martedì 15 ottobre 2019

La Poitou-Charentes - seconda parte

Il nostro girovagare in questa splendida regione continua, e attirate dalle tante cose da vedere e scoprire, allarghiamo sempre di più il nostro raggio d'azione.

7 agosto 2008
Oggi decidiamo di spostarci verso l'interno per andare alla scoperta della regione del Cognac.
In mattinata ci fermiamo a Saintes, che dista circa 72 km da La Rochelle. Il suo centro storico, adagiato sulle rive della Charentes, conserva antiche vestigia romane, a testimonianza che all'epoca fu un importante centro amministrativo e culturale. Parcheggiamo proprio a fianco della chiesa di Saint-Eutrope, dell'XI secolo, che custodisce il sepolcro di Eutropio, primo vescovo di Saintes, e si trova lungo il cammino di Santiago de Compostela. Ci spostiamo poi a ammirare i resti dell'anfiteatro, Les Arènes, uno dei più belli di Francia. Molto interessanti sono anche l'Abbaye aux Dames, che presenta una torre in parte ottagonale e in parte quadrata, l'arco di Germanicus e la cattedrale di Saint-Pierre.

Saintes: arco di Germanicus.

Saintes: Abbaye aux Dames.

Saintes: anfiteatro romano.


Dopo una seconda colazione (al pain au chocolat proprio non sappiamo resistere!), ripartiamo alla volta di Cognac, che dista solo 28 chilometri. Durante il viaggio iniziamo ad immergerci nelle atmosfere delle colline coltivate a vite da cui si produce il famoso liquore.
Il paese di Cognac è molto carino, il centro è caratterizzato da vicoli medievali ed è pieno di chais, le cantine dove invecchia il liquore. Non possiamo esimerci da una visita guidata ad una di esse e a una degustazione.

Il negozio Cognac Otard, nel castello di Francesco I.

Centro storico di Cognac.
Dopo aver consumato un pranzo al sacco, risaliamo in auto e girovaghiamo per strette ma suggestive strade di campagna in mezzo ai vigneti, alla ricerca di un Dolmen indicato sulla nostra guida. A fatica e quasi per caso, quando ormai avevamo perso le speranze, appare in mezzo ai vigneti il Dolmen de Garde Épée, di discrete dimensioni e molto ben conservato.

Il Dolmen de Garde Épée.

I vigneti attorno a Cognac.
Prima di tornare a La Rochelle facciamo ancora una sosta a St-Jean-d'Angély. Si tratta di un paesino con un grazioso centro storico con case a graticcio. Sono degni di nota il Beffroi, torre dell'orologio con con il tetto in ardesia e l'Église les Tours, abbazia lungo il cammino di Santiago de Compostela, rimasta però incompiuta di cui restano solo due torri e da cui si ammira un magnifico panorama sula città.

Il Beffroi.


L'église les Tours.


lunedì 23 settembre 2019

Francia insolita: La Poitou-Charentes - prima parte

Nel 2008 per le vacanze estive, avevamo in mente di fare un viaggio in auto, on the road, ma cercando di prendercela con calma, magari facendo base sempre in uno stesso punto e organizzando escursioni giornaliere nei dintorni. Dopo aver valutato varie opzioni la scelta è ricaduta sulla Poitou-Charentes, regione della Francia occidentale.

4 agosto 2008
Partenza fissata alle 8:30 del mattino da Moncalieri (TO). Caricata la Multipla che ci accompagnerà in questo viaggio, si parte! Entriamo in tangenziale, seguendo per la A55/E70, e prendiamo l'uscita in direzione E70/T4 Frejus e A32 Bardonecchia. Ci concediamo, come nostra consuetudine, l'ultimo caffè italiano all'autogrill subito prima del traforo e poi varchiamo il confine.
Arrivate in territorio francese proseguiamo lungo la A43/E70, in prossimità di Chambery prendiamo la A43/E70 direzione Lione, poi seguiamo Saint-Étienne con la A72/E70, e infine a Clermont-Ferrand imbocchiamo la A71/E11 direzione Parigi e nel tardo pomeriggio raggiungiamo la nostra prima meta: Bourges.
Dopo esserci rinfrescate e riposate un po' nel nostro hotel, un F1, un po' spartano, ma comodo  all'autostrada ed economico, usciamo alla scoperta della città. Essendo solo una "tappa di avvicinamento" facciamo una semplice passeggiata tra le viuzze del quartiere medievale. Abbiamo comunque il tempo per apprezzarne le mura gallo-romane, la Cattedrale di Saint-Étienne, imponente esempio di architettura gotica, con splendide vetrate istoriate, patrimonio mondiale dell'Unesco, l'esterno del Palais de Jacques-Coeur e dell'hotel de ville.

Cattedrale di Saint-Étienne.
La facciata della cattedrale.
Per cena ci accomodiamo alla Taverne de Maitre Kanter, catena forse più tedesca che francese! Siamo uscite comunque soddisfatte dopo aver consumato una zuppa e piatti di carne con contorno, abbondanti e buoni; ottima anche la birra.
Zuppa a la Taverne de Maitre Kanter.
Spiedini a la Taverne de Maitre Kanter.

5 agosto 2008
Ripartite da Bourges, imbocchiamo la N76 e, prima di raggiungere la nostra destinazione finale, ci concediamo anche la visita a uno dei più famosi e suggestivi castelli della Loira: Chenonceau.
Il castello non è visibile dalla strada, e senza pagare il biglietto non è possibile ammirarlo. Ma non ve ne pentirete! La visita è libera e comprende sia l'interno sia i curatissimi giardini. La particolarità di questo castello è costituita da una galleria con arcate che attraversa le placide acque dello Cher, affluente della Loira.

Il castello riflesso nello Cher.
I giardini.
Consumato un rapido pic-nic nel parcheggio del castello, ripartiamo e nei pressi di Tours prendiamo l'autostrada E05/A10 in direzione Bordeaux, fino all'uscita 33 che ci permette di raggiungere La Rochelle e il Residence Archipel che ci ospiterà per una settimana.



domenica 14 aprile 2019

Danzica: una città da scoprire sulle coste del mar Baltico


È tempo di ponti, di weekend lunghi e perché no è quasi ora di pensare seriamente alle vacanze estive... e allora le Pinguine tornano con il racconto di un viaggio fatto due estati fa che potrebbe ispirarvi verso nuove mete.


sabato 5 agosto


La prima giornata della vacanza è dedicata al viaggio. Il volo da Orio al Serio atterra puntuale alle 18:00 all'aeroporto Lech Walesa di Danzica: abbiamo lasciato l'Italia e i 40 °C che caratterizzavano il clima dei primi giorni di agosto dell'estate 2017. Giunti in Polonia ci accoglie un clima piacevole, fresco e ventilato con la metà dei gradi... evviva si respira!

Kowalski e Fabio scelgono di visitare le coste meridionali del mar Baltico alla scoperta di una città e di una regione (la Pomenaria) forse ancora fuori dagli itinerari turistici più battuti. 


Un caratteristico scorcio di Danzica.

Dall'aeroporto prendiamo il bus 101 che ci porta alla stazione centrale di Danzica, da qui in 5-10 minuti a piedi raggiungiamo la nostra base: un appartamento affittato tramite airbnb. Ormai è sera e un po’ stanchi del viaggio decidiamo di cenare in casa.


domenica 6 agosto


È domenica mattina e mentre la città pian piano si risveglia noi curiosi e carichi di entusiasmo usciamo di casa. In 10 minuti di passeggiata raggiungiamo Zlota Brama (la Porta d'Oro), praticamente l'ingresso al quartiere Glówne Miasto (la città Principale). 

Zlota Brama (la Porta d'Oro) e il primo tratto di Ulica Dluga.

Il centro storico di Gdańsk (Danzica in polacco) ci stupisce subito con un'architettura che ricorda quella tipica dei Paesi Bassi.
Percorriamo Ulica Dluga (Via Lunga) una delle più belle vie della città che collega Zlota Brama al lungo fiume Motlawa, attraversando Dlugi Targ la piazza del Mercato Lungo. La magnifica Ulica Dluga, lunga circa 2 km, è un susseguirsi di palazzi, alti e stretti con frontoni variamente decorati e dipinti. 

La piazza del Mercato Lungo con al centro la fontana di Nettuno e sul perimetro le tipiche case dalle belle facciate.

Il centro storico di Danzica è il risultato di un'immensa opera di ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra che ha riportato la città all'antico splendore. 



Nei pressi di Zlota Brama e di Dlugi Targ alcuni pannelli con foto del 1945
mostrano la distruzione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Superato Dlugi Targ, attraverso la Porta Verde raggiungiamo il lungo fiume Motlawa, molto bello, ricco di locali e negozietti di souvenir. 


Il lungo fiume Motlawa lascia d'incanto in ogni momento della giornata, ma la sera acquista un fascino particolare.

Ci godiamo con estrema tranquillità questo angolo di Danzica girovagando e scattando foto da tutte (o quasi) le prospettive possibili. Pranziamo proprio qui, sul lungo fiume, fermandoci in un caratteristico chiosco a prendere una zapierkanka, una sorta di panino/bruschetta.
A questo punto attraversiamo la Porta del Pane, rientriamo nuovamente verso Glówne Miasto e per ammirare la città dall'alto saliamo i 450 scalini del campanile della Chiesa Santa Maria. 

Ulica Mariaka vista dall'alto del campanile della Chiesa Santa Maria.

Nelle vicinanze della Chiesa vi sono altre due vie assolutamente da percorrere: Ulica Mariacka e Ulica Piwna. La prima è piena di gioiellerie e bancarelle che vendono l'oro del Baltico (l’ambra). Gli antichi palazzi della via sono caratterizzati dalla presenza dell'anti soglie (pzedproza), una specie di terrazzino posto in cima a quattro-cinque gradini attraverso cui si accede alle case o botteghe.
Un bel particolare di una pzedproza in Ulica Mariacka.

Lungo Ulica Piwna, che tradotto significa via della birra, troverete in ogni momento della giornata persone sedute a sorseggiare una birra dall'aspetto che appare torbido... già... i polacchi di qui amano mischiare alla birra il succo di frutta. Un po’ scettici ci fermiamo anche noi per provare questo cocktail, che dire? Le nostre birre artigianali vincono alla grande il confronto! 

Ulica Piwna, la via della birra.

Poco più a nord della città Principale vi è il quartiere Stare Miasto che sicuramente merita una tappa. È attraversato da un canale lungo cui sorge Wielki Mlyn (il Grande Mulino) costruito ai tempi dei templari.
Nel corso della nostra vacanza attraversiamo più volte questo quartiere perché si trova lungo la strada che percorriamo per raggiungere la stazione ferroviaria. 

La chiesa di Santa Brigida famosa perché frequentata da Lech Walesa.


Il Grande Mulino (Wielki Mlyn) e una casa a graticcio nel quartiere nord Stare Miasto.


7 - 10 agosto


Dedichiamo i giorni centrali della vacanza per visitare i dintorni della città: partiamo con il treno dalla stazione Gdańsk Glówny alla scoperta delle spiagge del Baltico, della penisola di Hel, della città di Torun e del castello di Malbork... ma questo sarà il racconto di un altro post. 


venerdì 11 e sabato 12 agosto


Dal 1260 a Danzica nel corso della seconda settimana di agosto si tiene la fiera di San Domenico, numerose sono le bancarelle che animano per l'occasione le vie del centro offrendo sia prodotti dell'artigianato locale (primi fra tutti oggetti in ambra) sia prodotti gastronomici. La mattina del venerdì la trascorriamo proprio in fiera, girovagando tra le bancarelle incappiamo in qualche sfilata in costume o in bande musicali che animano la festa.  
Pranziamo in fiera assaggiando i bigos, un piatto tipico polacco composto da crauti e pezzetti di carne cotti a lungo e a fuoco lentissimo. 

La fontana di Nettuno con dietro la torre del palazzo del municipio in piazza Dlugi Targ.

Il pomeriggio ci rechiamo con il treno a Sopot una delle tre città che insieme a Gdańsk e Gdynia formano il conglomerato urbano detto Trójmiasto (Triplice città).
Sopot è una rinomata città balneare super frequentata dai polacchi che a quanto pare la amano molto.  Percorriamo Ulica Bohaterów, una strada con bei palazzi e ville eleganti che collega la stazione al molo. L'ingresso alla passeggiata sul molo è a pagamento, è carina ma nulla di così eccezionale. Il mare appare quasi nero... complice forse la vicinanza con la zona dei grandi cantieri navali. 

La casa storta di Sopot realizzata nel 2004.

Il faro di Sopot.

Rientriamo verso Danzica, giunti in stazione, prendiamo il tram 10 per raggiungere la zona nord dei grandi cantieri navali, tuttavia a causa di lavori/incidente il tram viene deviato e così vista anche l'ora, ormai si è fatta sera, decidiamo di rientrare verso casa. L'intenzione era quella di raggiungere un luogo simbolo per la storia del Novecento: piazza Plac Solidarność; al centro della piazza un monumento a tre croci ricorda gli operai uccisi durante gli scioperi organizzati dal sindacato Salidarność che a partire dagli anni '70 sotto la guida di Lech Walesa determinarono l'inizio della fine del regime comunista prima in Polonia e poi via via in tutti gli altri Stati del blocco sovietico. 

La stazione Gdańsk Glówny.

Tornati a casa ceniamo e ricomponiamo le nostre valigie. La mattina successiva, sabato 12 agosto salutiamo Danzica, una città profondamente segnata dalla storia del secolo scorso ma che ha saputo egregiamente rialzarsi dalle macerie. Una città che sin dal primo impatto saprà stupirvi.
Il volo del ritorno parte e atterra puntuale, giunti a Orio recuperiamo la nostra automobile e rientriamo a casa soddisfatti della vacanza appena trascorsa.

domenica 7 aprile 2019

Scalo aereo a Montreal

30 agosto 2018
Che cosa puoi fare se ti trovi a migliaia di chilometri da casa e il tuo aereo riparte dopo 12 ore? Ovviamente ne approfitti per visitare la città in cui ti trovi!
Atterriamo all'aeroporto internazionale di Montreal alle 7 del mattino, nonostante la nottata poco riposante, non ci scoraggiamo e, dopo aver fatto colazione, cerchiamo informazioni sul come raggiungere il centro.
Dopo esserci ricordate che qui si parla prevalentemente francese, troviamo aiuto da un gentilissimo addetto della STM, che ci indica la combinazione di mezzi di trasporto più comoda, ci informa che con il biglietto Occasionelle potremo viaggiare tutto il giorno, ci suggerisce anche un piccolo tour da fare e ci consiglia anche a che ora prendere la via del ritorno in base all'orario di partenza del nostro volo.
Aiuola che commemora il 55° anniversario del simbolo della metropolitana.
Raggiungiamo la fermata del bus 747 che porta in centro città, dove troviamo una lunghissima coda di viaggiatori, il primo bus è in ritardo e si riempie in un attimo, riusciamo fortunosamente a salire sul secondo solo perché non abbiamo bagagli e l'autista ci fa tagliare la fila. Dopo un viaggio che ci sembra eterno, tra autostrade e cantieri, scendiamo alla fermata Lionel-Groulx dove prendiamo la metro arancione fino a Champs-de-Mars.
Appena ci ritroviamo in superficie ci accorgiamo quanto l'atmosfera sia cambiata rispetto a Vancouver, qui si respira un'atmosfera molto simil-europea. Attraversiamo la spianata degli Champs-de-Mars e percorriamo rue Gosford fino al municipio dove ci soffermiamo ad ammirare l'architettura parigina e le aiuole.
Percorriamo rue Notre Dame, passando davanti ai tre palazzi di giustizia, fino a place d'Armes dove si trova la basilica di Notre Dame de Montreal, vista la coda per entrare e il costo del biglietto decidiamo di consultare internet per capire se ne vale la pena e dopo una breve indagine decidiamo di rinunciare per continuare la nostra passeggiata.
La facciata della basilica Notre Dame de Montreal.
Costeggiamo la basilica, percorrendo rue Saint-Sulpice per raggiungere il vecchio porto. Purtroppo il vento gelido non ci fa apprezzare a pieno i giardini, i chioschi e in generale le attrazioni di questa zona, che nelle giornate soleggiate deve essere sicuramente animata e molto frequentata.
Per riscaldarci un po' ci rifugiamo al Marché Bonsecours, il vecchio mercato cittadino che attualmente ospita un centro commerciale, alcune sale conferenze e ristoranti. Curiosiamo tra i negozi di abbigliamento e artigianato indiano e poi usciamo dall'edificio sull'acciottolata rue Saint Paul.
La cupola del Marché Bonsecours vista dal vecchio porto.
Il freddo e il susseguirsi di locali che troviamo ci ha aperto lo stomaco così ci fermiamo in una creperia per rifocillarci con delle zuppe calde.
Terminato il pranzo, ripercorriamo un tratto di rue Saint Paul fino a place Jacques-Cartier dove abbondano bancarelle di artisti e panchine per ammirare il panorama, l'atmosfera è decisamente migliorata per il vento che ha spazzato via le nuvole e ora splende un bel sole caldo.
Il comune di Montreal visto da place Jacques-Cartier.

Abbiamo ancora un po' di tempo da sfruttare prima di dover tornare in aeroporto, quindi decidiamo di riprendere la metro fino alla stazione Bonaventure per esplorare un altro angolo di città.
In questa zona, complici i grattacieli ultra moderni e le chiese seicentesche, sembra di essere a New York. Dalla fermata della metro prendiamo avenue des Canadiens-de-Montreal per ammirare la gare Windsor e la piccola chiesa anglicana Saint-Georges.
Poi attraversiamo place du Canada per entrare nella maestosa cattedrale Marie-Reine du Monde.
La cattedrale Marie-Reine du Monde.
Terminata la visita alla chiesa ci accorgiamo che sul lato opposto della strada c'è la fermata del 747, che decidiamo di prendere per tornare in aeroporto e salutare il Canada.


domenica 31 marzo 2019

Around Vancouver

26 agosto 2018
La giornata inizia presto: primo compito è ritirare l'auto all'aeroporto e, come nostra abitudine, ci facciamo prendere dai nostri soliti attacchi di ansia. Avremo abbastanza soldi sulla tessera del bus? Per sicurezza ricarichiamo 5 dollari ma arrivate a destinazione ci rendiamo conto di aver buttato dei soldi. Il biglietto della metro fino all'aeroporto costa come una corsa normale.
Raggiungiamo lo sportello Avis nell'area noleggio dove la nostra auto ci attende. Rispetto a quella prenotata acconsentiamo all'upgrade che ci viene proposto (ma che compensiamo con il noleggio gratuito del navigatore). La Jeep Compass nera che ci viene "affidata" si guida bene, è alta perciò facilita la visuale, mentre per abituarsi alla guida col cambio automatico ci vuole qualche minuto. L'istinto di usare la gamba sinistra per pigiare la frizione è grande ma cerchiamo di controllarci (inutile raccontare che tornate a casa Skipper ha tentato di guidare la sua auto nello stesso modo impallandola due volte!). 
Percorriamo una ventina di chilometri verso nord, per raggiungere il fiordo Indian Arm e veniamo catapultate in un'altra dimensione: Deep Cove Village è un grazioso paese di montagna avvolto nella nebbia e affacciato sul fiordo che si insinua nell'entroterra, conferendogli un aspetto vacanziero d'altri tempi, così come la musica retrò che arriva dalla fiera che è in allestimento.

Indian Arm dal molo di Deep Cove Village.
Ci concediamo una seconda colazione a base di cinnamon roll da Covert, prima di esplorare il paese, con le sue magnifiche case dalle rampe più che ripide che affacciano sul fiordo, il parco in festa e il pontile che si protende nell'acqua. 
Facciamo rapido pranzo vegetariano al Bluhouse Market & Cafe dove regna un'atmosfera estremamente amichevole e poco formale, infatti condividiamo il tavolo con tre studentesse di moda che preparano un progetto insieme.

I deliziosi cinnamon roll di Covert (attenzione quelli nella foto sono piccoli!).
Dopo pranzo ci spostiamo a North Vancouver. Non fatevi ingannare dal nome: si tratta di una diversa municipalità rispetto a Vancouver. La giornata è coperta e ventosa per cui passeggiamo lungo Lonsdale Quay, osservando i passanti, il mercato coperto e guardando lo skyline ancora nebbioso di Vancouver dall'altro lato della baia, sedute sul pontile ammirando il panorama ci rendiamo conto di quanto siano vicine le due città e ci sorprendiamo ancora di più ricordandoci che il primo giorno da Canada Place non riuscivamo a scorgere assolutamente nulla.
Lo skyline di Vancouver.
In previsione della gita di domani che comporterà alzarsi all'alba torniamo a casa presto per una cena leggera e alle 21.30 siamo già a letto.

domenica 24 marzo 2019

A passeggio per Vancouver

Dopo una lunghissima pausa di pubblicazione abbiamo deciso di tornare alla grande con il diario di viaggio della vacanza estiva di Skipper e Rico a Vancouver, nella regione del British Columbia in Canada.

21 agosto  2018
Di buon mattino inizia la nuova avventura, partendo dal campo base dei genitori di Rico in Costa Azzurra: Rico, Skipper e la nuova recluta Francesca lasciano l'Europa dall'aeroporto di Nizza in direzione Vancouver. 
Dopo aver effettuato il check-in e aver abbandonato i bagagli sul nastro trasportatore, c'è tutto il tempo per lasciarsi affascinare dal sorgere del Sole sul mare della baia di Nizza e fare una colazione burrosa in pieno stile francese. 
Sorge il sole sull'aeroporto Nice Cote d'Azur e inizia una nuova avventura.

Appena imbarcate sul velivolo della compagnia AirCanada Rouge, ecco il primo imprevisto della giornata: niente schermi. Per un volo di più di 8 ore, non avere film da guardare se non scaricando la app su un dispositivo personale fa diventare lunga l'idea del viaggio. Poco dopo ecco il secondo imprevisto: volo in ritardo. La causa? Bagagli smarriti a quanto pare. Pazienza. L'equipaggio passa tra i sedili fornendo poche informazioni ma copiose dosi di acqua. Una volta in volo si trova il modo di far passare il tempo tra qualche pisolino, i pasti, il diario di bordo e le parole crociate.
Atterriamo a Montréal per lo scalo; molti passeggeri sono stati riproiettati su nuovi voli a causa del ritardo. Ma a noi va bene. C'è tutto il tempo per passare i controlli della dogana canadese, fare tappa bagno, chiamare casa ed è di nuovo ora di imbarcarsi. Il secondo volo, di poco più di 5 ore, trascorre rapido tra un paio di film (ebbene sì, abbiamo gli schermi) e un pisolino. 
Giunte a Vancouver, recuperiamo i bagagli senza dover passare altri controlli doganali e in men che non si dica siamo fuori dall'aeroporto. C'è una luce strana ma non ci facciamo caso. 
Cerchiamo un taxi per raggiungere la nostra casa per la settimana, nella zona residenziale ed ecco che arriva il primo dei nostri suggerimenti. Non siamo abituate a servirci dei taxi quindi è stato un nostro errore, ma sappiate che per le varie zone di Vancouver ci sono delle tariffe prefissate. Assicuratevi di informare il vostro tassista che ne siete al corrente prima di prendere il taxi.

22 agosto 2018
Dopo essere crollate nei letti ieri sera, oggi ci svegliamo pimpanti e pronte a scoprire la città. Prima di avventurarci in centro città, però conosciamo Crystal, la nostra host, che viene a farci visita e a cui abbiamo portato, per mezzo di Rico, un souvenir da Torino 2006, "da una città olimpica ad un'altra". Dopo di che cerchiamo un supermercato per comprare frutta, verdura e altro pianificando a grandi linee i nostri primi giorni qui a Vancity. Ci accorgiamo subito che i prezzi per formaggi, frutta e verdura sono improponibili, quindi scegliamo con oculatezza. Nel supermercato è inoltre possibile acquistare la Compass Card, la tessera da usare per i mezzi pubblici. Una volta riposta a casa la spesa siamo pronte a partire.
Non controlliamo quale dei due bus vicini a casa sia quello che ci serve, ma ci dirigiamo verso la fermata più vicina. Una volta sul bus sorge il dubbio, dopo aver visto il globo di Science World allontanarsi. Chiediamo quindi informazioni e la gentile autista ci dice di scendere in Chinatown e ci dà indicazioni sul nuovo mezzo da prendere. Ci sembra uno spreco però, perciò proseguiamo a piedi verso la nostra meta, che è molto più vicina di quanto ci avevano detto. 
Scienze World è affascinante: già all'esterno è possibile giocare con alcuni esperimenti di diversi settori, quindi possiamo solo immaginare quanto sia divertente all'interno. Suoniamo strumenti realizzati con vecchie boe che ricordano una steel drum, scopriamo la stratificazione del suolo con un modellino e giochiamo con le chiuse in un altro.
Tra un gioco e l'altro, Rico continua a guardarsi intorno sorridendo, ancora non riesce a credere di essere nella città in cui vengono girate alcune delle serie tv che ama di più e che la costruzione di fronte a Science World sia proprio lo STAR Labs di The Flash (anche se in realtà è lo stadio cittadino).
Science World e sullo sfondo lo stadio.

domenica 17 marzo 2019

Berlino: imparare a viaggiare

Viaggiare non significa solo scoprire nuovi angoli di mondo, significa soprattutto imparare. Nei 14 anni di viaggi insieme, noi pinguine abbiamo imparato tanto.
Abbiamo imparato frammenti di storia sconosciuti, tradizioni, cibi e, soprattutto, bevande di ogni genere; abbiamo imparato a condividere il tempo e le esperienze tra di noi e con le persone incontrate lungo il cammino. Abbiamo imparato qual è il nostro modo ideale di viaggiare: on the road, in luoghi ventosi e super organizzato (l’improvvisazione non è il nostro forte).
Ma non si smette ma di imparare e a fine febbraio abbiamo ricevuto una lezione di viaggio che non dimenticheremo facilmente!
Il sole sorge... ma ancora ignoriamo le nostre future peripezie.
Skipper e Rico hanno organizzato uno dei loro soliti folli week end in giro per l’Europa; prevedeva aereo, noleggio di un auto, visita a una mostra, arrivo in hotel il primo giorno e poi giro in città, restituzione auto, trasferimento con navetta in hotel il secondo giorno, per poi ritornare a casa la mattina presto del terzo giorno.
Tutto programmato al minuto… tutto (o quasi) non rimborsabile.
Ma non sempre il mondo si adatta ai nostri programmi e così, sabato 23 febbraio dopo esserci imbarcate sull’aereo, il personale ci comunica che ci sono alcuni problemi con una delle toilette e che tenteranno di risolverli, ma dopo circa un’ora e mezza ci fanno sapere che non sarà possibile partire con quel velivolo quindi ci fanno sbarcare e ci mettono in attesa per sapere se e quando ne troveranno uno sostitutivo. In quel momento inizia il panico… come gestiamo il nostro week end iperorganizzato? La prima cosa da fare è cercare di contattare la sede della mostra per provare a cambiare i biglietti di ingresso (si rivelerà impossibile), poi dobbiamo annullare la prenotazione della macchina (ci riusciamo all’ultimo minuto), infine dobbiamo capire come raggiungere l’hotel con i mezzi pubblici. Svolgiamo tutte queste mansioni mentre gustiamo un bagel al salmone acquistato grazie al buono pasto offerto da Easyjet e poi cinque ore dopo la prevista partenza ci imbarchiamo su un nuovo velivolo che ci porterà a Berlino.

Il volo trascorre piacevolmente, il comandante guadagna circa 15 minuti in volo e atterriamo a Schönefeld verso le 16.40, il sole sta pian piano tramontando e l’aria è fresca, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la stazione della Bahnhof dello scalo aeroportuale e prendere il treno S9 verso il centro. Il viaggio dura circa 45 minuti, scendiamo alla stazione Jannowitzbrüche e ci dirigiamo verso l’hotel che ci ospiterà per questa notte l’Holiday Inn Express Berlin – Alexander Platz, che a dispetto del nome non si trova nella famosa piazza ma a poca distanza da essa. Ritiriamo la chiave della nostra camera e, dopo aver fatto richiesta di rimborso per il ritardo del volo e aver tentato un’ultima disperata telefonata alla sede della mostra, decidiamo di goderci il tempo nella capitale tedesca. 
Uscite dall’hotel precorriamo Stralauer Strasse fino al municipio e ammiriamo la Torre della televisione illuminata, poi ritorniamo sui nostri passi per addentrarci nel quartiere Nikolaiviertel, passeggiamo tra i vicoli ammirando gli edifici e alle 19.30 entriamo in un ristorante (che Rico conosce) per la cena, qui però ci comunicano che la cucina è chiusa! Un po’ sorprese visto l’orario e visto che è sabato sera, proseguiamo e appena voltato l’angolo troviamo una graziosa trattoria che ci accoglie e ci rimpinza a dovere.
Serata berlinese, il municipio e la torre della televisione illuminati.