Exeter e finalmente raggiungiamo il nostro alloggio, a Bodmin! Situato al di sopra del Woods cafè, il cottage è immerso nel verde di Cardinham Woods. Ci accoglie una lieve pioggia ma siamo troppo felici di aver finalmente raggiunto la meta per rendercene conto!

Il nostro alloggio: Woods cafè.