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24 giugno 2018

Un salto nella terra dei canguri - la famiglia e Canberra

L'Australia è lontana. Molto lontana. Ma se la mia unica e adorata sorella ci abita e decide di celebrare lì il suo (primo) matrimonio, cosa pensate che abbia fatto? Ho impacchettato genitori e me stessa e sono volata da lei e dal mio futuro cognato!

14 dicembre 2016
Lasciata l'auto in uno dei soliti parcheggi con navetta nei pressi di Milano Malpensa, ceniamo con toast e cappuccino, per entrare da subito nello spirito del viaggio, mentre attendiamo il volo. A causa della nebbia, la partenza è ritardata di una mezz'ora, ma sia io che i miei genitori siamo così emozionati che non ci lasciamo condizionare.

15 dicembre 2016
Le sei ore del primo volo sino ad Abu Dhabi trascorrono in fretta. L'aeroporto è sobrio, niente oro nei bagni e niente cammelli per trasportare i passeggeri dall'aeromobile all'aeroporto. 
Attenzione: le aree di attesa davanti ai gate sono libere finché non si avvicina l'ora dell'imbarco. Allora bisogna uscire e presentare nuovamente documenti e bagagli per l'ispezione. 
Su questo secondo volo viaggiamo tutti e tre separati, ma riesco a scambiare il mio posto con un posto corridoio, così posso andare spesso a visitare i miei. Trascorro il volo tra film, cibo (che ad un certo punto inizio a rifiutare a meno che non si tratti di frutta) e chiacchiere con i miei vicini di sedile britannici.

Il mio primo diario in solitaria
16 dicembre 2016
Che volo lungo! Il primo impatto con Sydney (e la famigerata Airport Security) è positivo: ci consentono di procedere ai controlli tutti e tre insieme e una volta fuori la temperatura è mite, a causa della pioggia. Clelia e Jonathan ci vengono a prendere in auto ma a causa del traffico non attraversiamo il famoso ponte sulla baia. Una volta sistemati a Willoughby e dopo aver fatto un primo pisolino, seguiamo gli sposi nella vicina Chatswood per gli ultimi acquisti prima del grande giorno e pranziamo in un ristorante Thai, dove ci raggiungono la mamma dello sposo e un'amica, impegnate a preparare i fiori. La giornata si conclude molto presto, dato che siamo esausti e scombussolati dal jet lag.
Chatswood


17 dicembre 2016

Improvvisamente mi sono resa conto di essere dall'altra parte del mondo: ero a testa in giù, davanti alla baia che fino a quel momento era solo un'immagine nei documentari.

Baia di Sydney vista da sotto l'Harbour Bridge

Trascorriamo la mattina passeggiando nel parco di North Sydney, lasciandoci sopraffare dal cielo, dai profumi, dalla massiccia struttura del ponte e prendendoci il tempo per essere famiglia davanti ad un caffé.

Trascorriamo il pranzo e il pomeriggio di nuovo a Chatswood, tra i suoi centri commerciali e negozi. Sperimentiamo Yam Cha, il tradizionale brunch cinese, in cui i camerieri girano per il ristorante con carrelli colmi di cibo, da cui si sceglie cosa condividere alla propria tavola. Usciti con la pancia più che piena, cerchiamo di abituarci alle decorazioni natalizie mentre siamo in pantaloncini e maniche corte.
Decorazioni in uno dei centri commerciali
18 dicembre 2016
Today is the day! Siamo tutti un poco agitati, ma Clelia col vestito riarrangiato della nostra mamma è bellissima, Jon è teso ma adorabile e gli amici della nostra tavolata chiacchierano volentieri con noi. L'atmosfera che viviamo dal Balmoral Beach Club è gioiosa e la vista sulla baia resta una delle mie preferite di questo viaggio.

Balmoral Beach
Finiti i festeggiamenti, impacchettiamo i nostri averi e ci trasferiamo a casa di Clelia e Jon a Canberra. Di questo viaggio non ricordo nulla. Son crollata non appena salita in auto.

19 dicembre 2016
Ci svegliamo con qualche nuvola sopra Woden, il quartiere a sud di Canberra dove abitano Clelia e Jon. Dopo una colazione tutti insieme Jon inforca la sua bici elettrica e va al lavoro, mentre noi passeggiamo fino al vicino centro commerciale. Terminato di fare la spesa, tra frutti succulenti e confezioni gran risparmio, torniamo a casa e decidiamo per una passeggiata verso il lago. Ritorniamo perciò verso la Woden Bus Station, dove saliamo sul 300, bus rapido che in 15 minuti, costeggiando l'area delle ambasciate, porta nei pressi del Canberra Theatre.

Civic Square e i mercatini di Natale
Pranziamo al Canberra Center e da lì iniziamo la nostra passeggiata. Attraversiamo il National Convention Centre fino a Constitution Avenue  e Allara St. Una passerella conduce al Commonwealth Park, dove in primavera si svolge Floriade
Raggiungiamo il punto informazioni in cui prendiamo alcuni depliant e da cui si ha una splendida vista sul bacino centrale del Burley Griffin Lake. Riusciamo anche ad ammirare il Capitan Cook Memorial Jet in funzione. 

Il lago e il Memorial Jet
Costeggiamo il lago passando vicino ai Nara Cherries, ciliegi donati dalla città giapponese di Nara, con cui Canberra è gemellata. Attraversiamo il ponte della Commonwealth Avenue e scendiamo attraverso il parco sulla sponda del lago opposta al punto informazioni. Costeggiamo l'Australian of the Year Walk e poi tagliamo attraverso i prati sino alla National Library.

La National Library
Cotti dal sole, riprendiamo il bus verso Woden per cenare tutti insieme.

20 dicembre 2016
La meta di oggi è il War Memorial, a cui si arriva con il bus 300 (lo stesso preso ieri per il centro città) e il bus 10 o 81. L'edificio è solenne e alla sua sinistra di soldati a dorso di mulo adornata di finti papaveri mi colpisce molto. Il museo è gratuito, così come lo è il guardaroba in cui è necessario lasciare gli zaini.

I papaveri simboleggiano il ricordo per i caduti in guerra.
L'idea della struttura è un memoriale in cui ricordare tutte le guerre, anche se non è così nella realtà. La storia è fatta dai vincitori e non dai vinti. tuttavia la raccolta di testimonianze, fotografie ed elementi bellici è interessante e ben organizzata. 
Di fronte all'ingresso del Memorial, si apre l'Anzac Parade, una spianata che, con il suo asse prospettico, conduce lo sguardo fino a Capital Hill.

Anzac Parade 
Data la scarsità di bus in questi giorni di festa, scegliamo di tornare verso il centro a piedi e riprendiamo il 300 verso Woden. 
Trascorriamo il pomeriggio sbrigando faccende domestiche, mentre la sera incontriamo a cena una coppia di amici di Jon e Clelia in un ristorante indiano a Kingston. Dopo aver diviso alcune portate, facciamo una passeggiata lungo Eyre St fino ad Eastlake Parade, lungolago che ricorda le passeggiate delle città turistiche marittime, circondato di edifici moderni.

Kingston on the Foreshore
21 dicembre 2016
C'è meno vento di ieri e fa subito più caldo. Altro che primo giorno di inverno!
La prima tappa di oggi è il quartiere di Manuka e la sua area commerciale: è molto simile alle nostre città, con una piazza centrale vissuta e circondata da caffè.

Manuka
Per raggiungere questa zona, abbiamo utilizzato il bus 3 da Ainsworth Street. La linea fa più fermate, ma proprio per questo ci permette di vedere alcune aree sconosciute, tra cui quella dell'ospedale. Compriamo alcune stuzzicherie per fare un pic nic e raggiungiamo Jon alla National Library. 
Fare pic nic è sempre bello!
Proseguiamo la nostra giornata passeggiando lungo la Queen Elizabeth Terrace, attraversando l'International Flag Display, fino a raggiungere la National Gallery of Australia, che ospita la collezione permanente ad entrata libera e mostre tematiche a pagamento. Passiamo oltre la National Portrait Gallery per raggiungere il vecchio parlamento, edificato il linea con il nuovo a Capital Hill e il War Memorial. 

Installazione di arte aborigena
Nel vecchio parlamento ha ora sede il Museum of Australian Democracy e fa riflettere che proprio qui di fronte si sia insediata la Tent Embassy, l'ambasciata fatta di costruzioni precarie realizzata dagli aborigeni che chiedono di essere riconosciuti come essere umani e popolo.

La scritta "SOVEREIGNITY" di fronte al vecchio parlamento.
Riflettendo sull'uomo e la sua incapacità alla concordia rientriamo a casa. 

22 dicembre 2016
In tarda mattinata usciamo per una passeggiata verso Lauceston Street nel quartiere di Lyons dove Clelia e Jon hanno abitato per un po'. Si trova oltre il centro commerciale di Westfield Woden ed è attraversato da numerosi sentieri e percorsi ciclabili, tuttavia è abbastanza selvaggia come area e posso capire come mai erano timorosi a rientrare a piedi la notte.

Lyons
Mentre Clelia va al lavoro, noi pranziamo in fretta e poi prendiamo il bus verso Capital Hill, sede del parlamento, dove ci riuniremo per una visita pomeridiana. Prima di poter accedere all'edificio attraversiamo i controlli di sicurezza, severi come in aeroporto, e dato che il parlamento non è in seduta possiamo vagare liberamente tra il Senato e la House of Representative. 

L'aula del Senato
Con un ascensore è possibile salire sul tetto, da cui si gode una magnifica vista sulla città.

Struttura metallica sulla copertura di Capital Hill
23 dicembre 2016
La mattina è occupata dalla preparazione dei bagagli, ma raggiungiamo in tarda mattinata Clelia e Jon e alcuni loro amici a Nara Park, dove trascorriamo qualche piacevole momento insieme. Dopodiché Clelia torna a lavorare e noi, in auto con Jon, facciamo un giro tra gli edifici delle ambasciate.

Ingresso dell'ambasciata coreana
Terminato il tour (solo in auto) ci dirigiamo a Manuka per incontrarci con Clelia e due amici conosciuti al matrimonio e bere insieme a loro un caffè freddo di dimensioni giganti.


Con il sole che si abbassa lento verso l'orizzonte, Jon ci porta su Mount Stromlo, a caccia di canguri vicino all'osservatorio astronomico. Per quanto le mamme con i piccoli che spuntano dai marsupi ispirino tenerezza, la circospezione con cui i maschi osservano chi si avvicina e i possenti muscoli ben visibili ci fanno stare a distanza di sicurezza.

Canguri allo stato brado
Si conclude qui la nostra permanenza a Canberra, domani ci trasferiremo nuovamente a Sydney per trascorrere le feste di Natale e i giorni che ci separano dalla partenza con la mamma e il papà di Jon.



13 maggio 2018

California on the road: da Los Angeles a San Francisco

Per un'amante del cinema come me la California (e soprattutto Los Angeles) ha sempre rappresentato una meta da sogno, così nell'estate del 2014, complice la volontà di un'amica di fare un viaggio lontano, sono volata sulla costa ovest degli Stati Uniti per un viaggio organizzato nell'assolata Cali.

3 settembre 2014
Di prima mattina prendiamo il bus che da Torino ci porterà a Milano Malpensa, fatto il check-in saliamo sul primo aereo che ci porta dall'Italia a Londra e poi affrontiamo le 12 ore di volo che ci separano da Los Angeles.

Giunte a LAX è sera dai finestrini riusciamo a vedere la superstrada che circonda la città e il suo celebre traffico! Dopo aver fatto i controlli di sicurezza contattiamo il tour operator che ci indica dove prendere la navetta che ci porterà in hotel per trascorrere la prima notte californiana.

4 settembre 2014
Sveglia presto e prima colazione da "campioni"! Recuperiamo i bagagli e incontriamo il nostro gruppo nella hall, poi ci mettiamo in marcia per la nostra prima tappa.
Da Los Angeles ci dirigiamo verso est sull'autostrada 15 per raggiungere Calico.
Calico è una delle tante città minerarie che si trovano in quello che era il vecchio West. Intorno al 1880 la città è passata da avere poco più di 100 abitanti fino a un massimo di 1200, successivamente l'avvento della tecnologia, il crollo del prezzo dell'argento e l'esaurirsi delle miniere ha fatto sì che gli abitanti la abbandonassero facendola divenire (già a inizio '900) una città fantasma. Dagli anni '50 è iniziato il recupero della città che ora è possibile visitare.
La clinica di Calico, tutte le pareti sono ricoperte da fondi di bottiglie di vetro.

Panorama di Calico dall'alto.
Dopo aver gironzolato tra le stradine polverose e aver pranzato con un sandwich e un'insalata risaliamo sul bus per raggiungere la nostra prossima tappa, che ci porterà fuori dal territorio californiano, infatti ci spostiamo in Nevada verso the fabulous Las Vegas!
Già dalla strada che ci porta all'hotel capiamo che questa città è tutto quello che si immagina... una cattedrale del deserto, inno alla stravaganza e alla follia! Prima ancora di essere scesi dal bus vediamo cappelle per matrimoni, edifici con architetture folli e caos gioioso... ed è ancora giorno! 
Il nostro tour prevede per la serata un'escursione facoltativa con la guida a cui rinunciamo optando per un'esplorazione in autonomia (si rivelerà un'ottima decisione), ceniamo presto al self service dell'hotel e poi andiamo alla scoperta della Strip.
Vista sulla Strip.
Le attrazioni da visitare sono fondamentalmente gli altri hotel che si trovano vicino al nostro. 
Quindi iniziamo il nostro giro intorno al mondo... partiamo da MonteCarlo, dove alloggiamo, poi ci rechiamo nella stupenda New York e porgiamo i nostri saluti alla Statua della Libertà, dopo aver ammirato l'imponente leone della MGM, torniamo in "Europa". Prima al Bellagio, dove assistiamo allo stupendo spettacolo delle fontane danzanti (come se fossimo nella scena finale di Ocean's eleven) e visitiamo il giardino botanico; poi raggiungiamo Roma (Caesar Palace), Parigi (Paris-Las Vegas) e Venezia (The Venetian).
Le fontane danzanti, sullo sfondo il Bellagio e il Ceasar Palace.

Il Paris-Las Vegas con la Tour Eiffel.
Tutto ciò che vediamo è folle e kitch ma non potrebbe essere più bello di così; è il fascino di questa città in cui nulla è proibito e tutto è possibile.
Un'avvertenza: all'esterno la temperatura (anche di sera) è oltre 35°C, negli hotel è circa 18°C, vestitevi prima di entrare in un edificio e comprate dell'acqua per sopravvivere all'esterno. 



09 febbraio 2018

Pinguine a metà - Edimburgo

Noi stiamo per ripartire, ma in attesa del nuovo tour di Edimburgo, iniziate ad amarla leggendo questo primo resoconto.


Nel febbraio 2016, la tentazione di tornare in Scozia per visitare la capitale è forte. A causa degli impegni lavorativi, Kowalski e Soldato rimangono alla base, mentre Rico e Skipper volano nuovamente verso nord.
Siamo nel periodo del Six Nations quindi trovare alloggi per i fine settimana non è né semplice né del tutto economico, ma con pazienza e attenzione si riesce a individuare una soluzione interessante.


5.02
Partiamo da Milano Malpensa con il volo serale delle 19.55, ma una volta raggiunto l'aeroporto di Edimburgo sappiamo già come muoverci. La nostra host della stanza presa in affitto ci aspetta fino a tardi e ci accoglie con una tisana fumante. Alloggiamo nuovamente nella zona di Haymarket, perché ci è piaciuta molto. Ma non valutiamo la chiusura delle strade a partire da lì sino al Murrayfield Stadium del giorno seguente. La host ci informa degli orari e dei percorsi alternativi per raggiungere casa qualora volessimo fare avanti e indietro.
Ci ritiriamo nella nostra stanza pronte a riposarci sotto la coperta in tweed.

6.02
Iniziamo la giornata con una lauta colazione per poi dirigerci alla stazione di Haymarket e da lì prendere il tram verso il centro città. Il biglietto si fa sulla banchina presso le macchinette automatiche, ma fate attenzione a non farlo con troppo anticipo perché la sua validità ha inizio dal momento dell'emissione.

Scott Monument
Scendiamo su Princes St, vicino allo Scott Monument e ci inoltriamo verso la New Town. Come prima meta scegliamo la Scottish National Portrait Gallery: la Great Hall che accoglie i visitatori lascia a bocca aperta per la ricchezza decorativa. Girovaghiamo prendendo nota di cosa visitare quando torneremo tutte e quattro insieme, dopodichè usciamo e ritorniamo sui nostri passi. 

Great Hall
Attraversiamo St Andrews Square per cercare la pedonale Rose St, lungo la quale sono segnalati numerosi pub che trasmettono i match di rugby. Passeggiamo osservando e cercando di scegliere un pub per la visione finché non raggiungiamo Charlotte St che ci riconduce su Princes St. 
Rose Street
Visitiamo lo spazio verdeggiante che circonda St. Cuthbert Church poi ci dirigiamo verso il Farmer's Market che ha luogo in Castle Terrace. I prodotti sono invitanti ma non ci lasciamo tentare.


Farmer's Market in Castle Terrace
Scendiamo lungo Cornwell St fino a raggiungere la Usher Hall e decidiamo di pranzare in un ristorante poco lontano, in attesa di sentire il colpo di cannone sparato dal castello alle 13. Probabilmente a causa della ciotola fumante di ramen, probabilmente a causa delle chiacchiere, non arriviamo in tempo per ascoltare il One O'clock Gun.


Usher Hall
Riprendiamo la strada attraverso i Princes St Gardens fino a raggiungere la Scottish National Gallery, ove riponiamo giacche e borse in un armadio a moneta (che funziona da offerta per il museo). Passeggiamo per le sale godendoci il tepore e ammirando diversi paesaggi.


Scottish National Gallery
Uno sguardo all'orologio ci dice che è ora di muoverci: riprese le giacche, torniamo su Rose St ed entriamo in un pub, gremito ma dove pare ci sia spazio anche per noi.
Nel caos goliardico guadagniamo una pinta a testa e un angolino, da cui guardiamo Francia-Italia. Poco prima del secondo match, Scozia-Inghilterra, il pub si svuota, perciò riusciamo a sederci. Ci stupiamo come molti autoctoni non paiano così interessati alle sorti della squadra locale.


Interno del pub
Sorseggiamo la nostra seconda pinta, dato che anche in questa partita la squadra che tifiamo è in netto svantaggio. Conclusi entrambi i match camminiamo su Rose St, finché non scegliamo di cenare al Mussel Inn Sea Food, con una buona zuppa calda.

27 gennaio 2018

Cracovia, per non dimenticare

Ho sempre desiderato visitare Cracovia, è un desiderio che nasce dal mio interesse per la storia della seconda guerra mondiale, dalla passione per il cinema e dall'aver ascoltato le canzoni di Guccini sin da bambina; è un desiderio che ho condiviso con i miei genitori per lungo tempo e lo scorso ottobre ho avuto la possibilità di realizzarlo proprio insieme a loro. Così un anno dopo essere stati a Berlino, grazie a un viaggio organizzato, siamo volati in Polonia.

7 ottobre 2017
La partenza è fissata per la mattina di sabato dall'aeroporto di Milano Malpensa, così dopo aver lasciato l'auto al parcheggio ci rechiamo al terminal e ci imbarchiamo. Facciamo la conoscenza dei nostri compagni di viaggio solo all'arrivo a Cracovia, tutti insieme ci trasferiamo in hotel e dopo un rapido pasto ci spostiamo con i mezzi pubblici verso il centro città.
Giunti in centro iniziamo un tour con una guida locale che ci illustrerà i monumenti principali e la storia della città, il tutto arricchito da simpatici aneddoti e curiose leggende. 
Lungo la Vistola, panorama della collina del Wawel su cui si riconoscono la cattedrale e il castello.
La nostra prima tappa è bulwar Czerwienski (come avrete capito il polacco non è proprio una lingua semplice) da cui possiamo ammirare il complesso del castello del Wawel e il lungo Vistola, che percorriamo fino ad arrivare alla statua del drago simbolo di Cracovia. La leggenda narra che in una grotta sotto il castello vivesse un drago molto ghiotto di fanciulle e che solo la furbizia di un semplice giovanotto, che imbottì di zolfo una pelle di agnello, salvò la città. 
Ogni cinque minuti circa il drago Wawel sputa fuoco.
Proseguiamo la visita risalendo la collina per ammirare la cattedrale e il cortile del castello, il quale è stato progettato da architetti italiani rinascimentali che dovettero adattare i progetti in voga nel nostro paese con le esigenze polacche. Infatti per poter avere una maggiore luce, il piano nobile è stato spostato al secondo piano e le colonne sono doppie.
Scendiamo dalla collina del Wawel per imboccare ulica Kanonicza, la via più antica della città dove, al numero 19, ha sede l'Arcivescovato in cui prestò servizio Papa Giovanni Paolo II. Continuiamo a percorrere il centro storico (quasi interamente pedonale) tra viette in acciottolato e piazze lastricate fino a raggiungere il Collegium Maius, la più antica università della Polonia. Dove dal 1491 al 1495 studiò Niccolò Copernico e dove il 6 novembre 1939 l'intero corpo docente fu deportato dai nazisti perché avevano deciso di ricominciare i corsi universitari, contravvenendo agli ordini del Reich.
Il cortile del Collegium Maius.
Mentre le ombre iniziano ad allungarsi raggiungiamo Rynek Glowny (piazza del mercato), centro culturale della città, la piazza è un enorme quadrato di 200 metri di lato con al centro la bellissima struttura del mercato coperto, una volta sede del mercato delle stoffe ora di negozietti di souvenir più o meno pregiati. Da un lato della piazza c'è la torre del municipio (unica parte rimanente, il resto è stato demolito nel 1820) e dall'altra la medioevale basilica di Santa Maria con i due campanili diversi.
Basilica di Santa Maria.
Percorriamo ancora via Florianska fino all'omonima porta, dove la guida ci saluta e il gruppo si separa per cenare e fare ritorno in hotel per la notte.

14 gennaio 2018

24 ore a Barcellona

Se la vita quotidiana ti stressa e hai bisogno di staccare, fai come le Pinguine: scegli un evento in Europa e inseguilo.
Già lo scorso anno Rico e Skipper hanno fatto la follia di volare a Londra per meno di 48 ore, ma con l'ottima motivazione di vedere a teatro due mostri sacri: sir Ian Mckellen e Patrick Steward.
Questa volta si sono migliorate e sono state a Barcellona per ventiquattro ore scarse per portare Rico in adorazione alla mostra itinerante su Game of Thrones.
A fine settembre, belle come il sole di fine estate, le due Pinguine trovano un volo super economico con Vueling che acquistano senza ulteriori riflessioni. Il primo di ottobre, a Barcellona votano per l'indipendenza con tutto il caos che ne consegue. Il viaggio viene quindi messo in stand-by finché le acque non si siano calmate. A metà novembre decidono per la partenza e prenotano un hostal nei pressi del porto, praticamente di fronte al Museo Marittimo, sede della mostra.
"You win or you die."

Sabato 2 dicembre
Il volo parte da Torino Caselle alle 14 e 10, con 10 minuti di anticipo. E infatti Rico e Skipper sperimentano controlli e imbarco più rapidi della loro carriera di viaggiatrici. Inoltre il volo, leggermente turbolento, atterra a Barcellona El Prat con 25 minuti di anticipo. Tempo che hanno sprecato a cercare la Metro e scoprire che giusto quel fine settimana sarebbe stata fuori servizio (controllate sempre prima di partire!). Ripiegano quindi sul bus 46 che fa capolinea in Avenida Paral-lel, vicino a Plaça Espanya. Proseguendo a piedi per una mezz'ora circa in direzione porto raggiungono l'Hostal Bcn Port, dove lasciano gli zaini. Decidono poi per una passeggiata, che costeggia il Museo Marittimo (intanto si fanno un'idea di dove sia l'ingresso della mostra) e prosegue lungo la Rambla fino a raggiungere la Plaça Reial, piazza chiusa a pianta rettangolare ornata di portici su tutti i lati. Tra gruppi di adulti che giocano alla caccia al tesoro e luci natalizie scelgono una cerveceria per un aperitivo e un tocco di calore. La Cerveceria Canarias propone un assortimento di tapas, di cui scelgono i calamares fritos e una tortilla de patatas, accompagnati da una Barcelona beer e un calice di Diorama syrah.
Aperitivo alla cerveceria Canarias.
Proseguono verso Plaça de Catalunya da dove prendono la Metro linea rossa in direzione Hospital de Bellvitigie. Scendono a Plaça Espanya e percorrono Avenida Reina Maria Cristina fino alla Fontana magica. Assistono all'inizio dello spettacolo di musica e luci, prima di dirigersi verso la Cañota, ristorante di tapas poco distante dalla fontana. Scelgono una zuppa galega con cavolo nero e patate e dividono un piatto di pulpo grigliato e delle crocchette di baccalà. Tra tutto, solo le crocchette, preparate con troppa panna, non incontrano i loro gusti. Sazie e soddisfatte, prendono la Metro linea verde da Plaça Espanya per tornare al loro hostal. 
Lo spettacolo della fontana magica.


Domenica 3 dicembre
Ecco un consiglio di prima mattina: portate sempre con voi un paio di tappi per le orecchie, in modo che possiate godere di una buona notte di riposo. Delle due, Rico era attrezzata, mentre Skipper ha ascoltato le tv accese di tutto l'hostal. Una volta consegnate le chiavi,  risalgono un pezzettino Avenida Paral-lel alla ricerca di un posto per la colazione e con la folle cifra di 5 euro mangiano una sfoglia con uvetta e un caffè a testa. Anzi, Skipper ne prende due! Cariche come non mai, raggiungono l'ingresso della mostra, collocato sul fianco del Museo Marittimo, all'inizio di Avenida Paral-lel. L'organizzazione è subito efficiente: gli zaini si possono lasciare negli armadietti con chiave che restituiscono l'euro di cauzione una volta liberati; per i trolley invece non erano visibili spazi appositi. La scelta di prenotare il secondo ingresso della giornata è vincente: non ci sono code una volta passati i biglietti allo scanner e lo spazio espositivo è vivibile.
La scelta della location conferisce maggiore solennità agli oggetti in mostra: invece di un padiglione sterile le pareti in arenaria, gli archi e le volte lignee partecipano alle ambientazioni. La mostra è strutturata in modo da essere totalmente mascherata finché, dopo una prima sala con gli stendardi delle casate e un filmato introduttivo, non si aprono le porte su Westeros. Il percorso accompagna i visitatori alla conoscenza dei diversi personaggi e delle famiglie a cui appartengono attraverso numerosi costumi, spade e altri oggetti scenici. L'illuminazione sottolinea ed enfatizza i passaggi tra diversi luoghi e situazioni. Ci sono oltretutto riproduzioni di spade e ambientazioni utilizzabili dai visitatori per fare foto. All'uscita un bookshop tenta i fan più sfegatati (ma anche i neofiti) con quaderni, magliette, cappelli di lana e altri oggetti.

Ricostruzione dell'interno della piramide di Meereen.

Una volta uscite, le due pinguine proseguono verso il porto per vedere la statua di Cristoforo Colombo che punta verso le Indie. Dato che la zona è affollata e l'unica attrazione sembra essere un centro commerciale, le due pinguine riprendono la Rambla fino ad incrociare carrer de Ferran che porta sul retro della Cattedrale. Dopo una rapida visita al chiostro e alla facciata si ritorna sulla Rambla, lungo cui scelgono un locale per riposare le gambe e pranzare. Spaparanzate sulle panche, scelgono un burger di Angus (perchè la Scozia è sempre con noi) presentato su una fetta di pan focaccia con sopra mele, cipolle caramellate, pomodori secchi e rucola. Per le patatine creano una salsa special con ketchup e tabasco, che aiuta a far scendere il burger. 


Colombo indica la via per le Indie.

Passeggiano poi verso Plaça Espanya, percorrendo calle Tallers, calle Valdonzella, calle Floridablanca e avenida Mistral, fino a incontrare Avenida Paral-lel. Da lì, prendono al volo al capolinea in bus 46 che le riporta in aeroporto.

09 luglio 2017

Scozia - atto terzo

Da Inverness a Edimburgo


12 agosto 2015
La prima tappa della giornata è il Culloden Campfield. Usciamo da Inverness in direzione est e imbocchiamo la B9006 che conduce al Culloden Visitor Centre; la struttura di ricezione fa da sipario al campo di battaglia, a cui si accede attraverso un'apertura squadrata. Dedichiamo parecchio tempo a esplorare l’area, seguendo i sentieri, osservando le posizioni degli eserciti (inglese e scozzese) e leggendo i nomi dei clan sterminati in questa breve ma sanguinosa battaglia che pose fine alla rivolta giacobita, iniziata da Bonnie Prince Charlie, e con essa alla cultura dei clan in Scozia. Il nostro consiglio è di dedicare una mezza giornata a questo luogo, senza fretta e con attenzione.


Culloden Campfield


Ingresso 
Dopo una sosta allo shop per riprenderci dalle emozioni, proseguiamo la nostra giornata seguendo la A9 (poi A99) fino a Wick, meta scelta a causa di alcune curiosità, ma che in realtà risulta poco attraente. Passeggiamo nella speranza di trovare qualche cosa che possa risollevarla dall’impressione iniziale, ma non troviamo nulla.

Decorazioni floreali a Wick
Ci spostiamo perciò alla Old Pulteney Distillery; gli orari delle visite non sono a nostro favore, per cui acquistiamo dei campioncini di whisky da assaggiare (si tratta in fondo della distilleria più a nord sulla terra ferma) e iniziamo il ritorno verso Inverness. Lungo la A99, all’altezza di Sarclet, troviamo le indicazioni di una scogliera e facciamo una deviazione. La piccola baia circondata dalle scogliere e il sole caldo ci ripagano della precedente delusione.

Le scogliere di Sarclet
Ripresa la strada principale decidiamo di compiere una seconda deviazione, verso i Camster Cairns, un complesso di tumuli tra i più antichi della Scozia, risalenti al neolitico. La strada per raggiungerli è stretta, con piazzole in entrambi i sensi di marcia per lasciare il passaggio a chi giunge in direzione opposta. Ma il complesso, gratuito, merita una visita! Fate attenzione a rimanere sulle passerelle, dove presenti!


Camster Cairns
Rientriamo quindi a Inverness e ceniamo nuovamente al Castle Tavern, dividendoci un antipasto di salmone scozzese e assaggiando altre prelibatezze locali.
Rientrate in ostello, trascorriamo una piacevole serata.

Dal diario di bordo - ore 23:
“[...] Siamo attorno a una tavola rotonda a parlare di BLOG ed è tutto molto offuscato. Sarà la birra a cena? Sarà la birra dopo cena? Sarà la torta al whisky? Sarà il whisky dopo la torta? [...]”

Quella sera è stata forse l’inizio del nostro progetto!


26 giugno 2017

Scozia - atto primo

Edimburgo


7 agosto 2015
Lasciata l’auto in uno dei parcheggi coperti di Malpensa, ci concediamo una merenda tardiva dopo aver superato i controlli. Il volo è rapido e l’aeroporto di Edimburgo ci accoglie con una fresca brezza che apprezziamo con grande gioia!
Ceniamo tristemente in aeroporto (la cena più cara dell’intera vacanza!) prima di cercare un mezzo per andare in centro città. Esistono sia bus sia tram, ma per comodità scegliamo il bus, dato che il capolinea è esattamente fuori dagli arrivi e il biglietto si fa in un gabbiotto appena prima di salire. Nel buio della sera raggiungiamo il nostro alloggio, a due minuti dalla fermata di Haymarket. Per i tifosi di rugby, il bus transita di fronte allo storico pub The Murrayfield Hotel, luogo in cui tutti i tifosi senza biglietto si ritrovano per vedere i match nel caso in cui non siano stati abbastanza rapidi da acquistarne uno per lo stadio adiacente.


Un affaccio sui cortili interni di Haymarket
Trascinati i bagagli all’ultimo piano del nostro hotel, ci concediamo una passeggiata lungo Maitland Street e Shandwick Place finchè non vediamo la silhouette illuminata del castello. La sera del nostro arrivo coincide con l’apertura del Military Tattoo Festival e siamo così fortunate da ammirare i fuochi dalla Castle Terrace.

Fuochi artificiali per l'apertura del Tattoo Military Festival
Un particolare dei fuochi d'artificio