31 maggio 2018

Un week end tra Verona e Venezia

Qualche mese fa la mia amica artista Elisa, è stata invitata a esporre un'opera ad una mostra a Venezia e mi ha chiesto se in aprile mi avrebbe fatto piacere accompagnarla all'inaugurazione. Potevo io abbandonare un'amica nel momento del bisogno? E così ne abbiamo approfittato per trascorrere un week end tra Verona e Venezia.

Venerdì 13 aprile
Partiamo nel primo pomeriggio di venerdì, imbocchiamo la A21/E70 Torino-Piacenza, a Brescia proseguiamo sulla A4/E70 in direzione Venezia, e dopo circa 3 ore e mezzo di viaggio usciamo a Verona Sud. Nonostante la mostra sia a Venezia abbiamo infatti pensato di fare base a Verona e raggiungere Venezia in treno, sia per i costi sia per la distanza. Il traffico in città è molto intenso, questo week end ci sarà anche l'inaugurazione di Vinitaly, cosa che noi abbiamo scoperto solo una settimana prima, cercando un hotel! Con l'aiuto del navigatore raggiungiamo la nostra sistemazione trovata su airbnb: una stanza a casa di una ragazza molto simpatica, in una tranquilla zona residenziale a una ventina di minuti a piedi dal centro e dalla stazione.
Dopo esserci sistemate e rinfrescate andiamo a cena con degli amici veronesi di Elisa, con cui trascorriamo una piacevole serata.

Sabato 14 aprile
La sveglia suona molto presto: ci attende un'intensa giornata a Venezia! Usciamo verso le 7,30, ci fermiamo per strada a fare colazione e a comprare dei panini per pranzo e alle 8,21 saliamo sul treno.
Consiglio: i treni per Venezia sono molto frequenti, io vi consiglio di optare per i regionali veloci, che impiegano un'ora e mezza facendo solo le fermate principali; ci sono anche i treni regionali, che allo stesso costo impiegano però 2 ore e venti minuti; spendendo quasi il doppio ci sono anche i Frecciarossa, ma si risparmiano appena 10 minuti di tempo rispetto ai regionali veloci.
Sono quasi le 10 quando arriviamo a Venezia Santa Lucia e iniziamo a girovagare tra calli, campi, ponti e canali, in una splendida giornata di sole. Sia io che Elisa siamo già state a Venezia e questo ci permette di goderci la città evitando i luoghi più turistici ed affollati, passeggiando un po' a caso, seguendo anche i consigli dei suoi abitanti.
Veduta dal Ponte degli Scalzi, primo scorcio Veneziano.
Ci concediamo comunque qualche foto al Ponte di Rialto e in Piazza S. Marco, per poi andare a cercare un tranquillo campo per consumare il nostro pranzo al sacco. Sedute lungo un canale, ci rilassiamo al sole, godendoci il passaggio ininterrotto di gondole stracolme di turisti, e il colorito vociare dei gondolieri.
Il ponte di Rialto.

Piazza S. Marco.
Nel pomeriggio ci spostiamo verso il rione di Canareggio, molto meno turistico ma anch'esso ricco di tesori. In particolare ci colpisce la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, e la Scuola Grande di S. Marco, sede anche dell'ospedale. Scopriamo che l'ingresso a tutte le chiese è a pagamento (circa 3 euro).
Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

Alle 17,00 ci aspetta l'inaugurazione della mostra "L'inquinamento e le sue possibili soluzioni"  a Palazzo Albrizzi, sede di molti eventi culturali. Il palazzo è molto suggestivo e ci accoglie con un concerto di musica classica. Dopo aver visitato la mostra e aver fatto le foto di rito con gli artisti, ci concediamo qualche stuzzichino offerto dai curatori della mostra.
Terminato il momento "mondano" siamo abbastanza stanche, e decidiamo di dirigerci alla stazione per rientrare a Verona. 
Sono ormai quasi le 21 quando arriviamo a Verona, e ci dirigiamo verso il centro per cercare un locale in cui cenare. Giunte in Piazza Bra scegliamo il Brek, ristorante self service, e vista la gradevole temperatura, decidiamo di consumare la nostra cena nel dehor, godendoci la vista sull'Arena. La città è molto animata, forse più del solito, complici vari eventi collaterali legati a Vinitaly. Per le vie del centro c'è infatti "Vinitaly and the city", con aree dedicate alle eccellenze regionali e svariati concerti.
Per rientrare a casa percorriamo le stradine del centro: attraverso via Cattaneo e via Roma raggiungiamo Castelvecchio e il fiume Adige, poi ci spostiamo a S. Zeno, dove veniamo attirate da un concerto, e prese dalla musica ci dimentichiamo della stanchezza. E' ormai passata la mezzanotte quando ci mettiamo finalmente a letto.
Castelvecchio.


Domenica 15 aprile
Stamattina ci alziamo con calma, carichiamo le valigie in auto, che spostiamo in un parcheggio più comodo al centro, facciamo colazione e verso le 9,30 iniziamo la nostra visita alla città. Ripercorriamo a ritroso il tragitto fatto la sera precedente e quindi iniziamo dalla basilica di S. Zeno Maggiore, uno dei capolavori del romanico in Italia. Riusciamo anche ad ammirarne l'interno prima che inizi una funzione, e il tranquillo chiostro.
Facciata di S. Zeno.

Chiostro di S. Zeno.
Verso le 10.00 ci ritroviamo con gli amici di Elisa, che si offrono di farci da ciceroni, e insieme andiamo direttamente in Piazza Bra, dominata dalla famosa Arena, l'anfiteatro romano, oggi usato per spettacoli e concerti. 
Piazza Bra con la sua inconfondibile Arena.

Da qui ci infiliamo in una delle vie del centro, via Anfiteatro, passiamo di fianco alla chiesa di S. Nicolò all'Arena e andiamo a vedere antichi resti romani, giriamo poi in via Cappello per una rapida occhiata al balcone di Giulietta. Il cortile in cui si trova la casa di Giulietta ormai è una meta molto affollata, con gente da tutto il mondo che si accalca per lasciare messaggi d'amore scritti su post-it o direttamente sui muri. Fortunatamente il comune ha provveduto a rivestire i muri con dei teli rimovibili e lavabili! 
Messaggi d'amore a casa di Giulietta.

Proseguiamo il giretto in Piazza delle Erbe, poi svoltiamo a destra per andare in Piazza dei Signori, e ammirare le Arche Scaligere e il Palazzo del Capitano.
Piazza delle Erbe.
Continuiamo a girovagare per le vie del centro fino a raggiungere Porta dei Borsari, e percorrendo corso Cavour giungiamo a Castelvecchio, il castello di Verona che sorge lungo le sponde del fiume Adige e che oggi ospita il museo Civico. Si può visitare liberamente il cortile e il suggestivo ponte merlato a tre archi diseguali, che porta sull'altra sponda del fiume.

Ponte di Catelvecchio.
Percorriamo il lungadige fino a Ponte Risorgimento, ammirando uno splendido panorama verso il castello e il ponte, e ci portiamo in Piazza Corrubio, ricca di locali molto carini. Salutati i nostri amici, decidiamo di fermarci in uno di questi locali, Bar Gelateria S. Zeno, per consumare uno Spritz, tipico aperitivo, e un rapido pranzo.
Lo Spritz.
Nel primo pomeriggio nostro malgrado ci tocca ripartire per tornare a casa, molto soddisfatte del week end appena trascorso.
Venezia non delude mai, anzi se ci siete già stati potete concedervi la scoperta di angoli più tranquilli ma altrettanto suggestivi, o se avete più tempo potete prendere un vaporetto e raggiungere le isole di Murano, Burano e Torcello. Verona ci ha sorprese molto: entrambe ci eravamo state parecchi anni fa, e non la ricordavamo così ricca di tesori, inoltre è molto vivace e vivibile, piacevole da scoprire a piedi.

20 maggio 2018

California on the road: da San Francisco a Los Angeles

In questo post continuo e concludo il tour californiano.

7 settembre 2014
Dopo aver trascorso la prima parte della giornata immerse nella natura, nel tardo pomeriggio arriviamo a San Francisco.
Giusto il tempo di lasciare i bagagli nella camera e poi ci spostiamo al Fisherman's Wharf, il vecchio mercato dei pescatori sul porto che è stato riqualificato e ospita ristoranti, negozi e locali di tendenza; qui consumiamo la cena con tutto il gruppo in un grazioso ristorante di pesce (anche se forse un po' troppo turistico per i nostri gusti).
Finita la cena il gruppo si divide, noi decidiamo di seguire la guida per un emozionante giro notturno in cable car, sicuramente il mezzo di trasporto più celebre della città.
Ogni vettura è dotata di posti a sedere interni ed esterni, ma è anche possibile viaggiare in piedi aggrappati ai vicini... forse è un po' spericolato ma ne vale la pena.
Vettura del cable car.
Esistono tre linee di cable car, noi prendiamo quella che da Hyde (vicino al porto) va verso Powell; dopo un tragitto mozzafiato tra le colline scendiamo nella bellissima Union square; dove il nostro autobus ci attende per una sorpresa.
La guida infatti ha organizzato un fuori programma, ci porta verso Berkeley per ammirare lo skyline notturno di San Francisco e ci dà anche un bicchiere di spumante per brindare alla vacanza.
Lo skyline di San Francisco con il Bay bridge, visto da Berkeley.

13 maggio 2018

California on the road: da Los Angeles a San Francisco

Per un'amante del cinema come me la California (e soprattutto Los Angeles) ha sempre rappresentato una meta da sogno, così nell'estate del 2014, complice la volontà di un'amica di fare un viaggio lontano, sono volata sulla costa ovest degli Stati Uniti per un viaggio organizzato nell'assolata Cali.

3 settembre 2014
Di prima mattina prendiamo il bus che da Torino ci porterà a Milano Malpensa, fatto il check-in saliamo sul primo aereo che ci porta dall'Italia a Londra e poi affrontiamo le 12 ore di volo che ci separano da Los Angeles.

Giunte a LAX è sera dai finestrini riusciamo a vedere la superstrada che circonda la città e il suo celebre traffico! Dopo aver fatto i controlli di sicurezza contattiamo il tour operator che ci indica dove prendere la navetta che ci porterà in hotel per trascorrere la prima notte californiana.

4 settembre 2014
Sveglia presto e prima colazione da "campioni"! Recuperiamo i bagagli e incontriamo il nostro gruppo nella hall, poi ci mettiamo in marcia per la nostra prima tappa.
Da Los Angeles ci dirigiamo verso est sull'autostrada 15 per raggiungere Calico.
Calico è una delle tante città minerarie che si trovano in quello che era il vecchio West. Intorno al 1880 la città è passata da avere poco più di 100 abitanti fino a un massimo di 1200, successivamente l'avvento della tecnologia, il crollo del prezzo dell'argento e l'esaurirsi delle miniere ha fatto sì che gli abitanti la abbandonassero facendola divenire (già a inizio '900) una città fantasma. Dagli anni '50 è iniziato il recupero della città che ora è possibile visitare.
La clinica di Calico, tutte le pareti sono ricoperte da fondi di bottiglie di vetro.

Panorama di Calico dall'alto.
Dopo aver gironzolato tra le stradine polverose e aver pranzato con un sandwich e un'insalata risaliamo sul bus per raggiungere la nostra prossima tappa, che ci porterà fuori dal territorio californiano, infatti ci spostiamo in Nevada verso the fabulous Las Vegas!
Già dalla strada che ci porta all'hotel capiamo che questa città è tutto quello che si immagina... una cattedrale del deserto, inno alla stravaganza e alla follia! Prima ancora di essere scesi dal bus vediamo cappelle per matrimoni, edifici con architetture folli e caos gioioso... ed è ancora giorno! 
Il nostro tour prevede per la serata un'escursione facoltativa con la guida a cui rinunciamo optando per un'esplorazione in autonomia (si rivelerà un'ottima decisione), ceniamo presto al self service dell'hotel e poi andiamo alla scoperta della Strip.
Vista sulla Strip.
Le attrazioni da visitare sono fondamentalmente gli altri hotel che si trovano vicino al nostro. 
Quindi iniziamo il nostro giro intorno al mondo... partiamo da MonteCarlo, dove alloggiamo, poi ci rechiamo nella stupenda New York e porgiamo i nostri saluti alla Statua della Libertà, dopo aver ammirato l'imponente leone della MGM, torniamo in "Europa". Prima al Bellagio, dove assistiamo allo stupendo spettacolo delle fontane danzanti (come se fossimo nella scena finale di Ocean's eleven) e visitiamo il giardino botanico; poi raggiungiamo Roma (Caesar Palace), Parigi (Paris-Las Vegas) e Venezia (The Venetian).
Le fontane danzanti, sullo sfondo il Bellagio e il Ceasar Palace.

Il Paris-Las Vegas con la Tour Eiffel.
Tutto ciò che vediamo è folle e kitch ma non potrebbe essere più bello di così; è il fascino di questa città in cui nulla è proibito e tutto è possibile.
Un'avvertenza: all'esterno la temperatura (anche di sera) è oltre 35°C, negli hotel è circa 18°C, vestitevi prima di entrare in un edificio e comprate dell'acqua per sopravvivere all'esterno. 



18 aprile 2018

Verso il Polesine

Quando ero piccola, uno dei viaggi avventurosi che facevo ogni due o tre anni era la gita in Veneto per pulire le tombe. Di solito avveniva in ottobre, in modo che alla festa di Ognissanti anche gli avi di laggiù fossero in ordine.
Era giunto il momento di tornare e con i miei genitori abbiamo pianificato anche un giretto nei dintorni.

Primo Giorno
Partiamo presto e, con il sole che sorge negli occhi, percorriamo la Torino-Milano in direzione est, procedendo poi verso Padova. Usciti dall'autostrada ci dirigiamo verso la povincia di Rovigo, per visitare il cimitero di Contarina. Una volta giunti lì davanti, ci ricordiamo che è lunedì mattina, quindi è chiuso e i lavori alle tombe vengono rimandati alla mattina successiva.
Percorriamo la Romea (SS309) in direzione inversa e ci troviamo costretti ad improvvisare il pranzo con toast e acqua in uno dei punti ristoro intorno a Chioggia, data l'intensità del traffico.
Raggiunta Padova, lasciamo auto e bagagli all'hotel e impieghiamo il resto del pomeriggio a girovagare per la città. Passiamo di fianco a Porta Pontecorvo e all'omonimo bastione, parte della cinta muraria del XIV secolo. 

Porta Pontecorvo

Imbocchiamo via Cavazzana che, costeggiando l'Abbazia di Santa Giustina conduce alla enorme e suggestiva piazza denominata Prato della Valle. Percorriamo l'ampio camminamento che conduce alla fontana centrale e ci prendiamo il nostro tempo per ammirare la piazza.

Abbazia di Santa Giustina

Prato della Valle

Ci dirigiamo verso la Basilica di S. Antonio da Padova passeggiando lungo via Beato Luca Belludi. Nella mia memoria c'è un'immagine della costruzione di quando ero bambina: la ricordo come immensa, circondata da un brulicare di persone più o meno chiassose. La costruzione è imponente, ma non tanto quanto nei miei ricordi; inoltre, nei giorni di agosto in cui ci siamo noi, la città è come assopita, in attesa che riaprano le università e ripartano i flussi dei turisti.

Abbazia di S. Antonio

Una volta usciti dalla Basilica, insisto perché si vada a visitare l'Orto Botanico situato a poca distanza. Uno dei documentari visti all'ora di cena aveva mostrato parte di questo complesso, cosa che aveva fatto nascere la curiosità di vederlo dal vivo.
Trascorriamo parecchio tempo esaminando la parte storica, creata nel 1545, suddivisa in sezioni e serre tematiche per agevolare l'osservazione e lo studio. Attraverso un tunnel di siepi si raggiunge la parte moderna dell'Orto e le nuove serre dall'aspetto futuristico. Il sito è patrimonio Unesco e vi consiglio caldamente una visita!

L'orto storico

L'orto contemporaneo

Vasca dell ninfee


Mentre il sole inizia a tramontare passeggiamo tra le vie che si snodano tra Prato della Valle e Porta Pontecorvo, trovando un ristorante delizioso in cui cenare. 


Un vicolo

Secondo Giorno
Ci alziamo di buon mattino e ci mettiamo in auto diretti a Contarina. I paesi sono cambiati e i comuni sono stati accorpati rispetto ai miei ricordi, ma essere lì richiama giorni spensierati in compagnia dei nonni e della famiglia. Una volta pulite le tombe, ci dirigiamo verso la meta scelta per la giornata: Ferrara.
Prima però, facciamo una deviazione all'Abbazia di Pomposa vicino a Codigoro. Felice come una bambina, visito il centro monastico partendo dal chiostro, passando dal refettorio affrescato e dalle celle dei monaci, fino a raggiungere l'interno dell'Abbazia, con i meravigliosi pavimenti a mosaico.

Facciata dell'Abbazia

L'interno

Lasciata questa oasi antica, proseguiamo lungo la Romea fino a raggiungere Ferrara. Parcheggiamo nei pressi del Castello e iniziamo a visitare il centro. Ma una volta giunti vicino alla Cattedrale lo stomaco inizia a brontolare, perciò cerchiamo un posto che cucini piatti tipici. 
Dopo esserci rifocillati, faccio fare alla famiglia quattro passi per digerire. Ho una missione: vedere la facciata di Palazzo dei Diamanti. Poiché è sede della Pinacoteca Nazionale, rinuncio alla visita degli interni, ma sono molto felice di averne potuto ammirare gli esterni e di aver sbirciato nella corte interna.

Corte interna a Palazzo dei Diamanti

Visitiamo il Castello Estense, in cui il percorso di visita si snoda tra sale informative, le cucine, i sotterranei e le celle, la loggia degli aranci e saloni affrescati. La visita è molto soddisfacente e si avvale di alcuni strumenti per osservare gli affreschi che aiutano a prevenire le cervicali.

Dettaglio sul fossato

La corte interna

Ritorniamo poi alla Cattedrale per visitare anche il suo interno. L'edificio vanta una storia quasi millenaria e presenta segni delle diverse epoche sia all'interno che all'esterno.

La Cattedrale
Rientriamo poi a Padova per cenare e preparare i bagagli.

Terzo Giorno
Il nostro desiderio oggi è visitare a Vicenza una delle ville Palladiane gioiello dell'architettura veneta, ma il clima è  nostro nemico. Lasciata Padova le nuvole ci accompagnano lungo la strada e una pioggia battente impedisce la visita. Decidiamo di anticipare il rientro e imbocchiamo l'autostrada in direzione Torino.

La Rotonda
Se vi interessano informazioni riguardo a Vicenza e a Villa Capra cliccate qui 

Consigli veloci

Alloggio a Padova: Hotel Maritan. Di fronte ad uno dei presidi ospedalieri della città, dista circa 15 minuti a piedi da Prato della Valle. Di facile accesso perché su una delle vie di scorrimento rapido, è un buon punto di appoggio se l'idea è di visitare anche altro al di fuori di Padova.

Il Ristorante Donna Irene in vicolo Pontecorvo a Padova è assolutamente da provare, specialmente d'estate per il suo dehor. Portate eccellenti e presentate molto bene, di prezzo medio alto. Ma una volta ogni tanto si può fare!

Il Panificio Cappelli a Ferrara è situato poco distante dalla Cattedrale e ha un piccolo dehor dove si possono gustare i tortelli e il panpapato! Consigliatissimo!

22 marzo 2018

Modena

Da parecchio tempo io e i miei amici non ci concediamo un week end fuori porta tutti insieme. Così finalmente il 4 novembre cinque intrepidi cuneesi partono alla volta di Modena. La scelta è ricaduta su questa città in quanto nessuno ci è mai stato, ma sembra delle dimensioni giuste per essere visitata in un fine settimana.....e poi l'Emilia non delude mai in fatto di cibo!

Partiamo con calma il sabato mattina in auto direzione Asti, per imboccare la A21 Torino-Piacenza-Brescia, fino al bivio con la A1 Milano-Bologna, e dopo circa tre ore e mezzo di viaggio usciamo a Modena. Con l'aiuto del navigatore cerchiamo un parcheggio comodo per raggiungere la nostra sistemazione: abbiamo prenotato sul sito Airbnb un comodo appartamento situato nel centro storico. L'auto si può lasciare nei parcheggi a pagamento di Viale Caduti in Guerra, a pochi minuti dal centro.
Posati i bagagli, usciamo per un primo giretto in centro e alla ricerca di un un posto dove pranzare. Ci infiliamo sotto i portici della principale via del centro, via Emilia, la via dello shopping, e in pochi minuti siamo in Piazza Grande, il salotto della città, che con il Duomo e la Torre Civica, dal 1997 è inserita nella lista dei siti italiani patrimonio dell'UNESCO. 
Veduta di Piazza Grande dall'alto.
Proseguendo la passeggiata ci troviamo al Mercato Albinelli, storico mercato coperto, dove è possibile consumare un rapido spuntino o fare golosi aperitivi. Ci concediamo un tagliere di affettati e formaggi misti, con focaccia e gnocchi fritti.
Pranzo al Mercato Albinelli.
Riprendiamo la visita alla città ma per avere maggiori informazioni ci rivolgiamo all'ufficio turistico, situato in Piazza Grande, al pian terreno del palazzo comunale, dove sono tutti molto gentili e disponibili. Veniamo così a scoprire che si può accedere gratuitamente ad alcune sale al primo piano del palazzo comunale e che, essendo il 4 novembre, festa delle forze armate, si può visitare sempre gratuitamente anche Palazzo Ducale, oggi sede dell'Accademia Militare e del Museo Storico dell'Accademia. Incuriositi decidiamo di andarci subito, e non ce ne pentiamo. Saliamo al primo piano del comune per ammirare alcune sale affrescate, in cui è anche conservata "la secchia" simbolo dell'antica rivalità con Bologna. Poi ci spostiamo a Palazzo Ducale, che si affaccia su Piazza Roma: è un edificio imponente e armonico. All'interno i militari ci indicano il percorso per una mostra sulla figura della partigiana Gina Borellini, medaglia d'oro della resistenza, e per una mostra sulla Grande Guerra.

Facciata di Palazzo Ducale.
Dal palazzo proseguiamo per una passeggiata nel vicino Parco Giardino Ducale Estense, che troviamo un po' trascurato. Nella palazzina dei giardini ci imbattiamo in un'altra mostra gratuita dedicata a Cesare Leonardi, architetto, urbanista e artista contemporaneo, così entriamo a curiosare. Scopriamo che la mostra prosegue anche a Palazzo Santa Margherita, dove era già nostra intenzione andare in quanto sede del Museo della figurina. Lo raggiungiamo in pochi minuti lungo corso Canalgrande, e torniamo un po' bambini: è costituito da pannelli informativi che si sfogliano proprio come un album, in cui si ammirano figurine e card di ogni epoca.
Quando usciamo è ormai tardo pomeriggio e, nonostante sia nuvoloso, decidiamo di andare ad ammirare la città dall'altro all'ora del tramonto, salendo sulla Ghirlandina, il campanile del Duomo. Ritorniamo in Piazza Grande, passando accanto al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, e troviamo la biglietteria per salire sulla torre, simbolo della città. Il panorama che si gode dalla lanterna sulle tegole rosse dei tetti di Modena è molto suggestivo.
Panorama che si ammira dalla Ghirlandina.
Terminiamo la visita ammirando la facciata e gli interni del Duomo.
Facciata del Duomo.

Si è ormai fatto buio, e decidiamo di riposarci dalle fatiche del pomeriggio concedendoci uno spritz modenese, al lambrusco, nel dehor riscaldato del Caffè Concerto, in Piazza Grande.

Per cena scegliamo l'Hostaria Carducci, in cui consumiamo piatti tipici, accompagnati da ottimo lambrusco. Il cameriere è molto gentile e risponde a tutte le nostre curiosità, in particolare ci spiega anche la differenza tra Aceto Balsamico Tradizionale e Aceto di Modena IGP.
Dopo una passeggiata digestiva rientriamo nel nostro appartamento.
Tortellini al ragù di carne dell'Hosatria Carducci.


La domenica è piovosa, ma questo non ci scoraggia. Dopo una ricca colazione al Caffè Concerto, andiamo a visitare l'acetaia comunale. Creata nel sottotetto del palazzo comunale, ospita tre batterie di botti, e dei volontari illustrano il grande lavoro che c'è dietro all'Aceto Balsamico Tradizionale, e ce ne fanno anche assaggiare diversi tipi.
L'acetaia comunale.
Pranziamo al Ristorante Uva d'Oro, che ci soddisfa un po' meno di quello della cena, (fate attenzione che a volte sbagliano il conto!) e nel primo pomeriggio partiamo per rientrare a casa.

Modena ci è proprio piaciuta, città tranquilla, molto vivibile, giovane e vivace, che può anche essere il punto di partenza per esplorare i dintorni. Se vi interessa potete leggere il post sul modenese di Kowalsky, se siete appassionati di motori qui trovate anche tutto il percorso di visite del museo Enzo Ferrari e della fabbrica della Ferrari, tra Modena e Maranello, cosa che io e i miei amici abbiamo tralasciato.
https://pinguineinviaggio.blogspot.it/2017/10/terra-di-cucina-castelli-musica-e-motori.html






21 marzo 2018

R come Roma e... rugby

Dovete sapere che noi pinguine abbiamo una grande passione per il rugby, è una passione recente di cui molte regole ci sono ancora ignote ma ci stiamo applicando. In occasione del Sei Nazioni ci ritroviamo (di persona o in via telematica) per seguire le partite di Italia e Scozia.
Per quanto mi riguarda ho iniziato a seguire il rugby grazie al mio babbo e così quest’anno per la festa del papà ho regalato a tutta la famiglia i biglietti proprio per Italia-Scozia a Roma.


venerdì 16 marzo
Subito dopo pranzo prendiamo il Frecciarossa delle 14.30 da Torino Porta Susa in direzione Roma Termini. Con Trenitalia esistono delle convenzioni per chi ha il biglietto della partita, cercate nel sito, noi purtroppo non abbiamo potuto usufruirne; anche Italo ha numerosi collegamenti e tariffe vantaggiose basta partire per tempo.
Giunti a destinazione sono le 19 e, consapevoli della qualità dei bus romani, decidiamo di prendere un taxi per recarci al b&b dove alloggeremo.

Attenzione!! Davanti alla stazione sostano numerose vetture che sembrano taxi ma non fanno la corsa con tassametro, bensì a forfait. Nel nostro caso ci hanno proposto una tariffa di 35/40€ per una corsa che in realtà ci è costata 13€. Se decidete di prendere un taxi chiedete sempre una vettura con tassametro.

Per i nostri pernottamenti abbiamo scelto un grazioso b&b (ClodioRooms) che si trova a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico. Il proprietario, Vito, è un ragazzo gentilissimo e super disponibile che ci accoglie con un gran sorriso. Potete chiedergli qualunque informazione sarà preziosissimo.
Proprio su consiglio di Vito ci rechiamo a cena al Hostaria Edmondo dove troverete ottimi piatti della tradizione romana in un ambiente piccolo ma accogliente, è fondamentale la prenotazione. Nel nostro caso oltre all’atmosfera romanesca doc abbiamo potuto respirare la prima aria di Sei Nazioni, perché almeno 15 dei 30 coperti del locale erano occupati da scozzesi... qualcuno persino in kilt!

Rigatoni con coda alla vaccinara da Edmondo.

sabato 17 marzo - game day
La sveglia non è impostata ma è l'emozione a farmi aprire gli occhi, oggi si gioca!
Dopo aver fatto colazione inganniamo il tempo pre-partita facendo una passeggiata fino alle mura vaticane e poi ci rechiamo al Foro italico che goderci la festa insieme agli altri tifosi.
Prendiamo posto nello stadio e subito ci accorgiamo che nel nostro settore siamo gli unici italiani, infatti Flower of Scotland risuona potente intorno a noi, ma al momento del nostro inno non ci facciamo scoraggiare e, con le lacrime che luccicano negli occhi, cantiamo a squarciagola anche noi.
Tra fiumi di birra, kilt e tricolori ci godiamo una bella festa di sport; anche se il risultato ci lascia un po' di amaro in bocca, per dovere di cronaca l'Italia perde 27-29 negli ultimi due minuti.

Mischia nei 22 m scozzesi... perdonate la qualità della fotografia.
A fine partita, lasciamo lo stadio e, a modo nostro, trascorriamo il terzo tempo chiacchierando con alcuni scozzesi mentre ci dirigiamo verso il centro.
Nel pomeriggio girovaghiamo tra piazza del Popolo, Trinità dei monti, il Pantheon, Montecitorio e piazza Navona, ammirando per l'ennesima volta luoghi conosciuti o scoprendo nuovi gioielli, come l'Ara Pacis o la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi con gli affreschi di Caravaggio.
Qua e là, quando meno te lo aspetti, ecco spuntare un kilt e uno scozzese che, vedendo la sciarpa acquistata allo stadio, sorride e batte il cinque o si complimenta per come ha giocato la nostra nazionale... ah la magia del rugby!

Piazza del Popolo... con turisti scozzesi.

Piazza Navona al tramonto.
Dopo aver precorso quasi 15 km a piedi ci fermiamo finalmente per cenare; scegliamo il ristorante Matricianella un locale storico in zona Piazza di Spagna dove possiamo gustare primi piatti con pasta fatta in casa e i carciofi alla giudia.

Nell'autunno romano il carciofo alla giudia non può mancare.

domenica 18 marzo
Al risveglio piove a dirotto, quasi come se tutti gli scozzesi in città avessero portato il loro clima in Italia. Decidiamo di fare colazione con calma, durante la quale possiamo apprezzare un altro pregio del b&b Clodio, l'unico tavolo presente consente di scambiare qualche parola con gli altri ospiti. Nel nostro caso una simpatica coppia anglo-scozzese con cui parliamo di viaggi, cibo, meteo e ovviamente rugby.
Quando abbiamo finito di mangiare e chiuso le valigie ha finalmente smesso di piovere, così possiamo recarci fino in Vaticano per assistere all'Angelus. Prima di accedere a Piazza San Pietro lasciamo i bagagli in un comodo deposito poco distante dalla fermata della metro Ottaviano poi facciamo i controlli di sicurezza.
L'emozione di trovarsi a San Pietro è sempre grande, così come poter ascoltare le parole di papa Francesco.


Dopo aver lasciato il Vaticano, andiamo con la metro fino alla stazione Termini dove facciamo l'ultima nuova esperienza di questa breve vacanza romana... pranzo al Mercato centrale.
Sicuramente non è economico ma il vostro palato vi ringrazierà... noi abbiamo provato la focaccia farcita di Bonci una gioia per le papille gustative. Soddisfatti e rifocillati andiamo a prendere il treno che ci riporterà a casa.

17 febbraio 2018

Pinguine a metà - Edimburgo, consigli per l'uso

Volo

Scegliamo nuovamente Easyjet, che vola da Malpensa T2 fino ad Edimburgo, senza scalo.
Ricordate di controllare che nel vostro bagaglio a mano ci sia spazio per la borsa personale, perché non potrete portare più di 1 collo; inoltre misurare il bagaglio a mano, dato che è facile trovare personale molto fiscale circa le dimensioni.




Alloggio

Scegliamo di affidarci ad Airbnb per la ricerca di un alloggio, dato che la maggior parte degli alberghi sono completi o esosi. Troviamo un alloggio in Coates Gardens, Haymarket.
Sevi, la nostra host, è estremamente gentile, la stanza è perfetta per due persone e ha il bagno privato. Il tavolo della colazione è fornito di ogni cosa, persino Vegemite se si arriva dalla lontana Australia e la cucina è a disposizione anche la sera se ci si vuole scaldare con una tisana.




Pasti

Wagamama è una catena che propone cibo orientale, tra cui le enormi ciotole di ramen in brodo che scaldano pancia e cuore. Noi scegliamo il ristorante sito in Lothian Rd. Il prezzo medio per i ramen è di £10. Per esperienza possiamo dirvi che anche i curry sono molto buoni!




Mussel Inn Sea Food è un piccolo ristorante su Rose St. in cui troviamo posto nonostante non avessimo prenotato. Se meditate di andarci nel fine settimana è consigliabile fermare un tavolo, soprattutto se siete più di due! Dividiamo una Seafood Chowder e una porzione di cozze e ce la caviamo spendendo circa £12 a testa.

The Elephant House al numero 21 di George IV Bridge offre un menu che spazia dalla colazione alla cena, senza avere la pretesa di trasformarsi in un ristorante. Noi ci fermiamo per una seconda colazione (sì, siamo Hobbit in fondo!) dove accompagniamo le nostre bevande calde con una fetta di Carrot cake e un biscotto a forma di elefante.




Clarinda's Tearoom è un grazioso spazio "old style" che già avevamo adocchiato ad agosto. Vi potrà capitare di condividere il tavolo con qualcuno oppure, come è successo a noi, trovare due adorabili nonnine che vi lasciano il posto. Ci scaldiamo con una Cullen Skink, zuppa di pesce affumicato, patate e cipolle, accompagnata da oatcakes, biscotti salati di avena. Ci lasciamo tentare da una fetta di torta per concludere in bellezza.




















Auld Hundred in Rose St, come molti pub, si trova su due piani: al piano terreno viene privilegiato il pub, mentre al primo piano diventa ristorante. La serata è tranquilla e ci sono diversi tavoli liberi. Dividiamo uno dei piatti tipici, l'haggis, trito di interiora di pecora mescolato a spezie, cipolla e altri ingredienti, accompagnato in questo caso da una purea di patate e una di rape. Skipper non è un'amante delle frattaglie, ciò nonostante l'ha trovato interessante (anche se non ne mangerebbe più di una porzione condivisa). Come piatto principale scegliamo un burger, accompagnato da una pinta di Tennent's Super. La spesa si aggira su £15 a testa.