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07 aprile 2019

Scalo aereo a Montreal

30 agosto 2018
Che cosa puoi fare se ti trovi a migliaia di chilometri da casa e il tuo aereo riparte dopo 12 ore? Ovviamente ne approfitti per visitare la città in cui ti trovi!
Atterriamo all'aeroporto internazionale di Montreal alle 7 del mattino, nonostante la nottata poco riposante, non ci scoraggiamo e, dopo aver fatto colazione, cerchiamo informazioni sul come raggiungere il centro.
Dopo esserci ricordate che qui si parla prevalentemente francese, troviamo aiuto da un gentilissimo addetto della STM, che ci indica la combinazione di mezzi di trasporto più comoda, ci informa che con il biglietto Occasionelle potremo viaggiare tutto il giorno, ci suggerisce anche un piccolo tour da fare e ci consiglia anche a che ora prendere la via del ritorno in base all'orario di partenza del nostro volo.
Aiuola che commemora il 55° anniversario del simbolo della metropolitana.
Raggiungiamo la fermata del bus 747 che porta in centro città, dove troviamo una lunghissima coda di viaggiatori, il primo bus è in ritardo e si riempie in un attimo, riusciamo fortunosamente a salire sul secondo solo perché non abbiamo bagagli e l'autista ci fa tagliare la fila. Dopo un viaggio che ci sembra eterno, tra autostrade e cantieri, scendiamo alla fermata Lionel-Groulx dove prendiamo la metro arancione fino a Champs-de-Mars.
Appena ci ritroviamo in superficie ci accorgiamo quanto l'atmosfera sia cambiata rispetto a Vancouver, qui si respira un'atmosfera molto simil-europea. Attraversiamo la spianata degli Champs-de-Mars e percorriamo rue Gosford fino al municipio dove ci soffermiamo ad ammirare l'architettura parigina e le aiuole.
Percorriamo rue Notre Dame, passando davanti ai tre palazzi di giustizia, fino a place d'Armes dove si trova la basilica di Notre Dame de Montreal, vista la coda per entrare e il costo del biglietto decidiamo di consultare internet per capire se ne vale la pena e dopo una breve indagine decidiamo di rinunciare per continuare la nostra passeggiata.
La facciata della basilica Notre Dame de Montreal.
Costeggiamo la basilica, percorrendo rue Saint-Sulpice per raggiungere il vecchio porto. Purtroppo il vento gelido non ci fa apprezzare a pieno i giardini, i chioschi e in generale le attrazioni di questa zona, che nelle giornate soleggiate deve essere sicuramente animata e molto frequentata.
Per riscaldarci un po' ci rifugiamo al Marché Bonsecours, il vecchio mercato cittadino che attualmente ospita un centro commerciale, alcune sale conferenze e ristoranti. Curiosiamo tra i negozi di abbigliamento e artigianato indiano e poi usciamo dall'edificio sull'acciottolata rue Saint Paul.
La cupola del Marché Bonsecours vista dal vecchio porto.
Il freddo e il susseguirsi di locali che troviamo ci ha aperto lo stomaco così ci fermiamo in una creperia per rifocillarci con delle zuppe calde.
Terminato il pranzo, ripercorriamo un tratto di rue Saint Paul fino a place Jacques-Cartier dove abbondano bancarelle di artisti e panchine per ammirare il panorama, l'atmosfera è decisamente migliorata per il vento che ha spazzato via le nuvole e ora splende un bel sole caldo.
Il comune di Montreal visto da place Jacques-Cartier.

Abbiamo ancora un po' di tempo da sfruttare prima di dover tornare in aeroporto, quindi decidiamo di riprendere la metro fino alla stazione Bonaventure per esplorare un altro angolo di città.
In questa zona, complici i grattacieli ultra moderni e le chiese seicentesche, sembra di essere a New York. Dalla fermata della metro prendiamo avenue des Canadiens-de-Montreal per ammirare la gare Windsor e la piccola chiesa anglicana Saint-Georges.
Poi attraversiamo place du Canada per entrare nella maestosa cattedrale Marie-Reine du Monde.
La cattedrale Marie-Reine du Monde.
Terminata la visita alla chiesa ci accorgiamo che sul lato opposto della strada c'è la fermata del 747, che decidiamo di prendere per tornare in aeroporto e salutare il Canada.


24 marzo 2019

A passeggio per Vancouver

Dopo una lunghissima pausa di pubblicazione abbiamo deciso di tornare alla grande con il diario di viaggio della vacanza estiva di Skipper e Rico a Vancouver, nella regione del British Columbia in Canada.

21 agosto  2018
Di buon mattino inizia la nuova avventura, partendo dal campo base dei genitori di Rico in Costa Azzurra: Rico, Skipper e la nuova recluta Francesca lasciano l'Europa dall'aeroporto di Nizza in direzione Vancouver. 
Dopo aver effettuato il check-in e aver abbandonato i bagagli sul nastro trasportatore, c'è tutto il tempo per lasciarsi affascinare dal sorgere del Sole sul mare della baia di Nizza e fare una colazione burrosa in pieno stile francese. 
Sorge il sole sull'aeroporto Nice Cote d'Azur e inizia una nuova avventura.

Appena imbarcate sul velivolo della compagnia AirCanada Rouge, ecco il primo imprevisto della giornata: niente schermi. Per un volo di più di 8 ore, non avere film da guardare se non scaricando la app su un dispositivo personale fa diventare lunga l'idea del viaggio. Poco dopo ecco il secondo imprevisto: volo in ritardo. La causa? Bagagli smarriti a quanto pare. Pazienza. L'equipaggio passa tra i sedili fornendo poche informazioni ma copiose dosi di acqua. Una volta in volo si trova il modo di far passare il tempo tra qualche pisolino, i pasti, il diario di bordo e le parole crociate.
Atterriamo a Montréal per lo scalo; molti passeggeri sono stati riproiettati su nuovi voli a causa del ritardo. Ma a noi va bene. C'è tutto il tempo per passare i controlli della dogana canadese, fare tappa bagno, chiamare casa ed è di nuovo ora di imbarcarsi. Il secondo volo, di poco più di 5 ore, trascorre rapido tra un paio di film (ebbene sì, abbiamo gli schermi) e un pisolino. 
Giunte a Vancouver, recuperiamo i bagagli senza dover passare altri controlli doganali e in men che non si dica siamo fuori dall'aeroporto. C'è una luce strana ma non ci facciamo caso. 
Cerchiamo un taxi per raggiungere la nostra casa per la settimana, nella zona residenziale ed ecco che arriva il primo dei nostri suggerimenti. Non siamo abituate a servirci dei taxi quindi è stato un nostro errore, ma sappiate che per le varie zone di Vancouver ci sono delle tariffe prefissate. Assicuratevi di informare il vostro tassista che ne siete al corrente prima di prendere il taxi.

22 agosto 2018
Dopo essere crollate nei letti ieri sera, oggi ci svegliamo pimpanti e pronte a scoprire la città. Prima di avventurarci in centro città, però conosciamo Crystal, la nostra host, che viene a farci visita e a cui abbiamo portato, per mezzo di Rico, un souvenir da Torino 2006, "da una città olimpica ad un'altra". Dopo di che cerchiamo un supermercato per comprare frutta, verdura e altro pianificando a grandi linee i nostri primi giorni qui a Vancity. Ci accorgiamo subito che i prezzi per formaggi, frutta e verdura sono improponibili, quindi scegliamo con oculatezza. Nel supermercato è inoltre possibile acquistare la Compass Card, la tessera da usare per i mezzi pubblici. Una volta riposta a casa la spesa siamo pronte a partire.
Non controlliamo quale dei due bus vicini a casa sia quello che ci serve, ma ci dirigiamo verso la fermata più vicina. Una volta sul bus sorge il dubbio, dopo aver visto il globo di Science World allontanarsi. Chiediamo quindi informazioni e la gentile autista ci dice di scendere in Chinatown e ci dà indicazioni sul nuovo mezzo da prendere. Ci sembra uno spreco però, perciò proseguiamo a piedi verso la nostra meta, che è molto più vicina di quanto ci avevano detto. 
Scienze World è affascinante: già all'esterno è possibile giocare con alcuni esperimenti di diversi settori, quindi possiamo solo immaginare quanto sia divertente all'interno. Suoniamo strumenti realizzati con vecchie boe che ricordano una steel drum, scopriamo la stratificazione del suolo con un modellino e giochiamo con le chiuse in un altro.
Tra un gioco e l'altro, Rico continua a guardarsi intorno sorridendo, ancora non riesce a credere di essere nella città in cui vengono girate alcune delle serie tv che ama di più e che la costruzione di fronte a Science World sia proprio lo STAR Labs di The Flash (anche se in realtà è lo stadio cittadino).
Science World e sullo sfondo lo stadio.

24 giugno 2018

Un salto nella terra dei canguri - la famiglia e Canberra

L'Australia è lontana. Molto lontana. Ma se la mia unica e adorata sorella ci abita e decide di celebrare lì il suo (primo) matrimonio, cosa pensate che abbia fatto? Ho impacchettato genitori e me stessa e sono volata da lei e dal mio futuro cognato!

14 dicembre 2016
Lasciata l'auto in uno dei soliti parcheggi con navetta nei pressi di Milano Malpensa, ceniamo con toast e cappuccino, per entrare da subito nello spirito del viaggio, mentre attendiamo il volo. A causa della nebbia, la partenza è ritardata di una mezz'ora, ma sia io che i miei genitori siamo così emozionati che non ci lasciamo condizionare.

15 dicembre 2016
Le sei ore del primo volo sino ad Abu Dhabi trascorrono in fretta. L'aeroporto è sobrio, niente oro nei bagni e niente cammelli per trasportare i passeggeri dall'aeromobile all'aeroporto. 
Attenzione: le aree di attesa davanti ai gate sono libere finché non si avvicina l'ora dell'imbarco. Allora bisogna uscire e presentare nuovamente documenti e bagagli per l'ispezione. 
Su questo secondo volo viaggiamo tutti e tre separati, ma riesco a scambiare il mio posto con un posto corridoio, così posso andare spesso a visitare i miei. Trascorro il volo tra film, cibo (che ad un certo punto inizio a rifiutare a meno che non si tratti di frutta) e chiacchiere con i miei vicini di sedile britannici.

Il mio primo diario in solitaria
16 dicembre 2016
Che volo lungo! Il primo impatto con Sydney (e la famigerata Airport Security) è positivo: ci consentono di procedere ai controlli tutti e tre insieme e una volta fuori la temperatura è mite, a causa della pioggia. Clelia e Jonathan ci vengono a prendere in auto ma a causa del traffico non attraversiamo il famoso ponte sulla baia. Una volta sistemati a Willoughby e dopo aver fatto un primo pisolino, seguiamo gli sposi nella vicina Chatswood per gli ultimi acquisti prima del grande giorno e pranziamo in un ristorante Thai, dove ci raggiungono la mamma dello sposo e un'amica, impegnate a preparare i fiori. La giornata si conclude molto presto, dato che siamo esausti e scombussolati dal jet lag.
Chatswood


17 dicembre 2016

Improvvisamente mi sono resa conto di essere dall'altra parte del mondo: ero a testa in giù, davanti alla baia che fino a quel momento era solo un'immagine nei documentari.

Baia di Sydney vista da sotto l'Harbour Bridge

Trascorriamo la mattina passeggiando nel parco di North Sydney, lasciandoci sopraffare dal cielo, dai profumi, dalla massiccia struttura del ponte e prendendoci il tempo per essere famiglia davanti ad un caffé.

Trascorriamo il pranzo e il pomeriggio di nuovo a Chatswood, tra i suoi centri commerciali e negozi. Sperimentiamo Yam Cha, il tradizionale brunch cinese, in cui i camerieri girano per il ristorante con carrelli colmi di cibo, da cui si sceglie cosa condividere alla propria tavola. Usciti con la pancia più che piena, cerchiamo di abituarci alle decorazioni natalizie mentre siamo in pantaloncini e maniche corte.
Decorazioni in uno dei centri commerciali
18 dicembre 2016
Today is the day! Siamo tutti un poco agitati, ma Clelia col vestito riarrangiato della nostra mamma è bellissima, Jon è teso ma adorabile e gli amici della nostra tavolata chiacchierano volentieri con noi. L'atmosfera che viviamo dal Balmoral Beach Club è gioiosa e la vista sulla baia resta una delle mie preferite di questo viaggio.

Balmoral Beach
Finiti i festeggiamenti, impacchettiamo i nostri averi e ci trasferiamo a casa di Clelia e Jon a Canberra. Di questo viaggio non ricordo nulla. Son crollata non appena salita in auto.

19 dicembre 2016
Ci svegliamo con qualche nuvola sopra Woden, il quartiere a sud di Canberra dove abitano Clelia e Jon. Dopo una colazione tutti insieme Jon inforca la sua bici elettrica e va al lavoro, mentre noi passeggiamo fino al vicino centro commerciale. Terminato di fare la spesa, tra frutti succulenti e confezioni gran risparmio, torniamo a casa e decidiamo per una passeggiata verso il lago. Ritorniamo perciò verso la Woden Bus Station, dove saliamo sul 300, bus rapido che in 15 minuti, costeggiando l'area delle ambasciate, porta nei pressi del Canberra Theatre.

Civic Square e i mercatini di Natale
Pranziamo al Canberra Center e da lì iniziamo la nostra passeggiata. Attraversiamo il National Convention Centre fino a Constitution Avenue  e Allara St. Una passerella conduce al Commonwealth Park, dove in primavera si svolge Floriade
Raggiungiamo il punto informazioni in cui prendiamo alcuni depliant e da cui si ha una splendida vista sul bacino centrale del Burley Griffin Lake. Riusciamo anche ad ammirare il Capitan Cook Memorial Jet in funzione. 

Il lago e il Memorial Jet
Costeggiamo il lago passando vicino ai Nara Cherries, ciliegi donati dalla città giapponese di Nara, con cui Canberra è gemellata. Attraversiamo il ponte della Commonwealth Avenue e scendiamo attraverso il parco sulla sponda del lago opposta al punto informazioni. Costeggiamo l'Australian of the Year Walk e poi tagliamo attraverso i prati sino alla National Library.

La National Library
Cotti dal sole, riprendiamo il bus verso Woden per cenare tutti insieme.

20 dicembre 2016
La meta di oggi è il War Memorial, a cui si arriva con il bus 300 (lo stesso preso ieri per il centro città) e il bus 10 o 81. L'edificio è solenne e alla sua sinistra di soldati a dorso di mulo adornata di finti papaveri mi colpisce molto. Il museo è gratuito, così come lo è il guardaroba in cui è necessario lasciare gli zaini.

I papaveri simboleggiano il ricordo per i caduti in guerra.
L'idea della struttura è un memoriale in cui ricordare tutte le guerre, anche se non è così nella realtà. La storia è fatta dai vincitori e non dai vinti. tuttavia la raccolta di testimonianze, fotografie ed elementi bellici è interessante e ben organizzata. 
Di fronte all'ingresso del Memorial, si apre l'Anzac Parade, una spianata che, con il suo asse prospettico, conduce lo sguardo fino a Capital Hill.

Anzac Parade 
Data la scarsità di bus in questi giorni di festa, scegliamo di tornare verso il centro a piedi e riprendiamo il 300 verso Woden. 
Trascorriamo il pomeriggio sbrigando faccende domestiche, mentre la sera incontriamo a cena una coppia di amici di Jon e Clelia in un ristorante indiano a Kingston. Dopo aver diviso alcune portate, facciamo una passeggiata lungo Eyre St fino ad Eastlake Parade, lungolago che ricorda le passeggiate delle città turistiche marittime, circondato di edifici moderni.

Kingston on the Foreshore
21 dicembre 2016
C'è meno vento di ieri e fa subito più caldo. Altro che primo giorno di inverno!
La prima tappa di oggi è il quartiere di Manuka e la sua area commerciale: è molto simile alle nostre città, con una piazza centrale vissuta e circondata da caffè.

Manuka
Per raggiungere questa zona, abbiamo utilizzato il bus 3 da Ainsworth Street. La linea fa più fermate, ma proprio per questo ci permette di vedere alcune aree sconosciute, tra cui quella dell'ospedale. Compriamo alcune stuzzicherie per fare un pic nic e raggiungiamo Jon alla National Library. 
Fare pic nic è sempre bello!
Proseguiamo la nostra giornata passeggiando lungo la Queen Elizabeth Terrace, attraversando l'International Flag Display, fino a raggiungere la National Gallery of Australia, che ospita la collezione permanente ad entrata libera e mostre tematiche a pagamento. Passiamo oltre la National Portrait Gallery per raggiungere il vecchio parlamento, edificato il linea con il nuovo a Capital Hill e il War Memorial. 

Installazione di arte aborigena
Nel vecchio parlamento ha ora sede il Museum of Australian Democracy e fa riflettere che proprio qui di fronte si sia insediata la Tent Embassy, l'ambasciata fatta di costruzioni precarie realizzata dagli aborigeni che chiedono di essere riconosciuti come essere umani e popolo.

La scritta "SOVEREIGNITY" di fronte al vecchio parlamento.
Riflettendo sull'uomo e la sua incapacità alla concordia rientriamo a casa. 

22 dicembre 2016
In tarda mattinata usciamo per una passeggiata verso Lauceston Street nel quartiere di Lyons dove Clelia e Jon hanno abitato per un po'. Si trova oltre il centro commerciale di Westfield Woden ed è attraversato da numerosi sentieri e percorsi ciclabili, tuttavia è abbastanza selvaggia come area e posso capire come mai erano timorosi a rientrare a piedi la notte.

Lyons
Mentre Clelia va al lavoro, noi pranziamo in fretta e poi prendiamo il bus verso Capital Hill, sede del parlamento, dove ci riuniremo per una visita pomeridiana. Prima di poter accedere all'edificio attraversiamo i controlli di sicurezza, severi come in aeroporto, e dato che il parlamento non è in seduta possiamo vagare liberamente tra il Senato e la House of Representative. 

L'aula del Senato
Con un ascensore è possibile salire sul tetto, da cui si gode una magnifica vista sulla città.

Struttura metallica sulla copertura di Capital Hill
23 dicembre 2016
La mattina è occupata dalla preparazione dei bagagli, ma raggiungiamo in tarda mattinata Clelia e Jon e alcuni loro amici a Nara Park, dove trascorriamo qualche piacevole momento insieme. Dopodiché Clelia torna a lavorare e noi, in auto con Jon, facciamo un giro tra gli edifici delle ambasciate.

Ingresso dell'ambasciata coreana
Terminato il tour (solo in auto) ci dirigiamo a Manuka per incontrarci con Clelia e due amici conosciuti al matrimonio e bere insieme a loro un caffè freddo di dimensioni giganti.


Con il sole che si abbassa lento verso l'orizzonte, Jon ci porta su Mount Stromlo, a caccia di canguri vicino all'osservatorio astronomico. Per quanto le mamme con i piccoli che spuntano dai marsupi ispirino tenerezza, la circospezione con cui i maschi osservano chi si avvicina e i possenti muscoli ben visibili ci fanno stare a distanza di sicurezza.

Canguri allo stato brado
Si conclude qui la nostra permanenza a Canberra, domani ci trasferiremo nuovamente a Sydney per trascorrere le feste di Natale e i giorni che ci separano dalla partenza con la mamma e il papà di Jon.



29 ottobre 2017

Boston Tea Party - consigli per l'uso

Aereo

Partendo da Torino, la scelta delle compagnie aeree è limitata. Nel 2011 ho utilizzato Iberia, facendo scalo a Madrid; breve scalo all'andata, mentre al ritorno lo scalo lungo ci ha permesso di visitare rapidamente Madrid, facendo una passeggiata tra Palazzo Reale, Plaza Major, Plaza Puerta del Sol e pranzando in città.

Nel 2013 ho volato con Lufthansa, facendo scalo a Monaco di Baviera. Come nel caso precedente, lo scalo al ritorno ha permesso una passeggiata per la città, attraverso Marienplatz, Frauenkirche e Marienhof, prima di rientrare in aeroporto.


Boston vista dall'aeroporto
Ricordatevi, un paio di mesi prima di partire, di controllare quali permessi vi servono per accedere agli States. Nel mio caso è stato sufficiente richiedere l'ESTA tramite internet e stamparlo. 

Alloggio

In entrambi i viaggi ho avuto la fortuna di essere ospite di amici, quindi poco posso dirvi a riguardo. 

Trasporti

In Città
In Boston è una buona idea munirsi di abbonamento per avere corse illimitate. Le tessere turistiche consentono viaggi illimitati su diversi mezzi ed è possibile acquistarle in alcune stazioni della metro (ad esempio all'aeroporto o in altri luoghi centrali e turistici; per ulteriori informazioni cliccate qui). Prestate attenzione ai cambi di linea nelle stazioni di intersezione: trattandosi della più vecchia linea di metropolitana degli Stati Uniti vi troverete a dover attraversare i binari!

Boston to Salem
Prendete la linea blu fino al capolinea di Wonderland. Da qui cercate la piattaforma del bus 455, dopo aver acquistato il biglietto al Ticket Office.
In alternativa potete prendere il treno da North Station. Le linee per Newburyport e Rockport fermano a Salem.

Boston to NYC
Nel 2011 abbiamo viaggiato con Lucky Star, che parte da South Station e arriva a Canal Street Chinatown. Il biglietto A/R è di circa 50 dollari.
Nel 2013 abbiamo utilizzato Peter Pan Bus Lines, che parte sempre da South Station e arriva al Port Authority Bus Termina sulla 41st St. Il biglietto A/R è di circa 35 dollari.


La strada verso New York


Mangiare (e bere)

Data la sistemazione casalinga, siamo usciti poche volte a cena, mentre per pranzo ci si arrangiava.
Sfruttate le Food Court che ci sono al Prudential Center o a Quincy Market, specialmente se viaggiate in gruppo e avete gusti differenti. Qui i tavoli centrali sono a disposizione di tutti i differenti ristoranti che servono cibo, perciò ognuno può scegliere cosa più gli aggrada e poi ci si riunisce attorno allo stesso tavolo.


Concedetevi di cenare in un ristorante di pesce, per assaggiare la Clam Chowder o qualche specialità a base di aragosta. Se riuscite, accompagnate i piatti con un vino statunitense. É molto facile che troviate diverse catene di ristoranti sparse per la città: noi abbiamo scelto Legal Sea Food.

Nelle aree di ritrovo, come quella dei Market, ci sono numerosi ristoranti etnici tra cui scegliere, così come fast food.

Facciata del ristorante dietro North Market

Trovate l'occasione per omaggiare Sam Adams bevendo una birra omonima!