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14 gennaio 2018

24 ore a Barcellona

Se la vita quotidiana ti stressa e hai bisogno di staccare, fai come le Pinguine: scegli un evento in Europa e inseguilo.
Già lo scorso anno Rico e Skipper hanno fatto la follia di volare a Londra per meno di 48 ore, ma con l'ottima motivazione di vedere a teatro due mostri sacri: sir Ian Mckellen e Patrick Steward.
Questa volta si sono migliorate e sono state a Barcellona per ventiquattro ore scarse per portare Rico in adorazione alla mostra itinerante su Game of Thrones.
A fine settembre, belle come il sole di fine estate, le due Pinguine trovano un volo super economico con Vueling che acquistano senza ulteriori riflessioni. Il primo di ottobre, a Barcellona votano per l'indipendenza con tutto il caos che ne consegue. Il viaggio viene quindi messo in stand-by finché le acque non si siano calmate. A metà novembre decidono per la partenza e prenotano un hostal nei pressi del porto, praticamente di fronte al Museo Marittimo, sede della mostra.
"You win or you die."

Sabato 2 dicembre
Il volo parte da Torino Caselle alle 14 e 10, con 10 minuti di anticipo. E infatti Rico e Skipper sperimentano controlli e imbarco più rapidi della loro carriera di viaggiatrici. Inoltre il volo, leggermente turbolento, atterra a Barcellona El Prat con 25 minuti di anticipo. Tempo che hanno sprecato a cercare la Metro e scoprire che giusto quel fine settimana sarebbe stata fuori servizio (controllate sempre prima di partire!). Ripiegano quindi sul bus 46 che fa capolinea in Avenida Paral-lel, vicino a Plaça Espanya. Proseguendo a piedi per una mezz'ora circa in direzione porto raggiungono l'Hostal Bcn Port, dove lasciano gli zaini. Decidono poi per una passeggiata, che costeggia il Museo Marittimo (intanto si fanno un'idea di dove sia l'ingresso della mostra) e prosegue lungo la Rambla fino a raggiungere la Plaça Reial, piazza chiusa a pianta rettangolare ornata di portici su tutti i lati. Tra gruppi di adulti che giocano alla caccia al tesoro e luci natalizie scelgono una cerveceria per un aperitivo e un tocco di calore. La Cerveceria Canarias propone un assortimento di tapas, di cui scelgono i calamares fritos e una tortilla de patatas, accompagnati da una Barcelona beer e un calice di Diorama syrah.
Aperitivo alla cerveceria Canarias.
Proseguono verso Plaça de Catalunya da dove prendono la Metro linea rossa in direzione Hospital de Bellvitigie. Scendono a Plaça Espanya e percorrono Avenida Reina Maria Cristina fino alla Fontana magica. Assistono all'inizio dello spettacolo di musica e luci, prima di dirigersi verso la Cañota, ristorante di tapas poco distante dalla fontana. Scelgono una zuppa galega con cavolo nero e patate e dividono un piatto di pulpo grigliato e delle crocchette di baccalà. Tra tutto, solo le crocchette, preparate con troppa panna, non incontrano i loro gusti. Sazie e soddisfatte, prendono la Metro linea verde da Plaça Espanya per tornare al loro hostal. 
Lo spettacolo della fontana magica.


Domenica 3 dicembre
Ecco un consiglio di prima mattina: portate sempre con voi un paio di tappi per le orecchie, in modo che possiate godere di una buona notte di riposo. Delle due, Rico era attrezzata, mentre Skipper ha ascoltato le tv accese di tutto l'hostal. Una volta consegnate le chiavi,  risalgono un pezzettino Avenida Paral-lel alla ricerca di un posto per la colazione e con la folle cifra di 5 euro mangiano una sfoglia con uvetta e un caffè a testa. Anzi, Skipper ne prende due! Cariche come non mai, raggiungono l'ingresso della mostra, collocato sul fianco del Museo Marittimo, all'inizio di Avenida Paral-lel. L'organizzazione è subito efficiente: gli zaini si possono lasciare negli armadietti con chiave che restituiscono l'euro di cauzione una volta liberati; per i trolley invece non erano visibili spazi appositi. La scelta di prenotare il secondo ingresso della giornata è vincente: non ci sono code una volta passati i biglietti allo scanner e lo spazio espositivo è vivibile.
La scelta della location conferisce maggiore solennità agli oggetti in mostra: invece di un padiglione sterile le pareti in arenaria, gli archi e le volte lignee partecipano alle ambientazioni. La mostra è strutturata in modo da essere totalmente mascherata finché, dopo una prima sala con gli stendardi delle casate e un filmato introduttivo, non si aprono le porte su Westeros. Il percorso accompagna i visitatori alla conoscenza dei diversi personaggi e delle famiglie a cui appartengono attraverso numerosi costumi, spade e altri oggetti scenici. L'illuminazione sottolinea ed enfatizza i passaggi tra diversi luoghi e situazioni. Ci sono oltretutto riproduzioni di spade e ambientazioni utilizzabili dai visitatori per fare foto. All'uscita un bookshop tenta i fan più sfegatati (ma anche i neofiti) con quaderni, magliette, cappelli di lana e altri oggetti.

Ricostruzione dell'interno della piramide di Meereen.

Una volta uscite, le due pinguine proseguono verso il porto per vedere la statua di Cristoforo Colombo che punta verso le Indie. Dato che la zona è affollata e l'unica attrazione sembra essere un centro commerciale, le due pinguine riprendono la Rambla fino ad incrociare carrer de Ferran che porta sul retro della Cattedrale. Dopo una rapida visita al chiostro e alla facciata si ritorna sulla Rambla, lungo cui scelgono un locale per riposare le gambe e pranzare. Spaparanzate sulle panche, scelgono un burger di Angus (perchè la Scozia è sempre con noi) presentato su una fetta di pan focaccia con sopra mele, cipolle caramellate, pomodori secchi e rucola. Per le patatine creano una salsa special con ketchup e tabasco, che aiuta a far scendere il burger. 


Colombo indica la via per le Indie.

Passeggiano poi verso Plaça Espanya, percorrendo calle Tallers, calle Valdonzella, calle Floridablanca e avenida Mistral, fino a incontrare Avenida Paral-lel. Da lì, prendono al volo al capolinea in bus 46 che le riporta in aeroporto.

07 settembre 2017

Gite fuori porta... tra le colline del Monferrato

Grazie alla possibilità di soggiornare dal nostro amico Fabio abbiamo trascorso qualche week end nel Monferrato.
L’esplorazione di gruppo è solo alle prime battute ma abbiamo già trovato alcuni spunti per delle interessanti gite fuori porta.

Cremolino

La nostra base per l'esplorazione del Monferrato è rappresentata dal paese di Cremolino. 
Il castello e il borgo di Cremolino.

Al centro storico del paese si accede attraverso l'Antica Porta Maggiore, dove sono ancora visibili i segni del ponte che rappresentava l’antico accesso al borgo e al castello.

L'antica porta di accesso al borgo storico di Cremolino.


Il castello di Cremolino, situato in cima a una collina a 450 m s.l.m., rappresenta il punto più alto del paese e dell'intero Monferrato; la sua parte più antica risale all’XI secolo, l’ampliamento più importante è invece avvenuto nel periodo dei Malaspina tra il XIII e XIV secolo. Il castello è visitabile nell’ambito del circuito dei Castelli Aperti del Piemonte
.


In cima a un'altra collinetta, in posizione panoramica, si trova la chiesetta della Madonna della Bruceta: un santuario molto antico che risale al IX secolo. La vecchia abside è oggi l'ingresso della Chiesa.


Castello di Tagliolo
Nel grazioso paese di Tagliolo Monferrato sorge il castello e borgo omonimo.

Il castello, abitato dai marchesi Pinelli Gentile, è visitabile e ospita una cantina aperta a visite e degustazioni. Al nostro arrivo siamo state accolte dal custode che con gentilezza e simpatia ci ha guidato nella storia e negli ambienti del castello e della cantina. Dopo la visita abbiamo potuto degustare gli ottimi vini che vengono prodotti, accompagnati da salumi, focaccia e una bella conversazione.
Il castello di Tagliolo visto dal cortile.

Alcuni dei vini proposti.


Incuriosite dai racconti del custode decidiamo di esplorare anche il piccolo borgo adiacente al castello che conserva le suggestive atmosfere medioevali.

Il piccolo borgo medioevale.



Ovada

Da Cremolino per andare verso Tagliolo si attraversa Ovada. In questa cittadina la vicinanza con Genova e la Liguria è evidente sia nell’accento della parlata dei suoi abitanti sia nell’aspetto tipicamente ligure del centro storico, con case dalle facciate colorate e vicoli stretti che ricordano i “carruggi”.

Anche la cucina tipica in alcuni sui piatti si rifà a quella genovese (agnolotti alla borragine, focaccia, farinata, ripieni, ecc.) senza tuttavia tradire le ricette più tipiche piemontesi o meglio ancora monferrine (funghi, carni e selvaggina, ecc.) il tutto accompagnato naturalmente con il re dei vini della zona: il dolcetto d’Ovada.


Una delle vie più belle del centro storico di Ovada, sullo sfondo i campanili della chiesa di Nostra Signora Assunta.

L'antica scalinata di Ovada che collega il Lung'Orba Mazzini e il centro della cittadina.

Acqui Terme
Da Cremolino, percorrendo circa 15 km verso Ovest lungo la SP456 del Turchino, si raggiunge  Acqui Terme. La cittadina sorge sulla sponda sinistra del Fiume Bormida. Il cuore città è Corso Italia; passeggiandovi, non mancate le vetrine dei negozi con alcune delle prelibatezze del posto: i caratteristici baci acquesi, gli amaretti, la formaggetta di Acqui (un formaggio di latte di capra), la farinata; tra i vini locali segnaliamo il rosso frizzante bracchetto d’Acqui e il moscato.




Il duomo di Acqui, S. Maria Assunta.


L’economia di Acqui oggi, come già ai tempi dei Romani, ruota intorno alle terme. Nel corso dei secoli infatti sono stati costruiti numerosi bagni in cui è possibile usufruire delle proprietà termali benefiche.
Resti dell'antico acquedotto Romano, presenti nel parco lungo il Bormida.


Nella fotografia di seguito La Bollente…: attenzione a non scottarvi! Dalla fontana sgorga acqua calda a 70 -75 °C.
Piazza della Bollente.



E qui, dal momento che tra di noi Pinguine c’è qualche geologa ci sta un appunto geologico: qual è l’origine di queste acque termali?

Per farla breve… occorre anzitutto escludere l’origine vulcanica, le elevate temperature di queste acque sono dovute semplicemente al gradiente geotermico normale (cosa significa? Tutti sappiamo che scendendo nel sottosuolo la temperatura aumenta, di quanto aumenta? Di circa 30 °C ogni kilometro di profondità: questo è il gradiente geotermico). Si tratta quindi di acque meteoriche che infiltrandosi nel sottosuolo e raggiungendo notevoli profondità, acquisiscono caratteristiche chimiche termali ed elevate temperature per poi risalire in superficie attraverso le numerose discontinuità tettoniche (fratture presenti nelle rocce) che caratterizzano la zona; si crea così un circuito termale sfruttato da secoli.





Castello di Frassinello 

Munite di buono acquistato su internet, accediamo alla visita guidata della durata di 90 minuti. La guida ci fa accomodare all'ombra del giardino della terrazza e narra le vicissitudini del paese, del territorio e del castello, oltre che raccontare di alcuni personaggi per lui significativi. La visita prosegue all'interno, con un percorso circolare nelle stanze del piano rialzato: pregevole il mobilio, i pavimenti in battuto veneziano e alcuni affreschi. Si accede poi al cortile, dove si può vedere il pozzo incastrato e sollevato tra le radici dell'albero secolare; la terrazza dove i prigionieri ammiravano per l'ultima volta il panorama prima di essere gettati nel pozzo; infine all stalle, ora sala per eventi, e alla cantina. Qui vengono presentati alcuni vini del territorio, anche se non di loro produzione, accompagnati da qualche stuzzichino.

Il giardino del castello.


Una stanza del castello.