domenica 14 aprile 2019

Danzica: una città da scoprire sulle coste del mar Baltico


È tempo di ponti, di weekend lunghi e perché no è quasi ora di pensare seriamente alle vacanze estive... e allora le Pinguine tornano con il racconto di un viaggio fatto due estati fa che potrebbe ispirarvi verso nuove mete.


sabato 5 agosto


La prima giornata della vacanza è dedicata al viaggio. Il volo da Orio al Serio atterra puntuale alle 18:00 all'aeroporto Lech Walesa di Danzica: abbiamo lasciato l'Italia e i 40 °C che caratterizzavano il clima dei primi giorni di agosto dell'estate 2017. Giunti in Polonia ci accoglie un clima piacevole, fresco e ventilato con la metà dei gradi... evviva si respira!

Kowalski e Fabio scelgono di visitare le coste meridionali del mar Baltico alla scoperta di una città e di una regione (la Pomenaria) forse ancora fuori dagli itinerari turistici più battuti. 


Un caratteristico scorcio di Danzica.

Dall'aeroporto prendiamo il bus 101 che ci porta alla stazione centrale di Danzica, da qui in 5-10 minuti a piedi raggiungiamo la nostra base: un appartamento affittato tramite airbnb. Ormai è sera e un po’ stanchi del viaggio decidiamo di cenare in casa.


domenica 6 agosto


È domenica mattina e mentre la città pian piano si risveglia noi curiosi e carichi di entusiasmo usciamo di casa. In 10 minuti di passeggiata raggiungiamo Zlota Brama (la Porta d'Oro), praticamente l'ingresso al quartiere Glówne Miasto (la città Principale). 

Zlota Brama (la Porta d'Oro) e il primo tratto di Ulica Dluga.

Il centro storico di Gdańsk (Danzica in polacco) ci stupisce subito con un'architettura che ricorda quella tipica dei Paesi Bassi.
Percorriamo Ulica Dluga (Via Lunga) una delle più belle vie della città che collega Zlota Brama al lungo fiume Motlawa, attraversando Dlugi Targ la piazza del Mercato Lungo. La magnifica Ulica Dluga, lunga circa 2 km, è un susseguirsi di palazzi, alti e stretti con frontoni variamente decorati e dipinti. 

La piazza del Mercato Lungo con al centro la fontana di Nettuno e sul perimetro le tipiche case dalle belle facciate.

Il centro storico di Danzica è il risultato di un'immensa opera di ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra che ha riportato la città all'antico splendore. 



Nei pressi di Zlota Brama e di Dlugi Targ alcuni pannelli con foto del 1945
mostrano la distruzione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Superato Dlugi Targ, attraverso la Porta Verde raggiungiamo il lungo fiume Motlawa, molto bello, ricco di locali e negozietti di souvenir. 


Il lungo fiume Motlawa lascia d'incanto in ogni momento della giornata, ma la sera acquista un fascino particolare.

Ci godiamo con estrema tranquillità questo angolo di Danzica girovagando e scattando foto da tutte (o quasi) le prospettive possibili. Pranziamo proprio qui, sul lungo fiume, fermandoci in un caratteristico chiosco a prendere una zapierkanka, una sorta di panino/bruschetta.
A questo punto attraversiamo la Porta del Pane, rientriamo nuovamente verso Glówne Miasto e per ammirare la città dall'alto saliamo i 450 scalini del campanile della Chiesa Santa Maria. 

Ulica Mariaka vista dall'alto del campanile della Chiesa Santa Maria.

Nelle vicinanze della Chiesa vi sono altre due vie assolutamente da percorrere: Ulica Mariacka e Ulica Piwna. La prima è piena di gioiellerie e bancarelle che vendono l'oro del Baltico (l’ambra). Gli antichi palazzi della via sono caratterizzati dalla presenza dell'anti soglie (pzedproza), una specie di terrazzino posto in cima a quattro-cinque gradini attraverso cui si accede alle case o botteghe.
Un bel particolare di una pzedproza in Ulica Mariacka.

Lungo Ulica Piwna, che tradotto significa via della birra, troverete in ogni momento della giornata persone sedute a sorseggiare una birra dall'aspetto che appare torbido... già... i polacchi di qui amano mischiare alla birra il succo di frutta. Un po’ scettici ci fermiamo anche noi per provare questo cocktail, che dire? Le nostre birre artigianali vincono alla grande il confronto! 

Ulica Piwna, la via della birra.

Poco più a nord della città Principale vi è il quartiere Stare Miasto che sicuramente merita una tappa. È attraversato da un canale lungo cui sorge Wielki Mlyn (il Grande Mulino) costruito ai tempi dei templari.
Nel corso della nostra vacanza attraversiamo più volte questo quartiere perché si trova lungo la strada che percorriamo per raggiungere la stazione ferroviaria. 

La chiesa di Santa Brigida famosa perché frequentata da Lech Walesa.


Il Grande Mulino (Wielki Mlyn) e una casa a graticcio nel quartiere nord Stare Miasto.


7 - 10 agosto


Dedichiamo i giorni centrali della vacanza per visitare i dintorni della città: partiamo con il treno dalla stazione Gdańsk Glówny alla scoperta delle spiagge del Baltico, della penisola di Hel, della città di Torun e del castello di Malbork... ma questo sarà il racconto di un altro post. 


venerdì 11 e sabato 12 agosto


Dal 1260 a Danzica nel corso della seconda settimana di agosto si tiene la fiera di San Domenico, numerose sono le bancarelle che animano per l'occasione le vie del centro offrendo sia prodotti dell'artigianato locale (primi fra tutti oggetti in ambra) sia prodotti gastronomici. La mattina del venerdì la trascorriamo proprio in fiera, girovagando tra le bancarelle incappiamo in qualche sfilata in costume o in bande musicali che animano la festa.  
Pranziamo in fiera assaggiando i bigos, un piatto tipico polacco composto da crauti e pezzetti di carne cotti a lungo e a fuoco lentissimo. 

La fontana di Nettuno con dietro la torre del palazzo del municipio in piazza Dlugi Targ.

Il pomeriggio ci rechiamo con il treno a Sopot una delle tre città che insieme a Gdańsk e Gdynia formano il conglomerato urbano detto Trójmiasto (Triplice città).
Sopot è una rinomata città balneare super frequentata dai polacchi che a quanto pare la amano molto.  Percorriamo Ulica Bohaterów, una strada con bei palazzi e ville eleganti che collega la stazione al molo. L'ingresso alla passeggiata sul molo è a pagamento, è carina ma nulla di così eccezionale. Il mare appare quasi nero... complice forse la vicinanza con la zona dei grandi cantieri navali. 

La casa storta di Sopot realizzata nel 2004.

Il faro di Sopot.

Rientriamo verso Danzica, giunti in stazione, prendiamo il tram 10 per raggiungere la zona nord dei grandi cantieri navali, tuttavia a causa di lavori/incidente il tram viene deviato e così vista anche l'ora, ormai si è fatta sera, decidiamo di rientrare verso casa. L'intenzione era quella di raggiungere un luogo simbolo per la storia del Novecento: piazza Plac Solidarność; al centro della piazza un monumento a tre croci ricorda gli operai uccisi durante gli scioperi organizzati dal sindacato Salidarność che a partire dagli anni '70 sotto la guida di Lech Walesa determinarono l'inizio della fine del regime comunista prima in Polonia e poi via via in tutti gli altri Stati del blocco sovietico. 

La stazione Gdańsk Glówny.

Tornati a casa ceniamo e ricomponiamo le nostre valigie. La mattina successiva, sabato 12 agosto salutiamo Danzica, una città profondamente segnata dalla storia del secolo scorso ma che ha saputo egregiamente rialzarsi dalle macerie. Una città che sin dal primo impatto saprà stupirvi.
Il volo del ritorno parte e atterra puntuale, giunti a Orio recuperiamo la nostra automobile e rientriamo a casa soddisfatti della vacanza appena trascorsa.

domenica 7 aprile 2019

Scalo aereo a Montreal

30 agosto 2018
Che cosa puoi fare se ti trovi a migliaia di chilometri da casa e il tuo aereo riparte dopo 12 ore? Ovviamente ne approfitti per visitare la città in cui ti trovi!
Atterriamo all'aeroporto internazionale di Montreal alle 7 del mattino, nonostante la nottata poco riposante, non ci scoraggiamo e, dopo aver fatto colazione, cerchiamo informazioni sul come raggiungere il centro.
Dopo esserci ricordate che qui si parla prevalentemente francese, troviamo aiuto da un gentilissimo addetto della STM, che ci indica la combinazione di mezzi di trasporto più comoda, ci informa che con il biglietto Occasionelle potremo viaggiare tutto il giorno, ci suggerisce anche un piccolo tour da fare e ci consiglia anche a che ora prendere la via del ritorno in base all'orario di partenza del nostro volo.
Aiuola che commemora il 55° anniversario del simbolo della metropolitana.
Raggiungiamo la fermata del bus 747 che porta in centro città, dove troviamo una lunghissima coda di viaggiatori, il primo bus è in ritardo e si riempie in un attimo, riusciamo fortunosamente a salire sul secondo solo perché non abbiamo bagagli e l'autista ci fa tagliare la fila. Dopo un viaggio che ci sembra eterno, tra autostrade e cantieri, scendiamo alla fermata Lionel-Groulx dove prendiamo la metro arancione fino a Champs-de-Mars.
Appena ci ritroviamo in superficie ci accorgiamo quanto l'atmosfera sia cambiata rispetto a Vancouver, qui si respira un'atmosfera molto simil-europea. Attraversiamo la spianata degli Champs-de-Mars e percorriamo rue Gosford fino al municipio dove ci soffermiamo ad ammirare l'architettura parigina e le aiuole.
Percorriamo rue Notre Dame, passando davanti ai tre palazzi di giustizia, fino a place d'Armes dove si trova la basilica di Notre Dame de Montreal, vista la coda per entrare e il costo del biglietto decidiamo di consultare internet per capire se ne vale la pena e dopo una breve indagine decidiamo di rinunciare per continuare la nostra passeggiata.
La facciata della basilica Notre Dame de Montreal.
Costeggiamo la basilica, percorrendo rue Saint-Sulpice per raggiungere il vecchio porto. Purtroppo il vento gelido non ci fa apprezzare a pieno i giardini, i chioschi e in generale le attrazioni di questa zona, che nelle giornate soleggiate deve essere sicuramente animata e molto frequentata.
Per riscaldarci un po' ci rifugiamo al Marché Bonsecours, il vecchio mercato cittadino che attualmente ospita un centro commerciale, alcune sale conferenze e ristoranti. Curiosiamo tra i negozi di abbigliamento e artigianato indiano e poi usciamo dall'edificio sull'acciottolata rue Saint Paul.
La cupola del Marché Bonsecours vista dal vecchio porto.
Il freddo e il susseguirsi di locali che troviamo ci ha aperto lo stomaco così ci fermiamo in una creperia per rifocillarci con delle zuppe calde.
Terminato il pranzo, ripercorriamo un tratto di rue Saint Paul fino a place Jacques-Cartier dove abbondano bancarelle di artisti e panchine per ammirare il panorama, l'atmosfera è decisamente migliorata per il vento che ha spazzato via le nuvole e ora splende un bel sole caldo.
Il comune di Montreal visto da place Jacques-Cartier.

Abbiamo ancora un po' di tempo da sfruttare prima di dover tornare in aeroporto, quindi decidiamo di riprendere la metro fino alla stazione Bonaventure per esplorare un altro angolo di città.
In questa zona, complici i grattacieli ultra moderni e le chiese seicentesche, sembra di essere a New York. Dalla fermata della metro prendiamo avenue des Canadiens-de-Montreal per ammirare la gare Windsor e la piccola chiesa anglicana Saint-Georges.
Poi attraversiamo place du Canada per entrare nella maestosa cattedrale Marie-Reine du Monde.
La cattedrale Marie-Reine du Monde.
Terminata la visita alla chiesa ci accorgiamo che sul lato opposto della strada c'è la fermata del 747, che decidiamo di prendere per tornare in aeroporto e salutare il Canada.


domenica 31 marzo 2019

Around Vancouver

26 agosto 2018
La giornata inizia presto: primo compito è ritirare l'auto all'aeroporto e, come nostra abitudine, ci facciamo prendere dai nostri soliti attacchi di ansia. Avremo abbastanza soldi sulla tessera del bus? Per sicurezza ricarichiamo 5 dollari ma arrivate a destinazione ci rendiamo conto di aver buttato dei soldi. Il biglietto della metro fino all'aeroporto costa come una corsa normale.
Raggiungiamo lo sportello Avis nell'area noleggio dove la nostra auto ci attende. Rispetto a quella prenotata acconsentiamo all'upgrade che ci viene proposto (ma che compensiamo con il noleggio gratuito del navigatore). La Jeep Compass nera che ci viene "affidata" si guida bene, è alta perciò facilita la visuale, mentre per abituarsi alla guida col cambio automatico ci vuole qualche minuto. L'istinto di usare la gamba sinistra per pigiare la frizione è grande ma cerchiamo di controllarci (inutile raccontare che tornate a casa Skipper ha tentato di guidare la sua auto nello stesso modo impallandola due volte!). 
Percorriamo una ventina di chilometri verso nord, per raggiungere il fiordo Indian Arm e veniamo catapultate in un'altra dimensione: Deep Cove Village è un grazioso paese di montagna avvolto nella nebbia e affacciato sul fiordo che si insinua nell'entroterra, conferendogli un aspetto vacanziero d'altri tempi, così come la musica retrò che arriva dalla fiera che è in allestimento.

Indian Arm dal molo di Deep Cove Village.
Ci concediamo una seconda colazione a base di cinnamon roll da Covert, prima di esplorare il paese, con le sue magnifiche case dalle rampe più che ripide che affacciano sul fiordo, il parco in festa e il pontile che si protende nell'acqua. 
Facciamo rapido pranzo vegetariano al Bluhouse Market & Cafe dove regna un'atmosfera estremamente amichevole e poco formale, infatti condividiamo il tavolo con tre studentesse di moda che preparano un progetto insieme.

I deliziosi cinnamon roll di Covert (attenzione quelli nella foto sono piccoli!).
Dopo pranzo ci spostiamo a North Vancouver. Non fatevi ingannare dal nome: si tratta di una diversa municipalità rispetto a Vancouver. La giornata è coperta e ventosa per cui passeggiamo lungo Lonsdale Quay, osservando i passanti, il mercato coperto e guardando lo skyline ancora nebbioso di Vancouver dall'altro lato della baia, sedute sul pontile ammirando il panorama ci rendiamo conto di quanto siano vicine le due città e ci sorprendiamo ancora di più ricordandoci che il primo giorno da Canada Place non riuscivamo a scorgere assolutamente nulla.
Lo skyline di Vancouver.
In previsione della gita di domani che comporterà alzarsi all'alba torniamo a casa presto per una cena leggera e alle 21.30 siamo già a letto.

domenica 24 marzo 2019

A passeggio per Vancouver

Dopo una lunghissima pausa di pubblicazione abbiamo deciso di tornare alla grande con il diario di viaggio della vacanza estiva di Skipper e Rico a Vancouver, nella regione del British Columbia in Canada.

21 agosto  2018
Di buon mattino inizia la nuova avventura, partendo dal campo base dei genitori di Rico in Costa Azzurra: Rico, Skipper e la nuova recluta Francesca lasciano l'Europa dall'aeroporto di Nizza in direzione Vancouver. 
Dopo aver effettuato il check-in e aver abbandonato i bagagli sul nastro trasportatore, c'è tutto il tempo per lasciarsi affascinare dal sorgere del Sole sul mare della baia di Nizza e fare una colazione burrosa in pieno stile francese. 
Sorge il sole sull'aeroporto Nice Cote d'Azur e inizia una nuova avventura.

Appena imbarcate sul velivolo della compagnia AirCanada Rouge, ecco il primo imprevisto della giornata: niente schermi. Per un volo di più di 8 ore, non avere film da guardare se non scaricando la app su un dispositivo personale fa diventare lunga l'idea del viaggio. Poco dopo ecco il secondo imprevisto: volo in ritardo. La causa? Bagagli smarriti a quanto pare. Pazienza. L'equipaggio passa tra i sedili fornendo poche informazioni ma copiose dosi di acqua. Una volta in volo si trova il modo di far passare il tempo tra qualche pisolino, i pasti, il diario di bordo e le parole crociate.
Atterriamo a Montréal per lo scalo; molti passeggeri sono stati riproiettati su nuovi voli a causa del ritardo. Ma a noi va bene. C'è tutto il tempo per passare i controlli della dogana canadese, fare tappa bagno, chiamare casa ed è di nuovo ora di imbarcarsi. Il secondo volo, di poco più di 5 ore, trascorre rapido tra un paio di film (ebbene sì, abbiamo gli schermi) e un pisolino. 
Giunte a Vancouver, recuperiamo i bagagli senza dover passare altri controlli doganali e in men che non si dica siamo fuori dall'aeroporto. C'è una luce strana ma non ci facciamo caso. 
Cerchiamo un taxi per raggiungere la nostra casa per la settimana, nella zona residenziale ed ecco che arriva il primo dei nostri suggerimenti. Non siamo abituate a servirci dei taxi quindi è stato un nostro errore, ma sappiate che per le varie zone di Vancouver ci sono delle tariffe prefissate. Assicuratevi di informare il vostro tassista che ne siete al corrente prima di prendere il taxi.

22 agosto 2018
Dopo essere crollate nei letti ieri sera, oggi ci svegliamo pimpanti e pronte a scoprire la città. Prima di avventurarci in centro città, però conosciamo Crystal, la nostra host, che viene a farci visita e a cui abbiamo portato, per mezzo di Rico, un souvenir da Torino 2006, "da una città olimpica ad un'altra". Dopo di che cerchiamo un supermercato per comprare frutta, verdura e altro pianificando a grandi linee i nostri primi giorni qui a Vancity. Ci accorgiamo subito che i prezzi per formaggi, frutta e verdura sono improponibili, quindi scegliamo con oculatezza. Nel supermercato è inoltre possibile acquistare la Compass Card, la tessera da usare per i mezzi pubblici. Una volta riposta a casa la spesa siamo pronte a partire.
Non controlliamo quale dei due bus vicini a casa sia quello che ci serve, ma ci dirigiamo verso la fermata più vicina. Una volta sul bus sorge il dubbio, dopo aver visto il globo di Science World allontanarsi. Chiediamo quindi informazioni e la gentile autista ci dice di scendere in Chinatown e ci dà indicazioni sul nuovo mezzo da prendere. Ci sembra uno spreco però, perciò proseguiamo a piedi verso la nostra meta, che è molto più vicina di quanto ci avevano detto. 
Scienze World è affascinante: già all'esterno è possibile giocare con alcuni esperimenti di diversi settori, quindi possiamo solo immaginare quanto sia divertente all'interno. Suoniamo strumenti realizzati con vecchie boe che ricordano una steel drum, scopriamo la stratificazione del suolo con un modellino e giochiamo con le chiuse in un altro.
Tra un gioco e l'altro, Rico continua a guardarsi intorno sorridendo, ancora non riesce a credere di essere nella città in cui vengono girate alcune delle serie tv che ama di più e che la costruzione di fronte a Science World sia proprio lo STAR Labs di The Flash (anche se in realtà è lo stadio cittadino).
Science World e sullo sfondo lo stadio.

domenica 17 marzo 2019

Berlino: imparare a viaggiare

Viaggiare non significa solo scoprire nuovi angoli di mondo, significa soprattutto imparare. Nei 14 anni di viaggi insieme, noi pinguine abbiamo imparato tanto.
Abbiamo imparato frammenti di storia sconosciuti, tradizioni, cibi e, soprattutto, bevande di ogni genere; abbiamo imparato a condividere il tempo e le esperienze tra di noi e con le persone incontrate lungo il cammino. Abbiamo imparato qual è il nostro modo ideale di viaggiare: on the road, in luoghi ventosi e super organizzato (l’improvvisazione non è il nostro forte).
Ma non si smette ma di imparare e a fine febbraio abbiamo ricevuto una lezione di viaggio che non dimenticheremo facilmente!
Il sole sorge... ma ancora ignoriamo le nostre future peripezie.
Skipper e Rico hanno organizzato uno dei loro soliti folli week end in giro per l’Europa; prevedeva aereo, noleggio di un auto, visita a una mostra, arrivo in hotel il primo giorno e poi giro in città, restituzione auto, trasferimento con navetta in hotel il secondo giorno, per poi ritornare a casa la mattina presto del terzo giorno.
Tutto programmato al minuto… tutto (o quasi) non rimborsabile.
Ma non sempre il mondo si adatta ai nostri programmi e così, sabato 23 febbraio dopo esserci imbarcate sull’aereo, il personale ci comunica che ci sono alcuni problemi con una delle toilette e che tenteranno di risolverli, ma dopo circa un’ora e mezza ci fanno sapere che non sarà possibile partire con quel velivolo quindi ci fanno sbarcare e ci mettono in attesa per sapere se e quando ne troveranno uno sostitutivo. In quel momento inizia il panico… come gestiamo il nostro week end iperorganizzato? La prima cosa da fare è cercare di contattare la sede della mostra per provare a cambiare i biglietti di ingresso (si rivelerà impossibile), poi dobbiamo annullare la prenotazione della macchina (ci riusciamo all’ultimo minuto), infine dobbiamo capire come raggiungere l’hotel con i mezzi pubblici. Svolgiamo tutte queste mansioni mentre gustiamo un bagel al salmone acquistato grazie al buono pasto offerto da Easyjet e poi cinque ore dopo la prevista partenza ci imbarchiamo su un nuovo velivolo che ci porterà a Berlino.

Il volo trascorre piacevolmente, il comandante guadagna circa 15 minuti in volo e atterriamo a Schönefeld verso le 16.40, il sole sta pian piano tramontando e l’aria è fresca, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la stazione della Bahnhof dello scalo aeroportuale e prendere il treno S9 verso il centro. Il viaggio dura circa 45 minuti, scendiamo alla stazione Jannowitzbrüche e ci dirigiamo verso l’hotel che ci ospiterà per questa notte l’Holiday Inn Express Berlin – Alexander Platz, che a dispetto del nome non si trova nella famosa piazza ma a poca distanza da essa. Ritiriamo la chiave della nostra camera e, dopo aver fatto richiesta di rimborso per il ritardo del volo e aver tentato un’ultima disperata telefonata alla sede della mostra, decidiamo di goderci il tempo nella capitale tedesca. 
Uscite dall’hotel precorriamo Stralauer Strasse fino al municipio e ammiriamo la Torre della televisione illuminata, poi ritorniamo sui nostri passi per addentrarci nel quartiere Nikolaiviertel, passeggiamo tra i vicoli ammirando gli edifici e alle 19.30 entriamo in un ristorante (che Rico conosce) per la cena, qui però ci comunicano che la cucina è chiusa! Un po’ sorprese visto l’orario e visto che è sabato sera, proseguiamo e appena voltato l’angolo troviamo una graziosa trattoria che ci accoglie e ci rimpinza a dovere.
Serata berlinese, il municipio e la torre della televisione illuminati.

domenica 10 marzo 2019

Salento e non solo: gran finale!

13 luglio
Dato che stamattina dobbiamo tassativamente consegnare l'auto a Lecce entro le 10.00, ci svegliamo più presto del solito (alle 6.00!), per poter fare ancora un giro nel centro di Ostuni. Girovagare per le vie del paese di buon mattino è bellissimo: non c'è caos e la temperatura è gradevole, ci sono solo i netturbini che lucidano le strade e i bar si preparano a servire le prime colazioni. Dopo la visita serale "la città bianca" non ci delude: il bianco dell'intonaco delle case crea un contrasto luminoso con l'azzurro del cielo.


Obelisco di S. Oronzo.
Via del centro storico di Ostuni.

Dopo aver raggiunto la Piazza con l'Obelisco di S. Oronzo percorriamo via Cattedrale che ci porta ad ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, poi proseguiamo per via Castello e raggiungiamo il famoso belvedere con la Porta del Paradiso, dove si apre uno splendido panorama sulla distesa di ulivi che arrivano fino al mare.

La Porta del Paradiso.


Per rientrare al nostro appartamento ci perdiamo nel dedalo di vicoli concentrici dove dietro a ogni angolo possiamo ammirare uno scorcio diverso, con balconi fioriti.
Purtroppo è ora di caricare le valigie in auto e metterci in marcia verso Lecce. Dopo un'oretta siamo davanti all'autonoleggio e salutiamo la Fiesta che ci ha accompagnate in questo incredibile e sorprendente tour della Puglia.
Il treno del ritorno per casa è in serata, quindi abbiamo di nuovo una giornata da trascorrere a Lecce. Dopo aver consumato una seconda colazione a base di pasticciotto, andiamo alla ricerca di un deposito bagagli, per non dover portarceli dietro tutto il giorno. Lo troviamo in un negozio nei pressi della stazione, che fatichiamo a trovare in quanto ha cambiato indirizzo da poco. Il resto della giornata lo trascorriamo a passeggiare nuovamente nel centro di Lecce, alla scoperta di angoli che ancora non avevamo visto e a fare shopping!

Albero secolare a Lecce.
Recuperati i bagagli alle 20.20 il nostro intercity notte parte per condurci a casa. Crolliamo presto nelle nostre cuccette con ancora negli occhi tutte le bellezze che abbiamo visto, le cose buone che abbiamo assaggiato, le persone meravigliose che abbiamo incontrato.

Consigli pratici
Spostamenti
Per quanto riguarda il viaggio, il treno è stata una soluzione molto comoda: viaggiare di notte permette di avere un'intera giornata a disposizione sia all'andata che al ritorno, risparmiando una notte in albergo. Il nostro era anche diretto evitando problemi per cambi e coincidenze. Forse il materasso è un po' duro, ma per una notte si può tollerare. Il prezzo era assolutamente buono, avendo prenotato due settimane prima. Se avete la possibilità di prenotare con largo anticipo potete pensare di raggiungere la Puglia in aereo (aeroporti a Bari e Brindisi).
Parliamo ora dell'affitto dell'auto: per il nostro stile di vacanze è stato assolutamente essenziale perchè spostarsi coi mezzi pubblici voleva dire sottostare ad orari tassativi, inoltre alcuni posti non li avremmo potuti raggiungere. L'auto permette di viaggiare con maggiore libertà ed elasticità, fermandosi liberamente in luoghi magari meno noti. Per la prenotazione abbiamo utilizzato il sito rentalcars, che confronta i prezzi di diverse compagnie, e abbiamo prenotato da Maggiore noleggi. Il primo impatto non è stato affatto positivo: alla richiesta di delucidazioni relative a franchigia e coperture la signora che si occupava della nostra pratica non è stata affatto gentile e disponibile, anzi ci ha risposto scocciata dicendo che avremmo dovuto leggere il contratto ricevuto via mail. Saremmo state anche disposte a pagare qualcosina in più per avere una maggiore copertura, ma non abbiamo capito se non fosse possibile o se la signora fosse irritata dal fatto che avessimo prenotato tramite rentalcars definiti dalla stessa "broker" quasi con disprezzo! Inoltre per la riconsegna dell'auto ci è stato imposto un orario fisso, non oltre le 10 del mattino. In compenso il ragazzo della consegna è stato molto gentile, ci ha segnato sulla scheda dell'auto alcune righe presenti su una portiera senza problemi. Per essere tranquilli vi consigliamo di rivolgervi ad un'altra compagnia di autonoleggio, ce ne sono parecchie sia più note che locali.
Le strade della Puglia non sono male, le grandi direttrici che collegano le città principali spesso sono superstrade gratuite e a quattro corsie. Un po' più caotici sono gli attraversamenti delle città, ma basta munirsi di pazienza e prudenza! Fate attenzione alla segnaletica che è un po' carente, ma se chiedete indicazioni le persone del luogo saranno molto felici di aiutarvi, a noi è perfino successo che per raggiungere un ristorante ci abbiano dato direttamente un passaggio con la loro auto!

Cibo e nanne
Per i pernottamenti ci siamo servite dei siti Booking.com e Airbnb.
Tramite Booking abbiamo prenotato il B&B 95mo Reggimento a Lecce, ubicato nei pressi del castello, comodissimo per muoversi a piedi nel centro storico. Ottimo rapporto qualità-prezzo, stanza ampia  e pulita. Sul piano c'è una cucina in condivisione sempre a disposizione dei clienti, con tutto l'occorrente per la colazione.
A Porto Cesareo abbiamo invece soggiornato alla Casa delle Rose, un stanza con bagno in una villetta privata. La cosa positiva è che ha un cortile privato in cui parcheggiare l'auto, ma la stanza è piccolina, in due stavamo strettine. Se doveste fermarvi più di una notte magari cercate una sistemazione più comoda. Nel cortile c'è anche un cane, molto buono e giocherellone, ma tenetene conto se avete paura!
Ad Alberobello volevamo dormire in una struttura più tipica e così abbiamo prenotato alla Trullieu Guesthouse, convinte di dormire in un trullo. In realtà al nostro arrivo abbiamo scoperto che non era così: la proprietaria ci ha detto che si trattava di una stanza normale nel centro storico, per un trullo avremmo speso molto di più. Loro offrono diverse soluzioni, tra cui trulli anche in campagna, ma su Booking non era specificato. Nonostante questo inconveniente iniziale la sistemazione è stata comunque di nostro gradimento, struttura in pietra a pochi minuti a piedi dal centro storico e con il posto auto.
Tramite Airbnb abbiamo trovato dei bellissimi appartamenti completi di cucina, che può essere utile per prepararsi la colazione o evitare un pasto fuori. Il monolocale di Uggiano la Chiesa è stato appena ristrutturato e ha anche il giardino. La posizione è ottima per raggiungere la vicina Otranto, la costa e anche Santa Maria di Leuca.
A Matera abbiamo optato per un monolocale in un quartiere popolare della città, vicino al Castello Tramontano e comodo al centro. L'accoglienza calorosa di Assunta ci ha spiazzate, ci ha anche prenotato la visita guidata per la mattina successiva!
A Ostuni abbiamo pernottato nel centro storico, all'Agrumeto, un appartamento gestito da Giuseppe, un ragazzo giovane ed entusiasta di ospitare turisti e orgoglioso della sua città.
In tutte le nostre sistemazioni inoltre abbiamo sempre trovato o un ventilatore o un condizionatore e un mini-frigo, in modo da avere delle bevande sempre fresche.

Per quanto riguarda il cibo, ovunque siamo andate, sia per una pasto veloce che per una cena come si deve ci siamo sempre trovate benissimo, con porzioni fin troppo abbondanti per noi arrivate da nord! La gente del posto ha proprio piacere di farti assaggiare le loro specialità, di cui è molto orgogliosa, e diventa difficile e a volte imbarazzante non finire i piatti o rifiutare! E i prezzi sono sempre molto contenuti.
Sicuramente degni di nota sono:
Osteria "da Giuseppe" a Ceglie Messapica, ottima cucina casereccia. Noi abbiamo preso un antipasto misto, con tanti assaggini di prodotti locali.
Antipasto misto dell'Osteria da Giuseppe.

-Agriturismo "Le Tagliate" a Uggiano la Chiesa, piatti tipici molto abbondanti, cucina casalinga. Nel week end fanno solo menù fisso, quindi siate preparati per una bella scorpacciata!
I primi piatti dell'agriturismo "Le Tagliate".

- Griglieria "Lu Passatiempu" a Uggiano la Chiesa: locale che in inverno è una macelleria, d'estate offre grigliate che il cliente può comporre a suo gusto, panini e dolci, tutto molto buono. Non potete non prendere le bombette: involtini di carne di maiale ripieni di formaggio.
La nostra grigliata mista a "Lu Passatiempu".

Non potevamo non assaggiare anche piatti a base di pesce e al ristorante "La Piovra da Annamaria" a Porto Cesareo non siamo rimaste deluse.
Il primo a base di pesce.

E poi non dimenticate di assaggiare le orecchiette con le cime di rapa, la puccia (tipico panino imbottito) il rustico con pomodoro e besciamella, frutta e verdura appena raccolte, il pane e le focacce, la cialedda ( piatto tipico di Matera a base di verdure e crostini di pane) e come dolci il pasticciotto ripieno alla crema e lo spumone (una specie di semifreddo ripieno).
Selezione di piatti tipici




giovedì 23 agosto 2018

Salento e non solo: si prosegue!

9 luglio
Ci svegliamo presto e, dopo aver assemblato le valigie e caricato tutti i bagagli sull'auto, ci concediamo ancora un bagnetto mattutino a Porto Badisco, cercando di anticipare la calca. Questa spiaggetta ci piace molto, riparata in una caletta, l'acqua è fresca, ma piacevole. Mentre ci asciughiamo e rilassiamo, abbiamo anche il tempo di fare un incontro per noi inconsueto: un piccolo squalo, che probabilmente ha perso l'orientamento ed è arrivato vicino alla riva. I responsabili della spiaggia, dopo aver concesso a un po' di gente gli immancabili selfie con lo squalo, per noi di pessimo gusto, dato che lo squalo non sembra molto felice di posare fuori dall'acqua, lo riportano al largo con un pedalò. 
E' ormai mattino inoltrato, quando ci rimettiamo in viaggio per il nostro coast to coast pugliese: dall'Adriatico allo Ionio. Per l'ora di pranzo arriviamo a Gallipoli dove, destreggiandoci in mezzo al traffico, troviamo parcheggio appena prima del Ponte Cittavecchia. Entriamo nel centro storico nei pressi del castello e ci infiliamo nelle strette viuzze, alla ricerca di un posticino dove pranzare. 
L'isola del centro storico di Gallipoli, dominata dal Castello.

Mentre ci gustiamo una puccia salentina, panino tipico, il cielo si oscura, lasciando presagire nulla di buono. Proseguendo il nostro giro abbiamo appena il tempo di raggiungere Riviera Sauro e ammirare il panorama sul mare, che si scatena una tempesta, con tuoni, fulmini e un forte vento. Ci ripariamo di corsa nel bar più vicino e aspettiamo un'oretta buona che il temporale si sfoghi. Finalmente riusciamo a terminare il nostro tour di Gallipoli, anche se avremo voluto godercela con maggiore calma.
Lungomare di Gallipoli, con la spiaggia delle Puritate.

Risaliamo in auto per raggiungere la nostra sistemazione a Porto Cesareo. Posiamo i bagagli, ci cambiamo e siamo pronte per un altro tuffo! Il nostro padrone di casa ci consiglia di raggiungere la spiaggia di Torre Lapillo che dista pochi chilometri. Troviamo agevolmente parcheggio in mezzo alle case subito dietro la spiaggia, che è veramente bella, di sabbia finissima e acque trasparenti.
La spiaggia di Torre Lapillo.

Rimaniamo a goderci il tramonto e la calma serale, poi rientriamo a casa per farci una doccia. Per cena andiamo a Porto Cesareo, classica località turistica balneare, con famiglie e gruppi di giovani che passeggiano tra negozi e bar aperti fino a tarda sera. Fatichiamo non poco per trovare parcheggio, meno per trovare un locale in cui gustare un favoloso primo a base di frutti di mare.

10 luglio
Prima di abbandonare la costa e il mare per un tour nell'entroterra, cerchiamo ancora un posticino per un ultimo bagno nello Ionio. Seguendo i consigli di alcuni amici, ci dirigiamo a Punta Prosciutto, pochi chilometri a nord di Porto Cesareo. Arriviamo relativamente presto per non avere problemi di parcheggio. Qui si ha la scelta tra un promontorio più roccioso o una lunga lingua di sabbia bianca. Noi optiamo per la morbida sabbia. L'acqua è bassa e adattissima per i bambini, infatti a metà mattinata iniziano ad arrivare numerose famiglie.
L'incantevole mare di Punta Prosciutto.

Quando il caldo e la calca iniziano a farsi sentire, ripartiamo alla volta della Valle d'Itria. Il panorama cambia nuovamente, con una morfologia pianeggiante circondata da dolci colline coltivate a vigneto delimitate da muretti a secco e punteggiati qua e là da particolari e caratteristiche strutture a cono: i trulli. Per raggiungere Alberobello, dove pernotteremo, non abbiamo tappe precise, ma decidiamo di fermarci ogni qual volta un paesino o un panorama ci ispirano. Il primo borgo che ci incuriosisce è Ceglie Messapica, a cui le guide secondo noi non dedicano il giusto spazio. Si tratta di uno splendido paesino arroccato sulla collina, che spicca per le case dal tetto piatto dipinte di bianco e una particolare architettura che lo fa assomigliare a una città orientale. 
Ceglie Messapica.

Girovagando tra le sue viuzze incontriamo un ragazzo del posto che si ferma a chiacchierare volentieri con noi. Ci spiega che Ceglie Messapica è la capitale gastronomica, con una famosa scuola di gastronomia, e ci consiglia anche un locale tipico in cui pranzare. Visto che è proprio l'ora di pranzo perchè non approfittarne? E non ne rimaniamo affatto deluse!
Case del centro storico di Ceglie Messapica.

Percorsi pochi chilometri, ci fermiamo a Cisternino, il cui centro storico, adagiato su una collina, è molto suggestivo, con case basse addossate le une alle altre con scalette esterne.
Piazzetta di Cisternino.

Prossima tappa Martina Franca, anch'essa molto carina, ma a essere sincere ci colpisce un po' meno delle precedenti, forse perchè più grande e quindi più caotica o forse perchè il centro storico ci sembra più trascurato.
Centro storico di Martina Franca.

Prima di raggiungere Alberobello, abbiamo ancora il tempo di fermarci a Locorotondo, che ci stupisce per il suo impianto concentrico e le case imbiancate a calce con il tetto spiovente.
Centro storico di Locorotondo.

Siamo un po' stanchine ma molto felici dopo aver ammirato tanta bellezza. Sembra che abbiamo fatto le cose di corsa, siamo anche un po' pazze, ma in realtà sono tutti paesi molto vicini tra loro e i loro centri storici sono piccoli e si visitano tranquillamente con una passeggiata di un'oretta circa.
Raggiungiamo finalmente Alberobello e, dopo una doccia e un po' di riposo, usciamo a cercare un posto per cenare. Prima di rientrare non possiamo non ammirare dal belvedere lo spettacolo dell'antico Rione Monti di sera.
Alberobello di sera.
11 luglio
Non vediamo l'ora di visitare Alberobello. In realtà io ci sono stata da bambina, mentre per Elisa è la prima volta. Gli entusiastici ricordi che ho non vengono affatto smentiti: il Rione Monti sembra un paese fatato, con tutti i suoi trulli addossati uno all'altro, con le pareti bianche e i tetti a cono in pietra grigia. Mentre passeggiamo per le sue stradine lastricate, i negozi di souvenir aprono, e il paese si anima di turisti. Visitiamo il trullo siamese e la chiesa di S. Antonio anch'essa a trullo. Lasciamo il Rione Monti e passando per l'ottocentesco corso Vittorio Emanuele raggiungiamo il trullo sovrano, l'unico con un piano sopraelevato (visita a pagamento 1,5 euro), interessante anche per gli arredamenti. 
I trulli di Alberobello.

Ci concediamo ancora uno spuntino a base di focaccia tipica e ripartiamo in auto. Stasera si dorme a Matera, ma prima di raggiungerla decidiamo di fermarci a Altamura, tappa consigliata sia dalla gente del posto che dalle nostre guide. Durante il viaggio verso la Murgia il paesaggio cambia nuovamente, il verde di ulivi e viti lascia spazio a campi più brulli, di terra rossa e a campi di grano appena tagliato. 
Paesaggio rurale.

In realtà, come ci è accaduto spesso durante questa vacanza, le città più famose ci deludono un po': Altamura non ci colpisce particolarmente, nel centro storico spiccano corso Federico II di Svevia e la Cattedrale, mentre le vie limitrofe sono un po' trascurate.
La Cattedrale di Altamura.

Decidiamo di fare un salto a Gioia del Colle, che invece ci sorprende: nascosto tra le vie del centro si erge uno dei più celebri castelli di Federico II presenti in Puglia. 
Il castello di Federico II a Gioia del Colle.

Guidando tra dolci colline e file di cipressi che ci ricordano quasi un paesaggio toscano, entriamo finalmente in Basilicata e verso l'ora di cena siamo a Matera.
Il paesaggio che ci dà il benvenuto in Basilicata.

La nostra padrona di casa ci accoglie calorosamente, ci dà tutte le indicazioni per raggiungere il centro in pochi minuti a piedi e si offre anche di prenotarci una visita guidata per la mattina successiva (15 euro con una degustazione di prodotti locali). Seguendo i suoi consigli raggiungiamo con una piacevole passeggiata il centro per cenare. Attraversiamo via Lucana, imbocchiamo via Volta e ci ritroviamo nell'animata via Ridola su cui si affacciano molti locali. Curiosando nei dehor per trovare posto, arriviamo in Piazza Giovanni Pascoli, davanti al Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata, e sulla sinistra notiamo un belvedere, con molta gente affacciata a fare delle foto. Ci troviamo davanti uno spettacolo inaspettato, emozionante, unico.....non so se riesco a parole a descriverlo: un presepe. Finalmente dopo aver letto articoli, visto documentari, e sentito i racconti entusiasti di mia mamma, innamorata di questa città, la vedo con i miei occhi. Restiamo qualche minuto in silenzio, senza fiato, senza parole, con la pelle d'oca e gli occhi lucidi.
Matera di notte.

La fame ci riporta coi piedi per terra e troviamo posto in un vicino locale per cenare. Qui attacchiamo bottone con le nostre vicine di tavolo lucane, che ci sponsorizzano (neanche ce ne fosse bisogno!) la loro terra, facendoci proprio venir voglia di pensare già ad una prossima vacanza in Basilicata!
L'entusiasmo per il posto meraviglioso in cui ci troviamo ci fa dimenticare la stanchezza e, dopo esserci rifocillate a dovere, ci tuffiamo per le vie del paese: andiamo verso via S. Francesco d'Assisi e troviamo una stradina a destra con le indicazioni per i sassi, la imbocchiamo e ci lasciamo alle spalle le vie e le piazze animate per trovarci catapultate in un'altra epoca, in mezzo a case antiche, alcune delle quali abbandonate, altre in fase di ristrutturazione.
In mezzo ai sassi.

12 luglio
Al mattino siamo emozionate e non vediamo l'ora di scoprire tutti i segreti di Matera. La guida ci aspetta alla sede dell'agenzia Matera City Tour alle 10,30, noi avremmo voluto anche anticipare visto il caldo, ma non è stato possibile. Prima facciamo una passeggiata nella parte alta vista di sera, qualche foto, una seconda colazione e impazienti alle 10,15 siamo dall'agenzia. La visita è molto interessante, la guida ci narra la storia della città, ci parla della prosperità che aveva raggiunto diventando capoluogo di regione, fino poi all'abbandono e alla decadenza del dopoguerra, descrivendoci la vita nei Sassi, cioè nelle grotte scavate nella roccia lungo le ripide pareti della gravina, il canyon su cui la città si affaccia, chiuse dalle facciate in pietra. In seguito alla chiusura e all'esproprio negli anni cinquanta, i Sassi sono stati abbandonati. Negli ultimi anni è iniziato un recupero dell'area, che porterà Matera ad essere capitale della cultura europea nel 2019. La guida si è soffermata più volte con orgoglio a sottolineare che Matera non è solo sinonimo di povertà nè la "vergogna d'Italia", ma è stata una città ricca, con bellissimi palazzi, in cui però la povertà del dopoguerra si è protratta più a lungo che in altri luoghi d'Italia.
I sassi con la chiesa rupestre.

La visita comprende un giro nella parte alta, alla Cattedrale di Santa Maria della Bruna, per proseguire nel sasso Baresano e nel Sasso Caveoso, alla chiesa rupestre di S. Pietro Caveoso e alla Casa Grotta Storica di vico Solitario, tipicamente arredata. Dura in tutto due orette abbondanti, e quando rientriamo nella sede dell'agenzia ci offrono acqua fresca e degustazioni di prodotti locali, buonissimi.
L'interno della Casa Grotta.

Dopo pranzo dobbiamo nostro malgrado ripartire, ma decidiamo di andare ancora a vedere il panorama sulla città dal belvedere del Parco delle Murge, dall'altra parte della gravina. Usciamo da Matera in direzione Taranto-Laterza, per poi prendere una deviazione a destra che sale in mezzo a un territorio brullo e ricco di grotte. Dopo qualche chilometro arriviamo sull'altopiano e al parcheggio del Belvedere di Murgia Timone, da cui si apre l'incredibile panorama su tutta la città e sulla gravina.
Panorama dal Belvedere di Murgia Timone.

Restiamo un po' in contemplazione di questa meraviglia: da qui si riesce a capire il tessuto urbanistico della città, i Sassi e le parte alta e soprattutto lo spettacolare strapiombo sulla gravina. Ci vengono in mente le scene del film di Mel Gibson "Passion", dove ci troviamo ora hanno girato la crocefissione.
Ci mettiamo in viaggio stavolta senza tappe intermedie, in quanto dobbiamo raggiungere Ostuni. Visto che la vacanza è quasi finita e l'indomani dobbiamo consegnare l'auto al mattino, decidiamo di concederci un ultimo bagno. Superiamo Ostuni e la prima spiaggia che troviamo è quella di Torre Canne, tra le dune costiere, una bellissima lingua di sabbia con mare basso e acqua calda. Salutiamo il Mar Adriatico e in una ventina di minuti siamo a Ostuni
Il centro storico è molto turistico e la sera è animato da famiglie e giovani, ci sono molti locali e negozi aperti fino a tardi. Ceniamo e girovaghiamo nelle sue stradine lastricate e anche un po' scivolose!
Corso Vittorio Emanuele II a Ostuni.