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24 marzo 2019

A passeggio per Vancouver

Dopo una lunghissima pausa di pubblicazione abbiamo deciso di tornare alla grande con il diario di viaggio della vacanza estiva di Skipper e Rico a Vancouver, nella regione del British Columbia in Canada.

21 agosto  2018
Di buon mattino inizia la nuova avventura, partendo dal campo base dei genitori di Rico in Costa Azzurra: Rico, Skipper e la nuova recluta Francesca lasciano l'Europa dall'aeroporto di Nizza in direzione Vancouver. 
Dopo aver effettuato il check-in e aver abbandonato i bagagli sul nastro trasportatore, c'è tutto il tempo per lasciarsi affascinare dal sorgere del Sole sul mare della baia di Nizza e fare una colazione burrosa in pieno stile francese. 
Sorge il sole sull'aeroporto Nice Cote d'Azur e inizia una nuova avventura.

Appena imbarcate sul velivolo della compagnia AirCanada Rouge, ecco il primo imprevisto della giornata: niente schermi. Per un volo di più di 8 ore, non avere film da guardare se non scaricando la app su un dispositivo personale fa diventare lunga l'idea del viaggio. Poco dopo ecco il secondo imprevisto: volo in ritardo. La causa? Bagagli smarriti a quanto pare. Pazienza. L'equipaggio passa tra i sedili fornendo poche informazioni ma copiose dosi di acqua. Una volta in volo si trova il modo di far passare il tempo tra qualche pisolino, i pasti, il diario di bordo e le parole crociate.
Atterriamo a Montréal per lo scalo; molti passeggeri sono stati riproiettati su nuovi voli a causa del ritardo. Ma a noi va bene. C'è tutto il tempo per passare i controlli della dogana canadese, fare tappa bagno, chiamare casa ed è di nuovo ora di imbarcarsi. Il secondo volo, di poco più di 5 ore, trascorre rapido tra un paio di film (ebbene sì, abbiamo gli schermi) e un pisolino. 
Giunte a Vancouver, recuperiamo i bagagli senza dover passare altri controlli doganali e in men che non si dica siamo fuori dall'aeroporto. C'è una luce strana ma non ci facciamo caso. 
Cerchiamo un taxi per raggiungere la nostra casa per la settimana, nella zona residenziale ed ecco che arriva il primo dei nostri suggerimenti. Non siamo abituate a servirci dei taxi quindi è stato un nostro errore, ma sappiate che per le varie zone di Vancouver ci sono delle tariffe prefissate. Assicuratevi di informare il vostro tassista che ne siete al corrente prima di prendere il taxi.

22 agosto 2018
Dopo essere crollate nei letti ieri sera, oggi ci svegliamo pimpanti e pronte a scoprire la città. Prima di avventurarci in centro città, però conosciamo Crystal, la nostra host, che viene a farci visita e a cui abbiamo portato, per mezzo di Rico, un souvenir da Torino 2006, "da una città olimpica ad un'altra". Dopo di che cerchiamo un supermercato per comprare frutta, verdura e altro pianificando a grandi linee i nostri primi giorni qui a Vancity. Ci accorgiamo subito che i prezzi per formaggi, frutta e verdura sono improponibili, quindi scegliamo con oculatezza. Nel supermercato è inoltre possibile acquistare la Compass Card, la tessera da usare per i mezzi pubblici. Una volta riposta a casa la spesa siamo pronte a partire.
Non controlliamo quale dei due bus vicini a casa sia quello che ci serve, ma ci dirigiamo verso la fermata più vicina. Una volta sul bus sorge il dubbio, dopo aver visto il globo di Science World allontanarsi. Chiediamo quindi informazioni e la gentile autista ci dice di scendere in Chinatown e ci dà indicazioni sul nuovo mezzo da prendere. Ci sembra uno spreco però, perciò proseguiamo a piedi verso la nostra meta, che è molto più vicina di quanto ci avevano detto. 
Scienze World è affascinante: già all'esterno è possibile giocare con alcuni esperimenti di diversi settori, quindi possiamo solo immaginare quanto sia divertente all'interno. Suoniamo strumenti realizzati con vecchie boe che ricordano una steel drum, scopriamo la stratificazione del suolo con un modellino e giochiamo con le chiuse in un altro.
Tra un gioco e l'altro, Rico continua a guardarsi intorno sorridendo, ancora non riesce a credere di essere nella città in cui vengono girate alcune delle serie tv che ama di più e che la costruzione di fronte a Science World sia proprio lo STAR Labs di The Flash (anche se in realtà è lo stadio cittadino).
Science World e sullo sfondo lo stadio.

22 luglio 2018

Dalla Val d'Orcia alla Lunigiana passando per le Alpi Apuane

Ogni stagione ha sicuramente il suo fascino e i suoi colori, in giugno la Val d’Orcia è capace di regalare sfumature che vanno dal verde dei prati al dorato dei campi di grano, dal rosso dei papaveri al giallo brillante delle ginestre in fiore.
La primavera è forse il periodo migliore per visitare questo bell’angolo di Toscana patrimonio UNESCO, così Kowalski in compagnia di Fabio decide di trascorrere qualche giorno di vacanza proprio alla scoperta di questi luoghi.

Cappella Vitaleta nel comune di San Quirico d'Orcia.

Lunedì 4 giugno 2018 - Si parte!
Partiamo da Zena alle 7:30 cercando di anticipare almeno in parte il traffico cittadino di una città abbastanza incasinata come Genova! Percorriamo la A12 fino all’altezza di Viareggio, da qui prendiamo la A11 verso Firenze, quindi imbocchiamo l’uscita Via Cassia e procediamo poi lungo il raccordo autostradale Firenze-Siena. A Siena poi proseguiamo per Taverne d’Arbia imboccando la Luretana SP438 verso Asciano.

La nostra prima meta è la Strada Leonina nel comune di Asciano, che raggiungiamo svoltando a sinistra, in uno sterrato, immediatamente dopo il ponte sulla Biena. Parcheggiamo l'auto in uno spiazzo subito all’inizio della via e proseguiamo a piedi. Dopo pochi metri, sempre sulla sinistra si imbocca una stradina fra i campi da qui inizia una bella passeggiata lungo la Strada delle Biancane, un anello di 6 km che consente di ammirare un paesaggio particolare caratterizzato da calanchi e da rilievi bianchi e tondi a forma di cupola: le Crete Senesi




La strada delle Biancane con i caratteristici "mammelloni" delle Crete Senesi.


Tornati sulla SP438 proseguiamo verso sud fino a raggiungere l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore che è visitabile gratuitamente. Molto bella l’antica biblioteca e il ciclo di affreschi nel porticato che circonda il chiostro.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.


Come ultima tappa prima di raggiungere Castiglione d’Orcia, ci fermiamo a San Quirico d’Orcia. Questo paese è una tappa della Via Francigena, la strada principale che lo attraversa e che porta alla Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta è animata da numerosi ciclisti e da alcuni pellegrini… il tutto regala un’atmosfera particolare. San Quirico ci piace molto tant’è che decidiamo di tornarci nei giorni successivi.

La Collegiata a San Quirico d'Orcia.

Via Dante Alighieri, San Quirico d'Orcia.


Castiglione d’Orcia sarà la nostra base per i prossimi giorni, qui infatti abbiamo prenotato tramite airbnb un appartamento davvero molto bello e in una posizione strategica. 


Martedì 5 giugno 2018  Pienza - Montepulciano - Monticchiello
Quest’oggi con un percorso ad anello con partenza da Castiglione, visitiamo prima Pienza, poi Montepulciano e infine Montichiello. Le strade che percorriamo sono tranquille e senza traffico, al fondo di ogni curva e in cima a ogni salita si aprono panorami davvero splendidi e non è raro trovare, nelle piazzole di sosta, auto ferme e persone che fotografano: siamo in piena Val d’Orcia e sullo sfondo ovunque il Monte Amiata indica la testata della valle.

La Val d'Orcia e sullo sfondo il Monte Amiata. 


Pienza, disegnata come città ideale oltre 500 anni fa, è arroccata sulla sommità di un collina. Lungo Corso Rossellino, l’asse principale, si affacciano begli edifici medioevali e la rinascimentale piazza Pio II; numerosi sono i negozietti di souvenir, di formaggi, salumi e vini toscani.

Piazza Pio II, Pienza.


Già, il vino… il Nobile di Montepulciano! Ed eccoci proprio a Montepulciano per la seconda tappa della giornata. Non appena oltrepassiamo Porta del Prato, veniamo invitati a visitare la Cantina Ercolani, una delle tante presenti a Montepulciano. La visita è gratuita e al termine del giro il personale molto gentile ci offre una degustazione dei loro vini con tanto di bruschetta, formaggi e salumi… naturalmente non usciamo a mani vuote dal negozio.

Cantina Ercolani, Montepulciano.


Percorriamo la via principale sino al fondo del paese in Piazza Grande, qui replichiamo con un’altra degustazione alla Cantina Contucci, già conosciuta e consigliatissima da Rico.
Come già ci aveva accennato Soldato, in un post di qualche tempo fa, Montepulciano è stato set di una fiction trasmessa nel 2016 dalla rai: I Medici.


Le stradine laterali di Montepulciano si affacciano sulla Val d'Orcia.

Da Montepulciano andando verso Monticchiello, si percorre la Strada dei cipressi, uno dei luoghi più fotografati della Val d Orcia. Dal 1967 a oggi, nel corso dell’ultima settimana di luglio e delle prime due di agosto a Monticchiello va in scena il Teatro Povero, un famoso spettacolo teatrale i cui autori e attori sono gli abitanti stessi del paese.



Porta d'ingresso al borgo medioevale di Montichiello e vista del paese. (foto di Fabio)

Mercoledì 6 giugno 2018 - Finalmente in bici!
Penso che solo la bicicletta o una passeggiata a piedi possano consentire di vivere con il giusto ritmo la Val d’Orcia. Solo in questo modo è possibile addentrarsi per le stradine meno battute dal turismo frenetico e per i sentieri di campagna, passeggiando tra i filari di cipressi e immergendosi nel mare dorato dei campi di grano.
Per fare ciò noi decidiamo di affittare le e-bike che il comune di San Quirico mette a disposizione dei turisti gratuitamente per un’intera giornata.

In bici verso la Capella Vitaleta, sullo sfondo Pienza.

Gli itinerari possibili sono davvero tanti e per tutti i gusti. Kowalski e Fabio scelgono di affrontare il giro Vitaleta, un anello di poco meno di 30 km che partendo da San Quirico raggiunge la cappella Vitaleta.

Cappella Vitaleta, San Quirico d'Orcia.

Meravigliosa natura in Val d'Orcia: campi di grano, di papaveri e filari di cipressi.

Al termine del nostro giro restituiamo le bici all'ufficio del turismo, che si trova proprio di fronte alla Collegiata e prima di tornare verso casa ci rinfreschiamo con una buona birra artigianale al birrificio San Quirico.

Un'ottima ambrata!


Giovedì 7 giugno 2018 - Altri graziosi paesi e la splendida abbazia di Sant'Antimo
Quest’oggi percorriamo la statale 323 in direzione sud, Castiglione è l’ultimo comune della provincia di Siena dopo di che si sconfina in provincia di Grosseto. Il paesaggio che attraversiamo lungo la strada è decisamente diverso da quello della vicina Val d’Orcia, i profili delle colline sono meno dolci, sono ricoperti da boschi talvolta uliveti o piantagioni di alberi da frutta. Il primo paese che si incontra è Seggiano il paese dell’olio, poi Castel del Piano e Arcidosso. I principali prodotti di queste terre sono le ciliege, i funghi, le castagne.

Il pease di Seggiano.

Dopo aver visitato Arcidosso ritorniamo verso nord, per recarci all’Abbazia di Sant’Antimo. Una bella abbazia benedettina immersa negli ulivi fondata prima dell’anno 1000. L’edificio è costruito in travertino e alabastro che splendidamente “disegnano” le colonne, l’abside e la facciata. All'ombra degli ulivi pranziamo gustando i nostri panini al pomodoro, pecorino e finocchiona.


L'abbazia di Sant'Antimo.

Dopo un’ultima visita all’orto delle erbe aromatiche di Sant’Elengarda, ripartiamo diretti a Montalcino. La patria di uno dei vini più nobili d’Italia: il Brunello di Montalcino! L'equivalente del Barolo piemontese per intenderci. Vi consiglio di provare il gelato al brunello!

Montalcino.

Per cena torniamo a San Quirico alla Trattoria Osenna dove ci aspetta un buon piatto di pici e una fiorentina da 1 kg. Il locale è molto semplice e accogliente, il personale gentile, il cibo è davvero buono… cosa pretendere di più!

Cena alla Trattoria Osenna (San Quirico): pici, fiorentina e brunello!


Venerdì 8 giugno 2018 - Verso Carrara
È il giorno del trasferimento a Carrara, ma prima partire la mattina visitiamo Bagno Vignoli, una frazione di Castiglione. Al centro del borgo vi è una vasca di acqua termale: la Pozza d’acqua.
Da Bagno Vignoli passa la Via Francigena e forse proprio per questa ragione le acque termali che sgorgano in questo luogo sono state sfruttate sin dall’epoca romana.

Bagno Vignoli e la grande vasca termale che fa piazza del paese.

Dopo un'ultimissima passeggiata per Castiglione d’Orcia, paese medievale con case tutte in pietra poco turistico ma molto carino e ben conservato, carichiamo l’auto e partiamo diretti a Carrara.

Piazza Vecchietta, Castiglione d'Orcia.

Le case in pietra di Castiglione d'Orcia.

Più precisamente la nostra meta è Beddizano, una frazione di Carrara, che si trova lungo la strada che sale verso Colonnata. Qui abbiamo prenotato una depandance immersa tra i castagni, i proprietari di casa molto gentili ci hanno accolto con una bella chiacchierata e qualche utile consiglio.

Sabato 9 giugno 2018 - Le cave di marmo di Fantiscritti
Quest'oggi le Alpi Apuane ci aspettano! Il nome inganna, si chiamano Alpi ma in realtà ci troviamo nell'Appennino toscano. Questi monti sopra Carrara nel bene e nel male da circa 2000 anni sono scolpiti e modellati, oltre che dal tempo e dai fenomeni geologici, anche dall'uomo attraverso l'estrazione del marmo. Un'"erosione" che procede molto molto più veloce di quella naturale... ogni mese da queste cave se ne vanno circa 100000 tonnellate di roccia, l'equivalente di un cubo con il lato di 35 m!
Da geologa ho scelto di fermarmi due giorni in questi luoghi proprio per visitare le cave, in mattinata ci rechiamo alla Cava Fantiscritti. Qui due società diverse organizzano tour guidati: marmo tour per la visita alla cava sotterranea e marbletour per le visite alle cave a cielo aperto. Sempre a Fantascritti, di fianco al negozio di souvenir, è visitabile la Cava museo.
Se ne avete il tempo vi consigliamo di fare tutte e tre le cose che si completano a vicenda, scoprirete l'origine di questa roccia metamorfica, i motivi che l'hanno resa così famosa, preziosa e ricercata in tutto il mondo. Al museo avrete modo di vedere l'evoluzione delle tecniche di escavazione e le condizioni di lavoro dei cavatori.

 Scultura in marmo che raffigura uno dei mestieri più antichi e faticosi: il tecchiaiolo (Cava museo Fantiscritti).

Cava a cielo aperto che si raggiunge con il tour operato da Carrara Marbletour. Si sale in fuoristrada lungo la ripida e suggestiva stradina che percorrono i camion carichi di blocchi di marmo.

Per pranzo ci spostiamo verso Colonnata, qui a ogni passo e da ogni lato ci sarà una larderia pronta ad accogliervi... sarà difficile scegliere. Noi ci fermiamo al Bar da Mario per pranzo e alla larderia Al lardo al lardo per gli immancabili acquisti.

Tagliere di salumi e formaggi con l'immancabile lardo di Colonnata.

Nel tardo pomeriggio scendiamo verso Carrara. Una cittadina con belle piazze e strade strette con case colorate, sembra quasi di essere nella vicina Liguria. In questi giorni a Carrara si tiene il White Carrara downtown ed è davvero impossibile trovare un posto per cenare.

Piazza Alberica a Carrara.


Domenica 10 giugno 2018 - Un assaggio di Lunigiana
È il giorno del rientro, scegliamo di non prendere subito l'autostrada a Carrara, ma di percorrere la SP73. Superato Castelpoggio, una deviazione verso destra porta verso Campo Cecina uno splendido punto panoramico sulle cave... purtroppo giunti in cima le nuvole basse nascondo completamente la vista.

Vista sulle cave da Campo Cecina, foto gentilmente data da Kumpappa di Genova.

Riscendiamo quindi sino a imboccare nuovamente la SP73 e procediamo verso Fosdinovo un grazioso paese che si trova sulle alture della Lunigiana.
Dopo pranzo ripartiamo imboccando l'A12 verso Genova.

Fosdinovo: da un lato è rivolto verso le Alpi Apuane dall'altro vi è una terrazza, che guarda verso il mare,
dove lo sguardo arriva fino al golfo di La Spezia.

Da Fosdinovo passa la Via Francigena, in foto la Chiesa di San Remigio il protettore dei Pellegrini.

Fosdinovo in Lunigiana.




24 giugno 2018

Un salto nella terra dei canguri - la famiglia e Canberra

L'Australia è lontana. Molto lontana. Ma se la mia unica e adorata sorella ci abita e decide di celebrare lì il suo (primo) matrimonio, cosa pensate che abbia fatto? Ho impacchettato genitori e me stessa e sono volata da lei e dal mio futuro cognato!

14 dicembre 2016
Lasciata l'auto in uno dei soliti parcheggi con navetta nei pressi di Milano Malpensa, ceniamo con toast e cappuccino, per entrare da subito nello spirito del viaggio, mentre attendiamo il volo. A causa della nebbia, la partenza è ritardata di una mezz'ora, ma sia io che i miei genitori siamo così emozionati che non ci lasciamo condizionare.

15 dicembre 2016
Le sei ore del primo volo sino ad Abu Dhabi trascorrono in fretta. L'aeroporto è sobrio, niente oro nei bagni e niente cammelli per trasportare i passeggeri dall'aeromobile all'aeroporto. 
Attenzione: le aree di attesa davanti ai gate sono libere finché non si avvicina l'ora dell'imbarco. Allora bisogna uscire e presentare nuovamente documenti e bagagli per l'ispezione. 
Su questo secondo volo viaggiamo tutti e tre separati, ma riesco a scambiare il mio posto con un posto corridoio, così posso andare spesso a visitare i miei. Trascorro il volo tra film, cibo (che ad un certo punto inizio a rifiutare a meno che non si tratti di frutta) e chiacchiere con i miei vicini di sedile britannici.

Il mio primo diario in solitaria
16 dicembre 2016
Che volo lungo! Il primo impatto con Sydney (e la famigerata Airport Security) è positivo: ci consentono di procedere ai controlli tutti e tre insieme e una volta fuori la temperatura è mite, a causa della pioggia. Clelia e Jonathan ci vengono a prendere in auto ma a causa del traffico non attraversiamo il famoso ponte sulla baia. Una volta sistemati a Willoughby e dopo aver fatto un primo pisolino, seguiamo gli sposi nella vicina Chatswood per gli ultimi acquisti prima del grande giorno e pranziamo in un ristorante Thai, dove ci raggiungono la mamma dello sposo e un'amica, impegnate a preparare i fiori. La giornata si conclude molto presto, dato che siamo esausti e scombussolati dal jet lag.
Chatswood


17 dicembre 2016

Improvvisamente mi sono resa conto di essere dall'altra parte del mondo: ero a testa in giù, davanti alla baia che fino a quel momento era solo un'immagine nei documentari.

Baia di Sydney vista da sotto l'Harbour Bridge

Trascorriamo la mattina passeggiando nel parco di North Sydney, lasciandoci sopraffare dal cielo, dai profumi, dalla massiccia struttura del ponte e prendendoci il tempo per essere famiglia davanti ad un caffé.

Trascorriamo il pranzo e il pomeriggio di nuovo a Chatswood, tra i suoi centri commerciali e negozi. Sperimentiamo Yam Cha, il tradizionale brunch cinese, in cui i camerieri girano per il ristorante con carrelli colmi di cibo, da cui si sceglie cosa condividere alla propria tavola. Usciti con la pancia più che piena, cerchiamo di abituarci alle decorazioni natalizie mentre siamo in pantaloncini e maniche corte.
Decorazioni in uno dei centri commerciali
18 dicembre 2016
Today is the day! Siamo tutti un poco agitati, ma Clelia col vestito riarrangiato della nostra mamma è bellissima, Jon è teso ma adorabile e gli amici della nostra tavolata chiacchierano volentieri con noi. L'atmosfera che viviamo dal Balmoral Beach Club è gioiosa e la vista sulla baia resta una delle mie preferite di questo viaggio.

Balmoral Beach
Finiti i festeggiamenti, impacchettiamo i nostri averi e ci trasferiamo a casa di Clelia e Jon a Canberra. Di questo viaggio non ricordo nulla. Son crollata non appena salita in auto.

19 dicembre 2016
Ci svegliamo con qualche nuvola sopra Woden, il quartiere a sud di Canberra dove abitano Clelia e Jon. Dopo una colazione tutti insieme Jon inforca la sua bici elettrica e va al lavoro, mentre noi passeggiamo fino al vicino centro commerciale. Terminato di fare la spesa, tra frutti succulenti e confezioni gran risparmio, torniamo a casa e decidiamo per una passeggiata verso il lago. Ritorniamo perciò verso la Woden Bus Station, dove saliamo sul 300, bus rapido che in 15 minuti, costeggiando l'area delle ambasciate, porta nei pressi del Canberra Theatre.

Civic Square e i mercatini di Natale
Pranziamo al Canberra Center e da lì iniziamo la nostra passeggiata. Attraversiamo il National Convention Centre fino a Constitution Avenue  e Allara St. Una passerella conduce al Commonwealth Park, dove in primavera si svolge Floriade
Raggiungiamo il punto informazioni in cui prendiamo alcuni depliant e da cui si ha una splendida vista sul bacino centrale del Burley Griffin Lake. Riusciamo anche ad ammirare il Capitan Cook Memorial Jet in funzione. 

Il lago e il Memorial Jet
Costeggiamo il lago passando vicino ai Nara Cherries, ciliegi donati dalla città giapponese di Nara, con cui Canberra è gemellata. Attraversiamo il ponte della Commonwealth Avenue e scendiamo attraverso il parco sulla sponda del lago opposta al punto informazioni. Costeggiamo l'Australian of the Year Walk e poi tagliamo attraverso i prati sino alla National Library.

La National Library
Cotti dal sole, riprendiamo il bus verso Woden per cenare tutti insieme.

20 dicembre 2016
La meta di oggi è il War Memorial, a cui si arriva con il bus 300 (lo stesso preso ieri per il centro città) e il bus 10 o 81. L'edificio è solenne e alla sua sinistra di soldati a dorso di mulo adornata di finti papaveri mi colpisce molto. Il museo è gratuito, così come lo è il guardaroba in cui è necessario lasciare gli zaini.

I papaveri simboleggiano il ricordo per i caduti in guerra.
L'idea della struttura è un memoriale in cui ricordare tutte le guerre, anche se non è così nella realtà. La storia è fatta dai vincitori e non dai vinti. tuttavia la raccolta di testimonianze, fotografie ed elementi bellici è interessante e ben organizzata. 
Di fronte all'ingresso del Memorial, si apre l'Anzac Parade, una spianata che, con il suo asse prospettico, conduce lo sguardo fino a Capital Hill.

Anzac Parade 
Data la scarsità di bus in questi giorni di festa, scegliamo di tornare verso il centro a piedi e riprendiamo il 300 verso Woden. 
Trascorriamo il pomeriggio sbrigando faccende domestiche, mentre la sera incontriamo a cena una coppia di amici di Jon e Clelia in un ristorante indiano a Kingston. Dopo aver diviso alcune portate, facciamo una passeggiata lungo Eyre St fino ad Eastlake Parade, lungolago che ricorda le passeggiate delle città turistiche marittime, circondato di edifici moderni.

Kingston on the Foreshore
21 dicembre 2016
C'è meno vento di ieri e fa subito più caldo. Altro che primo giorno di inverno!
La prima tappa di oggi è il quartiere di Manuka e la sua area commerciale: è molto simile alle nostre città, con una piazza centrale vissuta e circondata da caffè.

Manuka
Per raggiungere questa zona, abbiamo utilizzato il bus 3 da Ainsworth Street. La linea fa più fermate, ma proprio per questo ci permette di vedere alcune aree sconosciute, tra cui quella dell'ospedale. Compriamo alcune stuzzicherie per fare un pic nic e raggiungiamo Jon alla National Library. 
Fare pic nic è sempre bello!
Proseguiamo la nostra giornata passeggiando lungo la Queen Elizabeth Terrace, attraversando l'International Flag Display, fino a raggiungere la National Gallery of Australia, che ospita la collezione permanente ad entrata libera e mostre tematiche a pagamento. Passiamo oltre la National Portrait Gallery per raggiungere il vecchio parlamento, edificato il linea con il nuovo a Capital Hill e il War Memorial. 

Installazione di arte aborigena
Nel vecchio parlamento ha ora sede il Museum of Australian Democracy e fa riflettere che proprio qui di fronte si sia insediata la Tent Embassy, l'ambasciata fatta di costruzioni precarie realizzata dagli aborigeni che chiedono di essere riconosciuti come essere umani e popolo.

La scritta "SOVEREIGNITY" di fronte al vecchio parlamento.
Riflettendo sull'uomo e la sua incapacità alla concordia rientriamo a casa. 

22 dicembre 2016
In tarda mattinata usciamo per una passeggiata verso Lauceston Street nel quartiere di Lyons dove Clelia e Jon hanno abitato per un po'. Si trova oltre il centro commerciale di Westfield Woden ed è attraversato da numerosi sentieri e percorsi ciclabili, tuttavia è abbastanza selvaggia come area e posso capire come mai erano timorosi a rientrare a piedi la notte.

Lyons
Mentre Clelia va al lavoro, noi pranziamo in fretta e poi prendiamo il bus verso Capital Hill, sede del parlamento, dove ci riuniremo per una visita pomeridiana. Prima di poter accedere all'edificio attraversiamo i controlli di sicurezza, severi come in aeroporto, e dato che il parlamento non è in seduta possiamo vagare liberamente tra il Senato e la House of Representative. 

L'aula del Senato
Con un ascensore è possibile salire sul tetto, da cui si gode una magnifica vista sulla città.

Struttura metallica sulla copertura di Capital Hill
23 dicembre 2016
La mattina è occupata dalla preparazione dei bagagli, ma raggiungiamo in tarda mattinata Clelia e Jon e alcuni loro amici a Nara Park, dove trascorriamo qualche piacevole momento insieme. Dopodiché Clelia torna a lavorare e noi, in auto con Jon, facciamo un giro tra gli edifici delle ambasciate.

Ingresso dell'ambasciata coreana
Terminato il tour (solo in auto) ci dirigiamo a Manuka per incontrarci con Clelia e due amici conosciuti al matrimonio e bere insieme a loro un caffè freddo di dimensioni giganti.


Con il sole che si abbassa lento verso l'orizzonte, Jon ci porta su Mount Stromlo, a caccia di canguri vicino all'osservatorio astronomico. Per quanto le mamme con i piccoli che spuntano dai marsupi ispirino tenerezza, la circospezione con cui i maschi osservano chi si avvicina e i possenti muscoli ben visibili ci fanno stare a distanza di sicurezza.

Canguri allo stato brado
Si conclude qui la nostra permanenza a Canberra, domani ci trasferiremo nuovamente a Sydney per trascorrere le feste di Natale e i giorni che ci separano dalla partenza con la mamma e il papà di Jon.