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01 dicembre 2019

Alta Provenza: Luberon e ritorno

24 aprile
Dopo una bella dormita nella nostra graziosa casetta, apriamo le imposte e... piove di nuovo! Non ci lasciamo scoraggiare, saliamo in macchina e ci immergiamo in un paesaggio surreale fatto di nuvole basse e curve fino a raggiungere l'Abbazia di Senanque.
Parcheggiamo l'auto quando ha appena smesso di piovere e riusciamo a raggiungere la biglietteria poco prima che si scateni un nuovo acquazzone; così ci possiamo dedicare con tutta calma alla visita della piccola abbazia, fondata quasi mille anni fa, e soprattutto allo shopping nel negozietto attiguo.
Il chiostro dell'Abbazia di Senanque.
Quando terminiamo la visita, complice anche il vento che si è alzato, il cielo è di un bell'azzurro punteggiato da qualche nuvola. Così ci concediamo una breve passeggiata nel parco che circonda il complesso dell'abbazia alla ricerca del famoso scorcio con il campo di lavanda, vista la stagione non possiamo vedere le piante fiorite ma riusciamo facilmente a immaginare il meraviglioso effetto nella stagione estiva.
Futura lavanda davanti all'abbazia, il più celebre scorcio di Senanque.
Soddisfatte della nostra mattinata, riprendiamo l'auto per raggiungere il paesino di Gordes che raggiungiamo proprio all'ora di pranzo. Dopo una breve esplorazione dei locali della Place du Chateau optiamo per un piccolo bistrot con vista sul castello. Poi, rinvigorite dal nostro pranzetto iniziamo l'esplorazione di Gordes. Il paese è molto grazioso: i vicoli seguono le pendici della collina, il castello ospita il museo cittadino e un fornitissimo ufficio del turismo, le terrazze panoramiche offrono uno splendido affaccio sulla campagna circostante. Tutto è curato, pulito e sferzato dal vento.
Dessert con vista sul castello di Gordes.
Passeggiando a Gordes.

22 luglio 2018

Dalla Val d'Orcia alla Lunigiana passando per le Alpi Apuane

Ogni stagione ha sicuramente il suo fascino e i suoi colori, in giugno la Val d’Orcia è capace di regalare sfumature che vanno dal verde dei prati al dorato dei campi di grano, dal rosso dei papaveri al giallo brillante delle ginestre in fiore.
La primavera è forse il periodo migliore per visitare questo bell’angolo di Toscana patrimonio UNESCO, così Kowalski in compagnia di Fabio decide di trascorrere qualche giorno di vacanza proprio alla scoperta di questi luoghi.

Cappella Vitaleta nel comune di San Quirico d'Orcia.

Lunedì 4 giugno 2018 - Si parte!
Partiamo da Zena alle 7:30 cercando di anticipare almeno in parte il traffico cittadino di una città abbastanza incasinata come Genova! Percorriamo la A12 fino all’altezza di Viareggio, da qui prendiamo la A11 verso Firenze, quindi imbocchiamo l’uscita Via Cassia e procediamo poi lungo il raccordo autostradale Firenze-Siena. A Siena poi proseguiamo per Taverne d’Arbia imboccando la Luretana SP438 verso Asciano.

La nostra prima meta è la Strada Leonina nel comune di Asciano, che raggiungiamo svoltando a sinistra, in uno sterrato, immediatamente dopo il ponte sulla Biena. Parcheggiamo l'auto in uno spiazzo subito all’inizio della via e proseguiamo a piedi. Dopo pochi metri, sempre sulla sinistra si imbocca una stradina fra i campi da qui inizia una bella passeggiata lungo la Strada delle Biancane, un anello di 6 km che consente di ammirare un paesaggio particolare caratterizzato da calanchi e da rilievi bianchi e tondi a forma di cupola: le Crete Senesi




La strada delle Biancane con i caratteristici "mammelloni" delle Crete Senesi.


Tornati sulla SP438 proseguiamo verso sud fino a raggiungere l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore che è visitabile gratuitamente. Molto bella l’antica biblioteca e il ciclo di affreschi nel porticato che circonda il chiostro.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.


Come ultima tappa prima di raggiungere Castiglione d’Orcia, ci fermiamo a San Quirico d’Orcia. Questo paese è una tappa della Via Francigena, la strada principale che lo attraversa e che porta alla Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta è animata da numerosi ciclisti e da alcuni pellegrini… il tutto regala un’atmosfera particolare. San Quirico ci piace molto tant’è che decidiamo di tornarci nei giorni successivi.

La Collegiata a San Quirico d'Orcia.

Via Dante Alighieri, San Quirico d'Orcia.


Castiglione d’Orcia sarà la nostra base per i prossimi giorni, qui infatti abbiamo prenotato tramite airbnb un appartamento davvero molto bello e in una posizione strategica. 


Martedì 5 giugno 2018  Pienza - Montepulciano - Monticchiello
Quest’oggi con un percorso ad anello con partenza da Castiglione, visitiamo prima Pienza, poi Montepulciano e infine Montichiello. Le strade che percorriamo sono tranquille e senza traffico, al fondo di ogni curva e in cima a ogni salita si aprono panorami davvero splendidi e non è raro trovare, nelle piazzole di sosta, auto ferme e persone che fotografano: siamo in piena Val d’Orcia e sullo sfondo ovunque il Monte Amiata indica la testata della valle.

La Val d'Orcia e sullo sfondo il Monte Amiata. 


Pienza, disegnata come città ideale oltre 500 anni fa, è arroccata sulla sommità di un collina. Lungo Corso Rossellino, l’asse principale, si affacciano begli edifici medioevali e la rinascimentale piazza Pio II; numerosi sono i negozietti di souvenir, di formaggi, salumi e vini toscani.

Piazza Pio II, Pienza.


Già, il vino… il Nobile di Montepulciano! Ed eccoci proprio a Montepulciano per la seconda tappa della giornata. Non appena oltrepassiamo Porta del Prato, veniamo invitati a visitare la Cantina Ercolani, una delle tante presenti a Montepulciano. La visita è gratuita e al termine del giro il personale molto gentile ci offre una degustazione dei loro vini con tanto di bruschetta, formaggi e salumi… naturalmente non usciamo a mani vuote dal negozio.

Cantina Ercolani, Montepulciano.


Percorriamo la via principale sino al fondo del paese in Piazza Grande, qui replichiamo con un’altra degustazione alla Cantina Contucci, già conosciuta e consigliatissima da Rico.
Come già ci aveva accennato Soldato, in un post di qualche tempo fa, Montepulciano è stato set di una fiction trasmessa nel 2016 dalla rai: I Medici.


Le stradine laterali di Montepulciano si affacciano sulla Val d'Orcia.

Da Montepulciano andando verso Monticchiello, si percorre la Strada dei cipressi, uno dei luoghi più fotografati della Val d Orcia. Dal 1967 a oggi, nel corso dell’ultima settimana di luglio e delle prime due di agosto a Monticchiello va in scena il Teatro Povero, un famoso spettacolo teatrale i cui autori e attori sono gli abitanti stessi del paese.



Porta d'ingresso al borgo medioevale di Montichiello e vista del paese. (foto di Fabio)

Mercoledì 6 giugno 2018 - Finalmente in bici!
Penso che solo la bicicletta o una passeggiata a piedi possano consentire di vivere con il giusto ritmo la Val d’Orcia. Solo in questo modo è possibile addentrarsi per le stradine meno battute dal turismo frenetico e per i sentieri di campagna, passeggiando tra i filari di cipressi e immergendosi nel mare dorato dei campi di grano.
Per fare ciò noi decidiamo di affittare le e-bike che il comune di San Quirico mette a disposizione dei turisti gratuitamente per un’intera giornata.

In bici verso la Capella Vitaleta, sullo sfondo Pienza.

Gli itinerari possibili sono davvero tanti e per tutti i gusti. Kowalski e Fabio scelgono di affrontare il giro Vitaleta, un anello di poco meno di 30 km che partendo da San Quirico raggiunge la cappella Vitaleta.

Cappella Vitaleta, San Quirico d'Orcia.

Meravigliosa natura in Val d'Orcia: campi di grano, di papaveri e filari di cipressi.

Al termine del nostro giro restituiamo le bici all'ufficio del turismo, che si trova proprio di fronte alla Collegiata e prima di tornare verso casa ci rinfreschiamo con una buona birra artigianale al birrificio San Quirico.

Un'ottima ambrata!


Giovedì 7 giugno 2018 - Altri graziosi paesi e la splendida abbazia di Sant'Antimo
Quest’oggi percorriamo la statale 323 in direzione sud, Castiglione è l’ultimo comune della provincia di Siena dopo di che si sconfina in provincia di Grosseto. Il paesaggio che attraversiamo lungo la strada è decisamente diverso da quello della vicina Val d’Orcia, i profili delle colline sono meno dolci, sono ricoperti da boschi talvolta uliveti o piantagioni di alberi da frutta. Il primo paese che si incontra è Seggiano il paese dell’olio, poi Castel del Piano e Arcidosso. I principali prodotti di queste terre sono le ciliege, i funghi, le castagne.

Il pease di Seggiano.

Dopo aver visitato Arcidosso ritorniamo verso nord, per recarci all’Abbazia di Sant’Antimo. Una bella abbazia benedettina immersa negli ulivi fondata prima dell’anno 1000. L’edificio è costruito in travertino e alabastro che splendidamente “disegnano” le colonne, l’abside e la facciata. All'ombra degli ulivi pranziamo gustando i nostri panini al pomodoro, pecorino e finocchiona.


L'abbazia di Sant'Antimo.

Dopo un’ultima visita all’orto delle erbe aromatiche di Sant’Elengarda, ripartiamo diretti a Montalcino. La patria di uno dei vini più nobili d’Italia: il Brunello di Montalcino! L'equivalente del Barolo piemontese per intenderci. Vi consiglio di provare il gelato al brunello!

Montalcino.

Per cena torniamo a San Quirico alla Trattoria Osenna dove ci aspetta un buon piatto di pici e una fiorentina da 1 kg. Il locale è molto semplice e accogliente, il personale gentile, il cibo è davvero buono… cosa pretendere di più!

Cena alla Trattoria Osenna (San Quirico): pici, fiorentina e brunello!


Venerdì 8 giugno 2018 - Verso Carrara
È il giorno del trasferimento a Carrara, ma prima partire la mattina visitiamo Bagno Vignoli, una frazione di Castiglione. Al centro del borgo vi è una vasca di acqua termale: la Pozza d’acqua.
Da Bagno Vignoli passa la Via Francigena e forse proprio per questa ragione le acque termali che sgorgano in questo luogo sono state sfruttate sin dall’epoca romana.

Bagno Vignoli e la grande vasca termale che fa piazza del paese.

Dopo un'ultimissima passeggiata per Castiglione d’Orcia, paese medievale con case tutte in pietra poco turistico ma molto carino e ben conservato, carichiamo l’auto e partiamo diretti a Carrara.

Piazza Vecchietta, Castiglione d'Orcia.

Le case in pietra di Castiglione d'Orcia.

Più precisamente la nostra meta è Beddizano, una frazione di Carrara, che si trova lungo la strada che sale verso Colonnata. Qui abbiamo prenotato una depandance immersa tra i castagni, i proprietari di casa molto gentili ci hanno accolto con una bella chiacchierata e qualche utile consiglio.

Sabato 9 giugno 2018 - Le cave di marmo di Fantiscritti
Quest'oggi le Alpi Apuane ci aspettano! Il nome inganna, si chiamano Alpi ma in realtà ci troviamo nell'Appennino toscano. Questi monti sopra Carrara nel bene e nel male da circa 2000 anni sono scolpiti e modellati, oltre che dal tempo e dai fenomeni geologici, anche dall'uomo attraverso l'estrazione del marmo. Un'"erosione" che procede molto molto più veloce di quella naturale... ogni mese da queste cave se ne vanno circa 100000 tonnellate di roccia, l'equivalente di un cubo con il lato di 35 m!
Da geologa ho scelto di fermarmi due giorni in questi luoghi proprio per visitare le cave, in mattinata ci rechiamo alla Cava Fantiscritti. Qui due società diverse organizzano tour guidati: marmo tour per la visita alla cava sotterranea e marbletour per le visite alle cave a cielo aperto. Sempre a Fantascritti, di fianco al negozio di souvenir, è visitabile la Cava museo.
Se ne avete il tempo vi consigliamo di fare tutte e tre le cose che si completano a vicenda, scoprirete l'origine di questa roccia metamorfica, i motivi che l'hanno resa così famosa, preziosa e ricercata in tutto il mondo. Al museo avrete modo di vedere l'evoluzione delle tecniche di escavazione e le condizioni di lavoro dei cavatori.

 Scultura in marmo che raffigura uno dei mestieri più antichi e faticosi: il tecchiaiolo (Cava museo Fantiscritti).

Cava a cielo aperto che si raggiunge con il tour operato da Carrara Marbletour. Si sale in fuoristrada lungo la ripida e suggestiva stradina che percorrono i camion carichi di blocchi di marmo.

Per pranzo ci spostiamo verso Colonnata, qui a ogni passo e da ogni lato ci sarà una larderia pronta ad accogliervi... sarà difficile scegliere. Noi ci fermiamo al Bar da Mario per pranzo e alla larderia Al lardo al lardo per gli immancabili acquisti.

Tagliere di salumi e formaggi con l'immancabile lardo di Colonnata.

Nel tardo pomeriggio scendiamo verso Carrara. Una cittadina con belle piazze e strade strette con case colorate, sembra quasi di essere nella vicina Liguria. In questi giorni a Carrara si tiene il White Carrara downtown ed è davvero impossibile trovare un posto per cenare.

Piazza Alberica a Carrara.


Domenica 10 giugno 2018 - Un assaggio di Lunigiana
È il giorno del rientro, scegliamo di non prendere subito l'autostrada a Carrara, ma di percorrere la SP73. Superato Castelpoggio, una deviazione verso destra porta verso Campo Cecina uno splendido punto panoramico sulle cave... purtroppo giunti in cima le nuvole basse nascondo completamente la vista.

Vista sulle cave da Campo Cecina, foto gentilmente data da Kumpappa di Genova.

Riscendiamo quindi sino a imboccare nuovamente la SP73 e procediamo verso Fosdinovo un grazioso paese che si trova sulle alture della Lunigiana.
Dopo pranzo ripartiamo imboccando l'A12 verso Genova.

Fosdinovo: da un lato è rivolto verso le Alpi Apuane dall'altro vi è una terrazza, che guarda verso il mare,
dove lo sguardo arriva fino al golfo di La Spezia.

Da Fosdinovo passa la Via Francigena, in foto la Chiesa di San Remigio il protettore dei Pellegrini.

Fosdinovo in Lunigiana.




18 aprile 2018

Verso il Polesine

Quando ero piccola, uno dei viaggi avventurosi che facevo ogni due o tre anni era la gita in Veneto per pulire le tombe. Di solito avveniva in ottobre, in modo che alla festa di Ognissanti anche gli avi di laggiù fossero in ordine.
Era giunto il momento di tornare e con i miei genitori abbiamo pianificato anche un giretto nei dintorni.

Primo Giorno
Partiamo presto e, con il sole che sorge negli occhi, percorriamo la Torino-Milano in direzione est, procedendo poi verso Padova. Usciti dall'autostrada ci dirigiamo verso la povincia di Rovigo, per visitare il cimitero di Contarina. Una volta giunti lì davanti, ci ricordiamo che è lunedì mattina, quindi è chiuso e i lavori alle tombe vengono rimandati alla mattina successiva.
Percorriamo la Romea (SS309) in direzione inversa e ci troviamo costretti ad improvvisare il pranzo con toast e acqua in uno dei punti ristoro intorno a Chioggia, data l'intensità del traffico.
Raggiunta Padova, lasciamo auto e bagagli all'hotel e impieghiamo il resto del pomeriggio a girovagare per la città. Passiamo di fianco a Porta Pontecorvo e all'omonimo bastione, parte della cinta muraria del XIV secolo. 

Porta Pontecorvo

Imbocchiamo via Cavazzana che, costeggiando l'Abbazia di Santa Giustina conduce alla enorme e suggestiva piazza denominata Prato della Valle. Percorriamo l'ampio camminamento che conduce alla fontana centrale e ci prendiamo il nostro tempo per ammirare la piazza.

Abbazia di Santa Giustina

Prato della Valle

Ci dirigiamo verso la Basilica di S. Antonio da Padova passeggiando lungo via Beato Luca Belludi. Nella mia memoria c'è un'immagine della costruzione di quando ero bambina: la ricordo come immensa, circondata da un brulicare di persone più o meno chiassose. La costruzione è imponente, ma non tanto quanto nei miei ricordi; inoltre, nei giorni di agosto in cui ci siamo noi, la città è come assopita, in attesa che riaprano le università e ripartano i flussi dei turisti.

Abbazia di S. Antonio

Una volta usciti dalla Basilica, insisto perché si vada a visitare l'Orto Botanico situato a poca distanza. Uno dei documentari visti all'ora di cena aveva mostrato parte di questo complesso, cosa che aveva fatto nascere la curiosità di vederlo dal vivo.
Trascorriamo parecchio tempo esaminando la parte storica, creata nel 1545, suddivisa in sezioni e serre tematiche per agevolare l'osservazione e lo studio. Attraverso un tunnel di siepi si raggiunge la parte moderna dell'Orto e le nuove serre dall'aspetto futuristico. Il sito è patrimonio Unesco e vi consiglio caldamente una visita!

L'orto storico

L'orto contemporaneo

Vasca dell ninfee


Mentre il sole inizia a tramontare passeggiamo tra le vie che si snodano tra Prato della Valle e Porta Pontecorvo, trovando un ristorante delizioso in cui cenare. 


Un vicolo

Secondo Giorno
Ci alziamo di buon mattino e ci mettiamo in auto diretti a Contarina. I paesi sono cambiati e i comuni sono stati accorpati rispetto ai miei ricordi, ma essere lì richiama giorni spensierati in compagnia dei nonni e della famiglia. Una volta pulite le tombe, ci dirigiamo verso la meta scelta per la giornata: Ferrara.
Prima però, facciamo una deviazione all'Abbazia di Pomposa vicino a Codigoro. Felice come una bambina, visito il centro monastico partendo dal chiostro, passando dal refettorio affrescato e dalle celle dei monaci, fino a raggiungere l'interno dell'Abbazia, con i meravigliosi pavimenti a mosaico.

Facciata dell'Abbazia

L'interno

Lasciata questa oasi antica, proseguiamo lungo la Romea fino a raggiungere Ferrara. Parcheggiamo nei pressi del Castello e iniziamo a visitare il centro. Ma una volta giunti vicino alla Cattedrale lo stomaco inizia a brontolare, perciò cerchiamo un posto che cucini piatti tipici. 
Dopo esserci rifocillati, faccio fare alla famiglia quattro passi per digerire. Ho una missione: vedere la facciata di Palazzo dei Diamanti. Poiché è sede della Pinacoteca Nazionale, rinuncio alla visita degli interni, ma sono molto felice di averne potuto ammirare gli esterni e di aver sbirciato nella corte interna.

Corte interna a Palazzo dei Diamanti

Visitiamo il Castello Estense, in cui il percorso di visita si snoda tra sale informative, le cucine, i sotterranei e le celle, la loggia degli aranci e saloni affrescati. La visita è molto soddisfacente e si avvale di alcuni strumenti per osservare gli affreschi che aiutano a prevenire le cervicali.

Dettaglio sul fossato

La corte interna

Ritorniamo poi alla Cattedrale per visitare anche il suo interno. L'edificio vanta una storia quasi millenaria e presenta segni delle diverse epoche sia all'interno che all'esterno.

La Cattedrale
Rientriamo poi a Padova per cenare e preparare i bagagli.

Terzo Giorno
Il nostro desiderio oggi è visitare a Vicenza una delle ville Palladiane gioiello dell'architettura veneta, ma il clima è  nostro nemico. Lasciata Padova le nuvole ci accompagnano lungo la strada e una pioggia battente impedisce la visita. Decidiamo di anticipare il rientro e imbocchiamo l'autostrada in direzione Torino.

La Rotonda
Se vi interessano informazioni riguardo a Vicenza e a Villa Capra cliccate qui 

Consigli veloci

Alloggio a Padova: Hotel Maritan. Di fronte ad uno dei presidi ospedalieri della città, dista circa 15 minuti a piedi da Prato della Valle. Di facile accesso perché su una delle vie di scorrimento rapido, è un buon punto di appoggio se l'idea è di visitare anche altro al di fuori di Padova.

Il Ristorante Donna Irene in vicolo Pontecorvo a Padova è assolutamente da provare, specialmente d'estate per il suo dehor. Portate eccellenti e presentate molto bene, di prezzo medio alto. Ma una volta ogni tanto si può fare!

Il Panificio Cappelli a Ferrara è situato poco distante dalla Cattedrale e ha un piccolo dehor dove si possono gustare i tortelli e il panpapato! Consigliatissimo!