15 dicembre 2019

Skipper, la Ville Lumière e i BTS

Le Pinguine in Viaggio, specialmente Rico e Skipper, sono solite fare colpi di testa durante l'anno e scappare in qualche città europea inseguendo mostre o spettacoli.

Da qualche mese a questa parte, Skipper è ringiovanita (una teenager, come si ostinano a sottolineare le altre pinguine) ed è impazzita per i BTS, gruppo musicale sud coreano ormai noto al grande pubblico grazie ai successi internazionali.

Quando ha scoperto che Parigi avrebbe ospitato una data del loro nuovo tour mondiale Love Yourself - Speak Yourself ha provato a fare gli occhi dolci a Soldato, Kowalski e Rico, ma è risultata poco convincente. Quindi si è rivolta ad una alleata altrettanto valida per le follie inerenti l'oriente e ha programmato un nuovo folle weekend parigino con Val.

Presi i biglietti il giorno stesso in cui hanno aperte le vendite tramite Best Events, le due baby ARMY hanno provveduto ad acquistare i biglietti per il TGV in agenzia viaggi e prenotato un Residhome nei pressi di Gare de Lyon attraverso Booking.
Tutto era pronto. Ora dovevano solo aspettare il 7 giugno.

7 giugno
Sveglia alle 5.30 per essere in stazione con un buon anticipo, zainetto stipato di generi di conforto, prenotazioni varie e power bank super carichi. Lo sguardo in stazione osserva felpe, magliette, cerchietti e sale ad incrociare gli occhi di altri gruppetti che viaggiano verso la stessa meta, scambiando sorrisi complici.
Arrivo alla Gare de Lyon.

Il viaggio in TGV scorre rapido e, giunte alla Gare de Lyon, Val e Skipper si scontrano subito col vento freddo e il clima psicotico di Parigi. Percorrono a piedi i 10 minuti che le separano dal Residhome Jacqueline de Romilly, una struttura nuovissima, molto pulita e confortevole.
Una volta sistemate nella stanza, decidono di occupare parte delle ore che le separano dal concerto con un primo assaggio della città. Per Val è la prima volta a Parigi, quindi oltre all'entusiasmo per il concerto si aggiunge il desiderio di scoperta.
Tornate a Gare de Lyon, acquistano alle macchinette i biglietti della RER per lo stadio (e ritorno) e il biglietto per la metro. Con la linea 1 direzione La Defense arrivano sino al Louvre, dove passeggiano tra le corti, attorno alla piramide di Pei. 
Cour Napoléon.

Uscite dagli spazi del Louvre, sotto i portici di Rue de Rivoli, tra uno scroscio di pioggia e un raggio di sole, si incamminano verso Les Halles. 
Les Halles.

L'idea era di visitare l'Eglise Saint-Eustache ma i giardini attorno ad essa sono chiusi a causa di una manifestazione. Attraversano perciò gli spazi coperti del mercato, osservando le vetrine del negozio LEGO, per poi cercare un posticino per merenda. La scelta cade su Paris Baguette, dove gustano il primo assaggio di pure beurre con un croissant, un chausson aux pommes e due caffè. 
Spuntino al Paris Baguette.

Al riparo del caffè riescono ad evitare un rovescio temporalesco; una volta terminato si dirigono alla fermata della RER e con la linea D giungono alla fermata Saint Denis - Stade de France. Arrivare allo stadio è molto semplice, dato che è sufficiente accodarsi al flusso di persone. In prossimità della struttura si iniziano a sentire le esclamazioni concitate a causa dei video e sale l'emozione. La coda di fronte alla porta Y è parecchio lunga, dato che i controlli sono puntigliosi: non appena preso posto in fila, un nuovo violento e ventoso acquazzone costringe Skipper e Val a bardarsi con le mantelle antipioggia. 
La coda e le nubi cariche di pioggia.

Dopo circa un'ora e mezza di attesa ecco che finalmente superano i controlli e prendono possesso dei loro seggiolini sugli spalti. Le due ore e mezza di concerto volano e il deflusso dallo stadio è più rapido del previsto: poco dopo la mezzanotte sono nel loro mini appartamento e cercano di fissare nella memoria l'esperienza vissuta.
Tramonto all'interno dello Stade de France.


8 giugno
La colazione a buffet del Residhome riempie le pance e Skipper e Val sono pronte ad andare alla scoperta della città. Il cielo pare reggere perciò ne approfittano per una passeggiata fino a Place de la Nation, esplorando il quartiere che le ospita. Dalla piazza, in buona parte chiusa a causa di lavori, prendono la linea 2 della metro in direzione Porte-Dauphine, costeggiano con il treno l'area del cimitero di Père Lachaise e scendono alla fermata di Anvers, da cui iniziano la visita verso la basilique du Sacré-Coeur. Tra un negozio di souvenir e l'altro giungono alla funicolare, che sfruttano dato che è compresa nell'abbonamento dei mezzi che hanno acquistato. Il cielo azzurro e l'aria limpida rendono la vista su Parigi davvero speciale ed esaltano il bianco dell'edificio religioso.
La Basilica del Sacro Cuore.
Le viuzze di Montmartre portano a passeggiare senza una meta precisa, osservando le bancarelle e il viavai di turisti. Anche se non pare, un punto di arrivo in questo girovagare è ben fisso nella testa di Skipper che, memore del viaggio precedente, vuole portare Val ad assaggiare specialità francesi al Coquelicot, nei pressi della fermata Abbesses.
Pranzo al Coquelicot.

La passeggiata in città prosegue percorrendo le strade in discesa verso la fermata Pigalle della metro, per scattare qualche fotografia alla facciata del famoso Moulin Rouge. Il viale alberato di Boulevard de Clichy offre la possibilità di procedere, riparate dal sole, verso Place de Clichy, da cui si sarebbe dovuto procedere in maniera rapida verso il secondo punto di visita della giornata. 
Il Moulin Rouge.

Tuttavia, a causa delle manifestazioni dei gilets jaunes, il percorso in metro si allunga, finché, con la RER linea C arrivano alla stazione Champ de Metro - Tour Eiffel. Ne approfittano per una breve passeggiata lungo Senna sulla promenade che conduce al Carousel de la Tour Eiffel. 
Ovviamente il tempo era stato sin troppo clemente, quindi le due turiste sono costrette a tirare fuori le mantelle antipioggia, per ripararsi da un nuovo temporale particolarmente ventoso. Lasciando alle spalle la torre, risalgono i giardini verso il Trocadero e improvvisamente il cielo si apre nuovamente!
La Tour Eiffel dai giardini del Trocadero.
Il vento permette di asciugare e ritirare le mantelle. Tra i visitatori compaiono alcune borse molto familiari: il pop-up store dei BTS si trova infatti poco lontano. Pur non essendo nel programma, decidono di vedere quanto lunga sia la coda e...infine si fermano. La curiosità è troppa. L'attesa è di circa un'ora, ma tra chiacchiere e nuove conoscenze il tempo passa; inoltre, oltre la metà della coda, alcuni addetti distribuiscono gli opuscoli del merchandising in vendita e si può iniziare a decidere cosa acquistare.
Uno degli allestimenti del pop-up store.
Felici, con le borse dello shopping appena effettuato, Val e Skipper ritornano a Trocadero per prendere la linea 6 della metro, direzione Nation. Scendono alla fermata Edgar Quinet e raggiungono l'entrata della Tour Montparnasse per la salita al deck panoramico. La visita all'esterno deve attendere perché nel frattempo ha ricominciato a piovere, pertanto ne approfittano per esplorare l'area coperta, tra pannelli esplicativi, negozio di souvenir e foto dalle ampie vetrate.
Arcobaleno su Parigi.
Infine, raggiungono il tetto panoramico e ne percorrono il perimetro, fermandosi per utilizzare i "binocoli storici" che permettono di vedere come si sia sviluppata la città di Parigi attraverso i secoli. Soddisfatte, riprendono la metro per raggiungere la loro stanza.

9 giugno
Il cielo grigio rispecchia l'umore. Nessuna delle due ha voglia di terminare questo breve viaggio. Una volta fatta colazione e lasciati i bagagli nel deposito della struttura, si parte per l'ultimo giro di visita. Appositamente, Skipper ha lasciato per ultima la Cité, che raggiungono con la medesima linea usata il primo giorno, scendendo alla fermata Châtelet.
Arrivano all'Île de la Cité attraverso il Pont au Change che conduce di fronte alla Conciergerie e al Palais de Justice, per poi proseguire verso la Cattedrale di Notre-Dame. 
La Chatédrale Notre-Dame


L'incendio del 15 aprile ha privato abitanti e turisti di una parte visiva importante per la città, perché volenti o nolenti si cerca la guglia non solo quando si è nelle vicinanze della Cité, ma anche dai punti panoramici. 
Lasciate alle spalle le mura di pietra, cercano di visitare la famosa libreria Shakespeare and Company, che però è chiusa di domenica. Scelgono perciò di passeggiare nel quartiere di St. Michel, raggiungendo la chiesa di St. Germain des Prés per assistere ad un pezzo della funzione. L'orologio ticchetta, ricordando che è ora di fare un rapido pranzo prima di recuperare i bagagli e prendere il treno per il viaggio verso casa, durante il quale si iniziano a raccogliere le idee per il blog.
Appunti di viaggio.


Nota di Skipper.
Non ho volutamente raccontato in questo post le dinamiche del concerto, perché potete trovare tutte le informazioni su Bts ARMY France, ma vorrei condividere alcune impressioni. Il colpo d'occhio all'interno dello stadio è favoloso, ma la sensazione di gioia era già percepibile al di fuori delle gradinate. Io non sono più una ragazzina eppure la ragione per cui mi sono appassionata alla loro musica era palese quel pomeriggio. Attorno a me c'erano un gran numero di ragazze giovani, vero, ma non solo. C'erano gruppetti di ragazzi, coppie più grandi di me, mamme e papà che accompagnavano ma che contemporaneamente ballavano e saltavano, pur non sapendo le canzoni. C'erano spettatori provenienti da mezza Europa, c'erano etnie che si mescolavano e c'era il desiderio di far sentire la propria voce, cantando tutte le canzoni proiettate sui maxi schermi. Non importa se non ascoltate la musica che ascolto io, ma andate a sentire un concerto dal vivo! Portateci gli amici, i figli, scambiatevi opinioni e ampliate i vostri orizzonti. Uno dei messaggi che i BTS stanno cercando di portare nel mondo, pur non essendo i primi a farlo, è proprio quello di amare se stessi e gli altri, un percorso complesso, che non termina forse mai ma che sarebbe bello diventasse l'impegno di tutti. 

Tra noi pinguine, dopo quattordici anni di frequentazione, ci si prende spesso in giro, vuoi per le caratteristiche fisiche, vuoi per gli interessi o le abitudini; tuttavia ci siamo sempre l'una per l'altra e gioiamo e festeggiamo i successi di ognuna di noi. 

08 dicembre 2019

Natale a New York

Sì lo so, il titolo di questo post sembra quello di un cine-panettone della peggior specie, però quando ti capita di vivere le festività natalizie nella più celebre città degli Stati Uniti non puoi fare a meno di iniziare così.
Il 24 dicembre 2013, con una valigia carica di pacchetti di ogni misura e un albero di Natale di cera alto meno di 10 cm, sono partita con le mie amiche Cristina e Chiara per trascorre tutte le feste nella Grande Mela. Una volta giunte a destinazione ci siamo aggregate a una compagna di liceo, Elisa, che, insieme alla famiglia, era in visita dalla sorella trasferitasi negli States per amore, e a completare il gruppo Luca, un amico di Cristina. Il gruppone non ci ha fatto sentire la mancanza della famiglia per il pranzo del 25 dicembre, anche se per Capodanno ci hanno abbandonato quasi tutti ed è rimasto a farci compagnia solo Luca.

A differenza di quanto facciamo di solito non vi proporrò un itinerario preciso ne vi racconterò nel dettaglio come ho trascorso i 10 giorni a New York, ma sfrutterò l'esperienza per dare un po' di consigli per godersi al massimo le festività a Manhattan.
Il post sarà quindi suddiviso in diversi argomenti e per alcuni di essi ci sarà, su ispirazione delle guide Lonely Planet, una top-five delle mie preferenze.

Decorazioni
Se normalmente servono 100 occhi per poter ammirare tutto quello che NYC può offrire, nel periodo natalizio non sono sufficienti! E non parlo solo dell'albero al Rockfeller center (mi raccomando che il primo incontro sia con il buio o resterete delusi).
Ogni casa, ogni vetrina, persino le facciate dei palazzi saranno "vestite" a festa. Prendetevi il tempo per assaporare ogni dettaglio, perché il 2 gennaio tutto, o quasi, verrà smontato.
La più celebre decorazione di New York: l'albero del Rockfeller center.
Top-five delle decorazioni natalizie:
- lo spettacolo di luci sulla facciata di Saks sulla 5th avenue. Si ripete ogni 10 minuti dalle 16:30 alle 01:00, ogni anno il tema e le musiche cambiano. Nonostante la calca di turisti che si recano al Rockfeller center la magia delle luci e dei suoni ti cattura e ti incanta, nei pochi minuti dello spettacolo tutti restano immobili con il naso all'insù per non perdere neanche un dettaglio;
- i cortili delle case di Brooklyn, in particolare quelle della zona di Brooklyn Heights. Le villette di questa zona hanno decorazioni originali ma molto curate e anche la caserma dei vigili del fuoco ha la sua slitta personale;
Natale a Brooklyn Heights.
- il villaggio di Natale di Bryant Park, dietro la NY public library. Qui si può trovare di tutto dal mercatino di Natale, ai chioschi che vendono bevande calde, dall'albero decorato per fare una foto ricordo alla pista di pattinaggio;
Selfie natalizio a Bryant Park.
- l'albero di Natale del Museo di storia naturale. Non so se ogni anno viene decorato allo stesso modo (ma lo spero vivamente), durante la mia visita al posto delle classiche palline era interamente addobbato con origami di animali, uno spettacolo stupendo;
- le vetrine di Bloomingdale sulla 3rd avenue. Anche in questo caso ogni anno cambia il tema, nel 2013 erano le città europee, forse un po' cariche e leggermente pacchiane ma meritano.

01 dicembre 2019

Alta Provenza: Luberon e ritorno

24 aprile
Dopo una bella dormita nella nostra graziosa casetta, apriamo le imposte e... piove di nuovo! Non ci lasciamo scoraggiare, saliamo in macchina e ci immergiamo in un paesaggio surreale fatto di nuvole basse e curve fino a raggiungere l'Abbazia di Senanque.
Parcheggiamo l'auto quando ha appena smesso di piovere e riusciamo a raggiungere la biglietteria poco prima che si scateni un nuovo acquazzone; così ci possiamo dedicare con tutta calma alla visita della piccola abbazia, fondata quasi mille anni fa, e soprattutto allo shopping nel negozietto attiguo.
Il chiostro dell'Abbazia di Senanque.
Quando terminiamo la visita, complice anche il vento che si è alzato, il cielo è di un bell'azzurro punteggiato da qualche nuvola. Così ci concediamo una breve passeggiata nel parco che circonda il complesso dell'abbazia alla ricerca del famoso scorcio con il campo di lavanda, vista la stagione non possiamo vedere le piante fiorite ma riusciamo facilmente a immaginare il meraviglioso effetto nella stagione estiva.
Futura lavanda davanti all'abbazia, il più celebre scorcio di Senanque.
Soddisfatte della nostra mattinata, riprendiamo l'auto per raggiungere il paesino di Gordes che raggiungiamo proprio all'ora di pranzo. Dopo una breve esplorazione dei locali della Place du Chateau optiamo per un piccolo bistrot con vista sul castello. Poi, rinvigorite dal nostro pranzetto iniziamo l'esplorazione di Gordes. Il paese è molto grazioso: i vicoli seguono le pendici della collina, il castello ospita il museo cittadino e un fornitissimo ufficio del turismo, le terrazze panoramiche offrono uno splendido affaccio sulla campagna circostante. Tutto è curato, pulito e sferzato dal vento.
Dessert con vista sul castello di Gordes.
Passeggiando a Gordes.

24 novembre 2019

Alta Provenza: da Digne-les-bain a Manosque

22 aprile
Partiamo di buon mattino verso il Colle della Maddalena, tra avvistamenti fantasma, da parte di Soldato e Kowalsky, di caprioli, marmotte e stambecchi. Trascorriamo la mattinata in auto tra colli e curve fino a Digne dove ci aspetta la prima agognata meta geologica: un'enorme parete di ammoniti patrimonio dell'Unesco. L'entusiasmo di Soldato è quasi incontenibile, tant'è che sostiamo di fronte alle ammoniti per quasi un'ora... nel frattempo il cielo si rannuvola.
La parete di ammoniti.
Proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere Castellane, dove trascorreremo la prima notte. Arrivate in paese ci separiamo nei soliti due gruppetti: le stambecchine, Soldato e Kowalsky, decidono di raggiungere la Chapelle Notre-Dame du Roc, una piccola cappella del 1703 abbarbicata su uno spuntone di roccia che si affaccia sulla piazza del paese. Nel frattempo le pigre Rico e Skipper esplorano il paese, tra vicoli e graziosi scorci, per poi dedicarsi a quel che riesce loro meglio: attendere il resto della truppa con un boccale di birra e una porzione di patatine fritte.
La piazza di Castellane sovrastata dallo spuntone di roccia su cui sorge la Chapelle Notre-Dame du Roc.
L'abitato di Castellane visto dalla Chapelle Notre-Dame du Roc.
Quando il gruppo si ricompatta riprendiamo il nostro mezzo per andare alla ricerca del camping che ci ospiterà in una delle sue mobilhome.


17 novembre 2019

I dintorni di Danzica

Nell'estate 2017 Kowalski, in compagnia di Fabio, sceglie di trascorrere qualche giorno di vacanza in Polonia, più precisamente a Danzica e dintorni.
Di Danzica abbiamo già parlato in un precedente post, qui di seguito invece racconteremo brevemente quattro gite giornaliere fatte per visitare: Toruń, il castello di Malbork, il Parco delle dune mobili di Slowiński e la penisola di Hel sul Mar Baltico.

TORUŃ - lunedì 7 agosto 2017

Per recarci a Toruń prendiamo l'intercity delle 7:55 dalla stazione centrale di Danzica (Gdasńk Glówny) con un cambio treno in una cittadina dal nome con tante consonanti e una sola vocale, quindi per noi abbastanza impronunciabile... Bydgoszcz. Arriviamo a destinazione alle 10:50 e dalla stazione di Toruń prendiamo un bus che in 15 minuti porta in centro.

Toruń: la piazza del municipio e Ulica Szroka.

Toruń è una delle poche città polacche i cui edifici sono "sopravvissuti" alla pesante distruzione della Seconda Guerra Mondiale.
La città medievale fu fondata nel 1233 dai cavalieri teutonici, dal 1997 è patrimonio UNESCO. Il centro storico circondato ancora in parte da mura medioevali si visita tranquillamente a piedi in una giornata. 
Iniziamo il tour di visita percorrendo Ulica Szroka, la via principale del passeggio cittadino che attraversa la città vecchia e lungo la quale si affacciano bei palazzi e la piazza del mercato vecchio Rynek Staromejski con il municipio Ratusz, forse l'edificio più bello della città. Di fianco al municipio vi è la statua di Copernico, nato proprio qui a Toruń. Al numero 15/17 di Ulica Kopernika si trova la casa natale dello scienziato.

La statua di Niccolò Copernico.

I bei palazzi di Ulica Szeroka.

Dall'altra parte rispetto al mercato vecchio, al fondo di Ulica Szeroka sulla sinistra attraversiamo la piazza del mercato nuovo svoltiamo poi a destra verso il lungo fiume Vistola che percorriamo, tornando indietro, sino più o meno all'altezza di Ulica Zeglarska. Qui al n. 27 entriamo in un negozio e facciamo scorta di pierniki, i biscotti al panpepato tipici di Toruń che si sfornano secondo un'antichissima ricetta sin dalle origini della città.

Scorta di pierniki.

Lungo fiume Vistola.

Se vi capita non mancate inoltre di assaggiare i pieroghi fritti, una specie di grossi pansotti ripieni nei modi più svariati, dai salati di carne, pesce e verdure a quelli dolci; vengono serviti all'interno di cartoncini arrotolati a forma di cono per gustarli anche passeggiando.

Decidiamo di tornare a piedi verso la stazione, con una passeggiata di circa 40 minuti, percorriamo il ponte che attraversa il fiume e da qui ammiriamo per un'ultima volta la città di Toruń che al tramonto si specchia nelle acque della Vistola.

La città di Toruń dal ponte sulla Vistola.


Castello di Malbork - martedì 8 agosto 2017

Il castello di Malbork, patrimonio UNESCO dal 1997, dista circa 50 km da Danzica.
Alle ore 9:06 eccoci sul treno regionale diretto a Elblag; noi però scenderemo prima, a Malbork appunto. Dalla stazione al castello vi sono circa ancora 10 minuti di passeggiata.

La stazione di Malbork.

Il castello costruito, interamente in mattoni rossi, quasi ottocento anni fa dall'Ordine del cavalieri Teutonici è davvero enorme. Per la visita consigliamo, così come abbiamo fatto noi, di prendere le audioguide e seguire il percorso che dura circa 3 ore; naturalmente la visita potrà essere gestita secondo i propri interessi, soffermandosi quindi nelle parti che più interessano.

Il castello di Malbork sul fiume Nogat.

Il complesso è costituito da: Zamek Niski (castello Basso), Zamek Sredi (castello di mezzo) proseguendo oltre, tra cortili interni, ampie sale e cinta murarie si raggiunge Zamek Wysoky (castello Alto) la parte più antica. Il complesso costituiva una vera e propria città che nel medioevo arrivò a ospitare più di mille persone tra cavalieri, monaci, servitù, ospiti e mercenari chiamati a combattere al fianco dei cavalieri. Intorno al 1400 il dominio dell'ordine ebbe fine e il castello passò sotto il controllo del re e dei principi polacchi, poi alla Prussia. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu occupato dai nazisti forse anche per via della fama di castello inespugnabile e subì pesanti bombardamenti a opera dei sovietici.

Le mura più esterne del castello di Malbork.

Parco nazionale delle dune di Slowinski - mercoledì 9 agosto 2017

Questa mattina sveglia all'alba per prendere il treno delle 6:30 diretto a Leba, cittadina che in realtà non è la nostra meta, noi ci dirigeremo verso il Parco Nazionale delle dune mobili più alte d'Europa!
Il viaggio in treno procede bene, tra un sonnellino e uno sguardo fuori dal finestrino per controllare le stazioni che scorrono. Fuori il paesaggio è caratterizzato da una campagna a tratti paludosi con piccole casette circondate da orti. 
Dopo circa 2 ore di viaggio e un cambio treno a Lebork, alle 8:30 arriviamo a Leba che si presenta una cittadina anonima e semideserta.
Per raggiungere il parco in teoria dovrebbero esserci dei pulmini, che noi non troviamo e così decidiamo di incamminarci verso l'ingresso del parco che non appare indicato in nessun cartello, esisterà?
Fiduciosi ci affidiamo alle preziose indicazioni della guida Lonely Planet che indica di seguire per Rabka. Percorriamo circa 3 km immersi in una bellissima pineta sino a quando Fabio non avvista finalmente l'ingresso. Dopo aver percorso ancora un pezzo di strada comodamente seduti su un trenino elettrico, scaliamo a piedi quasi in solitaria le dune. Giunti in cima lo spettacolo che appare davanti ai nostri occhi ci ripaga della levataccia: le nuvole sembrano aprirsi e con l'azzurro del cielo il bianco della sabbia risalta ancor di più in un gioco di colori e contrasti stupendo.

Le dune del parco di Slowinski.

Ciottoli colorati sulla spiaggia del parco.

Dopo qualche ora trascorsa in tutta tranquillità passeggiando sulla spiaggia caratterizzata da una bianca sabbia e da bei ciottoli colorati decidiamo di tornare indietro verso Leba che appare come un'altra località rispetto a quella tranquilla e semi deserta di poche ore prima. Ora infatti è piena di turisti e le saracinesche dei diversi negozi di souvenir sono tutte alzate. Pare quasi di essere in una cittadina della riviera romagnola nel mese di agosto.
Nel caos di Leba, il piccolo porto conserva un sapore antico, con le vecchie barche dei pescatori intenti a sbrigliare le reti e a preparare le imbarcazioni per la prossima uscita in mare.

Il piccolo porto di Leba.

Penisola di Hel - giovedì 10 agosto 2017

Sono le 8:30 e il traghetto per Hel ha appena lasciato l'attracco a Gdansk. ll viaggio durerà più o meno un paio d'ore. La penisola di Hel verso cui siamo diretti è una stretta e lunga lingua di terra, larga da 100 m (nei punti più stretti!) a 3 km. 
Con il traghetto attracchiamo nell'estremità sud della penisola, nel paese di Hel (da cui prende appunto il nome). Si tratta di un luogo da girare senza un preciso itinerario, non vi sono infatti edifici o particolari attrazioni turistiche, il consiglio è quello di passeggiare in tutta tranquillità immergendovi nella pineta, lasciandovi guidare e attrarre dal profumo di mare che esce dai ristoranti.
Il faro di Hel, punto ideale dal quale godere di un'ottima vista sull'intera penisola di Hel.

Per pranzo ci fermiamo al Kutter, una graziosa taverna caratterizzata da tavoli in legno, al fondo della sala vi è un grande acquario posto dentro a una barchetta di legno, appesi al soffitto e alle pareti vi sono vecchie reti e attrezzi per la pesca. Il personale indossa graziosi abiti bianchi e azzurri tipici della Cassubia.

Piatto di golabki.

Dopo pranzo prendiamo al volo un treno locale per tornare verso Danzica, facciamo una tappa intermedia a Jastarnia, un piccolo villaggio di pescatori, caratterizzato da un porticciolo in cui sono ormeggiate bellissime barche dai colori vivaci e accesi perfettamente restaurate. Qui a Jastarnia ci concediamo ben un paio d'ore di vita da spiaggia... stendiamo quindi i nostri asciugamani e tiriamo fuori il freesbe onde evitare di stare fermi per troppo tempo... di fare il bagno non se ne parla proprio... il Mar Baltico risulta troppo freddo per i nostri standard!
Il porto del villaggio di Jastarnia.


Le belle barche di Jastarnia.

Ripartiamo salendo su un treno regionale strapieno diretto a Gadańsk Glowny. Lungo il percorso abbiamo ancora modo di ammirare paesaggi pittoreschi, in alcuni punti il mare è visibile da entrambi i lati: a sinistra vi è il mare del golfo di Danzica e a destra il Mar Baltico.



Consigli in pillole

Pernottamenti. Come già precedentemente detto, abbiamo scelto di dormire in un appartamento (Old Town Veranda Apartment) prenotato tramite airbnb, situato in una tipica casa di Danzica. Si è rivelata un'ottima soluzione, comoda per raggiungere a piedi sia il centro sia la stazione.

Trasporti. Il centro di Danzica si visita tranquillamente a piedi. Per raggiungere i dintorni o vi affidate ai treni, così come abbiamo fatto noi, oppure se preferite potrete affittare un'automobile.
I treni locali sono un po' vintage, ma comunque ben tenuti.

Moneta. In Polonia non c'è ancora l'euro, la moneta locale è lo zlóty. A oggi (novembre 2019) uno zlóty vale circa poco più di 20 centesimi di euro, con una cambio quindi a noi favorevole.
Monete di zlóty.

A tavola. Per quel che abbiamo avuto modo di provare il cibo polacco, o comunque di questa regione della Polonia, non è molto vario, nonostante ciò alcuni piatti vale la pena di gustarli in tutta tranquillità, per esempio non mancate di assaggiare:
- i bigos, il più antico piatto polacco, è uno stufato di carni varie cotto lentamente con crauti bianchi e viola, con l'aggiunta di prugne e pere secche, ginepro e spezie varie.

Bigos, funghi e wuster.

golabki involtini di cavolo ripieni di carne e di riso.

Golabki.

- pieroghi, ravioli salati o dolci ripieni.
- pierniki, sono i biscotti tipici di Torun.
- zuppe varie
- nei piccoli villaggi di pescatori troverete certamente del buon pesce.
Un piatto di salmone e patatine che mi ha proprio soddisfatto!

Nel bicchiere. Naturalmente la wodka e le birre (piwo). Tra le birre commerciali la più buona a nostro giudizio è la Warka, tra le birre artigianali citiamo la Malborskie provata a Malbork.

Locali. Tra quelli in cui siamo stati vi segnalo:
- la Tawerna Mestwin di Danzica in Ulica Straganiarska 20/23
- il Kutter di Hel in Ulica Wiejska
- il Lamus birreria con birre artigianali polacche, frequentato in particolare dai giovani di Danzica, si trova in Lawendowa 8, con ingresso da Ulica Straganiarska

Guide turistiche. Ormai nell'era degli smartphone sempre in mano, per alcuni potrebbero risultare superflue... io personalmente le porto sempre con me, in questo caso eravamo forniti sia della guida del Touring Editore sia della guida Lonely Planet.



10 novembre 2019

Costa Azzurra, ancora una volta!

Ancora una volta sfruttiamo il ponte di Ognissanti 2018 e la casa-base di Rico per goderci uno stacco dalla routine di inizio anno lavorativo e ci dirigiamo tra le nuvole grigie e la pioggerellina autunnale verso Menton e la Costa Azzurra che, questo primo novembre, non è per niente azzurra e risente delle mareggiate che nei giorni precedenti hanno seriamente danneggiato tutta la costa.
Spiaggia di Menton dopo le mareggiate.
La prima giornata di questa nostra mini vacanza si svolge perciò all'insegna del relax: dopo aver fatto spesa al supermercato, apriamo la casetta e prepariamo un pranzo tardo a base di zuppe (pronte) e verdure saltate. Sembriamo particolamente salutiste, ma i nostri sforzi sono vaneggiati dagli sconti che i supermercati francesi offrono su diversi whisky, che diventano perciò parte del nostro pomeriggio di assaggi, fotografie estive, chiacchiere e progetti per i futuri viaggi.

Una volta che il cielo ha scaricato tutta la pioggia che aveva in serbo, ci concediamo una passeggiata in Menton, decidendo di rimanere sull'interno ed evitare il lungomare, non sapendo di preciso in quali condizioni fosse.
Concludiamo il nostro breve giretto verso il porto, osservando i lavori che sono stati fatti sulla spiaggia e speculando sulle prossime aperture di locali vari. 
Il tavolo prenotato al ristorante Leone, alle spalle al monumento commemorativo dedicato alla Regina Vittoria, ci aspetta e noi non amiamo arrivare in ritardo. Usciamo illuminate e satolle grazie alle prelibatezze di pesce che abbiamo ordinato e alla cordialità di tutto lo staff.

Il giorno successivo dedichiamo la mattina allo shopping che ognuna di noi aveva in mente, saltellando di negozio in negozio come bimbe felici. Ma non dimentichiamo che viaggiare significa scoprire nuovi luoghi, perciò dopo un pranzo veloce prendiamo il bus 100 in direzione Nizza e scendiamo poco dopo Beaulieu-sur-Mer con l'intenzione di visitare Villa Ephrussi de Rothschild. Percorriamo un pezzo di statale in direzione Saint-Jean-Cap-Ferrat, comune in cui sorge effettivamente la Villa. Il sito della villa consiglia di prendere il bus 81 per raggiungerne l'ingresso, ma è un percorso fattibile anche a piedi, fornito di marciapiedi e attraversamento pedonale. Raggiungiamo la villa che è quasi il tramonto perciò scegliamo di visitare per prima cosa i magnifici giardini, suddivisi in aree tematiche, da cui si gode una meravigliosa vista su entrambi i lati del promontorio. La grande vasca centrale ci delizia con i suoi giochi d'acqua musicali e, nonostante sia abbastanza affollata, ognuno trova spazio per godere della vegetazione e del panorama. L'aria si fa fresca e ci spostiamo all'interno della villa seguendo il percorso proposto dall'audio-guida compresa nel costo del biglietto e conosciamo la figura di Béatrice Ephrussi de Rothschild, personaggio tanto affascinante quanto curioso.
Lasciamo la Villa al crepuscolo, ammirando affascinate le luci che punteggiano la costa e rientramo a casa seguendo il percorso contratrio all'andata.
La villa Ephrussi de Rothschild vista dai giardini.

L'ingresso della villa.
Il terzo giorno il tempo è incerto, perciò decidiamo di spostarci verso l'interno e, con l'auto, ci dirigiamo verso Vence, scegliendo di evitare l'autostrada ma anche la Basse Corniche che attraversa Montecarlo. Il percorso scelto dal navigatore è agevole e ci permette di ammirare il paesaggio dalla Haute Corniche; nonostante temessimo il traffico attraversando Nizza, scopriamo che la serie di corsi ad alto scorrimento che la attraversano e la tangenziale che imbocchiamo subito dopo sono estremamente utili. In proporzione troviamo più traffico a Cagne-sur-Mer, dove lasciamo la costa per dirigerci nell'entroterra. Vence, la nostra meta, è un grazioso borgo arroccato di cui, salendo, non si vedono le mura. Abbiamo pensato che la guida ci avesse prese in giro ma così non è stato. Il centro storico è un susseguirsi di viuzze, passaggi e piazze curate e colorate di fiori, nonostante questo sia l'ultimo fine settimana della stagione turistica. Curiosiamo infilandoci ovunque ci porti il cuore e, all'interno della chiesa, visitiamo al piano superiore una esposizione di statue lignee di fattura popolare usate per la Via Crucis. Scegliamo per pranzo un grazioso ristorante che sembrava stesse aspettando proprio noi nel dehor. Cerchiamo poi, per smaltire il pranzo e fare ancora una passeggiata prima del ritorno, la cappella progettata e decorata da Henri Matisse, ma ci limitiamo ad osservarne solo l'esterno a causa del grande affollamento. 
La mairie (municipio) di Vence.
 
Riprendiamo l'auto e, sulla via del ritorno, decidiamo di fermarci ad Eze Village per una rapida quanto ventosa visita. Lasciata l'auto nel parcheggio a pagamento ai piedi della salita che porta al borgo antico, ci inerpichiamo tra vie e scale al suo interno. Purtroppo alcuni punti panoramici sono chiusi a causa dell'ora (giardino botanico) o del periodo (chiusura per ferie prima delle vacanze natalizie), perciò ci limitiamo a vagare su e giù lasciandoci portare dal vento e dalle luci che illuminano sapientemente le mura. 
Tramonto dal giardino botanico di Eze-su-mer.
L'ultimo giorno il cielo è nuovamente grigio e ci permette solo una rapida passeggiata, in parte sul lungo mare, in parte nell'interno, in compagnia degli zii di Rico, con i quali ci rifugiamo per un aperitivo in Place du Cap, poichè veniamo sorpresi da un violento temporale. La nostra vacanza termina così come è iniziata, tra nuvole cariche di pioggia che ci accompagnano per tutto il viaggio verso casa.